Visualizzazione degli ultimi post con etichetta Francia - Val Vésubie. Mostra i post precedenti
Visualizzazione degli ultimi post con etichetta Francia - Val Vésubie. Mostra i post precedenti

giovedì 10 settembre 2009

Traversata Rifugio Laus - Rifugio Savona

Dopo quella scialpinistica e quella escursionistica, tocca a noi festeggiare i 125 anni della sezione CAI di Savona con la traversata che unisce i nostri due Rifugi. Dopo un lungo lavoro di preparazione logistica e le mille "limature" al percorso ce l'abbiamo fatta! Quattro giorni indimenticabili in buona compagnia, a cavallo delle nostre valli più amate, su e giù per strade, mulattiere e sentieri.
Day 1 - (9) 10 settembre

Valle Stura di Demonte

Dopo il prologo serale e la notte in rifugio, il Tappone: quello con più dislivello, più asfalto, più km, ma anche quello con più "tecnico" in discesa. Mezze Marittime in un giorno!

Ci ritroviamo in sette a Savona, tre li prendiamo per strada, noi in furgone e le bici belle stipate nel rimorchio, "Gruppo Vacanze Piemonte" si parte!!!
All'imbrunire in quel di Callieri (1450 m) scarichiamo il tutto, soppesiamo con viva preoccupazione gli zaini che ci massacreranno le vertebre per i prossimi quattro giorni ed è subito salita: la ripida sterrata che senza un momento di respiro in un'oretta ci porta al rifugio. Dalla calura savonese siamo piombati a 6°C e la stufa accesa ce la godiamo tutta. Cena abbondante, giro di grappe offerto da Emilio che compie gli anni, si dorme bene ma la sveglia sarà a un'ora inaudita per dei bikers...
Passo di Collalunga

Ore 7, cielo terso, un grado, Venere e la Luna brillano ancora nella quasi oscurità, si parte davvero!
In pochi minuti, mentre albeggia, costeggiamo il bellissimo e scenografico laghetto del Laus (1910 m) e ci teniamo sull'ampia strada militare della Collalunga, che grazie a recenti lavori di ripristino è in buone condizioni e tutta ciclabile, pur con qualche strappo, fino alla famosa casermetta della prua di nave. Superiamo il cippo di confine, prendiamo il primo sole ai Laghi di Collalunga e con due tornanti a spinta siamo sull'enorme spianata del passo (2550 m). Un gruppetto per mantenersi in forma tira dritto fin verso la cima di Collalunga, poi ci ricompattiamo e affrontiamo la spettacolare, impegnativa discesa verso la val Tinée, facendo molta attenzione al sentiero (poco segnalato all'inizio) e ai numerosi resti di filo spinato ancora in mezzo ai piedi.
Il sentiero balcone sulla val Tinée

Perdiamo un po' di quota su terreno sconnesso ed esposto, poco ciclabile, poi ci allunghiamo su un'immensa balconata di prati, segnata da gigantechi ometti, e arriviamo in vista del Lagarot (2170 m). Lasciamo a destra il nuovo sentiero balcone e proseguiamo sulla traccia principale, che scende ruvidamente "plein sud" con percorso molto impegnativo, sassoso e sconnesso, dove solo i migliori riescono a restare in sella.
Una della più belle discese della nostra carriera...

Quando abbiamo sceso 1000 m dal colle incontriamo le case di Douans e sbuchiamo su un'ampia sterrata (1450 m), rinunciando a proseguire sul sentiero che viene dato come pedonale. In breve siamo al fondovalle e, tra statale e varianti di pista ciclabile, siamo a Isola (872 m). Adesso viene il bello...
Dopo un frugale pasto, all'una in punto affrontiamo la calura dello stradone per Isola 2000, 17 km di asfalto senza sconti e senza scorciatoie che si concludono in uno dei posti dove la "valorizzazione" turistica ha dato il peggio di sè, almeno quando non cè la neve a nascondere le devastazioni delle piste.
Costeggiando il complesso principale dell'agglomerato, usciamo su una pista sterrata in prossimità di un laghetto artificiale uso "cannoni" e guadagnamo una sterrata nel bosco, evidente tracciato di una ex strada militare. Puntiamo a sinistra, sotto uno skilift, verso l'evidente insellatura del Col Merciére (2346 m) ed entriamo così nel Parc National du Mercantour. Tra soste e ricerca acqua si sono fatte le cinque.
In vista del Col Merciére

Superato il valico siamo finalmente di nuovo in montagna: ampie praterie, sotto di noi una splendida foresta di conifere e la sterrata che scende con ampi tornanti. Non resta che seguire il lungo, rilassante percorso che con un paio di saliscendi arriva al Pont d'Ingolf (1952 m) e risale per una stradina cementata al Col de Salése (2031 m). Fine delle fatiche!
In pochi veloci km la sterrata arriva a Le Boréon, e in vista del lago troviamo la deviazione per il posto tappa di stanotte, le sette, la cena è pronta, sbrigatevi con la doccia!

