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sabato 22 agosto 2009

Col des Peygus

Val Cerveyrettes

Breve, intenso anello in un bell'angolo tra Briançonnais e Queyras. Si fatica tanto in salita ma i posti e le discese su sentiero valgono la pena...
Idilliaco ...

Da Briançon si prende la strada dell'Izoard e si lascia l'auto poco oltre Cerviéres, località le Laus (1745 m), ampio parcheggio, unica fonte del percorso e punto di ristoro.
In sella, si prosegue sulla strada del colle e, dopo una dozzina di tornanti, troviamo un ampio piazzale sulla destra da cui parte una sterrata (indicazione: fort de la Lausette) che, dopo una dura rampa, esce su un immenso pianoro in prossimità degli Chalets d'Izoard (2191 m), ridotti a pochi ruderi.
Piegando a destra nei prati scendiamo a un rio e risaliamo l'evidente traccia di fronte (tacche gialle) che dopo uno strappo non ciclabile si distende in una bella e solare pineta (Bois des Loubatiéres).
nel Bois de Loubatiére

Dopo un facile saliscendi, in una verde radura lasciamo sulla destra in lieve deviazione il sentiero che torna a le Laus e raggiungiamo un poggio affacciato su un'impressionante pietraia (Combe de Malazen).

Pietraia 1 ...

Seguiamo sempre il sentiero che compie tutto il periplo del vallone, in parte ciclabile ma molto esposto e consigliabile con bici al fianco, superiamo una rampa, torniamo nel verde con qualche tornantino molto dissestato (altra discesa, non ciclable, per le Laus) e usciamo su uno sterratone ex-militare: a destra si va ad alcune piccole installazioni, mentre a sinistra finalmente in sella contorniamo il cucuzzolo dove sorge il Fort de la Lausette, visitabile con una deviazione da cinque minuti svoltando a destra alla selletta (2289 m).
Adesso in lieve discesa, passiamo una casermetta e seguiamo lo sterrato fino ad attraversare il vallone: la strada prosegue con una discesa poco interessante verso Terre Rouge e Briançon (buona via di fuga in caso di maltempo) mentre l'itinerario segue le tracce verso sinistra, che offrono qualche tratto ciclabile fino a quota 2400. Da lì in poi l'itinerario è purtroppo evidente: il col des Peygus (2612) è quella sella tonda, erbosa, in cima a una micidiale pietraia dove le tracce invase di sassi obbligano a faticosi tratti a bici in spalla.
Pietraia 2... vista verso i vecchi amici Gondran e Chabe

Superata questa dura mezzoretta, ci affacciamo su un magnifico panorama verso il Pic de Rochebrune e scendiamo per la massima pendenza tenendoci a distanza da un precipizio sulla sinistra e cercando di non infilare con la ruota le numerose tane di marmotta. Il "ripidone" è tutto ciclabile e in breve ci porta nei pressi di un laghetto senza nome, poi si piega a sinistra verso gli Chalets d'Izoard per tornare a risalire nel bosco di prima (possible un breve taglio per tracce di bestiame) dove respiriamo un po' prima della discesa finale.
All'inizio del ripido, foto nello stile del compianto Maestro...

Giunti alla radura di cui sopra si prende la traccia verso destra che scende il Bois de Talias: a un primo tratto piacevole con ampi curvoni segue una zona a pendenza estrema, con una dozzina di tornanti puntuti ed esposti da affrontare con molta calma. Persi 200 duri metri di quota il sentiero si distende di nuovo ma ormai siamo agli sgoccioli... in un attimo siamo sull'asfalto e in meno di 1 km facciamo ritorno a le Laus.

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) clicca su

Traccia GPS

Dati del giro:

Anello le Laus - Chalets d'Izoard - colletto Fort de la Lausette - Col des Peygus - Chalets d'Izoard - le Laus

Presenze: Roberto

Quota di partenza: 1745 m (le Laus)

Quota Max: 2612 m (col des Peygus)

Disl.: 1090 m

Ciclabilità salita: 40%

Ciclabilità discesa: 98%

Difficoltà: OC/OC

Sviluppo: 20 km
woof

mercoledì 12 agosto 2009

Giro dei Cerces

Val Clarée

Un classico delle vicine valli francesi, magnifico anello dai paesaggi strepitosi. I lunghi tratti a spinta sono compensati da discese sempre tecniche e divertenti e da un ambiente tra i più ameni delle Alpi, costellato da numerosi laghetti.

