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domenica 23 novembre 2008

Passo della Gava - Lago della Tina - Ponte Negrone - Lerca

Gruppo del Beigua

La gita sociale di novembre del Gruppo MTB CAI Savona ci riporta in zona Gava per affrontare una discesa inedita e spettacolare in grado di accontentare anche i palati più fini!!!
I primi metri di discesa della Gava

Per la salita ci rifacciamo alla descrizione dell'itinerario classico, precedentemente descritto, del Passo della Gava (clicca per consultarlo). Quindi dopo una sosta al rifugetto della Gava ripercorriamo la prima parte del bellissimo sentiero di discesa fino al bivio per il sentiero dei Ruggi; a questo punto proseguiamo, direzione Passo Gua, per circa 500m in lieve salita fino a un poggio dove stacca a destra un bel sentiero di recente segnalazione (indicazioni: Area castagno, ponte Negrone). In due curve arriviamo sul sentiero del lago della Tina, che possiamo raggiungere con facile percorso a/r verso destra, e proseguiamo in discesa.
Il laghetto della Tina

Ci aspetta un magnifico single track dal fondo ottimo ma interrotto da una serie di tornantini strettissimi, difficilmente ciclabili, fino al monumentale Ponte Negrone che si trova in fondo alla discesa.
Verso sinistra troviamo il largo, divertente sentiero dell'acquedotto che porta ad Arenzano. Noi però dopo 700 m incrociamo il sentiero botanico che arriva dal passo Gua e prosegue scendendo verso destra (segni rossi e tabelle esplicative lungo il percorso).
La traccia dopo un tratto nel bosco si infratta in una boscaglia quasi impenetrabile dove la bici passa a stento. Superate alcune ripide rampe usciamo in un piccolo uliveto e troviamo una nuova passerella di legno che valica il Negrone. A sinistra guadando un malagevole ruscello risaliamo su un bel sentiero orizzontale che, costeggiando il rio (Cian da Nave), in breve arriva a una stradina sterrata e all'asfalto: siamo a Campo, per chiudere in bellezza risaliamo ancora la strada e alla seconda curva a destra prendiamo il sentiero che scende ripidamente a un altro bel ponte in pietra (ponte delle Ratte).
Il ponte delle Ratte

Ancora una risalita a spinta e percorriamo un bel traversone nel bosco, interamente ciclabile, fino a sbucare su una stradina ormai in prossimità di Lerca. Risaliamo un breve tratto (destra) e ci innestiamo sulla strada di Sant'Anna, svoltando ancora a destra. Su asfalto passiamo davanti alla cappelletta, a una zona di immense costruzioni cementizie e all'attacco del sentiero per il M. Rama. La strada si fa sterrata, poi mulattiera, poi di nuovo asfaltata: attraversiamo le piccole borgate di Sciarborasca fino a un trivio (località Ciappa) dove proseguiamo dritti su un ultimo sentiero tecnico, costeggiando un caratteristico canale. Il sentiero termina presso un ristorante, risaliamo di fronte per raggiungere lo stradone di Sciarborasca e al bivio per il santuario del Deserto resistiamo (!) alla tentazione di chiudere il giro alla grande... non ci resta che scendere velocemente a Cogoleto.
Paradiso del single track rivierasco

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Foto

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) clicca su

Traccia GPS

Dati del giro:

Anello Cogoleto - Arenzano - Curlo - Passo della Gava - Groppo - Lago Tina - Ponte Negrone - Ponte delle Ratte - Lerca - Sciarborasca - Cogoleto

Presenze: Rino (d.d.g.), Panna (d.d.g.), Roberto, Bobo, Gigi, Marco R., Luca Gem., Saverio, Floro, Maurino, Carlo, Sergix, Giovanni (CAI Chiavari), Gianni (CAI Chiavari) + altri 5 amici

Quota di partenza: 0 m (Cogoleto)

Quota Max: 752 m (Passo Gava)

Disl.: 1100 m

Ciclabilità salita: 99%

Ciclabilità discesa: 99%

Difficoltà: BC+/OC

Sviluppo: km 39 circa
Bo & woof

giovedì 3 aprile 2008

Monte Argentea e vie dell'acqua

Gruppo del Beigua

L'itinerario è stato da noi recensito sulla rivista Alpidoc N°72 di dicembre 2009

Già notevole come sviluppo e dislivello, questo itinerario per bikers "duri" comprende 10 km di sterrato e la bellezza di 21 km di sentieri tecnici, con discese al limite della tenuta alternate a spettacolari traversi... ma al di là degli aspetti tecnici valgono gli sconfinati panorami e il fantastico ambiente degli angoli più veri del Parco del Beigua.
"Sconfinati panorami"