Dati della tappa:

Traversata Callieri - rifugio Laus - Passo di Collalunga - Douans - Isola - Isola 2000 - Col Merciére - Col de Salése - le Boréon

Presenze: Paolo, Roberto, Bobo, Floro, Luca, Maurino, Munch, Panna, Rino, Sergix

Quota di partenza: 1450 m (Callieri) - 1912 m (rif. Laus)

Quota Max: 2550 m (Passo di Collalunga)

Disl.: 450 + 2430 m

Ciclabilità salita: 94%

Ciclabilità discesa: 99%

Difficoltà: BC/OC

Sviluppo: 5 + 69 km


Day 2 - 11 settembre


Val Vésubie

Tappa lunga ma molto meno dura di ieri, con piacevole finalino tecnico nella Valle più amata...


Rifocillati e belli freschi, affrontiamo subito un'altra esagerazione di km su asfalto, stavolta però in discesa, non senza ammirare appena partiti la bella cascata del Boréon. Sosta a Saint Martin Vésubie e giù fino al bivio per La Bolléne (570 m), dove imbocchiamo lo stesso percoso provato a giugno: pont du Véséou, la Bolléne, piste de Malagratta nell'omonima rigogliosa foresta. Fa fresco anche se l'umdità si fa sentire e affontiamo con la dovuta calma il breve ma intenso tratto a spinta alla fine della pista forestale, poi ci rilassiamo al solito baretto del Camp d'Argent (1737 m) prima di decidere il da farsi.
Lungo la discesa dell' Authion

Il tempo infatti sembra promettere pioggia e, forse con un eccesso di prudenza, rinunciamo alla vetta dell'Authion per tagliare lungo la strada che scende ai ruderi delle casermette (Cabanes Vieilles) e alla Baisse de Caran (1707 m). Seguiamo in discesa lo sterratone della "via normale" in direzione della Val Roya, sul crinale tra i valloni di Cairos e della Maglia, e giunti alla cisterna della Colla Bassa (1350 m) ci dividiamo: un gruppetto opta per la lunga strada forestale nel Vallon de Cairos, mentre il giro prosegue a sinistra della cisterna e con un paio di tornanti scende a lambire la conca detta Lagouna (1072 m). Da qui per raggiungere il fondovalle ci sono due possibilità, noi costeggiamo verso sinistra (non imboccando la strada privata più ripida) e scendiamo ancora con due ampi tornanti fino a un'indicazione di sentiero pedonale. In realtà il sentiero è ottimamente ciclabile e con un traversone nel bosco raggiunge la b. 179. Più ripido, con tornantini ma sempre molto divertente, il sentiero scende ancora alla b. 184 e piomba con un'ultima intensa picchiata al fondovalle del Cairos, pochi metri sotto la strada asfaltata.
Un altro incredibile sentierino in Roya...

In breve raggiungiamo la statale della Val Roya nel punto più basso di tutta la traversata (405 m) e risaliamo a Fontan per raggiungere il resto del gruppo.
Tutto sommato la tappa è stata di soddisfazione e "sacrifichiamo" il Sentier Valléen per risalire sulla strada fino a La Brigue (770 m), attesi dal patron dell'Hotel Fleur des Alpes che ci ammannisce una lauta cena.

Dati della tappa:

Traversata le Boréon - la Bolléne Vésubie - Piste de Malagratta - Camp d'argent - Baisse de Caran - Colla Bassa - Fontan - La Brigue

Presenze: Paolo, Roberto, Bobo, Floro, Luca, Maurino, Munch, Panna, Rino, Sergix

Quota di partenza: 1500 m (le Boréon)

Quota Max: 1888 m (pendici Authion)

Disl.: 1780 m

Ciclabilità salita: 100%

Ciclabilità discesa: 100%

Difficoltà: MC/BC

Sviluppo: 78 km


Day 3 - 12 settembre

Val Roya

Tappa di trasferimento, condizionata dal meteo sfavorevole, sui monti ormai di casa.


La strada la sappiamo: da La Brigue si sale sulla solita pista per Notre-Dame des Fontaines, Col Linaire, Bassa di Sanson (1700 m) ma, appena rientrati sul patrio suolo, nubi minacciose si addensano intorno a noi.
Salita al Garezzo

Il tempo di raggiungere la Collardente e l'addensamento condensa sotto forma di pioggia frustrando le nostre bellicose intenzioni alpinistiche. Non resta che ripiegare tra una goccia e l'altra sulla strada del Passo della Guardia (1458 m) che costeggia gli innumerevoli valloncelli del versante S del Saccarello e risalire faticosamente al Colle Garezzo (1771 m). Lo sterratone, sempre molto sassoso, ci porta al Colle San Bernardo di Mendatica (1260 m) dove facciamo una lunga sosta ai box per problemi di gomme.
Il tempo è un po' migliorato e per scendere al Colle di Nava prendiamo prima una piccola variante (segni dell'Alta Via) e poi, sempre sull'Alta Via, il bellissimo single track del Forte Possanghi che mette veramente d'accordo tutti su come dovrebbe essere un sentiero ciclabile...
La discesa sul colle di Nava dal Forte Possanghi

Con un paio di rudi tornantini siamo al Colle di Nava (930 m), scendiamo su asfalto fino a Cantarana e imbocchiamo la divertente pista ciclabile, in buona parte sterrata, che senza problemi costeggiando il Tanaro ci porta a Ormea (730 m). Cena sontuosa e sistemazione di lusso all'albergo!

