Visualizzazione degli ultimi post con etichetta Liguria - Savonese. Mostra i post precedenti
Visualizzazione degli ultimi post con etichetta Liguria - Savonese. Mostra i post precedenti

martedì 19 gennaio 2010

Monti e Passeggi (Traversata Savona - Quiliano)

Entroterra Savonese

Credevamo di conoscere i sentieri di casa... e invece eccoci a scovare un percorso inedito, divertentissimo, facile, che nonostante la vicinanza al nodo autostradale di Savona offre splendidi scorci panoramici e angoli di natura intatta!

Inverno savonese

Dal piazzale parcheggio della piscina di Legino (10 m) imbocchiamo a destra la ripida via degli Ulivi, che a mo' di ascensore ci porta in pochi minuti aulla strada della Madonna del Monte (190 m, breve tratto sterrato finché dura...). Seguendo la strada asfaltata verso destra superiamo in 500 m il passo del Priocco (222 m), da cui ci si affaccia sulla piana di Vado, e dopo altri 100 m lasciamo l'asfalto per l'ampia sterrata sulla sinistra, con piccoli saliscendi. Contorniamo così la testata dell'appartato vallone del Monte: in fondo sorge il maleodorante depuratore di Savona, ma quassù gli unici odori sono quelli della macchia e del sottobosco.
Sullo sfondo domina la Madonna del Monte

In breve riceviamo da sinistra la traccia di un oleodotto (paline) e la seguiamo in discesa, sempre su ampia sterrata, con magnifici scorci panoramici sul mare e sulla collina della Madonna del Monte. Passiamo a sinistra di una cascina (località Passeggi) in splendida posizione e raggiungiamo una selletta (160 m circa) da dove ci si presenta una terribile rampa in salita, pedalabile solo in condizioni di ottima forma.
Fronte mare, discesa dal Bric Maggiolo

Ripreso fiato in vetta al Bric Maggiolo (206 m) ci aspetta una divertentissima discesa sull'ampio crinale in mezzo a una vegetazione rigogliosa ma mai invadente (un tratto più ripido alla fine si può evitare con una piccola variante sulla sinistra, oggi però ingombrata da 2 tronchi di traverso), fino a un'ampia sella (92 m) con un quadrivio di strade, tutte da provare.
Noi scendiamo sulla destra per una traccia con gradini di legno, prima ripida poi distesa in uno di quei traversi "che mettono d'accordo tutti" in un sorprendente, integro boschetto di querce, fino a incontrare un percorso ginnico attrezzato. Mantenendoci sul percorso, dal fondo strepitoso, e badando ai numerosi "cittadini" di passaggio, valichiamo un ponticello di legno e usciamo infine in prossimità della chiesetta di San Pietro (7 m), gioiello romanico e simbolo di Valleggia, col suo vialetto di cipressi secolari.
L'impatto con l'asfalto è purtroppo immediato e violento e non ci resta che rientrare alla base per la viabilità ordinaria.
Si arriva alla chiesetta di San Pietro

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) clicca su

Traccia GPS

Dati del giro:

Anello Legino - via degli Ulivi - Passo del Priocco - valletta del Monte - Passeggi - Bric Maggiolo - Valleggia - Legino

Presenze: Bobo, Roberto

Quota di partenza: 10 m (Legino)

Quota Max: 250 m (testata Valletta del Monte)

Disl.: 300 m

Ciclabilità salita: 100%

Ciclabilità discesa: 100%

Difficoltà: BC+/MC+

Sviluppo: 11 km
woof

venerdì 15 gennaio 2010

Giro del Priocco

Entroterra Savonese

2010... ricomincia l'esplorazione in cerca di sentieri per bikers esigenti a due passi da casa, da non sottovalutare...
La salita di via degli Ulivi

Partiamo dall'ampio parcheggio di Legino, tra la piscina comunale e il campus universitario, e prendiamo la strada che costeggia la recinzione di quest'ultimo imboccando al primo bivio la stretta via degli Ulivi: una delle poche creuse sopravvissute che sale subito ripida in mezzo alle case.
Dopo una serie di piccoli strappi il percorso si fa più docile e in parte sterrato, e senza possibilità di errore usciamo su una curva della strada dei forti, tra Madonna dal Monte e Monte Ciuto (190 m).
Qui è possibile una prima variante (vedi sotto), noi invece abbandoniamo subito l'asfalto (semplicemente attraversandolo) e procediamo dritti superando bici in spalla un salto di terra e rovi che permette di raggiungere la traccia del metanodotto. Per sentiero fra la vegetazione arranchiamo per qualche minuto, poi riprendiamo a pedalare più in scioltezza in una zona segnata da recenti incendi. Un breve tratto in discesa con finale ripido raggiunge una piccola spianata dove teniamo la destra, seguendo una sterrata in lieve salita, ampia e dal buon fondo: in poco più di 300 m torniamo sull'asfalto (passo del Priocco, 220 m ). Lo stesso punto si può ovviamente raggiungere dalla curva di q. 190 mantenendosi sulla strada principale.
L'inizio del sentiero