L'entusiasmante discesa al cospetto del Lac des Cerces

Dal parcheggio presso Nevache (1600 m, raggiungibile in pochi minuti da Bardonecchia via Colle della Scala) prendiamo a salire per la strada principale, chiusa al traffico nei periodi più affollati dell'estate, superiamo diverse borgate e un grande campeggio (Fontcouverte) e arriviamo con un lungo tranquillo percorso al termine dell'asfalto (Chalets del Laval, 2000 m). Sempre mantenendoci sul percorso principale proseguiamo fino al ref. des Drayeres (2180 m) e dopo un po' abbandoniamo la sella per la prima di una lunga serie di spinte...
Lac Clarèe
Lac Rond e Lac du Grand Ban

Il percorso, sempre evidente e senza bivi, supera una barra rocciosa e passa in prossimità di un primo specchio d'acqua (Lac Clarèe), poi si spalanca in un gigantesco pianoro abbellito dai due grandi laghi (Lac Rond e Lac du Grand Ban), che costeggiamo con percorso ciclabile anche se molto frequentato da escursionisti a piedi: con una breve rampa siamo al Col des Rochilles (2496 m), in vista dell'area ex-militare del Galibier, e alla nostra sinistra una ripida traccia sale tra gli sfasciumi. Presto però il sentiero torna ciclabile, e con un panoramico traversino e una ripida salitella siamo al Col des Cerces (2574 m), prima meta di oggi.
Velocemente scendiamo in vista del Lac des Cerces e, senza toccarlo, attraversiamo l'emissario a quota 2396. Si rimonta...
Che spettacolo di salita!!!
Col de la Ponsonniére (2613 m)

Alternando tratti pedalabili e tratti a spinta siamo senza troppa fatica al Col Ponsonniére (2613 m): il panorama si apre sui grandi ghiacciai del Definato e sotto di noi il Grand Lac invita a scendere il vallone. Noi però ci manteniamo sul sentiero che costeggia verso sinistra, passando accanto al piccolo Lac de Ponsonniére e offrendo viste spettacolari, paragonabili al Gran Paradiso. Arriviamo così a una piccola isolata "bergerie" con una provvidenziale ottima fontana e scendiamo pochi ripidi metri fino a un colletto sopra il Grand Lac (Cloc d'Ane 2440m): da qui a sinistra (direzione Pont de l'Alpe) su un sentiero un po' sconnesso che progressivamente si imbuca e va a tocare il rio di fondovalle, fino a un bivio quotato 2209 dove troviamo l'indicazione a sinistra per il Col du Chardonnet.
I giganti del delfinato ci osservano

Il sentiero è ben tracciato, con regolari tornanti, e sale progressivamente per ampie praterie ma non ci sono sconti: ciclabilità zero virgola zero per un'oretta buona buona!
Alla spianata del colle (2639 m) una meritata sosta prima di affrontare la lunga discesa: prendiamo verso destra il sentierone che, dopo un tratto pianeggiante, si affaccia sull'immenso vallone di Chardonnet affrontando un tratto ripido, ciclabile ma con fondo molto sconnesso e rovinato, fino ad affacciarsi su un grande pianoro pascolivo dove si vedono le tracce di laghi da poco interrati.
Vallone di Chardonnet

Alla fine del pianoro svoltiamo a destra costeggiando con un piccolo saliscendi un verdissimo acquitrino e in breve siamo al Refuge du Chardonnet (2223 m).
Dal rifugio parte un'ampia mulattiera che entra nel bosco e sembra offrire un po' di riposo, ma presto torna sconnessa e pietrosa richiedendo buone doti di guida per essere percorsa in sella. Agli Chalets de Laraux (1959 m) sarebbe possibile chiudere il giro senza asfalto svoltando a destra, ma l'ora si fa tarda e scendiamo velocemente per la via principale fino a sbucare proprio dentro il campeggio. In breve per la strada dell'andata si rientra a Nevache.