Dati della tappa:

Traversata La Brigue - Bassa di Sanson - Collardente - Passo della Guardia - Colle Garezzo - San Bernardo di Mendatica - Colle di Nava - Ormea

Presenze: Paolo, Roberto, Bobo, Luca, Munch, Panna, Rino, Sergix, Ziododo, Marco, Grazia

Quota di partenza: 770 m (La Brigue)

Quota Max: 1771 m (Colle Garezzo)

Disl.: 1450 m

Ciclabilità salita: 100%

Ciclabilità discesa: 100%

Difficoltà: MC/BC

Sviluppo: 60 km


Day 4 - 13 settembre

Val Tanaro

Breve ma molto intensa, la tappa conclusiva si svolge su un terreno sicuramente poco frequentato dai bikers!
Lo sterrato della Colla dei Termini

L'inizio è dei più classici, da Ormea prendiamo per Valdarmella e poi svoltiamo per lo sterrato della Colla dei Termini. Si sale con regolarità, senza sorprese, sotto un sole che già alle otto ricomincia a picchiare duro. Al tornante di quota 1600 però abbandoniamo la principale per un traversone che costeggiando sotto l'Antoroto raggiunge un'isolata malga (Pian Cavallo, 1680 m) e prosegue sempre più dissestata fino a perdersi nei prati.
Senza cambiare direzione, seguiamo il sentiero, piuttosto aereo ma dal fondo liscio, che attraversando ripide praterie giunge a un poggio senza nome: e adesso...?
Il bel traversone dopo la malga di Pian Cavallo

Adesso prendiamo una traccia appena visibile che si infila nella faggeta e, con una stretta, divertente discesa, raggiunge un poco visibile segnale dove si raccorda con il sentiero che proviene dalle borgate sottostanti. Da qui proseguiamo con percorso abbastanza avventuroso su quella che appare come un'antica mulattiera, alternando brevi tratti ciclabili, espostissimi canaloni e ripidi "portage". Il rifugio è là, in vista, ma un paio di passaggi obbligati richiedono il giusto tempo per traghettare le bici e dare una mano ai meno alpinisticamente avvezzi.
"portage" ... con brivido ...

Siamo così all'intaglio della Scaletta (1530 m), dove un'ultima discesa tagliata nella roccia mette fine alle difficoltà lasciandoci in una fitta faggeta. Senza problemi superiamo una zona di acquitrini e arriviamo infine, sempre in mezzacosta, alle Case Mulattieri (1430 m) dove ci attende l'ultima piccola fatica: un quarto d'ora di spinta (qualcuno ha ancora il coraggio di pedalare...) e ci aspetta la piccola folla festante al Rifugio Savona (1600 m), è fatta!

Dati della tappa:

Traversata Ormea - Pian Cavallo - La Scaletta - Rifugio Savona

Presenze: Paolo, Roberto, Bobo, Luca, Munch, Panna, Rino, Sergix, Marco, Grazia, Ilaria, Mirna

Quota di partenza: 730 m (Ormea)

Quota Max: 1680 m (Pian Cavallo)

Disl.: 1300 m

Ciclabilità salita: 80%

Ciclabilità discesa: 90%

Difficoltà: OC/OC

Sviluppo: 19 km

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) clicca su

Traccia GPS


Chiudiamo così un grande giro, fatica totale 231 km per 7410 m di dislivello.
Un ringraziamento particolare va a tutti coloro che si sono impegnati per la riuscita dell'impresa e a tutti coloro che hanno partecipato dimostrando ancora una volta l'unione e la compatezza del nostro bel ... gruppone ...
woof & Bo

lunedì 29 giugno 2009

Baisse de Férisson

Val Vésubie

In omaggio al compianto Maestro, la raccontiamo anche quando va male... oggi macumba nera e ne abbiamo preso una camionata, ma probabilmente i posti sono molto belli... se fate solo le parti selezionate di questo giro!

Prima del diluvio ...

