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sabato 7 agosto 2010

Chavannes, Mont Fortin e Vallon de Yulaz

Valle d'Aosta

Un giro imperdibile, da farsi in una giornata di meteo perfetto, altrimenti le nuvole vi nasconderanno lo spettacolo. Fino al Mont Fortin, vi aspetteranno una tranquilla risalita ed una vista che ha pochi paragoni. Se poi vorrete proseguire lungo il nostro percorso, il gioco si farà più duro, ma chiuderete un giro epico, foriero di emozioni incomparabili.

Lasciata l’auto a la Thuile (quota 1465 m) con abbondante scorta d’acqua poiché non se ne troverà per tutto il giro, saliamo su asfalto verso il Piccolo San Bernardo. Superata la prima serie di tornanti, poco prima della località Pont Serrand, prendiamo a destra la strada indicata dalla palina dei sentieri 2 – 11 – 11a. Il fondo è per lunghi tratti asfaltato e per altri ghiaioso ma comunque in buono stato e la pedalata è agevole. In breve tempo raggiungiamo Porassey (1900 m), poi la strada diventa sterrata e disegna una curva a destra: entriamo nel Vallon des Chavannes che con un lunghissimo traverso ci accompagna fino al colle omonimo (quota 2603 m).
Il tranquillo Vallon des Chavannes

Sono oltre 700 metri di dislivello che però passano senza che ce ne accorgiamo: siamo troppo intenti ad ammirare prima un sentiero a tornantini sull’altro versante del vallone (n. 10a, che porta al Laityre e stuzzica la nostra voglia di esplorazione) poi le cime imbiancate che emergono da dietro lo spartiacque: la Tete Blanche 3884 m), l’Aguille de Bionnassey (4052 m) e pian piano anche i 4810 m del Monte Bianco.
All’Alpe des Chavannes Superieur (2400 m) ignoriamo una carrareccia che si stacca a destra. Ormai manca poco, la sterrata diventa diventa un po’ più stretta, a tratti si riduce a sentiero, superiamo la deviazione per il Mont Fortin (a destra, quota 2570, ben indicata da una palina) che prenderemo tra poco, e con qualche altro giro di pedale siamo al colle.
Apoteosi!
Vista sul gigante Bianco ...

Gli occhi non sanno dove fermarsi. A destra sul Bianco, sui suoi ghiacciai che scendono in Val Veny e alimentano il Lac du Miage, a due passi dal Rifugio Elisabetta; sotto di noi l’invitante e tortuoso sentiero n. 2 e a ovest la traccia che attraversa gli sfasciumi e porta al Col de la Seigne. O ancora più a sinistra sulla nera pietraia in cui notiamo il sentierino n.10 che non potremo lasciarci sfuggire la prossima volta dato che, secondo la cartina, porta non senza difficoltà ai 2737 m del Col de Bassaserra con un forte che ben distinguiamo sulla cresta a sud. Giriamo ancora un po’ lo sguardo verso sud-est ed ecco lo sfavillante ghiacciaio del Ruitor.
Gli occhi sono già ampiamente appagati, ma le gambe no: siamo partiti poco più di due ore fa.
Dopo una lunga sosta, torniamo sui nostri passi fino al sentiero per il Mont Fortin, da imboccare con la bici al fianco ma che subito presenta un lungo mezzacosta perfettamente ciclabile, portandoci sopra ad alcuni bei laghetti. Proseguiamo aggirando qualche residua lingua di neve e ci troviamo ad attraversare altri laghetti. Da qui si vede il forte e la ripida traccia che lo raggiunge. In un quarto d’ora con qualche breve tratto a spinta ma per lo più in sella, siamo tra i ruderi. E di nuovo di fronte al Bianco.
I laghetti sotto il Mont Fortin ed il sentiero che lo raggiunge

