martedì 10 febbraio 2009

Sentieri della Conca Verde 2 (La discesa degli Angeli)

Entroterra Savonese

Ancora su e giù per le colline di Legino tra Conca Verde e forte degli Angeli, con la discesa di un panoramico crestone e un finale decisamente diabolico... e le possibilità di questa zona a pochi metri dalla città non finiscono qui!!!


La discesa degli "Angeli"

Delle molte vie di salita alla Conca Verde scegliamo forse la più tecnica: dal ponte sul Letimbro raggiungiamo la zona della stazione e saliamo in via Tissoni per il piccolo tunnel nei pressi dell'aiuola con le palme. In cima a via Tissoni percorriamo la nuova galleria (attenzione!) e saliamo verso destra, ma invece della solita strada per la Conca Verde appena soprapassata l'autostrada svoltiamo a sinistra per via Valcada. Un po' di salita poi a destra (via Belvedere) fino ad attraversare in discesa un valloncello.
Qui fino all'anno scorso partiva un bel sentiero, mentre adesso a causa dell'ennesima nuova edificazione, lo dobbiamo recuperare proseguendo ancora 200 m e svoltando bruscamente a destra in mezzo alla macchia (imbocco poco visibile e poco ciclabile). Con qualche robusta pedalata ci innestiamo sul vecchio sentiero e prendiamo fiato con un bel traverso fino a un'ampia selletta dove prendiamo a sinistra in lieve discesa. Ancora poche centinaia di metri di bel single track nel bosco, un po' esposto e con roccette e ci ritroviamo all'aperto sul piazzale di un ex-maneggio invaso da erbacce.
Si prosegue senza possibilità di errore su sterrato percorrendo due tornanti, siamo sotto il ristornate Conca Verde; arrivati alla confluenza con la larga sterrata che sale da Legino (via Bricco) prendiamo subito a sinistra un sentierone, non troppo evidente, che porta a un piccolo monumento commemorativo dei bombardamenti del '44.
Verso il Passo Paolino Est

Pochi metri e siamo ad un bivio dove, invece di proseguire, svoltiamo bruscamente a destra per affrontare una breve rampa; al successivo incrocio svoltiamo a sinistra continuando sempre su sentiero a tratti un po' scavato dall'acqua ma tutto ciclabile fino ad uscire sull'asfalto in corrispondenza del Passo Paolino Est (310 m).
Scendiamo ora velocemente su asfalto verso Savona fino al piazzalone in prossimità dell'ostello e prendiamo il sentiero roccioso già descritto nella recensione Sentieri della Conca Verde (clicca sul link). Al bivio tiriamo dritto (vedi variante 2 del Bric Renzia, 301 m, traliccio) e scendiamo con percorso panoramico e divertentissimo, a volo su Savona, fino alla sterrata del forte che attraversiamo soltanto, proseguendo su una pista sassosa.
Discesa dal Bric Renzia

Quando sbuchiamo su un piazzale attrezzato con rampe e tavole varie (rudere), lo attraversiamo continuando a mantenerci sul crestone e perdiamo ancora 50 m di quota, un po' più tecnici, fino alla sterrata che proviene da Fontanassa. Tutto questo percorso di cresta si svolge purtroppo in un ex-bosco di pini completamente devastato dagli incendi ma è molto veloce e divertente.
Svoltiamo a sinistra in direzione della chiesetta della Madonna degli Angeli, edificio probabilmente di antichissime origini che domina Savona dal suo poggio. Dopo un bel traverso panoramico e una breve rampa spacca gambe abbandoniamo la sterrata per arrivare davanti alla chiesetta dove prendiamo fiato per l'ultima picchiata: proprio davanti alla chiesetta inizia il sentiero F.I.E. (O rossa) ovvero una larga traccia dal fondo roccioso che precipita verso la città offrendo tratti al limite della ciclabilità e, secondo le condizioni, anche oltre.
Un balcone su Savona

L'ultimo tratto è ancora più difficile ed esposto e in breve piombiamo su una stradina asfaltata dove verso destra raggiungiamo via N.S. degli Angeli. Per la viabilità urbana alla base.

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:

Dati del giro:

Anello Savona - via Valcada - via Belvedere- Conca Verde - passo Paolino E - Bric Renzia - strada forte degli Angeli - Madonna degli Angeli - via N.S. degli Angeli - Savona

Presenze: Bobo, Roberto, Floro

Quota di partenza: 5 m (Savona)

Quota Max: 310 m (passo Paolino E)