Ormai in Vésubie ci siamo di casa, stavolta abbiamo sentito parlare di una mitica discesa con 150 tornantini e la voglia di provare è tanta... se ci sbrighiamo dovremmo schivare il temporale...
Partenza a quota 1350 (balise 348) nel bellissimo vallone che da St-Martin-Vésubie sale alla Madonna di Finestra, saliamo la tranquilla strada di fondovalle fino in vista della chiesa (con scorci impressionanti sui disastri della neve!) e alla b. 351 (1810 m) prendiamo il sentiero a destra che entra nel vietatissimo Parc National du Mercantour.
L'idea è di scendere al fiume procendendo ligi ligi bici al fianco e seguire un sentiero che, mantenendosi al bordo del parco, sale alla Cime de la Valette de Prals (2496 m) per poi percorrere un panoramicissimo spettacolare traverso, quello che giovedì scorso ammiravamo sci ai piedi dalla cima Ghiliè.
Peccato che al ponticello (b. 362), oltre a un valangone che sommerge il sentiero, troviamo un inflessibile guardiaparco che ci spiega quel sentiero essere al bordo del parco, e quindi dentro!
Niente da fare, dobbiamo prendere la pista che sale a destra nel bosco, fuori parco, molto bella ma ciclabile in minima parte.
Consiglio numero 1: in Francia non è tassativamente vietato, non è severamente vietato. E' vietato e basta.
Superiamo così la b. 354 e ci alziamo, con qualche rampetta ciclabile e tanti tornanti spingibili, fino alla Baisse de Férisson (b. 297, 2254 m). Tra rodoedendri e altri fiorellini il paesaggio è magnifico e proviamo anche un pezzo del traverso che avremmo fatto in senso contrario, verso Est. Molto bello... ma intanto le nubi si addensano e bisogna accelerare. Il temporale è in forte anticipo!
Santa Cruz di ogni epoca alla Baisse de Férisson

Sotto di noi la Vacherie de Férisson con lo stradone di accesso...
Consiglio numero 2: se volete tornare qui salite da Berthemont-les-Bains, dalle terme spingete un pezzettino e trovate un bello sterratone che arriva alle malghe. Da lì continua una traccia inerbita, quasi tutta ciclabile, da sotto sono 1300 di dislivello ma farete meno fatica di noi oggi.
Allora, un pezzo di crestone ce lo facciamo comunque. Puntiamo verso Ovest spingendo su una prima salita ripida e poi ci distendiamo in un favoloso mezzacosta, aereo e tutto ciclabile, che supera diversi costoni sempre mantenendosi in quota.
Questo traverso è uno spettacolo ... il problema è arrivarci ...

I tuoni si avvicinano... alla selletta presso la Tete de Marre la visibilità crolla a zero e comincia a piovere, seguiamo il filo di cresta tra ometti e incerte pitturate e scendiamo in un pratone in mezzo ai pini. Due tornanti sotto di noi c'è la b. 345 (colletto di Cime de la Palu, 2121 m) ma in realtà bastava restare nel pratone e prendere la netta traccia verso destra che si infila nel bosco.
Sarebbe il pezzo più bello della gita ma comincia a grandinare e fa male alle mani...
Alla b. 346 verso sinistra l'indicazione Vallon de Marre: comincia la famosa discesa dei tornantini, che prendiamo nell'oscurità quasi totale (sono le due!!). Solo i fulmini migliorano di tanto in tanto la visibilità. Il fondo del sentiero è ottimo ma i tornantini sono veramente al limite, tipo Balcone di Marta al quadrato, e in queste condizioni li facciamo quasi tutti a mano.
Consiglio n. 3: fateli se avete portato fin lì una bici da freeride e la sapete usare.
Consiglio n. 4: invece di fare i tornantini potete fare tutto il traversone, tornare quasi alla strada della Madone de Fenestre e tornare indietro con un altro traversone. Se siete partiti da Berthemont ci guadagnerete e starete tutto in sella!
Va be', poi ci si mette anche una ruota libera distrutta ma è un'altra storia.
Alla fine dei tornantini (contati: 139 dal cartello) troviamo la passerella sul fiume che ci riporta, completamente fradici e storditi dai tuoni, sulla strada a due metri dall'auto, giusto mentre smette di piovere...
I tornantini non li vedrete in foto per ovvie ragioni...in cambio un bel rododendro...

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) clicca su

Traccia GPS

Dati del giro:

Anello balise 348 Vallon de la Madone, Baisse de Férisson, Tete de Marre, colletto di Cime de la Palu, Balise 345, Balise 348

Presenze: Roberto, Bobo, Twin Luca, Ale Modolo

Quota di partenza: 1350 m (Balise 348)

Quota Max: Baisse de Férisson (b. 297, 2254 m)

Disl: circa 1100 m

Ciclabilità salita: 50%

Ciclabilità discesa : 50%

Difficoltà: n.c./OC+ (salita/discesa)

Sviluppo: 21 Km
woof

lunedì 15 giugno 2009

L'Authion visto dalla Vésubie

Val Vésubie

Il massiccio dell'Authion separa due delle nostre valli preferite... quale migliore occasione per salirlo da un versante inedito?

