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domenica 6 giugno 2010

Dall'Authion alla Maglia

Val Roya

Ancora un giro nella Valle delle Valli prima della migrazione estiva verso le alte vette... le nubi ci hanno impedito di arrivare in cima ma il finale è di quelli da scrivere negli annali, al cospetto di uno dei più impressionanti canyon delle Marittime!

Una discesa che fa curriculum l'impressionante sentiero della "Maglia"

Stazione di Breil, come tanti anni fa partiamo alla volta dell'Authion, ma questa volta abbiamo un programmino decisamente più serio per la discesa. Un pezzetto di statale, poi al passaggio a livello subito (sinistra poi destra) sulla stradina che evita il traffico e ci immettiamo sullo stradone del Col de Brouis. Dopo la prima coppia di tornanti e un curvone, a destra stacca l'evidente stradina asfaltata per La Maglia: ci alziamo sul fianco destro idrografico dell'omonimo vallone e ci godiamo spettacolari scorci sul sentiero che, nelle intenzioni dell'artista, dovremmo scendere al ritorno.
Eccola qui!!! ... l'impressionante via del ritorno ...

Superati un piccolo tunnel e il parcheggio dei canyoners la strada diventa sterrata, fondo ottimo e pendenza tranquilla ma fa già decisamente caldo (a questo proposito raccomandiamo se non siete "lucertole" di non ripetere il giro prima di settembre inoltrato!).
Alla "balise" 101 (761 m) teniamo la destra, contorniamo l'ampio vallone e un cucuzzolo tra pezzi al sole e piacevole frescura (b. 172), superiamo un caratteristico passaggio nella terra gialla e, traversando tra radi pini, arriviamo al cisternone di Colla Bassa (1350 m, ultima acqua, non controllata!!!), a cui si può anche arrivare allargandosi a destra verso La Lagouna.
Proseguiamo in salita, adesso fa meno caldo ma solo perché il cielo è annerito da pesanti nuvoloni: anche oggi il Panna dovrà rinunciare alla vetta...
La cima oggi la evitiamo ... per vedere com'è clicca !!!

Alla Baisse de Caran (1707 m, b.149) prendiamo dunque il traversone verso sinistra e comodamente arriviamo al punto d'innesto del giro stradale dell'Authion (1793 m), che ci avrebbe permesso di raggiungere la cima in meno di un'oretta.
Facciamo conto di essere saliti e prendiamo il bello sterratone pianeggiante (sbarra del Parc National du Mercantour), i guardiaparco ci superano sul loro furgone e ci ammoniscono con un'eloquente occhiata a non uscire di un millimetro sui sentieri se non vogliamo assaggiare il rancio delle galliche galere... del resto siamo o non siamo pericolosi ricercati visti i precedenti!!!
Ligi ligi seguiamo la strada che contorna i monti Giagiabella e Ventabren, e apprezziamo comunque i fantastici scorci sull'alta Val Bevera con la strada Sospel - Turini là in fondo. Alla Baisse de la Déa (1750 m) la strada si infila nella foresta e scende veloce e ombreggiata, fino alla b.140 (1230 m , sbarra) dove ricomincia la "libertà".
Baisse de la Déa (1750 m)

Giù, subito sul sentierone (qualche sasso) che taglia un tornante della strada e la riprende pochi metri prima della b. 135. Altro pezzetto di sentiero e arriviamo pochi metri sotto il Col d'Agnon (1074 m, b. 146).
Seguiamo la laconica indicazione "Vallon de Morghe" e comincia il Tecnico, quello tosto: un vero single track che contorna l'ampio selvaggio dimenticato vallone, appeso in un ripidissimo bosco, con traversi e saliscendi anche duri (qualche passaggino franato richiede attenzione e bici al fianco) fino al ripianetto "le Cian" (1000 m ca.).
"Vallon de Morghe"
Sicuramente poche ruote hanno calcato questo sentiero ...

Facendo molta attenzione a non perdere le rare tacche gialle ci buttiamo su una discesa decisamente estrema, molto invasa dalla vegetazione mediterranea, e il sentiero quasi si perde in prossimità di un rudere per tornare visibile all'altezza di un traliccio. Più sotto riusciamo a stare in sella su tornanti un po' più ampi che ancora mostrano le tracce di quella che era una bella mulattiera, e tocchiamo la strada di stamattina (b. 100). Risaliamo brevemente e alla b. 145 comincia il Gran Finale!

Se avete fretta, siete cotti o patite di vertigini tornate tranquillamente a Breil utilizzando la strada... se no continuate a leggere e portateci amici molto fidati e determinati...
Chi sbaglia ... non la racconta ...

Seguiamo dunque l'indicazione "clue de La Maglia" e scendiamo lo sterrato, poi sentiero ripido, e al bivio in fondo prendiamo a sinistra per la passerella che supera il rio. Il canyon della Maglia è uno dei più frequentati dai torrentisti per la spettacolarità dell'ambiente, la comodità di accesso e la relativa facilità dei salti. Noi prendiamo il sentiero che ne costeggia la riva sinistra e, mentre le acque precipitano spumeggianti in fondo al vallone, noi rimontiamo qualche metro fino a innestarci su una larga pista, perfettamente orizzontale, che in breve si trova a volare 200 metri sopra il fondovalle.
Attenti all'esposizione e non buttate giù sassi!