Percorriamo ora un breve tratto di asfalto, verso sinistra, fino in vista di un grande traliccio sulla destra (245 m). Indovinando per tempo i cambi si può percorrere in sella la breve rampa rocciosa che porta su un bellissimo sentiero di crinale, dal fondo ottimo, alla testata della selvaggia valle del rio di Bo.
Scendiamo piacevolmente nella lecceta, poi affrontiamo un tratto un po' più ripido al termine del quale, poco prima della case, troviamo a sinistra una traccia orizzontale che ritorna sotto il sentiero appena percorso.
Anche qui è possibile proseguire dritto arrivando in breve su asfalto alla zona urbana, noi preferiamo imboccare il sentierino che corre tutto lungo la testata del valloncello di Canaiella, con divertenti saliscendi ben ciclabili e uno spettacolare attraversamento del rio su roccia viva.
Facendo attenzione ai numerosi tronchi di traverso scendiamo in un foltissimo bosco e prendiamo a risalire bici al fianco, fino a un poco evidente tornante (la traccia sembra proseguire per attraversare un canalone ma si perde miseramente nei rovi pochi metri oltre).
La valle del rio di Bo

Risaliamo ancora bici al fianco per una cinquantina di metri e sbuchiamo alla fine sull' ampio sentiero che scende dal Passo Paolino W. Non resta che imboccarlo verso destra, raggiungendo velocemente via dei Bricco e i ruderi dell'antica chiesa di S. Pietro. Al quadrivio con edicoletta svoltiamo a destra e scendiamo al cavalcavia autostradale del "Polo Nord", ormai in prossimità dell'area industriale di Legino.

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) clicca su

Traccia GPS

Variante: dal quadrivio della curva di q. 190 prendiamo la stradina asfaltata in ripida discesa che passa in mezzo ad alcune villette. All'ultimo cancello svoltiamo a destra in un'ampia sterrata e arriviamo su un poggio aperto con baracca metallica. Poco prima di questa troviamo sulla destra un tratturo che scende nella macchia e presto diventa sentiero, stretto ma ciclabile con qualche piccolo salto. Il sentiero raggiunge con un tornante il fondo dell'appartata valletta del rio Molinero e prosegue con una serie di piccoli saliscendi, abbastanza esposto e in ambiente selvaggio, poi si addolcisce tra fasce a uliveto e confluisce su una stradina asfaltata (via Pietragrossa). In ripida discesa arriviamo al raccordo per l'autostrada, a pochi metri dal punto di partenza, da cui possiamo ripetere fedelmente la salita. O tornare a casa se siamo stanchi...

Per scaricare la traccia GPS della variante (in formato GPX) clicca su

Traccia GPS

Dati del giro:

Anello Legino - via degli Ulivi - zona "Madonna del Monte" - crinale Molinero - rio Canaiella - Legino

Presenze: Bobo, Roberto

Quota di partenza: 10 m (Legino)

Quota Max: 245 m (traliccio)

Disl.: 320 m (variante: +180 m)

Ciclabilità salita: 99%

Ciclabilità discesa: 99%

Difficoltà: BC/OC

Sviluppo: 9 km (variante: +4 km)
woof

martedì 10 febbraio 2009

Sentieri della Conca Verde 2 (La discesa degli Angeli)

Entroterra Savonese

Ancora su e giù per le colline di Legino tra Conca Verde e forte degli Angeli, con la discesa di un panoramico crestone e un finale decisamente diabolico... e le possibilità di questa zona a pochi metri dalla città non finiscono qui!!!


La discesa degli "Angeli"

Delle molte vie di salita alla Conca Verde scegliamo forse la più tecnica: dal ponte sul Letimbro raggiungiamo la zona della stazione e saliamo in via Tissoni per il piccolo tunnel nei pressi dell'aiuola con le palme. In cima a via Tissoni percorriamo la nuova galleria (attenzione!) e saliamo verso destra, ma invece della solita strada per la Conca Verde appena soprapassata l'autostrada svoltiamo a sinistra per via Valcada. Un po' di salita poi a destra (via Belvedere) fino ad attraversare in discesa un valloncello.
Qui fino all'anno scorso partiva un bel sentiero, mentre adesso a causa dell'ennesima nuova edificazione, lo dobbiamo recuperare proseguendo ancora 200 m e svoltando bruscamente a destra in mezzo alla macchia (imbocco poco visibile e poco ciclabile). Con qualche robusta pedalata ci innestiamo sul vecchio sentiero e prendiamo fiato con un bel traverso fino a un'ampia selletta dove prendiamo a sinistra in lieve discesa. Ancora poche centinaia di metri di bel single track nel bosco, un po' esposto e con roccette e ci ritroviamo all'aperto sul piazzale di un ex-maneggio invaso da erbacce.
Si prosegue senza possibilità di errore su sterrato percorrendo due tornanti, siamo sotto il ristornate Conca Verde; arrivati alla confluenza con la larga sterrata che sale da Legino (via Bricco) prendiamo subito a sinistra un sentierone, non troppo evidente, che porta a un piccolo monumento commemorativo dei bombardamenti del '44.
Verso il Passo Paolino Est

Pochi metri e siamo ad un bivio dove, invece di proseguire, svoltiamo bruscamente a destra per affrontare una breve rampa; al successivo incrocio svoltiamo a sinistra continuando sempre su sentiero a tratti un po' scavato dall'acqua ma tutto ciclabile fino ad uscire sull'asfalto in corrispondenza del Passo Paolino Est (310 m).
Scendiamo ora velocemente su asfalto verso Savona fino al piazzalone in prossimità dell'ostello e prendiamo il sentiero roccioso già descritto nella recensione Sentieri della Conca Verde (clicca sul link). Al bivio tiriamo dritto (vedi variante 2 del Bric Renzia, 301 m, traliccio) e scendiamo con percorso panoramico e divertentissimo, a volo su Savona, fino alla sterrata del forte che attraversiamo soltanto, proseguendo su una pista sassosa.
Discesa dal Bric Renzia

