Visualizzazione degli ultimi post con etichetta Liguria - Finalese. Mostra i post precedenti
Visualizzazione degli ultimi post con etichetta Liguria - Finalese. Mostra i post precedenti

domenica 1 febbraio 2009

Le Manie e Capo Noli

Finalese

La zona Est del Finalese, nota come Altopiano delle Manie, e il vicino promontorio di Capo Noli, sono da sempre noti per gli straordinari pregi ambientali. Recentemente il comune di Noli ha risistemato e segnalato una magnifica rete di sentieri, in gran parte ciclabili, di cui oggi siamo andati a provare una piccola selezione. Il giro anche se i numeri sono piccoli è abbastanza impegnativo per la dura serie di saliscendi e le discese mai banali.
video
Partiti da Vado Ligure in una giornata fredda e ventosa, ci scaldiamo i muscoli su per la classica salita di S. Genesio, con bella vista sulla cokeria e sulle cave riconvetite in discarica... Per fortuna dura poco e quando l'asfalto cede il posto allo sterrato entriamo in una rada pineta e saliamo alla selletta del monte Mao (373 m). Senza salire in vetta, continuiamo sulla sterrata che dopo una discesa pietrosa diventa pianeggiante e poi asfaltata, contornando un panoramico vallone fino a innestarsi sulla strada Spotorno - Voze (256 m, 4.8 km da m. Mao). Prendiamo a destra e continuiamo fino a Magnone, poi ancora (sinistra) a S. Libera e proseguiamo per Voze, ma dopo pochi metri svoltiamo su una stradina a destra (indicazioni: chiesa/cimitero). Superata una borgata e un'ultima cappelletta, la strada diventa sterrata ed entra nella classica lecceta (ovviamente il bivio di cui sopra è anche raggiungibile su strada se si preferisce partire da Noli).
La strada sembra terminare contro un cancello ma alla nostra sinistra prende a salire con fondo molto pietroso: in breve, trascurando uno sterratone sulla destra, siamo sul panoramico (non oggi!) Bric dei Monti, l'unica elevazione oltre i 400 m della zona.
Siamo sopra Voze più in basso il mare e Noli

Dalla vetta direzione Voze inizia un veloce sentiero che si infila nel bosco (sentiero n. 6), ottimamente ciclabile, e quando arriviamo a un punto con splendida vista su Noli affrontiamo un tratto ripido e roccioso. Subito dopo arriviamo a un bivio dove svoltiamo a destra in salita (pochi metri di portage) e in breve usciamo sullo sterratone trascurato in precedenza. Scendiamo fin sul fondo di una grande dolina (prati) e risaliamo fino al piazzaletto della vecchia cava. Sulla destra il sentiero n. 6 ritorna nel bosco e, con percorso divertente, arriva a tagliare la strada delle Manie. La attraversiamo (loc. Terre Rosse) e saliamo la ripida rampa di fronte a noi fino a un colletto con vista su Noli, poi ancora a destra su una salita spaccagambe che costeggia il Bric dei Crovi (385 m) in un paesaggio devastato dagli incendi. A un evidente bivio scegliamo la via di destra (toboga), che scende velocemente al prato del ristorante Ferrin su un ex-sentiero "addomesticato" per la downhill: non dobbiamo neanche pensare a sterzare ... curve in appoggio a go-go!!!
In breve, attraversando i prati sulla sinistra, sbuchiamo senza percorso obbligato sulla sterrata di Capo Noli.
Sempre a un passo dal mare

Da questo punto è possibile raggiungere Capo Noli con percorso elementare, ma noi scegliamo una serie di varianti più tecniche, divertentissime, in mezzo al "rebigo" di sentieri appena risistemati (usando la traccia gps risulterà sicuramente più facile non sbagliare strada!).
Percorso dunque un breve tratto della strada arriviamo a un importante bivio dove arriva il sentiero n.6. Prendiamo un sentierino sulla destra, che punta direttamente verso il mare, e con percorso estremamente panoramico nella macchia contorniamo dei piccoli valloni e prendiamo un bivio a sinistra che riporta in prossimità della strada. Ci buttiamo di nuovo a destra, nel bosco fitto, seguendo i segni della 24h, e arrivati a un punto panoramico (traliccio) saliamo una dura rampa fino a un grande pino: ancora a destra e, in lieve discesa, ci innestiamo sul grande sentiero (segnavia: X rossa) proveniente da Varigotti.
Sulla nostra sinistra i ruderi della Torre delle Streghe, che superiamo entrando in un altro magnifico bosco in lieve salita. Alla fine torniamo sulla sterrata che in pochi metri termina al Semaforo (cancello e sentiero per il Capo Noli chiusi).
In prossimità del Semaforo