Con un po' di manutenzione potrebbe essere un altro Chemin de l'Energie, spesso tagliato nella viva roccia e con scorci impressionanti, ma una certa trascuratezza lascia qua e là mucchi di sassi e rigogliosi cespugli di cisto e ginestra che spesso frustrano i nostri tentativi di rimanere in sella.
Dopo una scenografica balconata e un valichetto intagliato nella roccia, scendiamo per un impressionante tratto ripido, sassoso ed espostissimo, sostenuto da un imponente muro a secco.
Prendiamo fiato contornando un piacevole valloncello nel bosco fitto, poi cominciamo a perdere quota su sgarbati tornantini, dove più che la difficoltà tecnica è la vegetazione a creare qualche problema. Alla fine ci troviamo su una bella passerella e ci godiamo in relax l'ultimo tratto di sentiero, ampio e dal fondo regolare, che risale leggermente e sbuca su una sterrata (b.99). La civiltà!!
Il sentiero taglia ancora gli ultimi metri di sterrata e raggiunge il passaggio a livello della ferrovia: in un attimo torniamo sulla Nationale e alla stazione di partenza.
Uno di quei sentieri che rimangono nella memoria ...

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) clicca su

Traccia GPS

Dati del giro:

Anello Breil sur Roya - La Maglia - b.101 - b.172 - Baisse de Colla Bassa - Baisse de Caran - Parpella - Baisse de Ventabren - Baisse de la Déa - b.140 - Col d'Agnon - Vallon de Morghe - b.100 - Clue de La Maglia - Breil

Presenze: Bobo, Roberto, Panna, Ziododo, Sergix

Quota di partenza: 305 m (Breil stazione)

Quota Max: 1890 m (pendici Mont Giagiabella)

Disl.: 1700 m

Ciclabilità salita: 100%

Ciclabilità discesa: 95%

Difficoltà: MC/OC+

Sviluppo: 47 km
woof & Bo

domenica 30 maggio 2010

Pas de la Tranchée

Val Roya

- Ma non avete ancora stufa di val Roya? - No, proprio non se ne parla, guardate l'ultima scoperta fatta quasi per caso in un angolo dimenticato.
Val Roya, tutto il resto è noia...
La Roya regala un'altra perla ...

L'idea del trio di oggi era di scendere il Tanarello, ma qualche canalone innevato di troppo ci ha fatto optare per un "ripiego" sul costone che divide la Valle delle Meraviglie dal Vallon de la Céva: terreno inesplorato e mai descritto, con qualche notizia di belle discese dai locals, ma nulla più.
Dalla monumentale stazione di St.-Dalmas-de-Tende (700 m) prendiamo dunque la strada delle Meraviglie. Al secondo tornante imbocchiamo la tranquilla salita per Granile (1030 m) e proseguiamo sulla ormai classica balconata lungo il sentiero, prima in traverso poi su discesa sempre molto impegnativa, fino a Bergue Supérieur (821 m, balise 218) e per asfalto a Bergue Inférieur (che però è più in alto, 863 m).
Balise 215 inizia il portage

Ci innestiamo così sull'altro classico percorso della Céva, risaliamo su ampio sterrato fino ai tornanti delle Granges d'Amatte (b. 217, 216) e ci fermiamo perplessi alla b. 215 (1200 m) che indica un sentiero da camosci sulla destra: ci tocca salire di lì? Eh sì, ci tocca... 400 m di dura salita con rari tratti pedalabili!
L'andatura tranquilla ci consente di ammirare il paesaggio di questo luogo appartato, dove abbondano i segni di antica frequentazione della montagna: belle mulattiere in pietra, fasce coltivate, pascoli, villaggi arroccati, quasi tutto in stato di totale abbandono.
Dopo la prima rampa rimontiamo in sella in prossimità di una casa-grotta, e traversiamo a sinistra in un ambiente dal sapore "finalese". Ci immettiamo poi su una mulattiera più ampia (occhio a non perdere le tacche gialle!) che entra nel bosco e riprende a salire con una brusca svolta a destra. La pendenza viaggia sul 30%, fondo liscio, qualcuno prova a pedalare, che bella discesa fatta in salita!
Bergeries de Tate

In breve siamo all'incantevole radura del Col de Tate (1460 m, b. 214) e saliamo ancora qualche metro verso sinistra al panoramicissimo poggio delle Bergeries de Tate, tra pascoli ancora in uso.
La traccia continua a salire e si infila in una pineta puntando una barra rocciosa: saliamo con fatica su terreno sassoso e come d'incanto troviamo un sentiero a mezza costa che punta a destra in lieve discesa, stretto, liscio, tagliato su un ripido pendio boscoso, di quelli che piacciono a noi!
Superiamo un rio (b. 224) e il sentiero che proviene da Bergue, proseguiamo sull'altra sponda e con un altro magnifico traverso siamo alla meta, Pas de la Tranchée (1589 m , b. 223), in prossimità di un'impressionante guglia dolomitica.
Siamo già ripagati della fatica, ma il bello arriva adesso: giù, in un bosco di larici che il fogliame primaverile rende ancora più incantato, per un sentiero la cui manutenzione è sicuramente affidata a elfi e folletti... un passaggio vicino a una grotta, poi una serie di tornanti senza un sasso, una radice, niente... peccato per qualche aratura dei freeriders che arrivano anche qui, ma seguendo il tracciato principale arriviamo in pochi minuti alla b. 222 (1350 m), di nuovo sulla nostra "balconata di Granile".
La voglia di tornanti ce la siamo tolta anche questa volta...