Quando sbuchiamo su un piazzale attrezzato con rampe e tavole varie (rudere), lo attraversiamo continuando a mantenerci sul crestone e perdiamo ancora 50 m di quota, un po' più tecnici, fino alla sterrata che proviene da Fontanassa. Tutto questo percorso di cresta si svolge purtroppo in un ex-bosco di pini completamente devastato dagli incendi ma è molto veloce e divertente.
Svoltiamo a sinistra in direzione della chiesetta della Madonna degli Angeli, edificio probabilmente di antichissime origini che domina Savona dal suo poggio. Dopo un bel traverso panoramico e una breve rampa spacca gambe abbandoniamo la sterrata per arrivare davanti alla chiesetta dove prendiamo fiato per l'ultima picchiata: proprio davanti alla chiesetta inizia il sentiero F.I.E. (O rossa) ovvero una larga traccia dal fondo roccioso che precipita verso la città offrendo tratti al limite della ciclabilità e, secondo le condizioni, anche oltre.
Un balcone su Savona

L'ultimo tratto è ancora più difficile ed esposto e in breve piombiamo su una stradina asfaltata dove verso destra raggiungiamo via N.S. degli Angeli. Per la viabilità urbana alla base.

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) clicca su

Traccia GPS

Dati del giro:

Anello Savona - via Valcada - via Belvedere- Conca Verde - passo Paolino E - Bric Renzia - strada forte degli Angeli - Madonna degli Angeli - via N.S. degli Angeli - Savona

Presenze: Bobo, Roberto, Floro

Quota di partenza: 5 m (Savona)

Quota Max: 310 m (passo Paolino E)

Disl.: 380 m

Ciclabilità salita: 99%

Ciclabilità discesa: 98%

Difficoltà: BC/OC+

Sviluppo: 13 km
Bo & woof

giovedì 12 giugno 2008

Sentieri della Conca Verde

Entroterra Savonese

Il crinale della Conca Verde è un balcone sulla città di Savona e malgrado i sui sentieri non siano certo impegnativi sotto il profilo chilometrico possono essere una bella palestra per allenare anche i biker più esigenti dal punto di vista puramente tecnico.
Savona sempre sullo sfondo

L'itinerario di salita affronta un percorso non troppo conosciuto con partenza dal campo sportivo di Fontanassa. Una terribile rampa di recente asfaltatura, vicino al campo nomadi, porta velocemente ad un sentierino che si stacca sulla sinistra (segnalato da frecce bianche disegnate sull'asfalto), subito prima del tornante a destra; inizialmente in discesa con un breve ma divertente single track in saliscendi va ad intersecare il classico asfaltone che sale alla Conca Verde. Affrontiamo la salita, tralasciando le deviazioni a sinistra per il ristorante e l'ostello e a destra la sterrata che porta al forte della Madonna degli Angeli, fino ad arrivare al piazzale sterrato della Conca Verde (dx). Qui imbocchiamo il primo sentiero (dx) che inizia con una breve rampetta rocciosa. Dopo cinquanta metri abbandoniamo il sentiero principale che sale al Bric Renzia (evidente traliccio Enel) per prendere a sinistra la traccia che prosegue in piano per alcune centinaia di metri prima di iniziare la discesa.
Il primo tratto di discesa

Questo sentiero malgrado sia mal segnalato ricalca l'itinerario 27 delle vecchie guide dei sentieri del Comune di Savona (segnavia 3 pallini rossi) . La discesa offre un bel panorama sulla città di Savona vista la quasi assenza di vegetazione a causa degli incendi boschivi. La pendenza risulta notevole per un lungo tratto e il fondo molto impegnativo con la presenza di salti artificiali per la gioia dei freerider. Dopo un breve tratto a pendenza più tranquilla il single track sbuca su una carrozzabile in località Mandorletta intersecando l'itinerario 26 segnavia due pallini e linea rossa. Prendiamo a sinistra proseguendo la discesa che si presenta assai impegnativa e scavata con passaggi tecnici quasi trialistici. Arrivati su un'asfaltata prendiamo a sinistra e poi a destra in discesa fino al ponte sul Lavanestro in prossimità di via Nazionale Piemonte (inizio della statale del Cadibona). Da qui a dx e per Corso Ricci si rientra in città.
La pendenza si fa più sostenuta....

Variante 1: Giunti al bivio in località Mandorletta si può svoltare a destra in leggera salita e ripercorrendo l'itinerario 26 (segnavia linea e due pallini rossi) ritornare al punto di partenza ovvero al ripido asfalto percorso in salita sopra il campo di Fontanassa.
Il panoramico mezzacosta passa prima vicino a dei ruderi e successivamente a breve distanza dalla chiesetta della Madonna degli Angeli (vedi deviazione a sx)

Variante 2: Per allungare invece il giro di partenza si può fare l'anello del Bric Renzia: dal piazzale della Conca Verde prendiamo sempre il sentiero descritto in precedenza ma invece di svoltare a sx proseguiamo lungo il sentiero principale fino all'enorme traliccio dell'Enel e alla sommità del Bric Renzia (301 m).
Un divertente single track in cresta, immerso nella macchia mediterranea, porta ad intersecare la larga sterrata che porta al forte della Madonna degli Angeli. A sinistra visitiamo il forte mentre a destra ritorniamo sull'asfalto appena prima del piazzale della Conca Verde.
La variante del Bric Renzia