Sulla sinistra scende una larga pista sassosa (segnavia: cerchio sbarrato rosso) che fa un tornante, tagliabile con breve variante tecnica. Restiamo sul sentiero abbandonando la sterrata (che scende sempre a Noli con percorso decisamente più facile) e dopo un primo salto non ciclabile percorriamo una spettacolare discesa, molto impegnativa e sostenuta ma tutta percorribile in sella, fino a riprendere la sterrata presso una casa. Ormai siamo agli sgoccioli, sulla nostra sinistra raggiungiamo (breve salita a spinta) i ruderi di S. Lazzaro e con un'ultima splendida vista su Noli scendiamo in paese su sentiero lastricato e gradonato. Non resta che chiudere il giro con un noioso tratto di Aurelia fino a Vado.

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) clicca su

Traccia GPS
Dati del giro:

Anello Vado - S. Genesio - bivio m. Mao - Voze - Bric dei Monti - Bric di Crovi - Torre delle Streghe - Semaforo - Capo Noli - Noli - Vado.

Presenze: Bobo, Roberto, Leprotto, Saverio, Moreno.

Quota di partenza: 5 m (Vado Ligure)

Quota Max: 410 m (Bric dei Monti)

Disl.: 900 m

Ciclabilità salita: 99,8%

Ciclabilità discesa: 99.8%

Difficoltà: BC/OC

Sviluppo: 36 km
woof & Bo

domenica 25 gennaio 2009

Su e giù per i Ciappi

Finalese

Scandalosamente su questo sito mancava ancora una gita sulla pietra di Finale, il più bel paesaggio della nostra provincia e uno dei terreni più divertenti per la mtb. Rimediamo con questo primo collage di sentieri tra i tanti possibili sull'altopiano centrale: km e dislivelli modesti ma la fatica è assicurata e la tecnica sempre alla prova!

Il caratteristico sentiero finalese

Lasciamo l'auto poco sotto il casello di Feglino, al bivio per Orco proprio di fronte all'agriturismo Ca' de Alice (a buon intenditor...), e saliamo la strada asfaltata a sinistra per poco più di 2 km. A destra una rampa in cemento raggiunge l'area camping di Monte Cucco, che attraversiamo proseguendo in mezza costa su una piccola sterrata usata per la silvicoltura. La stradina diventa sentiero e prende a impennarsi al limite della ciclabilità, poi attraversa in piano una splendida lecceta e infine rimonta un piccolo canalone da percorere bici al fianco. In alto ritroviamo un tratto idilliaco quasi pianeggiante e riusciamo su un tavolato roccioso, appendice del Ciappo dei Ceci. Ancora pochi metri e sbuchiamo sulla "autostrada dei Ciappi", uno dei sentieri più battuti d'Italia, che imbocchiamo verso destra (segnavia quadrato rosso).
A volte si spinge...

Dopo un centinaio di metri si nota verso sinistra, poco evidente (segnavia: tre pallini rossi) la variante "Briganti"; noi proseguiamo in salita su un caratteristico tratto in roccia viva ma perfettamente pedalabile, fino a un crocevia tra gli alberi. Sulla sinistra (segnavia: losanga rossa) imbocchiamo una ripida discesa nel bosco che presto si allarga in spettacolari pianori. Sempre seguendo il sentiero principale, attraversiamo in velocità l'Altopiano del Vacché, poi torniamo nel bosco, attraversiamo un valloncello e affrontiamo una breve ripida salita. Il tratto che segue è molto selvaggio ma senza possibilità di perdersi, e, dopo un tratto imgombro di massi, ridiventa magnificamente ciclabile tenendosi a picco sulla valle Sciusa. Con traversini aerei e discese mozzafiato attraversiamo infine l'antichissimo villaggo di Lacremà (Calvisio vecchia) e usciamo sull'asfalto, davanti alla chiesa di S. Cipriano.
Rapidamente si scende in fondovalle e si imbocca la strada principale verso monte per 4 km, poi prendiamo a sinistra per Boragni e al quarto tornante seguiamo lo sterratone verso sinistra che va a costeggiare la Bastionata di Boragni. Seguendo l'unico sentiero possibile aggiriamo il promontorio della Strapatente ed entriamo nell'appartata val Nava, dove a volte il fango e la strada molto scavata rendono la salita impegnativa. In breve siamo al cimitero e alla piazza di Orco: splendido panorama sulle valli di Finale e sulla chiesetta di S. Lorenzino, prossima meta.
Scendiamo verso sinistra sulla strada asfaltata, poi ancora a sinistra, e tra le case di Orco Costa troviamo la stradina (indicazioni) per la chiesetta che sorge su un evidente cucuzzolo.
Salita alla chiesetta di S. Lorenzino

