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lunedì 21 luglio 2008

Giro del Roc della Niera e Pic de Caramantran

Val Varaita

Ci ispiriamo al grande "Bottalo", con complicazioni, per "cucinare" questo giro per bikers esigenti: arroccamento su asfalto, un 3000 ciclabile, una massiccia dose di portage e due discese indimenticabili senza vie di mezzo...

Sullo sfondo la Roc della Niera vista dal Pic de Caramantran

Finalmente una bella giornata, anche se al pomeriggio il cielo si coprirà di nubi stratiformi per fortuna innocue.
Dal parcheggio all'ingresso di Chianale (1790 m) entriamo in paese per fare il pieno alle fontane e attraversare l'incantevole borgo con la strada lastricata e le case di pietra.
Presto siamo sull'asfalto e, tra bandierine gialle e giornali che svolazzano (ieri c'è stata la tappa del Tour), affrontiamo l'unico asfalto di oggi per rimontare con calma il colle dell'Agnello (2744 m), aria fresca e traffico a livelli accettabili.
Dal colle ci buttiamo subito giù verso la Francia su tracce in mezzo agli sfasciumi, tagliando una curva e sfiorando la strada in corrispondenza del primo tornante destro (2710 m): con un po' di attenzione troviamo delle tracce in mezza costa, verso sinistra, e cercando di non perdere troppa quota ci raccordiamo senza percorso obbligato al sentiero che rimonta dal sottostante Refuge Agnel.
Prima del Col de Chamoussiére

Proseguiamo sul sentiero, con qualche saliscendi dovuto alle continue frane, e portando tranquillamente le bici riusciamo sui bei prati del Col de Chamoussiére (2884 m). La vista si spalanca sulle Alpi del Delfinato, laggiù colossi innevati, sarà la Vanoise o il Bianco?, di fronte a noi il Viso, dall'altra parte il temibile paracarro del Roc della Niera che vedremo da tutte le angolazioni possibili.
Alla nostra sinistra si alza il Pic de Caramantran, per noi Il Pelvo: un'evidente traccia risale il pendio di pietrame, prima a spinta, poi sorprendentemente con ottimi tratti ciclabili.
Pic de Caramantran dieci metri sotto la vetta!!!

Prima delle roccette finali si è fatta l'ora del panino, e dopo la sosta affrontiamo gli ultimi tre metri in pura arrampicata sbucando sulla vetta trigonometrica (3021 m) tra stupefatti "randonneurs".
Dall'altra parte, in traversata, si snoda una traccia da sogno, tutta ciclabile salvo un paio di salti rocciosi, che scende il largo crestone spartiacque.
Troppo presto siamo alla selva di cartelli del Col de St. Véran (2844 m), giù verso destra sul sentierone e, dopo circa 700 m, a sinistra (cartello per il rifugio) per un'inebriante scorribanda in pura scioltezza tra dolcissime praterie. Al Réfuge de la Blanche (2499 m) si festeggia con una birra una delle discese più entusiasmanti della nostra carriera!
video
Ecco il breve video di una delle discese più esaltanti di tutte le alpi...

Adesso il gioco si fa duro...
Dal rifugio scendiamo brevemente lo stradone di servizio e troviamo sulla nostra sinistra (cartelli) il sentiero per il Col de la Noire (2955 m). Il conto del dislivello è presto fatto, la ciclabilità pure, a essere ottimisti 5%... Ci aspetta un'ora abbondante da affrontare con seria motivazione, visto che abbiamo già una signora gita nelle gambe.
Verso il Col de la Noire .... si spinge senza compromessi ....

Il sentiero comunque è sempre agevole, largo quanto basta, dal fondo ottimo e ogni tanto regala anche qualche piccola pausa in sella. L'ultima serie di tornanti ci porta con fatica al colle, di nuovo panorami mozzafiato e un bellissimo lago sotto di noi.
Affrontiamo con cautela il primo ripidissimo tratto, poi il sentiero si distende passando accanto al Lac de la Noire ed esce su un bel poggio erboso in vista dell'immenso vallone di Maljasset dove scorre il primo tratto dell'Ubaye. Continuando sul sentiero troviamo un imprevisto passaggio obbligato in mezzo alle rocce, veramente impegnativo e impossibile senza scarpe ben suolate.
Quando i freni buoni servono a poco.....

Proseguiamo in traverso verso sinistra, puntando all'ampio pianoro del Col Longet (2660 m) e, su un bel sentiero a volte interrotto da ruscelli e pietroni, costeggiamo i laghi finendo di nuovo in territorio italiano.
L'ampio pianoro del Col Longet

"Da qui è tutta discesa"... i bolli rossi della IronBike che sta per passare ci confermano che è roba per veri uomini: un primo tratto ripido e sconnesso, da affrontare con perfetta padronanza e qualche pedata in terra, scende a costeggiare il bellissimo Lago Blu (2520 m) in pieno regno delle marmotte mentre sulla nostra testa incombe il quarto lato del Roc della Niera...
Dopo una breve risalita il sentiero si allarga ma rimane molto tecnico, incontriamo i primi alberi, una baita diroccata e una lunga serie di tornantoni ciclabili molto sassosi. Entriamo nel lariceto e il fondo migliora sensibilmente ma la pendenza rimane sostenutissima e prestiamo attenzione alle numerose pietre salva-sentiero disposte a lama.
Il sentiero si mantiene tecnico fino ad atterrare su un ponte di recente costruzione oltre il quale un'auto in sosta segnala la conclusione della gita: fine dell'adrenalina, un breve tratto asfaltato in un attimo ci riporta allo stradone dell'Agnello e a Chianale.
Col Longet e Monviso