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) clicca su

Traccia GPS

Dati del giro:

Anello Savona - Fontanassa - piazzale Conca Verde - località Mandorletta - Lavagnola - Savona

Presenze: Bobo, Roberto

Quota di partenza: 0 m (Savona)

Quota Max: 281 m

Disl.: 300 m

Ciclabilità salita: 100%

Ciclabilità discesa: 99,9%

Difficoltà: MC/OC+

Sviluppo: 6,5 km
Bo

martedì 10 giugno 2008

Passo del Crovaro - Ellera

Entroterra savonese

Un altro "supertecnico" alle porte di Savona, sempre sull'inesauribile asse di via Ranco!
I nuovi cartelli della comunità montana

Con una delle possibili vie di salita (per esempio: Lavagnola, San Nazario) arriviamo alla parte alta di via Ranco, nel tratto sterrato oltre Monte Cucco, fino alla caratteristica edicoletta votiva del Passo del Crovaro (371 m). Pochi metri prima dell'edicola un cancello sulla destra sembra sbarrare la via ma il segnavia del sentiero (due triangoli rossi) lo aggira consentendo il passaggio. In breve con sterrata pianeggiante arriviamo a una casa, costeggiamo sulla destra la proprietà (soletta in cemento) e superiamo un rudimentale cancelletto (richiudere!).
La prima parte della discesa "facile"

La traccia ora segue una fascia, poi entra in un bel bosco e comincia a perdere quota. Sempre seguendo i segnavia arriviamo in una rada pineta dove la pendenza si fa estrema e il fondo sassoso.
Alcuni alberi di traverso al momento obbligano a piccole soste ma nel complesso l'itinerario rimane interamente ciclabile se in possesso di buona tecnica.

Il finale bello tecnico

Con tornantini e qualche insidiosa cunetta precipitiamo alla periferia di Ellera. Non resta che superare il ponticello e puntare a valle tra le vecchie case sbucando sulla provinciale in corrispondenza del ristorante Il Mulino. Da qui a Savona per la viabilità stradale.

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) clicca su

Traccia GPS


Dati del giro:

Anello Savona - Lavagnola - S. Nazario - v. Ranco - M. Cucco - Passo del Crovaro - Ellera - Albisola Superiore - Savona

Presenze: Bobo, Roberto

Quota di partenza: 0 (Savona)

Quota Max: 400 m circa (Monte Cucco)

Disl.: 420 m

Ciclabilità salita: 100%

Ciclabilità discesa: 99%

Difficoltà: MC/OC

Sviluppo: 22 km
Bo & woof

giovedì 7 febbraio 2008

Passo del Crovaro - San Bernardo

Entroterra Savonese

Dopo qualche tentativo di esplorazione, un altro spettacolare sentiero che collega via Ranco con la valle del Letimbro. Boschi tirati a lucido e ripidoni da adrenalina. For expert bikers only, astenersi deboli di cuore!
Un divertente tratto roccioso

L'itinerario di salita ricalca la via solita da Savona a Lavagnola, poi per Marmorassi e Montepaggio con le sue terribili rampe asfaltate (punte del 26%).
Raggiunto lo sterrato, si supera la deviazione per M. Boveri e si prosegue con piccole salite fino a innestarsi su via Ranco. Continuiamo a sinistra fino all'inizio della ripida salita asfaltata ove sorge l'antico pilone bianco con madonnina (passo del Crovaro, 371 m). Al primo tornante stacca a sinistra un largo sentiero (sbarramento di legno, 390 m), segnato con vistose tacche rosse, che imbocchiamo in discesa. Il fondo è discreto con qualche sasso franato facilmente evitabile, e quando il fondo migliora la pendenza aumenta in modo impressionante. Scendiamo un tratto di pendenza sciistica, scavato nella roccia, e, dove la pendenza si attenua, pochi metri prima di un'evidente sella pianeggiante (300 m circa), notiamo a destra un altro sentiero che imbocchiamo.
La parte alta del percorso

Con un tornantino usciamo in un bel bosco di castagni: la traccia sembra perdersi, ma mantenendoci sulla sinistra senza scendere troppo recuperiamo in meno di 100 m uno splendido sentiero, pulito a regola d'arte, che alterna piacevolissimi traversi a paurose rampe al limite del ribaltamento. Superato un notevole tratto scavato a U nella viva roccia, raggiungiamo un bivio (182 m) dove, invece del pianeggiante sentiero di sinistra, imbocchiamo il ripidissimo toboga sulla destra. Trattenendo il fiato su gradoni di viva roccia perdiamo 100 indimenticabili metri di dislivello riuscendo su un esposto tornantino a picco sulla ferrovia (attenzione alle reti di contenimento!) e planando infine nella zona rurale di San Bernardo. Passiamo sotto il grande ponte ferroviario e in breve, seguendo le strade principali, arriviamo all'antico ponticello sul Letimbro proprio di fronte alla chiesa di San Bernardo.
Per la provinciale si torna in pieno relax alla base.
L'ultimo tratto....il fondo è ottimo.... ma assai ripido....