Si parte da Cogoleto, lasciando l'auto all'inizio della strada per Sciarborasca (sottopassaggio ferroviario, parcheggi nei dintorni), e si rimonta su tranquille stradine asfaltate a Prato Zanino, poi in vista di Sciarborasca si svolta a sinistra (strada a senso unico) per via al Deserto. A una selletta tra le ultime case si prosegue in discesa nella fresca valle del torrente Arrestra e si perde un po' di quota andando a superare due guadi in cemento. Una breve salita ci porta al Convento del Deserto (282 m) e continuiamo a salire tra i boschi, aggirando la testata del vallone e sbucando al Passo del Muraglione (394 m), sulla "via normale" del Beigua.
Proseguiamo verso destra e al primo quadrivio prendiamo una qualsiasi delle due strade a destra, fino alla chiesa delle Faie (482 m). Inequivocabilmente per via Prato Rotondo percorriamo l'ultimo asfalto della giornata e ci alziamo progressivamente sullo sterratone che con pochi tornanti e interminabili traversoni punta verso il Monte Sciguelo: i panorami si aprono sui paesi della costa, sulla rada di Savona-Vado e come in questa giornata sulle nostre Alpi innevate. La fioritura incipiente di violette e tromboni non guasta!
La strada, ottimamente rimessa a posto, sbuca sull'ampio pianoro del Pra Riundu e sfiora la "civiltà" al rifugio omonimo (1100 m), ma noi, dopo una veloce concessione a un gelato e una fetta di torta, svoltiamo a destra (sbarra) puntando verso il mare e innestandoci sull'Alta Via dei Monti Liguri, che ci terrà compagnia per un po'.
Le marittime sullo sfondo

Fino alla selletta del monte Rama è tutto scorrevole e ci godiamo la spettacolare balconata sulle Riviere e sulle Alpi (oggi niente Corsica, peccato!), poi l'Alta Via svolta bruscamente a sinistra infilandosi in una rada pineta e la ciclabilità diventa appannaggio dei migliori. Qualche pezzetto a spinta e siamo alla massima quota, la poco evidente Rocca Fontanaccia (1166 m), da cui il sentiero scende con un divertente tratto tecnico nel bosco (attenzione ai pietroni!).
Il monte Rama dal Passo Pian di Lerca

Sempre sull'Alta via, ora piacevolmente scorrevole, superiamo un paio di dolci saliscendi in terreno aperto fino al Passo Pian di Lerca (1033 m) e all'omonima cima, dove lasciamo l'AVML seguendo le indicazioni (destra) per il Monte Argentea.
La salita termina al rifugio recentemente ricostruito sull'anticima Nord, e dopo quattro ore una pausa ci vuole!
Lo splendido balcone del Rifugio Argentea

Proprio davanti al rifugio parte un sentierino (segnavia: calice e 3 pallini rossi) che traversa a sinistra e scende ripido nei prati fino a una piccola costruzione, sotto la quale la Fonte Fasciun offre abbondante refrigerio anche nelle stagioni più aride!
Adesso prendiamo a sinistra e, sempre seguendo i segnavia, ci imbarchiamo in un infinito traverso che costeggia le pendici meridionali dei monti Vaccheria e Reixa superando tanti valloni da perdere il conto, sempre però ben ciclabile e poco esposto.
Alla Fonte Leone (858 m), in un'idilliaca radura, scendiamo un tornantino e all'unico bivio prendiamo il sentiero in discesa (segnavia: V bianca) che in breve porta alla vasca antincendio. Mantenendosi sul sentiero principale, con una poco invitante risalita, avremmo invece raggiunto il passo della Gava, da cui facilmente si scende alla vasca (717 m).
La discesa ora coincide col precedente itinerario della Gava: taglio, raccordo sul sentierone di Sant'Anna e volata fino al roccione del Groppo, poi, mantenendo la traccia più in discesa, al saltino dove il sentiero diventa più scorrevole (476 m).
A questo punto però svoltiamo decisamente a destra (indicazione per i Ruggi) ed entriamo nello spettacolare sistema di vie d'acquedotto che costellano questa parte di valle. Si tratta di una serie di sentieri magistralmente tracciati e di pendenza minima, su più livelli collegati da discese a volte mozzafiato, a volte impraticabili, di cui oggi abbiamo esplorato una piccola parte.
Prendiamo dunque la via dei Ruggi e la seguiamo con attenzione per i tratti esposti, fino a superare alla testata del vallone due spettacolari ponticelli dalle ringhiere basse, molto basse... non guardate sotto... Dopo il secondo ponte superiamo un'opera di presa (443 m) e il sentiero diventa impegnativo, molto stretto e fiancheggiato a destra da rocce incombenti.
Il sentiero dei Ruggi