Dopo una deviazione alle spettacolari Granges de Gauron, scendiamo due ripidi tornantoni e alla b. 238 prendiamo a destra, per un altro facile traversone che precede la picchiata finale.
Via, giù per un'infinita serie di tornanti, ampi ma su pendenze decisamente impegnative e su fondo via via più sconnesso che richiede perfetta tecnica di guida. A un tornante (970 m) il sentiero diventa impercorribile e tiriamo dritto su un pistone forestale che in breve piomba sulla strada di Granile.
Scendiamo ancora verso sinistra e alla b. 239 sfruttiamo gli ultimi metri di sentiero fino alle prime case di St. Dalmas. Sulla sinistra recuperiamo la strada principale e chiudiamo l'anello alla stazione.
Giro inedito e mai pubblicato da nessuno ... un plauso a questo losco individuo!!!

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Traccia GPS

Dati del giro:

Anello St.-Dalmas-de-Tende - Granile- Bergue Supérieur- Bergue Inférieur - Granges d'Amatte - Col de Tate - Pas de la Tranchée - Granges de Gauron - St.-Dalmas-de-Tende

Presenze: Bobo, Roberto, Ziododo

Quota di partenza: 700 m (St.-Dalmas-de-Tende)

Quota Max: 1650 m (pendici Cime de la Naque)

Disl.: 1250 m

Ciclabilità salita: 75%

Ciclabilità discesa: 100%

Difficoltà: BC+/OC

Sviluppo: 26 km
woof

domenica 25 aprile 2010

Traversata passo di Muratone - Bendola

Val Roya

Valle Roya... non finisce qui... un altro luogo affascinante, nella natura più incontaminata, e già nuove idee per la prossima!


Da un po' di tempo volevamo provare questa discesa, a cui probabilmente è più facile accedere da nord, via bassa di Sanson e monte Toraggio, ma lassù la neve blocca ancora il passaggio e così siamo di nuovo alla partenza di Airole (135 m).
Il grosso della salita è in comune con l'itinerario di Testa d'Alpe (clicca), e notiamo con piacere che il duro sentiero dal colletto Fasceo alla strada dell'Abellio è stato ancora pulito e ben mantenuto.
Colletto Fasceo, un pò di sano "portage"...

Al bivio per Testa d'Alpe proseguiamo sulla sterrata che si mantiene sul lato italiano e contorna tutto il vallone, con percorso facile ma fondo spesso rovinato e molto sassoso. Man mano che si procede l'ambiente diventa sempre più verde e al termine dello sterrato siamo nel cuore della Foresta di Gouta, la più bella abetaia della Liguria, che attraversiamo con una breve salita in asfalto fino alla sella omonima (1213 m). E' stata lunga e i ravioli del ristorante non lasciano scampo...
Proseguiamo dunque alle spalle del ristorante in direzione del passo di Muratone che ragiungiamo con un veloce sterratone (al colle di Scarassan, 1225 m, tenere la destra in lieve discesa). Il passo di Muratone (1157 m, balise 170) segna il confine e se ne dipartono numerose strade: la nostra è quella in lieve discesa (indicazioni: la Madonina) che punta in territorio francese e perde un po' di quota con uno stradone poco remunerativo. Dopo una serie di tornanti invasi dal pietrame aggiriamo un valloncello e con una breve salita siamo all'edicoletta della Madonina (1015 m, b. 169) dove comincia il bello!
Questa discesa da anni nei "progetti" doveva essere fatta! ... missione compiuta!

Per scendere in valle Roya ci sono due possibilità, e purtroppo ci tocca scegliere: oggi mettiamo il Mont Agu nei "prossimamente" e prendiamo il sentiero in netta discesa. Ci siamo così guadagnati una serie di tornantoni, ampi, facili, dal fondo ottimale, in un luminoso boschetto, che scendono nell'appartato Vallon de la Madonina fino a guadare il rio.
Dopo lo scambio di complimenti per l'entusiasmante discesa comincia il fantasmagorico traverso: alla b. 166 proseguiamo diritto e ci affacciamo sul vallone della Bendola ... signori ... la Bendola mica il rian dei Tecci!
Il valico ...

Con reverenza ammiriamo le pareti rocciose che ci circondano e scorgiamo là in fondo la spaventosa forra, mito dei canyoners di tutto il mondo. Superiamo un piccolo valico in galleria e scendiamo l'ampio sentiero, che oggi è bello asciutto e si percorre in tranquillità ma richiede attenzione verso la fine per un passaggio che dire "esposto" fa ridere.
Purtroppo finisce presto e al pont du Castou (429 m) usciamo sullo sterratone che in lieve salita conduce a Madone de Poggio.
Lo spettacolare sentiero nella forra del Bendola

Si potrebbe scendere alla statale ma preferiamo andarci a perdere nei vicoli di Saorge e farci spiegare come, scendendo una serie di scalinate larghe qualche centimetro meno dei manubri, si arrivi alla b. 19 che segna l'ultima divertente discesa: la vecchia strada di valle che passa da una panoramica croce e va ad attraversare la strada asfaltata del Poggio. Ancora un ripido tratto scalinato e siamo sulla Route Nationale... ahinoi, niente scampo, ci toccano km e km di nastro bitumato per rientrare alla base, ma ne è valsa la pena!