Pur con qualche problema di segnaletica, un giro grandioso con una salita estremamente varia, gli immensi panorami della vetta e l'ennesima festa del tornantino per chiudere in bellezza!
Ritrovo e partenza dalla piazzetta di Lantosque (480 m), dove ormai siamo di casa. Prendiamo la strada di fondovalle direzione Nord e deviamo a destra per La Bolléne-Vésubie, sulla strada del Turini. Invece di salire direttamente al paese però oggi abbiamo un po' allungato il giro continuando sul fondovalle e passando dalla frazione di Véseou per verificare un pezzo della traversata di settembre. Il passaggio sull'impressionante ponte di Véseou comunque merita ampiamente la deviazione!
Superato poi il cimitero di La Bolléne troviamo la balise 204 (733 m) che ci manda verso sinistra sulla pista sterrata di Malagratta, un bellissimo percorso forestale che, superando innnumerevoli valloni con scorci sulla profonda gola sottostante, ci porta con regolarità e qualche strappetto fino a un piazzale dove la strada termina. Una breve rampa inerbita, siamo alle remote Granges de Prai (1306 m) e dopo pochi metri svoltiamo a destra (b. 240) direzione Turini. Con calma superiamo una serie di tornanti in piena abetaia, si fa mezz'oretta quasi tutta a spinta ma l'ambiente invita al relax.
Un po' di portage col sorriso sulle labbra

Il sentiero termina a circa 1500 m su un'ampia pista forestale che prosegue con un lungo diagonale sotto l'Authion prendendo dolcemente quota e, in una radura popolata da mucche (b. 237), saliamo a destra gli ultimi due tornanti che ci portano alla spianata asfaltata della Baisse de Camp d'Argent (1737 m, b. 238). Si è fatta l'ora di una birra in uno dei bar della zona...
Siamo quasi a Camp d'Argent

Sotto un sole cocente saliamo su asfalto fino alla Baisse de Tueis (1888 m), prendiamo a sinistra (senso vietato, attenzione alle auto!) fuori del bosco tra pascoli alpini e contorniamo un cucuzzolo, fino a un'area di sosta con i pannelli del parco. Ormai sopra di noi vediamo l'inconfondibile ridotta della Pointe des Trois Communes (2080 m), che raggiungiamo con un breve tratto di mulattiera inerbita. Aria fresca, panorami, un po' di sosta per le foto e si scende!
In vista dell'Authion

Dalla ridotta torniamo per la massima pendenza in direzione di una casermetta rovinata e seguiamo la mulattiera pianeggiante in direzione dell'Authion vero e proprio, che non raggiungiamo. Alla prima selletta tiriamo dritto per un sentiero che esce subito sul crinale verso S riguadagnando la Baisse de Tueis: non dobbiamo far altro che lasciarci scivolare sulla traccia nel prato con percorso entusiasmante (forse è vietato... ma oggi non ci vede nessuno...) e tornare su asfalto fino al Camp d'Argent.
Adesso comincia il duro...
La discesa dal crinale

Per rientrare alla base seguiamo in parte il tracciato della Bollinoise, una discesa molto in voga tra i locals, che ci offrirà una serie di tratti tecnici veramente strepitosi.
Dopo l'ultimo ristorante individuiamo a sinistra la b. 31 (ce n'è un'altra, abbattuta, poco più a monte, che indica una forestale in direzione opposta) e imbocchiamo la ripida traccia che si tuffa nel bosco.
Sentieri ... sentieri ... sentieri ...

Con un divertente mezzacosta a saliscendi, quasi tutto pedalabile, scendiamo fino a ritrovare l'asfalto due curve sopra il Col de Turini (b. 30). Risaliamo un tornante (b. 234) e prendiamo a sinistra la pista in direzione della Vacherie de Mantegas. Se non ci interessa acquistare i formaggi locali svalichiamo a incontrare la b. 235, guardiamo bene il contachilometri e prendiamo la sterrata a sinistra che scende a una radura (b. 235 a). A sinistra parte un altro bel traverso a saliscendi che attraversa l'ennesimo tratto di foresta sul versante Sud del monte.
Esattamente a 1.2 km dalla b. 235 troviamo sulla nostra sinistra una discesa, priva di ogni segnalazione ma molto individuata, che prendiamo con decisione: comincia tosta con massi e radici, poi scendendo si distende, passa accanto a una casa abbandonata e ritrova l'asfalto della strada che sale da La Bolléne. Sotto la strada, il sentiero continua dietro il guard rail e scende nel fitto del bosco con un altro tratto dal fondo ottimo, fino a costeggiare un rio e sbucare su un pistone sterrato (1380 m).
A questo punto la Bollinoise prevederebbe una discesa e una pesante risalita, noi vista l'ora optiamo per un taglio: prendiamo il pistone che guada verso sinistra e saliamo a incrociare un'altra sterrata (Chemin de Tardei, GR52) alla b. 196 (1430 m) dove proseguiamo con andamento pianeggiante.
Superata la b. 191, dopo circa 200 m troviamo un tornante in discesa verso destra (evitate di proseguire su quella che sembra la pista principale!!), sul quale un malridotto paletto indica la continuazione del sentiero nel fitto del bosco. La discesa, in stato di abbandono (qualche vecchia verniciata bianco-rossa) e ingombra di vegetazione, sbuca però in breve su un'altra sterrata dove continuiamo verso sinistra superando le b. 190, 189 e 188 e incrociando il sentiero che avremmo dovuto percorrere in salita.
Alla b. 187, se seguiamo le indicazioni per Lantosque, continuiamo sulla forestale e ci andiamo a perdere! Questa "balise" infatti non risulta sulla carta: per trovare quella vera prendiamo il bel sentiero in discesa verso destra che dà inizio alla parte più spettacolare del giro.
Raggiunta la "vera" b. 187 tiriamo dritto, su un sentiero che si fa sempre più liscio e invitante, e alla successiva b. 186 ci buttiamo a destra (indicazione: La Bolléne - la continuazione per Lantosque potrebbe essere una buona variante da provare...) su una serie di tornantini fantastici nella pineta, larghi, senza un sassolino, in parte tagliati dai freeriders, che come tutte le cose belle a un certo punto finiscono su un'ampia sterrata.
Ennesima "sagra del tornante"