Disl.: 380 m

Ciclabilità salita: 99%

Ciclabilità discesa: 98%

Difficoltà: BC/OC+

Sviluppo: 13 km
Bo & woof

domenica 1 febbraio 2009

Le Manie e Capo Noli

Finalese

La zona Est del Finalese, nota come Altopiano delle Manie, e il vicino promontorio di Capo Noli, sono da sempre noti per gli straordinari pregi ambientali. Recentemente il comune di Noli ha risistemato e segnalato una magnifica rete di sentieri, in gran parte ciclabili, di cui oggi siamo andati a provare una piccola selezione. Il giro anche se i numeri sono piccoli è abbastanza impegnativo per la dura serie di saliscendi e le discese mai banali.
video
Partiti da Vado Ligure in una giornata fredda e ventosa, ci scaldiamo i muscoli su per la classica salita di S. Genesio, con bella vista sulla cokeria e sulle cave riconvetite in discarica... Per fortuna dura poco e quando l'asfalto cede il posto allo sterrato entriamo in una rada pineta e saliamo alla selletta del monte Mao (373 m). Senza salire in vetta, continuiamo sulla sterrata che dopo una discesa pietrosa diventa pianeggiante e poi asfaltata, contornando un panoramico vallone fino a innestarsi sulla strada Spotorno - Voze (256 m, 4.8 km da m. Mao). Prendiamo a destra e continuiamo fino a Magnone, poi ancora (sinistra) a S. Libera e proseguiamo per Voze, ma dopo pochi metri svoltiamo su una stradina a destra (indicazioni: chiesa/cimitero). Superata una borgata e un'ultima cappelletta, la strada diventa sterrata ed entra nella classica lecceta (ovviamente il bivio di cui sopra è anche raggiungibile su strada se si preferisce partire da Noli).
La strada sembra terminare contro un cancello ma alla nostra sinistra prende a salire con fondo molto pietroso: in breve, trascurando uno sterratone sulla destra, siamo sul panoramico (non oggi!) Bric dei Monti, l'unica elevazione oltre i 400 m della zona.
Siamo sopra Voze più in basso il mare e Noli

Dalla vetta direzione Voze inizia un veloce sentiero che si infila nel bosco (sentiero n. 6), ottimamente ciclabile, e quando arriviamo a un punto con splendida vista su Noli affrontiamo un tratto ripido e roccioso. Subito dopo arriviamo a un bivio dove svoltiamo a destra in salita (pochi metri di portage) e in breve usciamo sullo sterratone trascurato in precedenza. Scendiamo fin sul fondo di una grande dolina (prati) e risaliamo fino al piazzaletto della vecchia cava. Sulla destra il sentiero n. 6 ritorna nel bosco e, con percorso divertente, arriva a tagliare la strada delle Manie. La attraversiamo (loc. Terre Rosse) e saliamo la ripida rampa di fronte a noi fino a un colletto con vista su Noli, poi ancora a destra su una salita spaccagambe che costeggia il Bric dei Crovi (385 m) in un paesaggio devastato dagli incendi. A un evidente bivio scegliamo la via di destra (toboga), che scende velocemente al prato del ristorante Ferrin su un ex-sentiero "addomesticato" per la downhill: non dobbiamo neanche pensare a sterzare ... curve in appoggio a go-go!!!
In breve, attraversando i prati sulla sinistra, sbuchiamo senza percorso obbligato sulla sterrata di Capo Noli.
Sempre a un passo dal mare

Da questo punto è possibile raggiungere Capo Noli con percorso elementare, ma noi scegliamo una serie di varianti più tecniche, divertentissime, in mezzo al "rebigo" di sentieri appena risistemati (usando la traccia gps risulterà sicuramente più facile non sbagliare strada!).
Percorso dunque un breve tratto della strada arriviamo a un importante bivio dove arriva il sentiero n.6. Prendiamo un sentierino sulla destra, che punta direttamente verso il mare, e con percorso estremamente panoramico nella macchia contorniamo dei piccoli valloni e prendiamo un bivio a sinistra che riporta in prossimità della strada. Ci buttiamo di nuovo a destra, nel bosco fitto, seguendo i segni della 24h, e arrivati a un punto panoramico (traliccio) saliamo una dura rampa fino a un grande pino: ancora a destra e, in lieve discesa, ci innestiamo sul grande sentiero (segnavia: X rossa) proveniente da Varigotti.
Sulla nostra sinistra i ruderi della Torre delle Streghe, che superiamo entrando in un altro magnifico bosco in lieve salita. Alla fine torniamo sulla sterrata che in pochi metri termina al Semaforo (cancello e sentiero per il Capo Noli chiusi).
In prossimità del Semaforo

Sulla sinistra scende una larga pista sassosa (segnavia: cerchio sbarrato rosso) che fa un tornante, tagliabile con breve variante tecnica. Restiamo sul sentiero abbandonando la sterrata (che scende sempre a Noli con percorso decisamente più facile) e dopo un primo salto non ciclabile percorriamo una spettacolare discesa, molto impegnativa e sostenuta ma tutta percorribile in sella, fino a riprendere la sterrata presso una casa. Ormai siamo agli sgoccioli, sulla nostra sinistra raggiungiamo (breve salita a spinta) i ruderi di S. Lazzaro e con un'ultima splendida vista su Noli scendiamo in paese su sentiero lastricato e gradonato. Non resta che chiudere il giro con un noioso tratto di Aurelia fino a Vado.
Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:
Dati del giro:

Anello Vado - S. Genesio - bivio m. Mao - Voze - Bric dei Monti - Bric di Crovi - Torre delle Streghe - Semaforo - Capo Noli - Noli - Vado.

Presenze: Bobo, Roberto, Leprotto, Saverio, Moreno.

Quota di partenza: 5 m (Vado Ligure)

Quota Max: 410 m (Bric dei Monti)

Disl.: 900 m

Ciclabilità salita: 99,8%

Ciclabilità discesa: 99.8%

Difficoltà: BC/OC

Sviluppo: 36 km
woof & Bo
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