Vediamo anche sotto di noi un sentiero (n. 9) che porta al fondovalle della Veny, innestandosi su una sterrata che da lì sale a Plan Checrouit. Probabilmente è troppo difficile da fare in sella ma sappiamo già che verremo a provarlo.
Se non apprezzate il portage, adesso potete scendere sui laghetti visti in precedenza, seguire il sentiero anche divertente che porta all’Alpe Chavannes e riguadagnare la sterrata del vallone percorsa in salita. Comunque tornerete a casa soddisfatti e neanche troppo stanchi.
Se invece vi piace immergervi nella Storia e nell’avventura, e non vi fate problemi a spingere e portare la bici anche per un’oretta abbondante, seguiteci.
Si pedala sulla cresta a più riprese

Proseguiamo sui resti della militare ormai ridotta a sentiero che passa proprio sulla cresta e ci fa sorvolare il lac de l’Aiguille des Chavannes, di un memorabile blu cobalto. Poi il fondo e la pendenza ci costringono al primo tratto di portage. Con molta attenzione e bici a spalle superiamo quel che resta di un tornante, scendiamo di qualche decina di metri sul sentiero in mezzo alla pietraia e ci affacciamo su un traverso che ci porta al Col du Berrio Blanc (2848 m). Abbassiamo lo sguardo e gli occhi si illuminano vedendo il laghetto nel bel mezzo del nevaio proprio sotto di noi.
Azzurro effimero

Con le antenne dritte e la bici al fianco camminiamo per una mezz’oretta sul traverso prima scavato nella parete poi un po’ più aperto fino al Col des Charmonts (2815 m). Qui il fondo migliora e si pedala di nuovo in cresta su un aereo sentiero che ci porta alle Fourches de la Youlaz. Scendiamo ancora in sella su una bella sequenza di tornanti, alcuni un po’ scavati, e con una breve risalita di qualche minuto a spinta raggiungiamo il Col de la Youlaz (2639 m) affacciandoci per l’ultima volta sulla Val Veny.
Altre angolazioni del Bianco, altri sospiri, ma si sta facendo tardi.
In sella sul traverso in leggera discesa a sinistra, raggiungiamo velocemente il Col d’Arp (2571 m) dove mettiamo in memoria anche il single track che scende a Dolonne (Courmayeur) e poi scendiamo decisamente nel vallone, perdendo il sentiero nel fondo inerbito. Dopo un po’ di ricerca a naso, lo ritroviamo nei pressi dei ruderi del vecchio Rifugio Reggiani a fianco del torrente. In breve si trasforma un una comoda carrareccia con la quale raggiungiamo una malga.
Vallon de Youlaz

Pochi metri di risalita verso sinistra e poi giù, ormai sui tornanti in asfalto. Quando il bello sembra finito, l’amico Mauro che ci ha guidati per tutto il giro, ci fa un ultimo regalo: prendiamo a sinistra il sentiero n. 4 (indicato con vernice gialla su un masso a destra della strada). Un sentierino molto tecnico nel bosco che ci fa divertire con diversi passaggi tecnici fino alla borgata Le Balme, due chilometri di asfalto sotto La Thuile.
Nove ore dopo la partenza siamo alla fine di un giro magari non ipertecnico, ma certamente dei più gratificanti che ci siano capitati sotto le ruote.
Cosa state aspettando?

Dati del giro:

Anello: La Thuile – Col des Chavannes – Mont Fortin – Col du Berrio Blanc – Col de la Youlaz - col d’Arp – La Thuile

Presenze: Ziododo, Sergix, Panna, Enrico, Mauro, Ugo

Quota di partenza: 1465 m (la Thuile)

Quota Max: 2865 m (poco prima del Col des Charmonts)

Disl.: 1700 m

Ciclabilità salita: 80%

Ciclabilità discesa: 99%

Difficoltà: BC+/BC+

Sviluppo: 40 km
Sergix

sabato 26 luglio 2008

Giro del Gran Paradiso

Dopo settimane di studio e organizzazione, l'impresa! Come per tutti i giri al cospetto dei "4000" bisogna essere molto motivati e ricordarsi che questi terreni non sono concepiti per la mountain bike. Prepararsi bene la logistica e andare solo con meteo favorevole: noi siamo stati ottimisti ma l'acqua è sempre arrivata puntuale... La soddisfazione di aver pedalato a quelle quote in un ambiente grandioso e integro come quello del Parco fa scordare presto i momenti di sofferenza, in pratica limitati a due discese poco praticabili.