Varianti: volendo rendere il giro più pedalabile è possibile, con partenza da Briançon e aumentando in maniera sensibile il chilometraggio, evitare l'ultima salita al Col du Chardonnet. Arrivati al bivio quotato 2209 m si continua a scendere lungo un sentiero un po' pietroso e tecnico ma sempre ciclabile fino alle malghe dell'Alpe Lauzet (1940 m). Da qui lungo una ripida sterrata in breve si arriva a incrociare la statale Briançon-col de l'Autaret nei pressi del paesino di Lauzet (1630 m). Da qui si può evitare il trafficato asfaltone seguendo i tanti sentieri ciclabili che sulla destra idrografica della valle conducono quasi nel centro di Briançon.

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Traccia GPS

Dati del giro:

Anello Nevache - ref. des Drayeres - Col des Rochilles - Col des Cerces - Lac des Cerces - Col Ponsonnière - Bergerie - Col du Chardonnet - Fontcouverte - Nevache

Presenze: Bobo, Roberto, Paolo, Rino, Floro, Maurino, Massimo

Quota di partenza: 1600 m (Nevache)

Quota Max: 2639 m (Col du Chardonnet)

Disl: 1650 m

Ciclabilità salita: 60%

Ciclabilità discesa : 99.9%

Difficoltà: BC/OC (salita/discesa)

Sviluppo: Km 42

woof & Bo

sabato 11 luglio 2009

Col Granon - Croix de Toulouse

Val Clarée

Due giorni in Francia in gita sociale, oggi proviamo un itinerario classico e collaudato con l'aiuto del Maestro che ci accompagna in qualche angolino nascosto...


Si parte ai piedi del Monginevro, località Les Alberts (1364 m), proprio dove comincia la val Clarée, in compagnia di una folta rappresentanza dei mitici Cucuzzoli. La salita è delle più stranote, ma ancora tra le case del paesino abbandoniamo il "goudron" per seguire verso destra un piacevole sentierino nei pini che, costeggiando il fiume, sbuca al ponte di la Draye.
La rilassante salita del Granon

Qui prendiamo il classico sterratone che, senza sorprese (e qualche grado di troppo!), sale al villaggio di Granon (1924 m) e, dopo qualche tornante un po' più sconnesso, esce all'aperto per distendersi in un traversone fino al Col Granon (2404 m). Qualche amico se la prende comoda e noi inganniamo l'attesa per un mini-anello in quota col mitico Guido, salendo alle spalle del baretto su un comodo crinalone sentieroso, fino al Col des Cibiéres (2525 m) e in traverso al Col de l'Oule (2546 m). Difficile andare dritti perché la vista strepitosa sui ghiacciai degli Ecrins ci distrae a ogni metro!
Uno splendido balcone sugli Ecrins

Per facili pratoni scendiamo senza via obbligata all'ultimo tratto di sterrata e riguadagnamo il Granon in tempo per torte di mirtili e birre...
Ridotto il gruppo ai soli "savonesi" prendiamo ora la bellissima discesa del Bois de l'Ours: si sale alla collinetta della tavola panoramica e si prende verso Est, su una marcata traccia dal fondo perfetto che con andamento tranquillo traversa immensi prati fioriti. Tocchiamo una sterrata ma la lasciamo subito per piegare leggermente a destra (sentiero GR5 var.). Traversato un primo valloncello prendiamo a destra e scendiamo al limite del bosco con un paio di tornantini un po' più ripidi, poi, a un bivio ben segnalato (2228 m) svoltiamo a sinistra attraversando un altro valloncello franoso.
La parte alta della discesa

Ci aspetta una lunga, idilliaca discesa nel Bois de l'Ours, con facili tornanti e fondo ideale, che sbuca su una pista forestale: a sinistra in un minuto siamo al gruppetto di case di Serre Lan (1847 m) dove facciamo rifornimento d'acqua.
Ma non è "tutta discesa"... ci tocca la pista in ripida salita per la Croix de Toulouse (1998 m), dura poco ma vale la pena: mollate le bici sul punto culminante scendiamo a piedi a una cappelletta sull'orlo di impressionanti precipizi che domina la conca di Briançon e tutte le sue fortificazioni.
In mezzo a questi panorami notiamo, sulla verticale sotto di noi, la mole quadrata del Fort des Salettes, mezzo chilometro sotto i nostri piedi. Ma dobbiamo scendere lì?
Eh sì... Ripresi i mezzi prendiamo il sentierone con ringhiera (attenzione ai numerosi escursionisti) che, dopo un paio di facili curvoni, diventa sempre più stretto e appagante per gli amanti del "tecnico", comunque senza rischi nonostante l'impressionante pendio in cui è tagliato.
Il tratto tecnicamente più impegnativo della giornata