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Traccia GPS

Dati del giro:

Anello Airole - Fasceo - colletto dei Saviglioni - rifugio Paù - Foresta di Gouta - colle di Scarassan - passo di Muratone - la Madonina - vallone della Bendola - Saorge - Airole

Presenze: Bobo, Roberto, Sergix, Monica, Gualty, Susanna

Quota di partenza: 135 m (Airole)

Quota Max: 1225 m (passo Scarassan)

Disl.: 1540 m

Ciclabilità salita: 95%

Ciclabilità discesa: 100%

Difficoltà: BC/BC

Sviluppo: 55 km
woof

lunedì 23 novembre 2009

Giro della Testa d'Alpe

Val Roya

Più ci torniamo, più la valle Roya dispensa meraviglia e stupore... e l'inesauribile scrigno cede un altro dei suoi gioielli, nascosto tra i selvaggi contrafforti della bassa valle, per bikers determinati, amanti dei panorami e del grande vuoto!
L'aereo sentierozzo...

Partiamo in questo bel lunedì novembrino dal parcheggio in mezzo al paese di Airole (135 m) e, proprio a fianco della Madonna delle Grazie (cimitero), imbocchiamo la nuova via Fasceo.
Con qualche tornante e micidiali strappi che non lasciano un momento di respiro ai muscoli ancora freddi ci alziamo in verticale sopra il bellissimo borgo e al termine dell'asfalto (633 m) invece di raggiungere case Fasceo svoltiamo a destra, sul sentiero (segnavia bianco-rossi) che rimonta con decisione per cresta. Bici al fianco, superiamo con pazienza un tratto ripido e usciamo su un sentiero più comodo e pianeggiante in mezzo alla macchia, a tratti persino ciclabile, in vista del monte Abellio e del mare.
Un pò di portage con vista...

Cercando di non perdere i segni finiamo su una selletta (889 m), in corrispondenza della strada provinciale che sale da Rocchetta Nervina verso la sella di Gouta (val Nervia).
Proseguiamo sulla strada, con alcuni tratti di buono sterrato e altri decisamente rocciosi, passando davanti a diverse strutture ex-militari tra le quali il rifugio Paù, superiamo il bivio per la strada di crinale e un tratto in leggera discesa con galleria, e, dopo 7 km dalla selletta dell'Abellio svoltiamo a sinistra (1154 m) per la ripida strada di Testa d'Alpe.
Al bivio per la Tète d'Alpe

Al quinto faticoso tornante si potrebbe già tagliare verso sinistra, ma noi continuiamo fino al culmine e svoltiamo ancora a sinistra in una bella foresta di abeti.
Dopo circa 1 km (noi abbiamo girato un po' tardi) si raggiunge tagliando a sinistra nel bosco, senza percorso obbligato, il crestone panoramico che, sempre verso sinistra, conduce in vetta (1587 m), costeggiando gli impressionanti dirupi sul lato val Roya.
Una veloce occhiata al panorama sulle Marittime spruzzate di neve e ci buttiamo giù per il versante Sud, con percorso "free" molto divertente su labili tracce tra radi alberi, fino a ritrovare una sterrata (quella dal tornante di prima) in corrispondenza della balise 438. Presto la strada ridiventa sentiero e verso la Roche Fourquin si perde un po' nei prati. Merita comunque una breve deviazione a piedi per la posizione a nido d'aquila di una piccola postazione di tiro proprio sulla vetta (1420 m).
Parte iniziale della discesa sulla linea di cresta

Recuperiamo il sentiero nella pineta sottostante e arriviamo alla fondamentale b.437 che indica la nostra meta, Libre, proprio verso il baratro!
Con calma procediamo spesso bici al fianco per un traversone sconnesso ed espostissimo tagliato nella parete a picco sotto il Fourquin, poi recuperiamo qualche tratto divertente (basta non guardare sotto... sono 700 metri...) fino all'altro spettacolare balcone della Roche du Tron (1179 m).
Traverso spettacolo...!!!

Di fronte a noi, peccato per un po' di foschia, l'inconfondibile borgo di cresta di Piene Haute.
A questo punto vediamo i tetti di Libre, là sotto, e prendiamo a scendere con decisione. Questo tratto non presenta esposizioni impressionanti ma la pendenza e il fondo obbligano a una tecnica di guida perfetta con frequenti salutari discese dalla sella. Nel complesso la ciclabilità dalla selletta del Fourquin è intorno al 60%, e l'incomparabile scenario che ci circonda giustifica la fatica.
L'esposizione è notevole

Finalmente in vista della civilità tocchiamo le b. 419 e 418 e percorriamo un piacevole traverso sopra il paese, fino a sbucare da una chiesetta e a rinfrescarci alla fontana nella piazza principale di Libre (460 m).
Il giro proseguirebbe come già descritto questa primavera per il Sentier Valléen (Su e giù tra Bevera e Roya), che conduce fino ad Airole, ma sono le tre e gli impegni cittadini ci costringono a un veloce ripiego su asfalto. Anche così non ci siamo annoiati...

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Traccia GPS


Dati del giro:

Anello Airole - Fasceo - colletto dei Saviglioni - rifugio Paù - Testa d'Alpe - Roche Fourquin - Roche du Tron - Libre - Airole

Presenze: Bobo, Roberto, Carlo

Quota di partenza: 135 m (Airole)

Quota Max: 1587 m (Testa d'Alpe)

Disl.: 1620 m

Ciclabilità salita: 90%

Ciclabilità discesa: 80%

Difficoltà: BC/EC

Sviluppo: 37 km
woof

giovedì 10 settembre 2009

Traversata Rifugio Laus - Rifugio Savona

Dopo quella scialpinistica e quella escursionistica, tocca a noi festeggiare i 125 anni della sezione CAI di Savona con la traversata che unisce i nostri due Rifugi. Dopo un lungo lavoro di preparazione logistica e le mille "limature" al percorso ce l'abbiamo fatta! Quattro giorni indimenticabili in buona compagnia, a cavallo delle nostre valli più amate, su e giù per strade, mulattiere e sentieri.
Day 1 - (9) 10 settembre

Valle Stura di Demonte

Dopo il prologo serale e la notte in rifugio, il Tappone: quello con più dislivello, più asfalto, più km, ma anche quello con più "tecnico" in discesa. Mezze Marittime in un giorno!