La strada, prima asfaltata poi inerbita, taglia la collina alla base ma merita sicuramente la deviazione (ciclabile in discesa al ritorno) per la chiesetta di origine medioevale in posizione imperdibile.
Ridiscesi da S. Lorenzino continuiamo a traversare, arriviamo su un piazzale e puntiamo verso il monte Cucco sopra di noi, ritrovando il segnavia dei Ciappi che si infila in ripida salita tra i sassi. La salita è da fare bici in spalla ma dura pochi minuti: in cima rimontiamo in sella e affrontiamo con cautela una spetttacolare breve discesa su un'espostissima tavola di roccia levigata (non guardate sotto e tenete la destra!), poi più in relax affrontiamo ancora alcuni strappi in salita fino a uscire dal bosco sull'enorme, apertissimo Ciappo dele Conche solcato da incisioni antiche (e purtroppo anche più recenti...).
Tipico panorama Finalese

Al Ciappo si arriva anche con una deviazione (segnavia: tre pallini rossi) al termine del primo tratto in salita, raccomandabile in caso di roccia viscida.
Traversato il Ciappo si riprende il sentiero che si snoda con impegnativi brevi saliscendi dal fondo quasi sempre roccioso, e in un lunghissimo chilometro siamo sul Ciappo dei Ceci, altro lastrone inciso ma molto più piccolo del precedente. Dove riprende il sentiero, fra i pini, ritroviamo sulla nostra destra (nessuna indicazione né segnavia) il sentiero della prima salita, che imbocchiamo senza indugi per tornare rapidamente al punto di partenza.

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) clicca su

Traccia GPS
Dati del giro:

Anello Feglino - Ciappo dei Ceci - Casa del Vacché - Calvisio - Boragni - Val Nava- Orco - Ciappo delle Conche - Ciappo dei Ceci - Feglino

Presenze: Bobo, Roberto, Carlo, Gabriele

Quota di partenza: 100 m (bivio Orco)

Quota Max: 385 m (Orco)

Disl.: 820 m

Ciclabilità salita: 96%

Ciclabilità discesa: 99%

Difficoltà: OC/OC

Sviluppo: 26 km

Variante "Briganti":
27/01/2008 (Gita sociale Gruppo MTB CAI Savona)

Al bivio (segnavia ma nessuna indicazione) prendiamo il sentiero verso destra in salita, non molto ciclabile, che svalica in una conca solitaria scendendo strettissimo in mezzo alla vegetazione. Risaliamo un versante sassoso e imbocchiamo, cercando di non perdere la traccia, un bellissimo tratto pianeggiante nel bosco fino a una selletta dove incrociamo una via di cava completamente abbandonata.
Non resta che seguire la pista verso sinistra, in ripida discesa, con tratti ingombri di massi e buche, fino a un breve tratto pianeggiante dove si comincia a costeggiare la Falesia dei Briganti alla nostra destra. Prendiamo fiato e ci immergiamo verso il Rian Cornei con una discesa breve ma veramente estrema da eseguire con equilibrio, ponderatezza, gomme e freni in perfetto ordine!
Dal fondovalle si risale verso sinistra il largo sentiero fino a giungere con qualche strappo alle case di Orco dove ci si ricongiunge all'itinerario principale, in prossimità del bivio per S. Lorenzino.

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) della variante clicca su

Traccia GPS

Per vedere il video della giornata clicca su

Video
woof
I contenuti del sito sono di proprietà di www.cicloalpinismo.com e sono protetti dalla normativa vigente sui diritti d'autore. Ogni riproduzione parziale o totale dei testi o delle immagini è assolutamente vietata, salvo autorizzazione.
Gli autori non garantiscono l'esattezza e l'esaustività dei testi (itinerari, tracciati ecc...) e non si assumono alcuna responsabilità su eventuali incidenti, inconvenienti o qualsivoglia infortunio che possa derivare dall'uso o dall'interpretazione delle informazioni divulgate sul sito.