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domenica 25 aprile 2010

Traversata passo di Muratone - Bendola

Val Roya

Valle Roya... non finisce qui... un altro luogo affascinante, nella natura più incontaminata, e già nuove idee per la prossima!


Da un po' di tempo volevamo provare questa discesa, a cui probabilmente è più facile accedere da nord, via bassa di Sanson e monte Toraggio, ma lassù la neve blocca ancora il passaggio e così siamo di nuovo alla partenza di Airole (135 m).
Il grosso della salita è in comune con l'itinerario di Testa d'Alpe (clicca), e notiamo con piacere che il duro sentiero dal colletto Fasceo alla strada dell'Abellio è stato ancora pulito e ben mantenuto.
Colletto Fasceo, un pò di sano "portage"...

Al bivio per Testa d'Alpe proseguiamo sulla sterrata che si mantiene sul lato italiano e contorna tutto il vallone, con percorso facile ma fondo spesso rovinato e molto sassoso. Man mano che si procede l'ambiente diventa sempre più verde e al termine dello sterrato siamo nel cuore della Foresta di Gouta, la più bella abetaia della Liguria, che attraversiamo con una breve salita in asfalto fino alla sella omonima (1213 m). E' stata lunga e i ravioli del ristorante non lasciano scampo...
Proseguiamo dunque alle spalle del ristorante in direzione del passo di Muratone che ragiungiamo con un veloce sterratone (al colle di Scarassan, 1225 m, tenere la destra in lieve discesa). Il passo di Muratone (1157 m, balise 170) segna il confine e se ne dipartono numerose strade: la nostra è quella in lieve discesa (indicazioni: la Madonina) che punta in territorio francese e perde un po' di quota con uno stradone poco remunerativo. Dopo una serie di tornanti invasi dal pietrame aggiriamo un valloncello e con una breve salita siamo all'edicoletta della Madonina (1015 m, b. 169) dove comincia il bello!
Questa discesa da anni nei "progetti" doveva essere fatta! ... missione compiuta!

Per scendere in valle Roya ci sono due possibilità, e purtroppo ci tocca scegliere: oggi mettiamo il Mont Agu nei "prossimamente" e prendiamo il sentiero in netta discesa. Ci siamo così guadagnati una serie di tornantoni, ampi, facili, dal fondo ottimale, in un luminoso boschetto, che scendono nell'appartato Vallon de la Madonina fino a guadare il rio.
Dopo lo scambio di complimenti per l'entusiasmante discesa comincia il fantasmagorico traverso: alla b. 166 proseguiamo diritto e ci affacciamo sul vallone della Bendola ... signori ... la Bendola mica il rian dei Tecci!
Il valico ...

Con reverenza ammiriamo le pareti rocciose che ci circondano e scorgiamo là in fondo la spaventosa forra, mito dei canyoners di tutto il mondo. Superiamo un piccolo valico in galleria e scendiamo l'ampio sentiero, che oggi è bello asciutto e si percorre in tranquillità ma richiede attenzione verso la fine per un passaggio che dire "esposto" fa ridere.
Purtroppo finisce presto e al pont du Castou (429 m) usciamo sullo sterratone che in lieve salita conduce a Madone de Poggio.
Lo spettacolare sentiero nella forra del Bendola

Si potrebbe scendere alla statale ma preferiamo andarci a perdere nei vicoli di Saorge e farci spiegare come, scendendo una serie di scalinate larghe qualche centimetro meno dei manubri, si arrivi alla b. 19 che segna l'ultima divertente discesa: la vecchia strada di valle che passa da una panoramica croce e va ad attraversare la strada asfaltata del Poggio. Ancora un ripido tratto scalinato e siamo sulla Route Nationale... ahinoi, niente scampo, ci toccano km e km di nastro bitumato per rientrare alla base, ma ne è valsa la pena!

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) clicca su

Traccia GPS

Dati del giro:

Anello Airole - Fasceo - colletto dei Saviglioni - rifugio Paù - Foresta di Gouta - colle di Scarassan - passo di Muratone - la Madonina - vallone della Bendola - Saorge - Airole

Presenze: Bobo, Roberto, Sergix, Monica, Gualty, Susanna

Quota di partenza: 135 m (Airole)

Quota Max: 1225 m (passo Scarassan)

Disl.: 1540 m

Ciclabilità salita: 95%

Ciclabilità discesa: 100%

Difficoltà: BC/BC

Sviluppo: 55 km
woof

lunedì 23 novembre 2009

Giro della Testa d'Alpe

Val Roya

Più ci torniamo, più la valle Roya dispensa meraviglia e stupore... e l'inesauribile scrigno cede un altro dei suoi gioielli, nascosto tra i selvaggi contrafforti della bassa valle, per bikers determinati, amanti dei panorami e del grande vuoto!
L'aereo sentierozzo...