Qualche salita è sicuramente da fare a spinta, ma anche i tratti pianeggianti richiedono estrema attenzione!
Dopo una rampa in discesa il sentiero compie un tornante. Lasciamo a destra, pronto per la prossima uscita, il celebre "sentiero dell'Ingegnere" e piombiamo con pendenza estrema nella pineta al Passo du Figu (che in realtà e un guado - 356 m) e al vicino Lago da Tina, splendida vasca naturale di acque blu e profonde.
Attraversato il rio ci attende un altro traverso dove però predominano le salite... Percorriamo così un paio di km, il fondo migliora e termina con un bellissimo tratto nel bosco, fino a un cartello pochi metri prima del passo dell'Agueta (345 m).
Potremmo scendere ad Arenzano ma non ne abbiamo ancora abbastanza! Scendiamo ancora a destra per una ex-sterrata, completamente distrutta, che perde violentemente quota passando presso diversi ruderi. Possiamo seguire le diverse tracce senza percorso obbligato, con la certezza che prima o poi ci innestiamo sulla stupenda via d'acquedotto che proviene da Ponte Negrone e costeggia tutta la valle con percorso rilassante, dal fondo perfetto (190 m). Non ci resta che seguire il sentiero verso valle fino al suo termine dove, in località Gazo, troviamo dopo tanto tempo il nero nastro bituminoso (145 m).
Anche questa è andata.....

Scendiamo in direzione dell'ospedale e usciamo sull'Aurelia, a pochi metri dal casello autostradale, per affrontare il tratto più pericoloso del giro nei 4 km scarsi che ci separano da Cogoleto...

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) clicca su

Traccia GPS

Dati del giro:

Anello Cogoleto - Faie - Pra Riondo - Rifugio Argentea - Passo della Gava - Ruggi - Tina - acquedotto Negrone - Arenzano - Cogoleto

Presenze: Bobo, Roberto

Quota di partenza: 4 m (Cogoleto)

Quota Max: 1166 m (Rocca Fontanassa)

Disl.: 1550 m

Ciclabilità salita: 99%

Ciclabilità discesa: 99%

Difficoltà: BC/OC

Sviluppo: 49 km
woof

domenica 24 febbraio 2008

Passo della Gava

Gruppo del Beigua

La zona di Arenzano è percorsa da un dedalo di sterrate e sentieri che offrono innumerevoli itinerari ciclabili. Cominciamo a proporre questo che, pur nella sua brevità, condensa tutte le difficoltà in salita e discesa e offre scorci impressionanti sull'aspro versante marino del Beigua. Giro quasi perfettamente "abitumico"!
Ultimo traverso in vista del passo della Gava

Alle spalle del Santuario del Bambino di Praga (46 m), percorsi pochi metri di via Marconi, imbocchiamo a destra in ripida salita via Costa Boera e dopo 3 tornanti prendiamo a sinista (torre medioevale) l'evidente sterrata con indicazioni escursionistiche.
La stradina sale nel bosco con alcuni caratteristici ponti in pietra e presto si fa più ripida e dissestata. Guadagnamo quota a tornanti su sassi sempre più sporgenti fino a un tratto su roccia viva, seguendo sempre le indicazioni per il passo della Gava. Passiamo a fianco di una casa in ristrutturazione e sbuchiamo su una sterrata pianeggiante poi in breve sull'asfalto (via Pecorara, località Agueta) che seguiamo a destra fino a un grande serbatoio (300 m).
Proseguiamo in salita e l'asfalto cede presto il passo a una bella sterrata, chiusa al traffico, che con pendenza sostenuta raggiunge un alto traliccio, entra nel Parco del Beigua e continua a tornanti fra radi pini. In corrispondenza di una curiosa costruzione in pietra sormontata da un argano (Mulinello, 648 m) la pendenza si addolcisce e percorriamo un aperto traverso in direzione dell'evidente passo della Gava (751 m).
Tornanti piuttosto tecnici e divertenti