A ridosso delle mura del forte troviamo una traccia verso sinistra, poco marcata e poco segnalata, che effettua un lungo traversone a saliscendi (qualcuno duretto!) tagliando un altro pendio a picco sulla Durance e sulla strada statale. Con diversi tratti impegnativi usciamo su uno sterratone dove (sbarra) partirebbe la salita dei "51 lacets"... va be', per la prossima... A pochi metri verso sinistra troviamo invece una casetta con fontana e imbocchiamo la pista nel bosco che, senza nessuna difficoltà, scende a La Vachette: in breve lungo il fiume rientriamo alla base percorrendo gli unici metri di asfalto della giornata.
Ci attende ora un lungo trasferimento in auto via Lautaret, La Grave, Mizoen: domani tappa dura!

Vista aerea di Briançon

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Foto

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Traccia GPS

Dati del giro:

Anello Les Alberts - Granon - Col Granon- Col de l'Oule - Bois de l'Ours - Croix deToulouse - la Vachette - les Alberts

Presenze: Guido R.(Guest star), Roberto, Leprotto, Bobo, Saverio, Floro, Maurino, Panna, Paolo S., Gianni S. (CAI SV); Gianni, Giorgio, Fabio (CAI Chiavari); Sergix, Paolo, Tony, Monica, Luca M., Wanda e altri Cucuzzoli

Quota di partenza: 1364 m (les Alberts)

Quota Max: 2546 m (Col de l'Oule)

Disl.: 1500 m

Ciclabilità salita: 100%

Ciclabilità discesa: 100%

Difficoltà: MC/BC+

Sviluppo: 42 km, bitume 1km scarso
woof

mercoledì 20 agosto 2008

Col Granon - Col de Buffére

Val Clarée

Giro in quota molto bello e appagante da tutti i punti di vista; la discesa dal col de Buffére presenta poche difficoltà tecniche e può essere una buona palestra per avvicinarsi a giri più complessi.
In fondo Briançon

La partenza può essere effettuata sia da La Draye di Val des Près (se si arriva dal Monginevro) oppure dal bivio del Colle della Scala, poco prima di Nevache (se si arriva da Bardonecchia).
Per quanto riguarda l'itinerario di salita esso ricalca quello del secondo giorno della traversata Tre giorni tra Bardonecchia e Nevache precedentemente descritta, questa volta però tralasciamo il bell'anello dei forti Lenlon e de l'Olive (chi volesse invece effettuare anche quest'anello aggiunga circa 7 km e 350 m di dislivello al totale di questo giro).
Quindi da La Draye (1400 m) si imbocca a destra la stradina sterrata, direzione Granon, che sale con numerosi tornanti a fondo discreto fino al villaggio di Granon (1911 m) e prosegue guadando un rio. Al primo tornante a sinistra (2020 m) invece di proseguire sulla strada principale si tira dritto su una bella mulattiera, meno ripida, che conduce a un poggio panoramico (m 2209) e si raccorda poco sopra a uno sterratone quasi pianeggiante.
Il Massiccio des Écrins

Si prosegue a sinistra con andamento pianeggiante e, in corrispondenza di una specie di traliccio, si tralascia a destra l'ottima carrareccia militare che passa accanto a una caserma diroccata verso il Fort Lenlon e si prosegue dritto; con un lunghissimo traverso pianeggiante su ampia sterrata si arriva al frequentato Col du Granon (2413 m, punto di ristoro).
Si scende su asfalto per circa 2 km fino al primo tornante (m 2175) dove si imbocca la bella sterrata in quota che con 4,3 Km e 290 m di dislivello su di un panoramicissimo traverso risale al Col de Buffére (2427 m).
Col de Buffére versante Val Clarée

Dal colle si scende su Nevache (circa 8 km) prima su un bellissimo sentiero neanche troppo tecnico fino al Refuge de Buffére (2070 m); da qui il sentiero diventa una ripidissima ma facile carrozzabile nel bosco; si conclude il giro con un bel saliscendi su sentiero lungo il fiume che in breve porta nel centro di Nevache; l'unico difetto di questo giro è che la parte finale dell'itinerario è veramente tanto trafficata dagli escursionisti (quindi attenzione!!!).