Ormai si sente il traffico, pochi metri a destra e si arriva alla b. 185, di lì a sinistra troviamo una discesa cementata che raggiunge l'asfaltone di fondovalle e in poco più di 1 km riscendiamo a Lantosque.

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) clicca su

Traccia GPS

Dati del giro:

Anello Lantosque - La Bolléne Vésubie - Chemin de Malagratta - Baisse de Camp d'Argent - a/r L'Authion - Vacherie de Mantegas - Chemin de Tardei - Lantosque

Presenze: Bobo, Roberto, Rino, Floro, Ziododo

Quota di partenza: 480 m (Lantosque)

Quota Max: 2080 m (pointe des Trois Communes)

Disl.: 1750 m

Ciclabilità salita: 88%

Ciclabilità discesa: 98%

Difficoltà: MC+/OC

Sviluppo: 55 km
woof

lunedì 18 maggio 2009

Giro del Brec d'Utelle

Val Vésubie

Vista mare-monti, abeti e profumi mediterranei, traversoni facili e discese estreme... sorridi, sei in Vésubie!

Sullo sfondo il Brec d'Utelle

Come lo scorso anno approfittiamo di una gita in Francia per esplorare un pezzo del tracciato della Transvésubienne, che si presenta con un'edizione particolarmente dura.
Partiamo dal fondovalle, Le Suquet, 340 m (albergo e ponte circa 5 km prima di Lantosque), raggiungiamo rapidamente Lantosque e saliamo a sinistra sulla strada per Pélasque . Dopo il primo tornante, giriamo a destra (direzione Les Clapiéres, balise 26) su una stradina che qualche curva più in alto diventa sterrata e attraversa diverse borgate tra pascoli e fasce coltivate.
Godendoci il panorama e la facile salita, trascuriamo tutte le deviazioni e arriviamo a un intaglio con vista spettacolare sulle Marittime cariche di neve (b. 218, 1139 m). A sinistra la sterrata continua ma presto diventa una rampa tracciata con la riga, pendenza tosta e rampe spaccagambe. Ed è tutta al sole!
La salita

La salita per fortuna termina su un colletto (b. 223, 1513 m) dove continuiamo a sinistra in un incantevole e fresco bosco di abeti. In breve siamo alle Granges de la Brasque (1685 m), nostra vecchia conoscenza, e invece di scendere a Lantosque (vedi Transvèsubienne) proseguiamo con lievi saliscendi su asfalto (ottima fonte sulla strada) fino al Col d'Andrion (b. 151, 1685 m). Da qui è "quasi" tutta discesa...
Sentieri...sentieri...sentieri...

Il sentiero GR5 scende deciso nel bosco verso destra (segnavia bianco-rossi e pitturate gialle TV iniziali di "TransVesubienne") e sfiora in diversi punti la strada, con percorso divertentissimo e qualche rametto di traverso che richiede attenzione, fino a toccare una strada forestale al colletto di Les Fournés (b. 152, 1351 m). Proseguiamo con una breve rampa in salita e ci godiamo uno di quei lunghi traversi incantevoli, in piena foresta, fino al Col de Gratteloup (b.153, 1412 m) e al successivo pratone, quasi un giardino, di Les Pras (b. 154) dove una sosta panoramica è d'obbligo. Adesso viene il bello...
Peccato per le nuvole...

Dal prato ancora due pedalate sul GR5 e poi cominciamo a spingere nel bosco fino a un colletto da cui si impone la vista del Brec d'Utelle. Sì, dobbiamo proprio passare dietro quel carcagnone!
Ancora un breve tratto pianeggiante, poi a bici in spalle su tornantini scavati nella roccia raggiungiamo l'intaglio sotto la vetta (b. 155, 1500 m circa). La cima si può raggiungere a piedi ma ne abbiamo ancora un bel po' e proseguiamo sull'itinerario "ciclistico"... non molto nel tratto che segue, una durissima discesa su sassi puntuti e qualche punto esposto dove è salutare procedere bici al fianco.
Non banale...!!!