Ci ritroviamo in sette a Savona, tre li prendiamo per strada, noi in furgone e le bici belle stipate nel rimorchio, "Gruppo Vacanze Piemonte" si parte!!!
All'imbrunire in quel di Callieri (1450 m) scarichiamo il tutto, soppesiamo con viva preoccupazione gli zaini che ci massacreranno le vertebre per i prossimi quattro giorni ed è subito salita: la ripida sterrata che senza un momento di respiro in un'oretta ci porta al rifugio. Dalla calura savonese siamo piombati a 6°C e la stufa accesa ce la godiamo tutta. Cena abbondante, giro di grappe offerto da Emilio che compie gli anni, si dorme bene ma la sveglia sarà a un'ora inaudita per dei bikers...
Passo di Collalunga

Ore 7, cielo terso, un grado, Venere e la Luna brillano ancora nella quasi oscurità, si parte davvero!
In pochi minuti, mentre albeggia, costeggiamo il bellissimo e scenografico laghetto del Laus (1910 m) e ci teniamo sull'ampia strada militare della Collalunga, che grazie a recenti lavori di ripristino è in buone condizioni e tutta ciclabile, pur con qualche strappo, fino alla famosa casermetta della prua di nave. Superiamo il cippo di confine, prendiamo il primo sole ai Laghi di Collalunga e con due tornanti a spinta siamo sull'enorme spianata del passo (2550 m). Un gruppetto per mantenersi in forma tira dritto fin verso la cima di Collalunga, poi ci ricompattiamo e affrontiamo la spettacolare, impegnativa discesa verso la val Tinée, facendo molta attenzione al sentiero (poco segnalato all'inizio) e ai numerosi resti di filo spinato ancora in mezzo ai piedi.
Il sentiero balcone sulla val Tinée

Perdiamo un po' di quota su terreno sconnesso ed esposto, poco ciclabile, poi ci allunghiamo su un'immensa balconata di prati, segnata da gigantechi ometti, e arriviamo in vista del Lagarot (2170 m). Lasciamo a destra il nuovo sentiero balcone e proseguiamo sulla traccia principale, che scende ruvidamente "plein sud" con percorso molto impegnativo, sassoso e sconnesso, dove solo i migliori riescono a restare in sella.
Una della più belle discese della nostra carriera...

Quando abbiamo sceso 1000 m dal colle incontriamo le case di Douans e sbuchiamo su un'ampia sterrata (1450 m), rinunciando a proseguire sul sentiero che viene dato come pedonale. In breve siamo al fondovalle e, tra statale e varianti di pista ciclabile, siamo a Isola (872 m). Adesso viene il bello...
Dopo un frugale pasto, all'una in punto affrontiamo la calura dello stradone per Isola 2000, 17 km di asfalto senza sconti e senza scorciatoie che si concludono in uno dei posti dove la "valorizzazione" turistica ha dato il peggio di sè, almeno quando non cè la neve a nascondere le devastazioni delle piste.
Costeggiando il complesso principale dell'agglomerato, usciamo su una pista sterrata in prossimità di un laghetto artificiale uso "cannoni" e guadagnamo una sterrata nel bosco, evidente tracciato di una ex strada militare. Puntiamo a sinistra, sotto uno skilift, verso l'evidente insellatura del Col Merciére (2346 m) ed entriamo così nel Parc National du Mercantour. Tra soste e ricerca acqua si sono fatte le cinque.
In vista del Col Merciére

Superato il valico siamo finalmente di nuovo in montagna: ampie praterie, sotto di noi una splendida foresta di conifere e la sterrata che scende con ampi tornanti. Non resta che seguire il lungo, rilassante percorso che con un paio di saliscendi arriva al Pont d'Ingolf (1952 m) e risale per una stradina cementata al Col de Salése (2031 m). Fine delle fatiche!
In pochi veloci km la sterrata arriva a Le Boréon, e in vista del lago troviamo la deviazione per il posto tappa di stanotte, le sette, la cena è pronta, sbrigatevi con la doccia!

Dati della tappa:

Traversata Callieri - rifugio Laus - Passo di Collalunga - Douans - Isola - Isola 2000 - Col Merciére - Col de Salése - le Boréon

Presenze: Paolo, Roberto, Bobo, Floro, Luca, Maurino, Munch, Panna, Rino, Sergix

Quota di partenza: 1450 m (Callieri) - 1912 m (rif. Laus)

Quota Max: 2550 m (Passo di Collalunga)

Disl.: 450 + 2430 m

Ciclabilità salita: 94%

Ciclabilità discesa: 99%

Difficoltà: BC/OC

Sviluppo: 5 + 69 km


Day 2 - 11 settembre


Val Vésubie

Tappa lunga ma molto meno dura di ieri, con piacevole finalino tecnico nella Valle più amata...


