lunedì 20 dicembre 2010

Su e giù per il rio Buraxe

Entroterra Savonese

Rio Buraxe... ma chi l'ha mai sentito??
Eppure la lunga, appartata valle del rio Buraxe (italianizzato in Borasco secondo le carte) , percorsa solo da sentieri e stradine campestri, si incunea tra la valle del Sansobbia e quella del Riobasco, tutta compresa nel comune di Albisola Superiore.
La zona, per quanto circoscritta, offre diverse possibilità e varianti per pedalare su magnifici sentieri in un ambiente intatto a due passi dalla città.
Rio Buraxe: laghetto e cascatella

Partendo dal nuovo ponte sul Sansobbia in località Grana raggiungiamo Luceto e svoltiamo alla prima a destra (via Buraxe, appunto). Dopo 400 m prendiamo a sinistra un altro ponte di nuova costruzione e subito dopo, a destra, cominciamo a seguire il corso d'acqua lungo un tracciato che da subito abbandona la civiltà, alternando tratti di carrareccia a veri e propri "single".
Continuiamo a lungo senza prendere quota, in un magnifico bosco, con scorci quanto mai pittoreschi lungo il rio, che in un paio di punti guadiamo. Dopo un rudere attraversiamo per l'ultima volta il corso d'acqua e la salita si fa ripida con fondo non sempre dei migliori.
Guadiamo e risaliamo la valle del Buraxe

Ci innalziamo sull'ampio vallone, dominato dal Bric di Genova, fino al punto (Pian del Pero, 275 m circa) in cui sulla destra stacca un'ampia traccia forestale che imbocchiamo in piano.
Comincia lo spettacolare itinerario di ritorno, che per il primo chilometro si mantiene abbastanza sconnesso. In corrispondenza di una radura (235 m, tralicci) usciamo sul crinale che dà sulla valle del Riobasco e proseguiamo diritto (tralasciando la variante a sinistra, da provare alla prossima...) lasciandoci correre su un favoloso sentierone "che non finisce mai", dal fondo perfetto, scavato in un vero e proprio tunnel nella lecceta più integra.
Vista mare alle pendici del Monte Mola

Più avanti la lecceta cede il posto a un boschetto di castagni e, a oltre 3 km dalla svolta, incontriamo una zona di coltivi (pendici M. Mola). La mulattiera svolta decisamente a sinistra e scende ripida tra vecchie case coloniche e fasce (segni di vernice) con spettacolari scorci sul mare, poi pianeggia e raggiunge un poco evidente bivio (124 m): proseguendo dritto si torna velocemente al punto di partenza, mentre verso sinistra aggiriamo con una breve risalita il Bric Buraxella, lasciamo a sinistra il sentiero che scende al santuario della Pace e riprendiamo il crinale che seguiamo fedelmente, con andamento decisamente più tecnico e qualche breve tratto abbastanza pepato.
Quando passiamo sotto una linea elettrica tripla siamo quasi arrivati: ancora una breve, impegnativa discesa e dopo quasi 5 km di sentieri siamo tra i coltivi alla selletta del Monte Castellaro. Verso destra un'ultima picchiata e qualche rampa di scale (non ciclabili!) ci scodellano tra le case, a pochi passi dalla chiesa parrocchiale.
Se siamo partiti da Savona c'è l'imbarazzo della scelta sui sentieri da percorrere per il ritorno...
Nei pressi del Castellaro: infilata sull'isola di Bergeggi e capo Noli

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:

Dati del giro:

Anello Grana - Luceto - rio Buraxe - Pian del Pero - M. Mola - Bric Buraxella - M. Castellaro - Albisola S.

Presenze: Roberto, Bobo, Maurino

Quota di partenza: 20 m (Grana)

Quota Max: 275 m (Pian del Pero)

Disl.: 300 m

Ciclabilità salita: 100%

Ciclabilità discesa: 99%

Difficoltà: MC+/BC

Sviluppo: 9 km
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domenica 5 dicembre 2010

Giro del monte Figogna

Entroterra Genovese

Pausa tra una sciata e l'altra per questa gita sociale del Gruppo MTB CAI Savona che più "zeneize" non si può: la classicissima salita della Guidovia e una discesa complessa, studiata dagli amici del Bikers Team Livellato, che consente di scoprire angoli selvaggi e sentieri tecnici a due passi dalla metropoli.
Santuario della Guardia

A dispetto del meteo plumbeo e delle temperature poco invitanti ci troviamo in undici per questa piccola avventura di fine stagione.
Noi abbiamo parcheggiato alla Metro ma è consigliabile lasciare l'auto 1 km più avanti, subito prima dei depositi petroliferi (ponte sul Polcevera, semaforo) e imboccare il piccolo viale alberato sulla sinistra.
Qui iniziava l'antica guidovia della Guardia ma le strutture originali sono state completamente sopraffatte dagli insediamenti industriali e questo primo tratto è una semplice stradina asfaltata. Si riconoscono però ancora i vecchi muri di sostegno e brevi tratti in trincea.
In breve usciamo in una tranquilla zona rurale e saliamo senza difficoltà alla borgata Gaiazza di Ceranesi (326 m, fontana e negozio alimentari) dove un arco di ferro indica l'inizio del percorso storico. Le vecchie fermate e i numerosi pannelli esplicativi raccontano la storia della guidovia, che dal 1929 al 1967 ha trasportato migliaia di pellegrini e turisti al santuario e forse è stata abbandonata troppo presto con l'avvento della motorizzazione di massa.
Prendiamo quota sulla guidovia ...