Dal colletto sottostante il sentiero riprende con un bellissimo traverso nel bosco, dal fondo perfetto, che ci fa dimenticare tutte le sofferenze. Alla b. 438 svoltiamo nettamente a sinistra per imboccare un altro traversone, tagliato nella roccia verticale e di nuovo in condizioni perfette (due ponticelli superano brevi tratti franati), bello largo ma aereo con esposizione impressionante sulla sottosante valle della Tinée.
L'incredibile sentiero tagliato nella roccia

Siamo così al Col du Castel Ginestè (b. 156, 1220 m) e il pezzo che ci aspetta, quasi tutto ciclabile, è un campionario completo di difficoltà tecniche, non esasperate ma molto sostenute, in un paesaggio sempre più brullo e sassoso, in vista del borgo medioevale di Utelle (885 m). Qualche tratto franoso richiede sicuramente attenzione!
Discesa su Utelle

Arrivati in paese (b.111) pensavamo di proseguire fino a Cros d'Utelle sul Sentier Valléen, ma si sta facendo tardi e cerchiamo uno di quei "ripieghi" che, al solito, ci regala belle sosprese.
Dopo pochi metri su asfalto (b. 10) prendiamo a sinistra l'altro ramo del Sentier Valléen e ci sentiamo a casa... Dopo un breve tratto inerbito sono tutte rampette, fasce, oliveti e un bellissimo tratto lastricato che ci posa sull'asfalto. Tre tornanti in discesa, troviamo nascosta sotto la strada la b. 12 e proseguiamo in mezza costa con percorso sempre più divertente su fondo lastricato. Alla b. 13 potremmo scendere sul fondovalle ma ormai si continua! Via, una bella salita a spinta, un poggio panoramico e un'altra discesa nel bosco sempre più fitto. Alla b. 14 siamo in vista della chiesa di St. Honorat lì sul roccione, ancora una piccola fatica e dalla chiesa scendiamo su asfalto tra le case verso Le Suquet.
Chiesa di St. Honorat

Finita...? Nooo, stando attenti troviamo la b. 17 che ci spedisce sull'ultimo, splendido tratto di via lastricata dove saltelliamo sui pietroni arrotondati. Alla fine della discesa i segnavia finiscono nel fiume... anche il guado, via le scarpe, usciamo sull'altra sponda e in cento metri sbuchiamo a Le Suquet, esattamente di fronte all'albergo: l'anello perfetto!

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) clicca su

Traccia GPS

Dati del giro:

anello Le Suquet - Lantosque - Granges de la Brasque - Col d'Andrion - Col de Gratteloup - colletto del Brec d'Utelle - Col du Castel Ginestè - Utelle - chiesa di St. Honorat - Le Suquet

Presenze: Bobo - Roberto – Sergix - Mauro - Alex

Quota di partenza: 340 m (Le Suquet))

Quota Max: 1685 m (Granges de la Brasque)

Disl.: 1750 m

Ciclabilità salita: 98%

Ciclabilità discesa : 95%

Difficoltà: MC+/OC+ (salita/discesa)

Sviluppo: Km 42,5

woof

lunedì 23 giugno 2008

Sulle orme della Transvésubienne

Val Vésubie

Alla scoperta di una valle nuova, percorriamo fedelmente i primi e più spettacolari 30 km della durissima gara che tutti gli anni si corre a maggio sui monti del Nizzardo. Naturalmente in puro "stile alpino" con avvicinamento dal fondovalle...

Sotto un cielo azzurro sfolgorante lasciamo il fedele camper nel villagetto di Lantosque (480 m), alla fine delle spettacolari gole della Vésubie. Per arrivare alla partenza della corsa sono 23 km di asfalto, pigliamocela bassa!
Le "nostre" Alpi viste "dall'altra parte"

Si procede risalendo la valle fino a St.-Martin-Vésubie, una piccola pausa caffè, poi superiamo il bivio del vallone del Boréon e con qualche tornante saliamo tra splendidi boschi. Il panorama si allarga sule nostre Marittime, non meno belle e innevate anche da questo lato, e in tre comode orette siamo a La Colmiane/Col St. Martin (1502 m). Proprio di fronte a un bell'ecomostro abbandoniamo l'asfalto che rivedremo dopo molte, molte ore...
In prossimità del Col Varaire