Variante 1: alla selletta di quota 300 ci manteniamo sul sentiero segnato, evitando però ad ogni costo l'invitante deviazione segnata sulla sinistra, che porta a un traliccio e si perde irrimediabilmente nella boscaglia.
Seguendo il sentiero principale, dunque, percorriamo un illusorio traverso pianeggiante che presto cede il posto a una paurosa discesa dal fondo dissestato. Superato un grande traliccio, si piega a destra per un'altra rampa dal fondo cattivo e quasi inciclabile fino a quando (quota 200 circa) il fondo non diventa più pulito. Affrontiamo ancora una rampa estrema su roccia e finiamo in una zona coltivata dove il sentiero, sempre segnato con numerose tacche rosse, lascia un po' di respiro. Arriviamo a un cancello dove si attraversa la ferrovia (ATTENZIONE ai treni in transito e alla possibilità che il cancello sia chiuso). Tenendoci quindi a sinistra imbocchiamo una ripida "creusa" tra le case che porta alla frazione Riborgo. Attraversando (destra) il nuovo ponte carrozzabile riusciamo sulla provinciale poco a valle di San Bernardo e in breve torniamo a Savona.
Un gran bel toboga...!!!

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) clicca su

Traccia GPS

Dati del giro:

Anello Savona - Marmorassi - via Ranco - Passo del Crovaro - S. Bernardo in Valle - Savona

Presenze: Bobo, Roberto

Quota di partenza: 5 m (Savona)

Quota Max: 390 m

Disl.: 400 m

Ciclabilità salita: 100%

Ciclabilità discesa: 99,9%

Difficoltà: MC/OC+

Sviluppo: 15 km
woof

martedì 5 febbraio 2008

"Campanello Trail" e "Sentiero Verde"

Entroterra Savonese

A Savona iniziano le Alpi, e in questo breve ma intenso giro scopiriamo come si spingono fin dentro la città. Pur svolgendosi nelle immediate vicinanze dell'abitato, questi itinerari permettono in pochi minuti di tuffarsi in una vegetazione rigogliosa e intatta in cui agli antichi boschi e coltivi, segnati dai resti delle case coloniche e dai vecchi senieri, si alterna la vegetazione spontanea della lecceta e della macchia mediterranea. L'itinerario proposto è un semplice assaggio della capillare rete di carrarecce e sentieri che rappresentano la quotidiana "palestra" per i bikers savonesi.
La valle del Santuario

Accesso: dal centro di Savona in direzione Torino, al termine di Corso Ricci (rotonda) prendere per Santuario e lasciare l'auto nel piccolo parcheggio all'inizio della strada, di fronte alla borgata di Lavagnola.

Superato il parcheggio svoltiamo quasi subito a destra sul caratteristico ponte medioevale, immettendoci sulla vecchia strada per Santuario. Percorsi 150 m svoltiamo ancora a destra, direzione Marmorassi, su una larga strada asfaltata che si impenna passando sotto la ferrovia (trascurare la deviazione a destra per S. Nazario) e poi a fianco della caratteristica funivia del carbone, costruita nel 1919 per collegare il porto di Savona con le zone industriali della valle Bormida e tuttora sferragliante (se non ci capitate di domenica!).
Ci si alza rapidamente con una serie di tornanti, un tratto pianeggiante e un'altra coppia di tornanti. A questo punto, seguendo le indicazioni escursionistiche, si svolta bruscamente a destra su una stradina sempre asfaltata (km 2.3, 138 m) che sale tra coltivi e villette. La pendenza da sostenuta si fa estrema con numerose rampe oltre il 20% e si addolcisce al termine dell'asfalto (290 m).
Si prosegue ora su una bella sterrata che, come troppo spesso accade negli ultimi tempi, in brevi tratti ha subito delle selvagge nonché inutili asfaltature. Attraverso un bel bosco misto, dove la vista spazia dal mare ai monti dell'alta valle Bormida fino alle vette del cuneese, si giunge alla confluenza con via Ranco (km 5.0, 369 m) che seguiamo in direzione Savona verso destra, prima in lieve salita e poi in piano. In corrispondenza di un panoramico curvone e dei resti di una cavetta abbandonata (monte Cucco, 389 m) si scende una ripida rampa, in parte asfaltata, fino a un quadrivio con cartello stradale (passo Pian di Grano, km 7.1, 315 m). Qui si aprono due possibilità:
Discesa dal "Sentiero Verde"

1. (noto tra i locali come "Campanello Trail"): sulla sinistra parte una carrareccia molto rovinata che dopo una ripida discesa compie un piacevolissimo traverso in falsopiano tra querce e corbezzoli, transita presso i resti quasi completamente riassorbiti di una casa colonica e attraversa diversi valloncelli. Il sentiero, dal fondo perfetto e scorrevole, si mantiene lungamente in prossimità del crinale, alto sul rio di Grana, fino a riuscire con un breve tratto sconnesso in prossimità di un traliccio (km 9.5, 155 m) ormai in vista di Albissola.
Si imbocca ora la sterrata a destra, ridotta a una traccia tra arbusti e canne, e in prossimità di una casa diroccata si svolta decisamente a sinistra. Il tratto che segue è quasi su roccia viva, fortemente sconnesso e richiede una certa attenzione: in breve, costeggiando con attenzione degli orti, si raggiunge il fondovalle presso la zona industriale di Albissola Marina (km 10.5). Con un po' di asfalto in mezzo all'abitato si raggiunge quindi la via Aurelia e si rientra a Savona.


Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) clicca su

Traccia GPS

2. (Sentiero Verde): si prosegue sulla strada principale per circa 300 m per svoltare a destra sulla prima strada asfaltata che incontriamo. Percorriamo un breve tratto pianeggiante di altri 300 m fino ad un evidente sentiero sulla sinistra (km 7.7, 265 m) che ci riporterà in città condensando in poco spazio tutto il campionario delle difficoltà su single track.
Inizialmente pianeggiante, il sentiero scende poi tra fasce abbandonate ed entra nel bosco con un paio di tecnicissimi tornantini. Un bel traverso in pieno relax, poi il fondo si fa roccioso e ci immergiamo in una bellissima lecceta con un'impressionante picchiata che si conclude su un ponticello (non sempre transitabile in sella). La pendenza adesso si attenua e il sentiero si mantiene in prossimità del rio Repusseno o direttamente sul suo fondo, fino a un ponte in cemento dove termina la parte tecnica (km 9.2, 80 m).
Non resta che seguire l'ampia sterrata, poi asfaltata, fino a scendere in v. Padova e al basso sottopassaggio ferroviario sulla destra (10.2 km) da cui in breve, risalendo via Torino, si ritorna al punto di partenza.
video
Video dei tornanti del "Sentiero Verde"

Variante-concatenamento: alla fine della discesa 1., poco prima di sottopassare l'autostrada, si può risalire verso destra, passare di fronte al cimitero di Albissola Marina e successivamente svoltare a destra (via Collette) imboccando una strada che, alternando tratti sterrati e asfalto, rimonta con duri strappi fino a via Ranco. Dalla confluenza si risale per 100 m trovando a sinistra la stradina che porta alla discesa del Sentiero Verde. In questo modo si realizza un bell'itinerario a 8, di grande soddisfazione (km 2.7 e 270 m di dislivello in più, tempo totale 2 ore abbondanti).


Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) clicca su

Traccia GPS

Dati del giro:

Anello Savona - Marmorassi - Monte Cucco - via Ranco - rio di Grana - Albissola Marina - via Ranco - rio Repusseno - Savona

Presenze: Bobo, Roberto

Quota di partenza: 5 m (Savona)

Quota Max: 409 m (Monte Cucco)

Disl.: 400 m

Ciclabilità salita: 100%

Ciclabilità discesa: 100%

Difficoltà: MC/OC (MC/BC per la discesa ad Albissola)

Sviluppo: 11 km (circa 14 km il giro completo)
woof & Bo

domenica 30 dicembre 2007

Giro del Monte Mao

Entroterra Savonese

L'itinerario è stato da noi recensito sulla rivista Alpidoc N°64 di dicembre 2007

Altro classico giro delle alture savonesi, alterna tratti facili e scorrevoli ad altri estremamente impegnativi. All'incantevole vista sul mare e sull'isola di Bergeggi fa da contraltare l'area industriale di Vado, con i colossali insediamenti industriali e le cave di pietra. Una delle peculiarità di questo giro è sicuramente quella di poter arrivare sulla via Aurelia, a pochi passi dal mare, tramite sentieri e strade sterrate.
In vetta al Monte Mao
Accesso: da Savona si raggiunge, percorrendo l'Aurelia verso ponente, Vado Ligure. L'itinerario parte dalla piazza della chiesa.

Dalla piazza della chiesa si risale per l'ampia strada asfaltata in lungofiume, e poco prima del semaforo si attraversa il ponte in direzione della cokeria. Si imbocca subito la strada in salita, direzione San Genesio - Bergeggi, che in ambiente notevolmente degradato si alza con alcuni tornanti passando in prossimità di una gigantesca cava di dolomia. Al bivio per Bergeggi (km 4.3, 230 m) si prosegue verso destra per 500 m fino al termine dell'asfalto (località S. Elena) e si imbocca la sterrata in netta salita (indicazioni per località Trevo).
La salita

Si entra in un ambiente più respirabile a macchia e pineta, anche se alla nostra destra alcune centinaia di metri più in basso una discarica e la cava che si sta "mangiando" il monte rovinano un pò il panorama; in breve si raggiunge una selletta (km 5.9, 373 m) da cui il panorama si apre verso i monti del Ponente.
Spotorno e Capo Noli

A sinistra parte una larga pista che rimonta subito a un poggio erboso e quindi, per la linea di massima pendenza su roccia viva, alla vetta del M. Mao (km 6.4, 440 m, segnale trigonometrico).
La terribile rampa richiede equilibrio, gambe, bici in perfetto ordine e un po' di fortuna... ma cinque minuti di "portage" non hanno mai ucciso nessuno!Dalla vetta si gode un immenso panorama sulla baia di Savona e le due riviere, e non è difficile scorgere le Alpi Apuane o la Corsica nelle limpide giornate invernali.
Prime curve dell'impegnativa discesa

Si scende ora sul versante a mare per una traccia sassosa e sconnessa in mezzo alla gariga, cercando di mantenere il più possibile l'equilibrio, e giunti con una lieve salita a un poggio teniamo la sinistra puntando verso l'abitato di Bergeggi. Su tracce appena accennate tra i resti di un recente incendio si perde ruvidamente quota, e tenendo sempre la sinistra si plana su un ampio sentiero che tradizionalmente viene fatto corrispondere all'antica strada romana (km 7.5, 220 m).
Tratto impegnativo con panorama sull'isola di Bergeggi

Si pedala ora in pieno relax fino a uscire su un'ampia sterrata, poco a valle di S. Elena. Risaliti pochi metri si prende a destra (km 8.2, 230 m) il sentiero botanico che, con andamento pianeggiante e fondo piacevolissimo, costeggia le pendici S del M. S. Elena in un bosco di querce. Il sentiero diventa sterrata e tra case e fasce coltivate riesce su un tornante in prossimità del cimitero (km 9.4, 175 m). Risaliamo su asfalto, superiamo la chiesetta di S. Stefano e scolliniamo (km 10, 225 m) di nuovo con vista sulla zona industriale di Vado: dopo 200 m di discesa, in prossimità di un curvone a sinistra, abbandoniamo l'asfalto senza cambiare direzione e, seguendo il crinale, imbocchiamo una breve variante su sentiero, vistosamente segnata sul terreno (tacche arancioni); con un veloce e divertente single track in un boschetto di pini si piomba su un'ampia sterrata (km 10.9, 110 m).
Discesa su Vado

Seguendo la sterrata verso destra si giunge con un paio di tornanti in discesa all'asfalto (sottopassaggio) e alla via Aurelia, da cui in breve si rientra a Vado svoltando a sinistra al ponte sul torrente Segno (13.5 km).


Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) clicca su

Traccia GPS

Dati del giro:

Anello Vado Ligure - San Genesio - loc. S.Elena - Monte Mao - Bergeggi (cimitero) - chiesetta S.Stefano - Porto Vado

Presenze: Bobo, Roberto

Quota di partenza: 5 m (Vado Ligure)

Quota Max: 440 m (Monte Mao)

Disl.: 500 m

Ciclabilità salita: 99,9%

Ciclabilità discesa: 99,9%

Difficoltà: MC/OC (salita/discesa)

Sviluppo: 14 km
woof & Bo

martedì 18 dicembre 2007

Monte Boveri - Discesa sul Letimbro

Entroterra Savonese

Forse siamo stati i primi! Questo sentiero inedito collega, interamente su single track tecnico, la strada panoramica del Bosco delle Ninfe col fondovalle del Letimbro, senza mai uscire dal territorio di Savona.

La salita è ormai la solita: Savona, corso Ricci, Lavagnola, poi a destra, direzione Marmorassi. Seguendo la strada principale (due serie di tornanti) si arriva al bivio per Montepaggio che si imbocca sulla destra. Superiamo le classiche impervie rampe asfaltate fino alle ultime case, dove la pendenza si attuenua e l'asfalto termina (Montepaggio, 300 m).
Percorriamo 300 m fin quando la strada corre sul crinale (sella S di M. Boveri, 317 m): a sinistra guardiamo con attenzione il punto in cui stacca una traccia, appena visibile tra la vegetazione, che corre parallela alla strada in direzione opposta.

Il sentiero diventa subito più evidente, il fondo ottimo e la pendenza aumenta, poi sui sassi affiorano vecchi segnavia dimenticati (triangolo rosso pieno). Si scende rapidamente in mezza costa con percorso molto divertente fino a un bosco ceduo dove il sentiero è seminascosto dagli alberi caduti, poi, dopo una strettoia tra le ginestre, si esce su un incrocio a T: prendiamo a sinistra e siamo subito su una evidente selletta (210 m). Proseguiamo verso sinistra su un bel sentiero nella lecceta, che dopo un tratto pianeggiante aggira un vallone ed esce dal bosco costeggiando fasce coltivate a olivo. In ambiente idilliaco attraversiamo la campagna e con una improvvisa rampa sassosa caliamo bruscamente sulla strada asfaltata in quel di Marmorassi (145 m).
A destra in pochi metri raggiungiamo lo slargo col capolinea delle corriere e prendiamo il sentiero cementato che scende sulla sinistra in mezzo alle case. Evitando tutte le entrate nelle varie proprietà, raggiungiamo una serie di fasce orizzontali dove il single track si snoda con andamento pianeggiante mantenedosi parallelo alla strada di fondovalle 50 metri sotto di noi.
Continuiamo così, superando un breve tratto franato, fino a una improvvisa discesa nel bosco sula sinistra: pochi metri tagliati nella roccia (attenzione!), un tornantino in corrispondenza della ferrovia, e siamo infine sull'asfalto in prossimità di Riborgo. Non resta che rientrare a Savona per la provinciale del Santuario che imbocchiamo sulla sinistra.

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) clicca su

Traccia GPS

Dati del giro:

Anello Savona - Marmorassi - Monte Boveri - Marmorassi - Riborgo - Savona

Presenze: Bobo, Roberto

Quota di partenza: 5 m (Savona)

Quota Max: 317 m (Monte Boveri)

Disl.: 340 m

Ciclabilità salita: 100%

Ciclabilità discesa :99%

Difficoltà: MC/OC (salita/discesa)

Sviluppo: 12 km


Variante 1: alla selletta di quota 210 possiamo proseguire dritto con una piccola salita, aggirando a sinistra il bosco. Incontriamo subito uno stradone sterrato che scende rapidamente a Marmorassi e al capolinea delle corriere.
Variante 2: all'incrocio sopra la selletta possiamo prendere il sentiero di destra, molto invitante e che in effetti un tempo doveva costituire uno splendido traverso ciclabile in ambiente selvaggio, aggirando il vallone di rio Pizzuta e sbucando su una sterrata in prossimità di casa Boveri. Purtroppo le alluvioni degli ultimi anni hanno pesantemente danneggiato il sentiero rendendo obbligati diversi tratti a spinta. Da casa Boveri si segue senza problemi lo sterratone lungo il rio Pizzuta e poi facilmente si raggiunge il fondovalle in località San Bernardo.
Variante 3: per rendere più completa la gita si può proseguire sulla sterrata dopo Montepaggio, raggiungere via Ranco e continuare in salita (destra) verso Savona. Raggiunta la quota massima (404 m, ripetitori) si continua in falsopiano per 600 m trovando una sterrata sulla destra che supera subito il crinale (selletta N di Monte Cucco) e ritorna, con percorso piuttosto sconnesso (evitare le deviazioni che sono tutte piste forestali), alla strada di Montepaggio, 250 m a monte del bivio per il sentiero di discesa. Ovviamente la selletta di Monte Cucco è raggiungibile da Savona seguendo interamente via Loreto e via Ranco.
woof