Dati del giro:

Anello La Draye - Granon - Col du Granon - Col de Buffere - Nevache - La Draye

Presenze: Bobo

Quota di partenza: 1400 m (La Draye)

Quota Max: 2427 m (Col de Buffére)

Disl.: 1300 m

Ciclabilità salita: 100%

Ciclabilità discesa :100%

Difficoltà: MC/BC+ (salita/discesa)

Sviluppo: 46 km
Bo

sabato 12 luglio 2008

Traversata del Mont Janus

Val Cerveyrettes

Doveva essere una grandiosa due giorni da chiudere domenica con l'anello del Pic de Rochebrune ma Giove Pluvio ha remato contro... sabato comunque un gran giro e una spettacolare cavalcata sui forti di Briançon!

Il Pic de Rochebrune

Dopo scrosci di pioggia in Valle Susa e meteo incerto fino all'ultimo minuto, il sole sfolgora su un bel drappello di 14 bikers, pronti a partire da Cervières (1600 m): si inizia in discesa, tornando qualche km verso Briançon, e si prende a destra la strada militare chiusa al traffico che da q. 1420 risale a tornantoni le pendici S del monte. Su asfalto in un bel bosco di pini tocchiamo una prima fortificazione (Fort d'Anjou, 1670 m), superiamo una caratteristica galleria e dopo altri due tornanti abbandoniamo l'asfalto (q. 1925) che condurrebbe al Poet Morand, la cannoniera che nel 1940 rase al suolo lo Chaberton con una micidiale serie di "palombelle" perfettamente calcolate!
Fondo buono e pendenza costante ..... un classico!!!

Ci sgraniamo su uno sterratino sassoso, raggiungiamo i baraccamenti di La Seyte (2120 m) per una prima pausa, poi, dopo un ultimo strappo, il terreno si addolcisce in traverso e la strada si "sentierizza" un po'. Dopo una casermetta abbandonata prendiamo a sinistra l'ultima rampa che con comodi tornantini raggiunge lo spettacolare e imponente Fort de l'Infernet 2377 m), da cui si domina la conca di Briançon e una bella fetta di Alpi.
L'invitante sentierino che scendeva dalla parte opposta in realtà nasce parecchio sotto le bastionate del forte, così per arrivare ai baraccamenti sottostanti (la Cochette) ci tocca ripercorrere l'ultima salita e continuare in mezza costa, sempre restando sul versante Cerveyrette e aggirando un paio di valloni, fino a ritrovare la strada asfaltata che imbocchiamo a sinistra (2331 m).
Il Mont Janus

Al termine della strada proseguiamo verso sinistra su sterrato, puntando all'evidente Mont Janus davanti a noi: sfioriamo la conca del Monginevro con i suoi impianti invernali, risaliamo con un paio di tornanti, un po' sconnessi ma perfettamente ciclabili, fino alle enormi rovine del Forte Janus (2529 m), e ci appollaiamo bici e tutto sulle torrette di ferro massiccio delle postazioni di tiro.
Panorama dallo Janus

Il panorama è vertiginoso ma il cielo si incupisce velocemente e puntiamo verso l'ancora lontano tetto per la notte: giù fino allla strada asfaltata, poi risaliamo a sinistra tra le mille strutture militari abbandonate e riprendiamo lo sterratone verso sinistra fino a un tornante alle spalle del Fort Gondran.
Seguiamo ora le indicazioni per il Lac Gignoux (Lago dei Sette Colori), perdiamo un po' di quota su sentiero e pista, sfioriamo un laghetto (Lac de Sagne Enfonza) e raggiungiamo l'inizio del sentiero geologico dello Chenaillet, ma ci maneteniamo sul sentiero principale.
In quota sulla bella militare