Delle due strade forestali di fronte al valico prendiamo la più alta, direzione Col du Varaire (balise 93), contorniamo un dosso e scendiamo verso gli impianti invernali (b. 312a) per sbucare al panoramico Col de Colmiane (1641m, b. 312). Fine dei comodi sterratoni, comincia una delle più spettacolari serie di single tracks della nostra carriera!
Aggiriamo il monte verso destra su una sottile netta traccia fra larici secolari e, senza perdere le tacche gialle, risaliamo un costone poco ciclabile per attraversare una sterrata. Il bel traverso pianeggiante ci porta al Col du Varaire (1710 m,b. 310) e si è fatta l'ora di pranzo.
La traccia si innesta sul GR5 e saliamo nella foresta con un paio di tornanti, un ripido traversone e un'ultima rampa a bici in spalla che esce sugli ampi prati del Col des Deux Caires (1921 m, b.99).
Il bellissimo traversone sul versante della val Tinee

Il panorama esplode fino al mare e davanti a noi il percorso, in lieve discesa, si snoda con tranquilli saliscendi sul versante a mare del crestone. Il sentiero, sempre giusto per la bici e con qualche tratto spettacolarmente esposto, supera diversi costoni fino a toccare la nostra cima Coppi, 2010 m sul fianco del Mont Chalancha.
L'intaglio del Pertus

Dopo lo spettacolare intaglio del Pertus (1958 m) passiamo accanto a un enorme traliccio, arriviamo alla Baisse de la Combe (1910 m, b. 317) ed entriamo nel bosco fitto raggiungendo in lieve salita un colletto senza nome (1950 m, b. 318). Proseguiamo dritto per pochi metri (b. 100), percorriamo un breve tratto in quota e al bivio successivo (b. 102) il sentiero si fa decisamente tecnico. Seguiamo le indicazioni per il Col d'Andrion e scendiamo in una grandiosa pineta fino piombare con un tornantino al limite su uno sterratone forestale, che seguiamo verso sinistra per pochi metri. Ancora a destra, a capofitto tra le radici, e arriviamo su un crestone boscoso (1632 m, b. 103) dove si svolta decisamente a sinistra, di nuovo in salita. L'ultimo km di fatica sbuca su una tranquilla sterrata che in breve ci porta al Col d'Andrion (1685 m, b. 151) e a un breve tratto di asfalto.
In lieve salita, verso sinistra, passiamo davanti a una monumentale fontana e in breve siamo alle Granges de la Brasque (1685 m, b. 149) dove conviene prendere fiato: il grosso della discesa è ancora lì che ci aspetta!
Da qui in avanti basta seguire le indicazioni: Lantosque. Ci buttiamo nel bosco e, alternando tranquilli traversi a rampe sassose e tornantini espostissimi, perdiamo mezzo chilometro di quota senza compromessi fino alla Baisse de Cangelard (1117 m, b. 135).
Sentiero ... Sentiero ... Sentiero ...

Una piccola pausa per far raffreddare i freni e le braccia, poi ancora giù verso sinistra per una traccia appena accennata che scende rudemente su Campaouri (890 m, b. 134). Segue il tratto più duro della discesa, con numerosi atraversamenti di ruscelli, un po' di fango e gli immancabili tornantini nel bosco fino a una stazione di cattura acque (700 m, b.133). Di colpo il sentiero si fa soave e corre lungo una tubazione dell'acqua, lasciandoci finalmente un po' di fiato fino a una strada sfaltata ormai in vista di Lantosque (b. 132).
..... spettacolare e senza fine .....

Siamo veramente cotti e potremmo scendere sulla strada, ma la Trans è la Trans, non fia mai!
Seguiamo ancora le indicazioni escursionistiche e percorriamo gli ultimi due tratti (ancora un attraversamento di asfalto per ripensarci!) su una mulattiera a gradoni che demolisce quel poco di intatto che ancora avevamo. L'ultimo tornante ci scodella a pochi metri dalle scuole di Lantosque dove ci attende, bello caldo, il nostro hotel personale!

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) clicca su

Traccia GPS

Dati del giro:

Anello Lantosque - St-Martin-Vésubie - Col St. Martin - Col de Colmiane - Col du Varaire - Col des Deux Caires - Baisse de la Combe - Col d'Andrion - Granges de la Brasque - Baisse de Cangelard - Lantosque

Presenze: Bobo, Gigi, Roberto

Quota di partenza: 480 m (Lantosque)

Quota Max: 2010 m (pendici Mont Chalancha)

Disl.: 1850 m

Ciclabilità salita: 95%

Ciclabilità discesa: 99%

Difficoltà: OC/OC

Sviluppo: 53 km (asfalto 23 km)
woof
I contenuti del sito sono di proprietà di www.cicloalpinismo.com e sono protetti dalla normativa vigente sui diritti d'autore. Ogni riproduzione parziale o totale dei testi o delle immagini è assolutamente vietata, salvo autorizzazione.
Gli autori non garantiscono l'esattezza e l'esaustività dei testi (itinerari, tracciati ecc...) e non si assumono alcuna responsabilità su eventuali incidenti, inconvenienti o qualsivoglia infortunio che possa derivare dall'uso o dall'interpretazione delle informazioni divulgate sul sito.