Partiamo in questo bel lunedì novembrino dal parcheggio in mezzo al paese di Airole (135 m) e, proprio a fianco della Madonna delle Grazie (cimitero), imbocchiamo la nuova via Fasceo.
Con qualche tornante e micidiali strappi che non lasciano un momento di respiro ai muscoli ancora freddi ci alziamo in verticale sopra il bellissimo borgo e al termine dell'asfalto (633 m) invece di raggiungere case Fasceo svoltiamo a destra, sul sentiero (segnavia bianco-rossi) che rimonta con decisione per cresta. Bici al fianco, superiamo con pazienza un tratto ripido e usciamo su un sentiero più comodo e pianeggiante in mezzo alla macchia, a tratti persino ciclabile, in vista del monte Abellio e del mare.
Un pò di portage con vista...

Cercando di non perdere i segni finiamo su una selletta (889 m), in corrispondenza della strada provinciale che sale da Rocchetta Nervina verso la sella di Gouta (val Nervia).
Proseguiamo sulla strada, con alcuni tratti di buono sterrato e altri decisamente rocciosi, passando davanti a diverse strutture ex-militari tra le quali il rifugio Paù, superiamo il bivio per la strada di crinale e un tratto in leggera discesa con galleria, e, dopo 7 km dalla selletta dell'Abellio svoltiamo a sinistra (1154 m) per la ripida strada di Testa d'Alpe.
Al bivio per la Tète d'Alpe

Al quinto faticoso tornante si potrebbe già tagliare verso sinistra, ma noi continuiamo fino al culmine e svoltiamo ancora a sinistra in una bella foresta di abeti.
Dopo circa 1 km (noi abbiamo girato un po' tardi) si raggiunge tagliando a sinistra nel bosco, senza percorso obbligato, il crestone panoramico che, sempre verso sinistra, conduce in vetta (1587 m), costeggiando gli impressionanti dirupi sul lato val Roya.
Una veloce occhiata al panorama sulle Marittime spruzzate di neve e ci buttiamo giù per il versante Sud, con percorso "free" molto divertente su labili tracce tra radi alberi, fino a ritrovare una sterrata (quella dal tornante di prima) in corrispondenza della balise 438. Presto la strada ridiventa sentiero e verso la Roche Fourquin si perde un po' nei prati. Merita comunque una breve deviazione a piedi per la posizione a nido d'aquila di una piccola postazione di tiro proprio sulla vetta (1420 m).
Parte iniziale della discesa sulla linea di cresta

Recuperiamo il sentiero nella pineta sottostante e arriviamo alla fondamentale b.437 che indica la nostra meta, Libre, proprio verso il baratro!
Con calma procediamo spesso bici al fianco per un traversone sconnesso ed espostissimo tagliato nella parete a picco sotto il Fourquin, poi recuperiamo qualche tratto divertente (basta non guardare sotto... sono 700 metri...) fino all'altro spettacolare balcone della Roche du Tron (1179 m).
Traverso spettacolo...!!!

Di fronte a noi, peccato per un po' di foschia, l'inconfondibile borgo di cresta di Piene Haute.
A questo punto vediamo i tetti di Libre, là sotto, e prendiamo a scendere con decisione. Questo tratto non presenta esposizioni impressionanti ma la pendenza e il fondo obbligano a una tecnica di guida perfetta con frequenti salutari discese dalla sella. Nel complesso la ciclabilità dalla selletta del Fourquin è intorno al 60%, e l'incomparabile scenario che ci circonda giustifica la fatica.
L'esposizione è notevole

Finalmente in vista della civilità tocchiamo le b. 419 e 418 e percorriamo un piacevole traverso sopra il paese, fino a sbucare da una chiesetta e a rinfrescarci alla fontana nella piazza principale di Libre (460 m).
Il giro proseguirebbe come già descritto questa primavera per il Sentier Valléen (Su e giù tra Bevera e Roya), che conduce fino ad Airole, ma sono le tre e gli impegni cittadini ci costringono a un veloce ripiego su asfalto. Anche così non ci siamo annoiati...

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) clicca su

Traccia GPS


Dati del giro:

Anello Airole - Fasceo - colletto dei Saviglioni - rifugio Paù - Testa d'Alpe - Roche Fourquin - Roche du Tron - Libre - Airole

Presenze: Bobo, Roberto, Carlo

Quota di partenza: 135 m (Airole)

Quota Max: 1587 m (Testa d'Alpe)

Disl.: 1620 m

Ciclabilità salita: 90%

Ciclabilità discesa: 80%

Difficoltà: BC/EC

Sviluppo: 37 km
woof
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