Il fondo resta ottimo ma il paesaggio cambia completamente e la vegetazione sparisce quasi del tutto. Costeggiamo un altro laghetto (Lac du Ruséou) e, senza via obbligata, risaliamo brevemente a un magnifico traversone che in poco più di 1 km ci porta in riva al Lac Gignoux (2329 m).
Ancora una rampa in salita, chissà se è l'ultima, e siamo al Col Saurel E (2388 m) per un breve sconfinamento in territorio italiano.
La rampa dopo il Lac Gignoux

Fidandoci della segnaletica (inesistente) prendiamo a destra un bellissimo single track in direzione del piccolo Lac Saurel e proseguiamo tra le prime gocce di pioggia per tracce incerte tra i rododendri fino a toccare un altro sentiero che traversa a destra. Senza raggiungere lo sterratone della Cappanna Mautino, costeggiamo sulla destra il Lago di Fontana Fredda, perdiamo ancora un po' di quota e rientriamo in territorio francese probabilmente per il Col Bousson, ma la segnaletica non migliora: visto il cielo sempre più nero imbocchiamo di volata il primo sterrato in discesa e raggiungiamo l'asfalto della Val Cerveyrette nei pressi di Le Bourget (1872 m). Ancora 6 km di strada (che col bel tempo sarebbe divertente evitare per il "sentiero Sioux") e siamo a Les Fonts (2035 m), incantevole posto tappa con stanzone tutto per noi, ricca cucina e grandinata finale ammirata dalle nostre sprofondatissime cuccette...
Il villaggio di Les Fonts

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Traccia GPS


Dati del giro:

Traversata Cerviéres - bivio q. 1420 - Fort de l'Infernet - Col des Anges - le Janus- Col des Anges - Lac de Sagne Enfonze - Lac Gignoux - Col Saurel - Col Bousson - Le Bourget - Les Fonts

Presenze: Bobo, Roberto, Alberto, Paolo, Floro, Saverio (CAI SV); Sergix, Wanda, Monica, Paolo P., Irene, Paolo R. (Cucuzzoli); Marco, Ziododo

Quota di partenza: 1600 m (Cerviéres)

Quota Max: 2529 m (Fort du Janus)

Disl.: 1690 m

Ciclabilità salita: 100%

Ciclabilità discesa: 100%

Difficoltà: MC+/BC

Sviluppo: 46 km, asfalto 12 km
woof

venerdì 5 agosto 2005

Tre giorni tra Bardonecchia e Nevache

Valle di Susa - Val Clarée

Un giro a 8 impegnativo più per il terreno che per il chilometraggio, adatto a cicloescursionisti d'esplorazione che non temono il "portage" in salita (e a volte anche in discesa...). Con due soli giorni a disposizione si può fare solo l'anello principale eliminando la seconda tappa.
Day 1: 5 Agosto 2005

Traversata Beaulard - Plampinet

Raggiunta Beaulard m 1160 (uscita A32 Oulx, poi direzione Bardonecchia) si parte dal campeggio in fondo al paese. Una stradina asfaltata rimonta subito con decisione e in pochi tornanti porta all'antica borgata Chateau - Castello m 1400. Si prosegue su un riposante sterratone forestale che taglia verso E fino a Pierremenaud m 1442 e si prende a destra la sterrata che, passando accanto a Vazon m 1650 (ultima fontana!), sale dolcemente il classico itinerario della Madonna di Cotolivier.
All'ultimo bivio m 2048, pochi metri sotto la chiesetta, si prosegue dritto (direzione Pourachet) fino alla fine della strada che diventa mulattiera e presto sentiero. Seguendo sempre le indicazioni per il Lago di Desertes si giunge a un'amena radura tra i larici proprio sotto la Croce S. Giuseppe e si prosegue su un ripido sentierino che conclude la parte facile del giro.
Con due gagliardi tornantini il sentiero si affaccia (m 2250) sulla selvaggia conca di Desertes che occorre risalire bici al fianco su una ex-mulattiera coperta di impedalabili sassi franati in perfetto stile "Chaberton" fino alla casermetta abbandonata (buon ricovero d'emergenza) e infine al Passo du Desertes m 2549.