Prima dell'ultima rampa incontriamo una vasca antincendio (717 m) e, se non vogliamo raggiungere il passo per una vista panoramica, possiamo intraprendere la spettacolare discesa.
A sinistra troviamo un sentiero ben tracciato che scende con qualche brusco tornante e una rampa al limite della tenuta fino in vista di una bellissima cascata.
Incrociamo il sentiero S. Anna (segnavia A rossa su campo bianco) e lo seguiamo verso sinistra percorrendo un lunghissimo spettacolare traverso sull'alta val Lerone. Il sentiero, dal fondo ottimo e magistralmente costruito con tanto di muraglioni di sostegno, è comunque stretto e alcuni punti esposti richiedono cautela. Giunti al roccione del Groppo (525 m) abbandoniamo il sentiero per imboccare a destra una traccia più larga in discesa, sempre piuttosto tecnica, che termina con un saltino (a destra deviazione in piano per il giro dei Ruggi).
Deviazione per il giro dei Ruggi

Continuiamo con una piccola risalita e scendiamo all'evidente poggio del passo Gua (348 m), dove convergono diversi sentieri. Prendiamo la sterrata a sinistra che perde ancora quota (opere di acquedotto, tratti cementati) fino a riuscire sulla strada asfaltata pochi metri a valle dell'Agueta. Risaliamo quindi brevemente a sinistra e riprendiamo l'itinerario di salita che percorriamo al contrario, saltellando sui pietroni che ci hanno fatto soffrire in salita, fino alla base.
video


Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) clicca su

Traccia GPS

Dati del giro:

Anello Arenzano - Agueta - Passo della Gava - Groppo - Passo Gua - Agueta - Arenzano

Presenze: Bobo, Roberto, Emanuele, Alberto, Daniele

Quota di partenza: 46 m (Santuario)

Quota Max: 717 m

Disl.: 700 m

Ciclabilità salita: 99%

Ciclabilità discesa: 99,9%

Difficoltà: BC+/OC

Sviluppo: 17 km
Bo & woof

lunedì 1 maggio 2006

Anello del Monte Sciguelo

Gruppo del Beigua

La classicissima salita delle Faie come allenamento e una discesa tosta non molto conosciuta per farsi le ossa in vista dei futuri giri in alta montagna.

Partenza da Varazze dove seguiamo per un breve tratto la strada statale (ss 542) lungo il torrente Teiro per poi svoltare a destra verso la frazione Casanova. Continuiamo la salita asfaltata e prendiamo il bivio a destra con indicazione “Madonna della Guardia” che seguiamo fino al termine dell'asfalto in prossimità dell'ingresso di una discarica; la strada prosegue sterrata, subito larga diventa ben presto un bellissimo sentiero di mezzacosta pianeggiante, costeggiando inizialmente sulla sinistra la discarica per sbucare su asfalto in località Passo del Muraglione (394 m) in prossimità di un trivio asfaltato.
L'ampia sterrata delle Faie

Qui proseguiamo prendendo l'unica salita in asfalto che conduce in località Faie; passato l'abitato la strada diventa un'ampia sterrata carrozzabile (indicazione “Via Pra Riondo”) che tralasciando i numerosi bivi secondari conduce sul crinale principale Beigua – Sciguelo con una facile ma lunga pedalata dalla pendenza costante; al colle con 5 minuti bici in spalla raggiungiamo la ben visibile croce di vetta del monte Sciguelo (1103 m).
Monte Sciguelo

Dalla Croce iniziamo la discesa scendendo per circa 100-150 metri di dislivello il crinale lato mare del monte che presenta un pendio ripido su prato e roccette con parecchie difficoltà tecniche fino a raggiungere un sentiero segnato (segnavia punto-linea colore rosso) che porta al Convento del Deserto. In un primo tempo il sentiero risulta abbastanza tecnico non sempre evidentissimo ma scendendo si fa più marcato e le difficoltà diventano più blande.
Il panoramico versante di discesa

Nel tratto finale raggiunto il bosco si alternano tratti veloci a tratti trialistici non impossibili fino a sbucare davanti al Convento. Da qui prendiamo, spalle al Convento, la salita a destra che ci riporta dopo circa 4 km di asfalto al passa del Muraglione dove ripercorriamo il sentiero della discarica e ritorniamo a Varazze per il percorso fatto in salita.

Dati del giro:

Anello Varazze - Casanova - Passo del Muraglione - Faie - Monte Sciguelo - Convento del Deserto - Passo del Muraglione - Varazze

Presenze: Bobo, Daniele

Quota di partenza: 4 m (Varazze)

Quota Max: 1103 m (Monte Sciguelo)

Disl.: 1200 m

Ciclabilità salita: 100%

Ciclabilità discesa: 99%

Difficoltà: MC/OC

Sviluppo: 32 km (circa)
Bo
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