Il percorso conserva i vecchi binari e si svolge con andamento sinuoso sui fianchi del M. Figogna, in un bellissimo ambiente boschivo che offre continui scorci panoramici sulla città, le Riviere e le lontane Alpi Liguri. Due brevi gallerie si attraversano senza bisogno di luce.
Oggi poi la presenza di neve da 500 metri in su rende particolarmente divertente la salita, che comunque ha una comodissima pendenza costante.
Arriviamo così alla strada asfaltata e un'ultima rampa ciottolata ci porta alla vetta (804 m), interamente occupata dal Santuario della Guardia e da numerosi posti di ristoro (raccomandabili!).
... ecco la neve ...

Le possibilità di discesa dalla Guardia sono praticamente illimitate. Noi aggiriamo il santuario da N e prendiamo la prima stradina a sinistra, cementata poi sentiero, che con la neve diventa un bell'esercizio di equilibrio e tenuta gomme... Attraversata la ex-guidovia proeguiamo nel bosco per l'unico tratto decisamente tecnico che taglia il versante verso destra arriva a una cappelletta (Cappella della Sosta). A fianco della chiesetta prendiamo il traverso che dà inizio alla ruvida serie di saliscendi che ci aspettano per il resto della giornata. Mantentendoci sempre sulla traccia principale arriviamo a una palina gialla del metanodotto, scendiamo verso destra e incrociamo un'ampia sterrata (589 m): a sinistra in pochi minuti raggiungiamo l'asfalto in prossimità di Lencisa e proseguiamo a sinistra, superando il bivio che risale al santuario e rimontando un paio di curve nel bosco.
Neve ... ciclabilissima!!!

A 900 m dal bivio l'indicazione"MTB" in giallo sull'asfalto ci manda nel bosco per una divertente discesa, dal fondo ottimo, che alterna traversi, tratti ripidi e un paio di guadi sul rio dell'Acqua Fredda. L'ultimo tratto dal fondo roccioso ci porta ai capannoni abbandonati dello stabilimento delle acque minerali e alla strada asfaltata: pochi metri verso sinistra e sulla destra (altra indicazione gialla) scende un altro bel sentierino che raggiunge in traverso la frazione Codevilla (faticoso saliscendi evitabile se si resta sull'asfalto fino al tornante successivo).
Da Codevilla (380 m) rislaimo la stradina asfaltata tra le case che presto diventa uno sterrato, oggi molle e faticoso per la neve sciolta, e risale con qualche tornante alla strada principale. Poco asfalto verso destra e al tornante (528 m) ci ributtiamo nel bosco, prendendo in discesa al primo bivio.
... gran bei single track ...

In un bel bosco di castagni, con andamento a saliscendi, l'ampia traccia supera diverse prese d'acqua e arriva a una cascina abbandonata dove risaliamo brevemente per trovare un'altra sterrata che scende velocemente in località Scotti (417 m, asfalto). Risaliamo brevemente verso sinistra ma alla prima netta curva riabbandoniamo il bitume per entrare di nuovo nel bosco (ripida traccia in salita, poi single track pianeggiante) e uscire in un gruppo di case. Proseguiamo sulla stradina e al bivio a destra (via Sareto) andiamo a ritrovare il percorso all'andata. Per tornare a Gaiazza possiamo riprendere al guidovia oppure, restando sulla strada asfaltata, prendere una strada privata a destra che torna in paese con una facile gradinata.
Per tornare alla base usciamo da Gaiazza e in corrispondenza de panificio svolitamo a sinistra, imboccando la strada in netta discesa (indicazione: Zuccarello) da cui si aprono due possibilità:


Finale su stradoni ...

1. Dopo 250 m imbocchiamo l'ampia carrareccia sterrata sulla sinistra, che presto diventa sterrata e asfaltata, e cende con numerosi tornanti attraverso le case di Lavaggi fino alla strada principale. Verso destra raggiungiamo Pontedecimo.

2. (non tracciata) Proseguiamo per la strada asfaltata con un paio di salite e dopo le sparse case di Zuccarello percorriamo un paio di tornanti sterrati in discesa. Alla confluenza sull'asfalto (località Marseno) proseguiamo verso le case tenendo sempre la sinistra: dopo un segnale di proprietà privata prendiamo a sinistra la mulattiera molto inerbita che, mantenedosi in prossimità del crinale, passa sopra al ferrovia e termina con una "creusa" mattonata in prossimità del campo sportivo di Pontedecimo.

Da Pontedecimo per la viabilità urbana (attenzione al traffico!) torniamo nella zona dei centri commerciali.

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:

Dati del giro:

Anello Bolzaneto - Gaiazza di Ceranesi - guidovia - Santuario della Guardia -Lencisa - frazione Codevilla - località Scotti - Gaiazza di Ceranesi - Lavaggi - Pontedecimo - Bolzaneto

Presenze: Roberto (d.d.g.), Panna (d.d.g.), Bobo, Pische, Silvia, Marco, Luca Gem., Andrea F., Carlo, Saverio

Quota di partenza: 50 m (Bolzaneto)

Quota Max: 804 m (monte Figogna)

Disl.: 1200 m

Ciclabilità salita: 100%

Ciclabilità discesa: 100%

Difficoltà: MC/BC+

Sviluppo: 32 km
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