Inizia la discesa per l'amplissimo vallone che piega a sinistra verso la Val Clarée: fin verso q. 2150 è uno spettacolare single track su terreno aperto tra rocce e prati, tutto in sella salvo brevissimi tratti sassosi. Giunti sul fondovalle la traccia si fa incerta e va a coincidere con una fiumara spesso malamente scavata e ingombra di tronchi d'albero. I pochi ometti sparsi qua e là consentono di trovare tracce pedalabili che però durano pochi metri, e solo quando il bosco si infittisce si ritrova un sentiero decente che diventa mulattiera e sbuca al pianoro degli Chalets des Acles m 1870. La discesa continua su una sterrata con scorci spettacolari sul sottostante vallone e termina a Plampinet m 1482 dove è possibile pernottare (in alternativa proseguendo a destra per 3km si trovano alberghetti e campeggio a Nevache).

Dati del giro: 1° giorno

Disl.: 1600 m

Ciclabilità salita: 85%

Ciclabilità discesa :85%

Difficoltà: BC+/OC (salita/discesa)

Sviluppo: 36 km

Day 2: 6 Agosto 2005

Anello del Fort de Lenlon

Da Plampinet si scende per 6 km su asfalto fino al ponte sulla Clarée, località La Draye. Si imbocca a destra la stradina sterrata, direzione Granon, che sale con numerosi tornanti a fondo discreto fino al villaggio di Granon m 1911 e prosegue guadando un rio. Al primo tornante a sinistra (m 2020) invece di proseguire sulla strada principale si tira dritto su una bella mulattiera, meno ripida, che conduce a un poggio panoramico (m 2209) e si raccorda poco sopra a uno sterratone quasi pianeggiante. Si prosegue a sinistra con andamento pianeggiante e, in corrispondenza di una specie di traliccio, si imbocca a destra l'ottima carrareccia militare che passa accanto a una caserma diroccata.



Senza strappi si arriva all'evidente Fort de Lenlon m 2508, dalla caratteristica forma circolare, circondato da una imponente cancellata di ferro. Panorama immenso sui monti della Valle di Susa e sui ghiacciai del Delfinato.
Si scende ora per pochi metri sull'itinerario di salita, imboccando a sinistra una mulattiera che taglia i prati e punta alla piazzaforte diroccata del Fort de l'Olive m 2235, a picco su Plampinet. La discesa è tecnica ma mai estrema e i tornantini lambiscono l'orlo di una impressionante comba detritica punteggiata di guglie calcaree.
Dopo una visita al Fort de l'Olive si prende l'evidente carrareccia che torna con tranquilli saliscendi sull'itinerario di salita di cui si ripercorre un breve tratto. Al bivio per il Fort de Lenlon si prosegue dritto, e con un lunghissimo traverso pianeggiante su ampia sterrata si arriva al frequentato Col du Granon m 2413 (punto di ristoro e folle di turisti motorizzati). Senza toccare l'asfalto si svolta a destra su uno sterrato abbastanza sconnesso e al primo tornante si sale la breve rampa rocciosa sulla destra: Col de Cristol m 2483.
Da colle ci si affaccia sugli omonimi laghi in fondo a un ampio vallone e li si raggiunge su sentiero a tratti sconnesso ma pedalabile. Dopo i laghi un breve tratto pianeggiante conduce alla parte più dura dell'itinerario, una ripida discesa su sentiero pietroso che va percorso per circa 20 minuti con bici in spalla. Giunti a uno spiazzo acquitrinoso si seguono le indicazioni "Nevache" sulla destra e, con un faticoso saliscendi e altri tratti scoscesi, si perde finalmente quota fino a trovare verso q.1900 un bel sentiero ciclabile nel bosco che porta facilmente a Nevache. In breve si discende a Plampinet.