Rifocillati e belli freschi, affrontiamo subito un'altra esagerazione di km su asfalto, stavolta però in discesa, non senza ammirare appena partiti la bella cascata del Boréon. Sosta a Saint Martin Vésubie e giù fino al bivio per La Bolléne (570 m), dove imbocchiamo lo stesso percoso provato a giugno: pont du Véséou, la Bolléne, piste de Malagratta nell'omonima rigogliosa foresta. Fa fresco anche se l'umdità si fa sentire e affontiamo con la dovuta calma il breve ma intenso tratto a spinta alla fine della pista forestale, poi ci rilassiamo al solito baretto del Camp d'Argent (1737 m) prima di decidere il da farsi.
Lungo la discesa dell' Authion

Il tempo infatti sembra promettere pioggia e, forse con un eccesso di prudenza, rinunciamo alla vetta dell'Authion per tagliare lungo la strada che scende ai ruderi delle casermette (Cabanes Vieilles) e alla Baisse de Caran (1707 m). Seguiamo in discesa lo sterratone della "via normale" in direzione della Val Roya, sul crinale tra i valloni di Cairos e della Maglia, e giunti alla cisterna della Colla Bassa (1350 m) ci dividiamo: un gruppetto opta per la lunga strada forestale nel Vallon de Cairos, mentre il giro prosegue a sinistra della cisterna e con un paio di tornanti scende a lambire la conca detta Lagouna (1072 m). Da qui per raggiungere il fondovalle ci sono due possibilità, noi costeggiamo verso sinistra (non imboccando la strada privata più ripida) e scendiamo ancora con due ampi tornanti fino a un'indicazione di sentiero pedonale. In realtà il sentiero è ottimamente ciclabile e con un traversone nel bosco raggiunge la b. 179. Più ripido, con tornantini ma sempre molto divertente, il sentiero scende ancora alla b. 184 e piomba con un'ultima intensa picchiata al fondovalle del Cairos, pochi metri sotto la strada asfaltata.
Un altro incredibile sentierino in Roya...

In breve raggiungiamo la statale della Val Roya nel punto più basso di tutta la traversata (405 m) e risaliamo a Fontan per raggiungere il resto del gruppo.
Tutto sommato la tappa è stata di soddisfazione e "sacrifichiamo" il Sentier Valléen per risalire sulla strada fino a La Brigue (770 m), attesi dal patron dell'Hotel Fleur des Alpes che ci ammannisce una lauta cena.

Dati della tappa:

Traversata le Boréon - la Bolléne Vésubie - Piste de Malagratta - Camp d'argent - Baisse de Caran - Colla Bassa - Fontan - La Brigue

Presenze: Paolo, Roberto, Bobo, Floro, Luca, Maurino, Munch, Panna, Rino, Sergix

Quota di partenza: 1500 m (le Boréon)

Quota Max: 1888 m (pendici Authion)

Disl.: 1780 m

Ciclabilità salita: 100%

Ciclabilità discesa: 100%

Difficoltà: MC/BC

Sviluppo: 78 km


Day 3 - 12 settembre

Val Roya

Tappa di trasferimento, condizionata dal meteo sfavorevole, sui monti ormai di casa.


La strada la sappiamo: da La Brigue si sale sulla solita pista per Notre-Dame des Fontaines, Col Linaire, Bassa di Sanson (1700 m) ma, appena rientrati sul patrio suolo, nubi minacciose si addensano intorno a noi.
Salita al Garezzo

Il tempo di raggiungere la Collardente e l'addensamento condensa sotto forma di pioggia frustrando le nostre bellicose intenzioni alpinistiche. Non resta che ripiegare tra una goccia e l'altra sulla strada del Passo della Guardia (1458 m) che costeggia gli innumerevoli valloncelli del versante S del Saccarello e risalire faticosamente al Colle Garezzo (1771 m). Lo sterratone, sempre molto sassoso, ci porta al Colle San Bernardo di Mendatica (1260 m) dove facciamo una lunga sosta ai box per problemi di gomme.
Il tempo è un po' migliorato e per scendere al Colle di Nava prendiamo prima una piccola variante (segni dell'Alta Via) e poi, sempre sull'Alta Via, il bellissimo single track del Forte Possanghi che mette veramente d'accordo tutti su come dovrebbe essere un sentiero ciclabile...
La discesa sul colle di Nava dal Forte Possanghi

Con un paio di rudi tornantini siamo al Colle di Nava (930 m), scendiamo su asfalto fino a Cantarana e imbocchiamo la divertente pista ciclabile, in buona parte sterrata, che senza problemi costeggiando il Tanaro ci porta a Ormea (730 m). Cena sontuosa e sistemazione di lusso all'albergo!

Dati della tappa:

Traversata La Brigue - Bassa di Sanson - Collardente - Passo della Guardia - Colle Garezzo - San Bernardo di Mendatica - Colle di Nava - Ormea

Presenze: Paolo, Roberto, Bobo, Luca, Munch, Panna, Rino, Sergix, Ziododo, Marco, Grazia

Quota di partenza: 770 m (La Brigue)

Quota Max: 1771 m (Colle Garezzo)

Disl.: 1450 m

Ciclabilità salita: 100%

Ciclabilità discesa: 100%

Difficoltà: MC/BC

Sviluppo: 60 km


Day 4 - 13 settembre

Val Tanaro

Breve ma molto intensa, la tappa conclusiva si svolge su un terreno sicuramente poco frequentato dai bikers!
Lo sterrato della Colla dei Termini