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) clicca su

Traccia GPS

Dati del giro:

Anello Chianale - Colle dell'Agnello - Col de Chamoussiére - Pic de Caramantran - Col de St. Véran - Ref. de la Blanche- Col de la Noire - Col Longet- Lago Blu - Chianale

Presenze: Bobo, Roberto, Sergix

Quota di partenza: 1790 m (Chianale)

Quota Max: 3021 m (Pic de Caramantran / il Pelvo)

Disl.: 1850 m

Ciclabilità salita: 65%

Ciclabilità discesa: 99%

Difficoltà: MC+/OC

Sviluppo: 30 km, asfalto 12 km
woof

lunedì 9 luglio 2007

Anello del Monviso nel Queyras

Valli Varaita e Guil

Un grande anello in alta montagna con due discese fantastiche che non finiscono mai ... la salita al Passo di Vallanta però non è uno scherzo ... occhioo!!!!!

Si parte, non troppo tonici, dal primo tornante dell'Agnello, Grange del Rio, quota 2008. In mezzo al traffico della domenica siamo al colle, poi, alla prima curva in territorio francese, un senterino bello pulito e ciclabile che non è su nessuna carta si raccorda al pistone che sale dal Refuge Agnel e ci porta senza fatica al Col Vieux, 2806 m.

Il tempo è molto incerto, nubi nere si alternano a belle schiarite, tentiamo l'impresa.
Dal Col Vieux partono 1100 m di discesa su un sentiero che andrebbe senz'altro inserito in qualche giro o traversata "importante": a parte un paio di scoglietti da superare bici al fianco, si rimane in sella giù per tutto il Vallon Bouchouse, passando da due laghetti incantevoli e poi in un bel bosco di larici.
La traccia è larga e ben marcata, il fondo perfetto su tutto il percorso e bisogna solo fare attenzione a cedere il passo ai numerosi escursionisti a piedi.
All'una siamo alla chiesetta di l'Echalp, quota 1700, per un breve ristoro. Il tempo promette sempre peggio ma alla macchina ci dobbiamo tornare...Torniamo per poco sui nostri passi e proseguiamo sullo stradone, un po' asfaltato e un po' sterrato, che risale la valle del Guil.
Alla sbarra che chiude il traffico proseguiamo sulla strada che risale sulla sinistra, con tornanti belli ripidi su asfalto d'epoca, fino al Belvedére du Viso, m 2133.

Sua maestà il Viso ci presenta il suo volto più truce, il severissimo versante di Vallanta, ammantato di nubi buie e tempestose, e infatti comincia a gocciolare.
Da qui fino al Colle di Vallanta, m 2815, si sta in sella per scommessa.
Invece di risalire al Refuge du Viso seguiamo il sentierino di fondovalle, molto disagevole con pietroni, e siamo con fatica al Lac Lestio m 2510.
La salita al colle si rivela il più massacrante trascinamento di ferraglia della nostra carriera!
La traccia sale su una pietraia che dire infame è un complimento, a ogni passo si frana all'indietro, in alto si attraversano placche di neve completamente sfondata e per mezz'ora si mette pure a diluviare con tuoni e fulmini.
Al colle sono tre ore abbondanti praticamente senza girare i pedali!Una brevissima sosta ma fa freddo e si riparte.
Almeno adesso siamo sul versante di casa, davanti a noi incombono il Visolotto, il Viso e il Vallanta, il cielo è sempre nero ma la visuale spazia sui nostri monti: là in fondo tutta la catena dall'Argentera al Pelvo d'Elva ci rassicura.

Per il Passo Losetta, cima Coppi a 2872, c'è ancora del saliscendi e siamo belli e cotti, ma sotto i piedi abbiamo un sentiero "normale", dove spingere la bici è quasi un piacere: un po' meno devastati potremmo pedalare quasi tutto.
La traccia è stretta con un paio di passaggi espostissimi e francamente rischiosi, ma quando vediamo sopra di noi la casermetta-rudere le fatiche sono davvero finite.
Di fronte a noi l'infinito vallone di Soustra che ci riporta a casa.
Si perdono pochi metri su terreno franoso, poi ci si posa in sella e comincia un'altra discesa dalla continuità entusiasmante, all'inizio appena più tecnica di quella di stamattina, poi distesa e in totale relax.
Alla vecchia Capanna della Losetta, protetta dal suo roccione, la Val Varaita si è già fatta perdonare. Poco più sotto, in piena fioritura, comincia un sentiero tracciato dai cherubini e spianato dai serafini, largo esattamente come una bici, pendenza minima, gobboni da fare in volata, neanche un sassolino...
Entriamo in una fresca nebbiolina di fondovalle, passiamo le ultime grange e in neanche 11 ore da stamattina siamo al punto di partenza, pronti a catapultarci nella prima pizzeria di Sampeyre.

Vale la pena?
A voi la scelta. Noi quella salita non ci sentiamo di raccomandarla a nessuno, ma forse col sole sarebbe stata meno un calvario... e se volete farvi 2000 m di discesa tutta, tutta, ma proprio tutta ... da urlo, trovate un altro posto!

Anello Grange del Rio - Colle dell'Agnello - Col Vieux - l'Echalp - Colle di Vallanta - Passo Losetta - Grange del Rio

Presenze: Bobo, Roberto

Quota di partenza: 2008 m (Grange del Rio)

Quota Max: 2872 m (Passo Losetta)

Dislivello: 2200 m

Ciclabilità in salita: 100% fino al Belvedére du Viso, 1% dal Belvedére al Colle di Vallanta, 50% dal Vallanta al Losetta.

Ciclabilità in discesa: 99%

Difficoltà: BC+/BC+

Sviluppo: 42 km

woof & Bo

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