Dati del giro: 2° giorno

Disl.: 1650 m

Ciclabilità salita: 98%

Ciclabilità discesa :90%

Difficoltà: BC/OC (salita/discesa)

Sviluppo: 53 km

VARIANTE del Col de Buffére (Clicca per vedere la recensione)
La dura discesa del Col de Cristol si può evitare proseguendo su asfalto in discesa dal Col du Granon fino al primo tornante (m 2175). Qui si imbocca la bella sterrata in quota risale al Col de Buffére (2427 m). Dal colle si scende su Nevache

Day 3: 7 Agosto 2005

Traversata Plampinet - Beaulard

Si risale verso Nevache e poco prima del paese si prende la strada a destra, direzione Col de l'Echelle, fino al tornante presso la cappelletta di N.D. de Bonne Recontre m 1695 dove a sinistra parte un sentiero (indicazione: GR 5B - Chalets de Vallée Etroite). Il sentiero, pedalabile dai più forti ma comunque mai estremo, arriva a un risalto erboso m 1885 dove confluisce un'altra traccia che sale molto ripida dal Colle della Scala, poi rimonta con tornanti in una splendida pineta il ripido versante sopra la spianata del colle. Giunti a un poggio m 2185 si continuano a seguire le indicazioni per Valle Stretta perdendo quota con due tornanti e attraversando con molta cautela un tratto esposto a picco sui calanchi che precipitano verso Nevache. Si giunge così ai diroccati Chalets de Thures m 2070, dove confluisce anche un ripidissimo e impedalabile sentiero che risale direttamente i calanchi da Nevache, e facilmente per prati al Col des Thures e relativo laghetto m 2194.



La discesa verso i rifugi della Valle Stretta m 1790 avviene su uno spettacolare sentiero dal fondo perfetto in un incantevole lariceto che ripaga di tutte le fatiche passate e imminenti.
Dalle grange si prende il veloce sterrato fino al Ponte della Fonderia m 1911, dopo il quale ci aspetta la fatica maggiore: il Colle di Valle Stretta m 2425 che si raggiunge con dure rampe e rari tratti in sella su sentiero molto sconnesso e pietroso.
Dal colle si scende verso Modane ma dopo 1.2 km imbocchiamo a destra il sentiero che mantenendosi in quota giunge al Col de la Replanette m 2338. Si scende ora sulla destra con un ripido traverso, si contorna un costone e si raggiunge il fondo del vallone, innestandosi sul sentiero che a destra, con un ultimo strappo, porta al Colle della Rho m 2541.
Dal colle, per un sentiero quasi tutto praticabile, si raggiunge la Caserma Piano dei Morti, sotto la quale a sinistra parte la lunga mulattiera militare che taglia gli scoscesi pendii della Blave. Prestando attenzione alle frane sempre in agguato e a un piccolo tunnel, si perde quota velocemente fino a un tornante che scende sulle Grange la Rho m 1685. Da qui una stradina asfaltata porta rapidamente a Bardonecchia e per la vecchia statale si rientra a Beaulard.

Dati del giro: 3° giorno

Disl.: 1850 m

Ciclabilità salita: 80%

Ciclabilità discesa :97%

Difficoltà: BC+/OC (salita/discesa)

Sviluppo: 43 km

Che dire!!!!!!
Grande giro, ambienti immensi, tempo bello salvo l''ultimo giorno, tanta fatica.....
La discesa dal Desertes è fantastica all''inizio ma il tratto centrale è proprio per chi ne ha voglia... idem per il Cristol dove di sassi ne abbiamo macinati proprio tanti.
La salita al colle di valle Stretta è quasi tutta a spinta quindi l'anello del colle della Rho è sicuramente meglio farlo al contrario (vedi Anello colle della Rho- colle di valle Stretta)
Da antologia la traversatina Nevache - Valle Stretta, un luna park indimenticabile in uno dei più bei boschi della nostra carriera.

Dati del giro:

Anello Beaulard - Pierremenaud - Madonna di Cotolivier - Passo du Desertes - Plampinet - La Draye - Granon - Fort de Lenlon - Col du Granon - Col de Cristol - Nevache - Plampinet - Col de l'Echelle - Col des Thures - Rifugi della Valle Stretta - Colle di Valle Stretta - Col de la Replanette - Colle della Rho - Bardonecchia - Beaulard

Presenze: Bobo, Roberto, Gigi, Sergio (incontrato casualmente al Lenlon)

Quota di partenza: 1160 m (Beaulard)

Quota Max: 2549 m (Passo du Desertes)

Disl.: 5100 m

Ciclabilità salita: 87%

Ciclabilità discesa : 90%

Difficoltà: BC/OC

Sviluppo: 132 km
woof & Bo
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