L'inizio è dei più classici, da Ormea prendiamo per Valdarmella e poi svoltiamo per lo sterrato della Colla dei Termini. Si sale con regolarità, senza sorprese, sotto un sole che già alle otto ricomincia a picchiare duro. Al tornante di quota 1600 però abbandoniamo la principale per un traversone che costeggiando sotto l'Antoroto raggiunge un'isolata malga (Pian Cavallo, 1680 m) e prosegue sempre più dissestata fino a perdersi nei prati.
Senza cambiare direzione, seguiamo il sentiero, piuttosto aereo ma dal fondo liscio, che attraversando ripide praterie giunge a un poggio senza nome: e adesso...?
Il bel traversone dopo la malga di Pian Cavallo

Adesso prendiamo una traccia appena visibile che si infila nella faggeta e, con una stretta, divertente discesa, raggiunge un poco visibile segnale dove si raccorda con il sentiero che proviene dalle borgate sottostanti. Da qui proseguiamo con percorso abbastanza avventuroso su quella che appare come un'antica mulattiera, alternando brevi tratti ciclabili, espostissimi canaloni e ripidi "portage". Il rifugio è là, in vista, ma un paio di passaggi obbligati richiedono il giusto tempo per traghettare le bici e dare una mano ai meno alpinisticamente avvezzi.
"portage" ... con brivido ...

Siamo così all'intaglio della Scaletta (1530 m), dove un'ultima discesa tagliata nella roccia mette fine alle difficoltà lasciandoci in una fitta faggeta. Senza problemi superiamo una zona di acquitrini e arriviamo infine, sempre in mezzacosta, alle Case Mulattieri (1430 m) dove ci attende l'ultima piccola fatica: un quarto d'ora di spinta (qualcuno ha ancora il coraggio di pedalare...) e ci aspetta la piccola folla festante al Rifugio Savona (1600 m), è fatta!

Dati della tappa:

Traversata Ormea - Pian Cavallo - La Scaletta - Rifugio Savona

Presenze: Paolo, Roberto, Bobo, Luca, Munch, Panna, Rino, Sergix, Marco, Grazia, Ilaria, Mirna

Quota di partenza: 730 m (Ormea)

Quota Max: 1680 m (Pian Cavallo)

Disl.: 1300 m

Ciclabilità salita: 80%

Ciclabilità discesa: 90%

Difficoltà: OC/OC

Sviluppo: 19 km

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) clicca su

Traccia GPS


Chiudiamo così un grande giro, fatica totale 231 km per 7410 m di dislivello.
Un ringraziamento particolare va a tutti coloro che si sono impegnati per la riuscita dell'impresa e a tutti coloro che hanno partecipato dimostrando ancora una volta l'unione e la compatezza del nostro bel ... gruppone ...
woof & Bo

domenica 21 giugno 2009

Forte Tabourde - Tenda

Val Roya

Questa l'abbiamo fatta la prima volta il 28 Maggio del 2007 con Erik ed è una bella picchiata, durissima, intervallata da un idilliaco imperdibile traverso. Ripetuta il 21 giugno 2009 in gita sociale col Gruppo Mtb CAI Savona in una "strana"giornata di inizio estate più simile a una giornata di inizio inverno. Quest'ultima volta, abbiamo evitato la direttissima sulla Baisse de Lagouna, per affrontare la tratta scoperta alcune settimane prima che attraversa il vallone sotto la cima Pepino (vedi Tabourde - Vievola)

Si, ... proprio giù di lì ...(maggio 2007)

Per quanto riguarda la salita ripetiamo l'itinerario Forte Tabourde - Vievola, alllungando di qualche km il tratto asfaltato, infatti si parte dal piazzale della stazione di Tenda.

Dal Fort de Tabourde puntiamo dritti per cresta seguendo il GR52 (l'indicazione "no vtt" che si vede sulla palina è un consiglio più che un divieto...). La discesa si fa subito tosta, con pendenze estreme e fondo decisamente tormentato ma lo spettacolo del panorama e il senso decisamente aereo della cresta invitano a frequenti soste. Entrando nel bosco la discesa si fa meno estrema ma sempre molto tecnica e in breve siamo alla Baisse de Lagouna.

Sicuramente una delle discese più impegnative di tutta la Roya (maggio 2007)

Senza cambiare direzione continuiamo ora sul fianco sinistro del costone (indicazioni: Tende), e dopo un tratto ripido e sconnesso entriamo in una rada pineta che sembra finta, dove il sentiero diventa scorrevolissimo e piacevole offrendo un meritato riposo alle braccia e ai freni.

Il sentiero, che sembra non finire mai, diventa un po' più ripido nell'ultimo tratto, esce dal bosco e sfocia su una sterrata a q. 1300 ca.
Prima della sterrata (Giugno 2009 by MonyCN)

Proseguiamo sulla sterrata per un paio di km fino a incrociare una stradina che viene da destra: subito sulla nostra destra ritroviamo un sentiero (indicazione pedonale) che scende alla sottostante b. 328. A sinistra parte l'ultimo tratto di "tecnico", prima panoramico sul paese poi con duri tornantini su terreno roccioso e pendenze molto sostenute fino alle spalle della stazione di Tenda (volendo evitare questo tratto basta proseguire sulla sterrata e svoltare a destra al primo bivio per scendere in paese senza difficoltà).

