Valle Roya... non finisce qui... un altro luogo affascinante, nella natura più incontaminata, e già nuove idee per la prossima!
Da un po' di tempo volevamo provare questa discesa, a cui probabilmente è più facile accedere da nord, via bassa di Sanson e monte Toraggio, ma lassù la neve blocca ancora il passaggio e così siamo di nuovo alla partenza di Airole (135 m).
Il grosso della salita è in comune con l'itinerario di Testa d'Alpe (clicca), e notiamo con piacere che il duro sentiero dal colletto Fasceo alla strada dell'Abellio è stato ancora pulito e ben mantenuto.
Al bivio per Testa d'Alpe proseguiamo sulla sterrata che si mantiene sul lato italiano e contorna tutto il vallone, con percorso facile ma fondo spesso rovinato e molto sassoso. Man mano che si procede l'ambiente diventa sempre più verde e al termine dello sterrato siamo nel cuore della Foresta di Gouta, la più bella abetaia della Liguria, che attraversiamo con una breve salita in asfalto fino alla sella omonima (1213 m). E' stata lunga e i ravioli del ristorante non lasciano scampo...
Proseguiamo dunque alle spalle del ristorante in direzione del passo di Muratone che ragiungiamo con un veloce sterratone (al colle di Scarassan, 1225 m, tenere la destra in lieve discesa). Il passo di Muratone (1157 m, balise 170) segna il confine e se ne dipartono numerose strade: la nostra è quella in lieve discesa (indicazioni: la Madonina) che punta in territorio francese e perde un po' di quota con uno stradone poco remunerativo. Dopo una serie di tornanti invasi dal pietrame aggiriamo un valloncello e con una breve salita siamo all'edicoletta della Madonina (1015 m, b. 169) dove comincia il bello!
Per scendere in valle Roya ci sono due possibilità, e purtroppo ci tocca scegliere: oggi mettiamo il Mont Agu nei "prossimamente" e prendiamo il sentiero in netta discesa. Ci siamo così guadagnati una serie di tornantoni, ampi, facili, dal fondo ottimale, in un luminoso boschetto, che scendono nell'appartato Vallon de la Madonina fino a guadare il rio.
Dopo lo scambio di complimenti per l'entusiasmante discesa comincia il fantasmagorico traverso: alla b. 166 proseguiamo diritto e ci affacciamo sul vallone della Bendola ... signori ... la Bendola mica il rian dei Tecci!
Con reverenza ammiriamo le pareti rocciose che ci circondano e scorgiamo là in fondo la spaventosa forra, mito dei canyoners di tutto il mondo. Superiamo un piccolo valico in galleria e scendiamo l'ampio sentiero, che oggi è bello asciutto e si percorre in tranquillità ma richiede attenzione verso la fine per un passaggio che dire "esposto" fa ridere.
Purtroppo finisce presto e al pont du Castou (429 m) usciamo sullo sterratone che in lieve salita conduce a Madone de Poggio.
Si potrebbe scendere alla statale ma preferiamo andarci a perdere nei vicoli di Saorge e farci spiegare come, scendendo una serie di scalinate larghe qualche centimetro meno dei manubri, si arrivi alla b. 19 che segna l'ultima divertente discesa: la vecchia strada di valle che passa da una panoramica croce e va ad attraversare la strada asfaltata del Poggio. Ancora un ripido tratto scalinato e siamo sulla Route Nationale... ahinoi, niente scampo, ci toccano km e km di nastro bitumato per rientrare alla base, ma ne è valsa la pena!
Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) clicca su
Traccia GPS
Dati del giro:
Anello Airole - Fasceo - colletto dei Saviglioni - rifugio Paù - Foresta di Gouta - colle di Scarassan - passo di Muratone - la Madonina - vallone della Bendola - Saorge - Airole
Presenze: Bobo, Roberto, Sergix, Monica, Gualty, Susanna
Quota di partenza: 135 m (Airole)
Quota Max: 1225 m (passo Scarassan)
Disl.: 1540 m
Ciclabilità salita: 95%
Ciclabilità discesa: 100%
Difficoltà: BC/BC
Sviluppo: 55 km
woof