martedì 4 dicembre 2007

Monte Cucco - In cerca del single track perfetto

Entroterra Savonese

in ricordo del grande Pierriccardo, che non abbiamo fatto in tempo a conoscere

Un vero "rebigo" con gagliardi saliscendi per cogliere i più selvaggi angoli tra Savona e Albissola!
Da Savona, corso Ricci, raggiungiamo Lavagnola per deviare quasi subito a destra, direzione Marmorassi. Passata la ferrovia prendiamo a destra la classica, ripida rampa asfaltata di via S. Nazario che in pochi strappi porta in prossimità della chiesetta di S. Lazzaro (205 m). Svoltiamo a sinistra in una sterrata che attraversa un bucolico pezzetto di campagna e, passando accanto a belle case coloniche, prosegue come sentiero.
La mulattiera, tagliata nella viva roccia e notevolmente esposta, piomba con due rampe al limite della tenuta su una stradina di nuovo asfaltata da cui ci si raccorda subito con la strada di Marmorassi (100 m), in prossimità dei monumentali pini marittimi che dominano questa zona di Savona.
Ci tocca adesso l'altra dura salita: qualche comodo tornante e, nel punto in cui la strada spiana, prendiamo a destra la deviazione (indicazioni: Montepaggio) che presenta tre terribli rampe da affrontare con determinazione e rapportini agili. A quota 290 terminano l'asfalto e le pendenze assassine e ci rilassiamo su uno sterratone nel bosco, con scorci panoramici sulle lontane Marittime innevate (siamo sul versante mare ma la Bisalta e l'Argentera spuntano là, oltre le colline) e se va bene come oggi anche sulla Corsica.
Sbuchiamo in relax su via Ranco che prendiamo a destra, salendo ancora fino a un ripetitore (409 m) e poi in discesa verso Savona fino a un ampio curvone con cavetta abbandonata (Monte Cucco). Qui a sinistra parte un sentiero, ben tracciato ma sommerso dal fogliame, che con dolci saliscendi arriva a una postazione di caccia (Bric della Beata, 354 m: altro spettacolare panorama su tutta la Riviera fino alle Alpi Apuane) e piomba poi decisamente nel bosco misto, con alcuni tratti veramente impegnativi alternati a dolcissimi traversi. Dopo una seconda postazione di caccia si supera bici al fianco un breve tratto roccioso e ci innestiamo (232 m) sul largo sentiero, noto come "Campanello Trail", che scenderebbe ad Albissola (loc. Grana).
Noi invece procediamo a destra, in salita, sulla magnifica traccia che, quasi interamente pedalabile, attraversa ancora rigogliosi boschi misti e supera numerosi valloncelli fino a diventare sterrata e sbucare di nuovo su via Ranco (Passo del Pian di Grano, 316 m), che imbocchiamo in discesa.Percorso meno di 1 km e superato il bivio per Albissola, troviamo a sinistra una strada asfaltata in contropendenza e alla prima curva, sotto un grande pino, un sentierino si tuffa in una ombrosa lecceta. Poco sotto questo sentiero ne corre un altro in direzione opposta che individuiamo con attenzione (205 m) svoltando a sinistra dopo appena 200 m. Mantenendosi in quota con piccoli saliscendi, la traccia si fa meno evanescente ed entra in uno spettacolare tunnel sotto i lecci. Con nostra sorpresa la sede del sentiero si allarga fino a rivelarsi una grande strada abbandonata, probabile segno di una lottizzazione incompiuta (ex via XXV Aprile).
Tra rocce affioranti e vegetazione selvatica seguiamo le tracce più percorribili fino a trovare sotto i nostri piedi le vestigia di un'antica asfaltatura!
A questo punto non resta che seguire ciò che resta della strada fino a uno sbarramento dove ritroviamo la "civiltà": seguendo sempre le strade principali in discesa usciamo infine sulla vecchia Aurelia al ponticello sul rio Termine da dove risaliamo a Valloria e torniamo alla base per la viabilità cittadina.

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) clicca su

Traccia GPS

Dati del giro:

Anello Savona - S. Nazario - pino di Marmorassi - Monte Cucco - Bric della Beata - Passo Pian di Grano - via XXV Aprile - Valloria - Savona

Presenze: Bobo, Roberto

Quota di partenza: 5 m (Savona)

Quota Max: 409 m (Monte Cucco)

Disl.: 660 m

Ciclabilità salita: 99%

Ciclabilità discesa :99%

Difficoltà: BC/OC (salita/discesa)

Sviluppo: 21 km
woof
I contenuti del sito sono di proprietà di www.cicloalpinismo.com e sono protetti dalla normativa vigente sui diritti d'autore. Ogni riproduzione parziale o totale dei testi o delle immagini è assolutamente vietata, salvo autorizzazione.
Gli autori non garantiscono l'esattezza e l'esaustività dei testi (itinerari, tracciati ecc...) e non si assumono alcuna responsabilità su eventuali incidenti, inconvenienti o qualsivoglia infortunio che possa derivare dall'uso o dall'interpretazione delle informazioni divulgate sul sito.