In vista di Tenda (giugno 2009)

Per vedere altre foto della giornata clicca su:

Foto

Dati del giro:

Anello Tenda - colle di Tenda - Fort Tabourde - pendici Cima Pepino - Baisse de Lagouna - Tenda

Quota di partenza: 790 m (Tende)

Quota Max: 2010 m (pendici Cime du Bec Roux)

Disl.: 1250 m

Ciclabilità salita: 100%

Ciclabilità discesa : 99,9%

Difficoltà: MC+/OC (salita/discesa)

Sviluppo: Km 32

woof & Bo

lunedì 8 giugno 2009

Fort Tabourde - Vievola

Val Roya

Stavolta il sentiero siamo proprio andati a cercarlo, era proprio lì ma ci sarà già passato qualcuno?
Da due anni nel quaderno dei desideri, abbiamo messo in saccoccia una discesa veramente senza compromessi in una delle zone più selvagge della nostra valle preferita!

Il colle di Tenda e la Rocca dell'Abisso sullo sfondo

A caccia di Vievola 2, partiamo dal piazzale presso il cavalcavia della ferrovia, subito sotto il bivio per la stazione di Vievola (970 m). Risaliamo un po' di statale verso il Colle di Tenda e imbocchiamo i mitici 46 tornanti che ci separano dal passo, ma siccome siamo scrupolosi prendiamo appena possibile la vecchia strada così i tornanti diventano 60 e sono ancora più mitici!
Con poca fatica siamo al Fort Central, puntiamo verso la strada militare del Marguareis ma svoltiamo alla prima indicazione a destra (balise 338) per il fort Tabourde (1982 m, b. 335) dove di solito si arriva in scioltezza. Oggi attraversiamo ancora qualche insidiosa lingua di neve, e una decidiamo saggiamente di aggirarla vista la pendenza pericolosa. Se volete tornarci aspettate ancora quindici giorni!
I soliti intoppi di un anno fuori norma...

Dal forte si potrebbe scendere sul crinale in massima pendenza (vedi variante) ma noi puntiamo verso sinistra dove parte, in mezzacosta, un'esile traccia di sentiero (ancora un po' di neve, evitabile) che risale fino a un poggio (2010 m circa) e si biforca. La balise 335a indicata sulla carta non c'è, forse se l'è portata via qualche valanga, noi comunque prendiamo la traccia di destra che scende ripida ma ciclabile nell'ampio vallone sotto la cima Pepino tra nevai e marmotte primaticce.
Quest'anno la neve non manca...

Attraversiamo dove si può il torrente e ritroviamo sull'altro lato le rade tacche gialle del sentiero, ora ben tracciato, che corre in falsopiano su un ripido costone tra i pini, allontanandosi inesorabilmente dalla civiltà. Poco prima di una bellissima sella erbosa (q. 1767, un'indicazione non guasterebbe...) notiamo un metro sotto di noi un'altra traccia che corre in senso opposto, copiando il percorso appena fatto ma a una quota inferiore. Attenzione a individuarla subito per non finire in un tratto franato e scosceso!
Il sentiero, con diversi saliscendi, attraversa numerosi costoloni boscosi mantenendosi sempre stretto ma in ottime condizioni e, dopo una sosta ai box, passiamo a picco sotto il forte e siamo sulla Baisse de Lagouna (1677 m) dove ci pare di essere già stati...
Da qui se volete divertirvi e basta potete scendere a Tenda seguendo il sentiero principale del GR52 (vedi variante). Se oltre a divertirvi volete esplorare, non soffrite di vertigini e avete buon senso d'orientamento, continuate a leggere.

Senza parole...

Proprio sul valico parte un sentierino nell'erba (direzione: Vievola, b. 334) che dopo pochi metri fa un tornante a destra e prende a traversare in direzione NW, verso una zona scoscesa dove sembra impossibile riuscire a portare una bici. Si tratta comunque dell'unico sentiero di questo versante e, anche se largo pochi centimetri, riusciamo a non perderlo in mezzo alle numerose piante abbattute dalle prodigiose nevicate di questo inverno infinito.
Dopo quasi 1km di traverso il sentiero si fa più marcato e comincia una prima serie di tornantini, molto estetici ma di misura inadatta alla bici...
Scendiamo così in prossimità di un paretone roccioso (Le Cairon) e un cavo metallico ci conferma che siamo proprio su un sentiero percorso da umani! Con molta attenzione superiamo passandoci le bici questi pochi impressionanti metri, passiamo sotto un riparo di roccia e torniamo in sella su un sentiero più largo ma sassoso e ripido, che richiede ottima tecnica ed equilibrio.
Tra panorami mozzafiato e profumi di timo e lavanda perdiamo bruscamente quota, passiamo un agglomerato di ruderi nel più improbabile dei posti e, alternando traversi sospesi e tornantini al limite, torniamo in una pineta dove il sentiero diventa più domestico e consente comode curve in sella.
Sentiero decisamente...aereo

Quando scorgiamo le tracce di antichi terrazzamenti ci accorgiamo che ormai il fondovalle è vicino: un ultimo divertente tratto tra i coltivi finisce in un gruppo di case abitate, proprio lungo la ferrovia, e concludiamo l'avventura sbucando sulla Route Nationale proprio davanti all'auto.

Varianti di discesa clicca su: Forte Tabourde - Tenda

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) clicca su

Traccia GPS

Dati del giro:

Anello Vievola - colle di Tenda - Fort Tabourde - pendici Cima Pepino - Baisse de Lagouna - Vievola

Presenze: Bobo - Roberto – Gigi - Ziododo

Quota di partenza: 970 m (Vievola)

Quota Max: 2010 m (pendici Cime du Bec Roux)

Disl.: 1150 m

Ciclabilità salita: 100%

Ciclabilità discesa : 98%

Difficoltà: MC+/OC+ (salita/discesa)

Sviluppo: Km 25

woof
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