Day 1: 26 Luglio 2008

Valle Orco


La tappa più facile e panoramica, con la grandiosa balconata di fronte al Granpa e una delle discese più divertenti di tutti i tempi!

Stazione di Pont Canavese, 440 m slm, un'ora di anticipo sulla partenza! La scelta obbligata per completare il tour è chiudere il tratto Pont - Ceresole col mezzo pubblico, pena 34 km di asfalto trafficato, accaldato, pericoloso e privo di alternative "ciclabili": decidiamo di toglierci questa parte all'inizio per evitare noiosi trasbordi a fine giro.
Ci presentiamo così bel belli al deposito GTT coi nostri mezzi puliti e le parti "vitali" ben imballate, previe telefonate di assicurazione che il trasporto bici è possibile, carichiamo con cura e alle 8.30 si parte per la nostra oretta di trasferimento.
Montiamo in sella a Ceresole Reale (1600 m) sotto un magnifico ma effimero sole, costeggiamo il lago e risaliamo tranquillamente i tornantoni del colle Nivolet (2612 m) dove facciamo la conoscenza coi compagni di gita che non ci abbandoneranno mai: nuvole gonfie di pioggia che qua e là scaricano minacciose.
Vista dal Colle del Nivolet

Dopo una breve sosta al rif. Chivasso tagliamo il primo tornante in discesa sul versante valdostano e percorriamo circa 4 km della strada incompiuta e chiusa al traffico, costeggiando l'immenso piano del Nivolet (in caso di necessità è possibile scendere nel pianoro e raggiungere rapidamente Pont Valsavarenche con un itinerario diretto ma molto meno divertente). Con molta attenzione si individua su un sasso a sinistra (2490 m circa) il segnavia giallo del sentiero n. 9, una poco invitante traccia sassosa in ripida salita.
Dopo la prima impressione il sentiero migliora nettamente e si raccorda alla mulattiera di caccia reale, mantenendosi costantemente in balconata sui 2600 m con percorso piacevolissimo nel regno incontrastato dei camosci e delle marmotte. Di fronte a noi il Gran Paradiso coi suoi ghiaccai continua ad acchiappare nuvole e si vedono i primi scrosci.
Davanti a noi Gran Paradiso e Ciarforon

Superiamo l'alpeggio di Plan Borgnoz, aggiriamo un costone roccioso e, sempre seguendo il segnavia 9, scendiamo brevemente nell'ampio Vallon de Meyes. Di fronte a noi la mulatiera sale con due ripidi tornanti a valicare la cresta Manteau (2798 m) e restiamo ancora ammirati dallo splendido stato della strada che rimane quasi interamente ciclabile.
Dall'altra parte il paesaggio cambia, tra noi e il lago Djouan (2516) c'è da scendere una pietraia con tornantini tecnici e discese a gradoni che mettono seriamente a prova l'equilibrio, ma sono i pochi minuti impegnativi dell'intera giornata.
Mai troppo impegnativo .... sempre spettacolare!!!

Dopo una sosta ai box in riva al lago, si prosegue sull'Alta Via n.2 per un altro traversone in quota, sempre dal fondo fantastico, che valica panoramicissimi valloni fino a toccare alcuni alpeggi, una grande malga (Arp de Djouan) e la casa del parco di Orvieille (2190 m).
Si continua in piano senza cambiare direzione (segnavia 8, poco evidente) e, attraversato un prato, la mulattiera comincia a scendere per il tratto più spettacolare: una serie infinita di tornanti, prima all'aperto poi in piena foresta, senza un sasso, senza una radice, senza un cambio di pendenza, da percorrere in piena velocità.
Sbuchiamo sul fondovalle a Degioz (1540 m), capoluogo della Valsavarenche, e naturalmente comincia a piovere. Risaliamo in fretta a Bien dove la confortevole cameretta del Grivola ci aspetta, giusto in tempo per l'imprescindibile nubifragio serale.

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) clicca su

Traccia GPS

Dati del giro:

Traversata Ceresole Reale - colle Nivolet - costa Manteau - Orvieille- Degioz - Bien

Presenze: Bobo, Roberto, Marco, Luca

Quota di partenza: 1600 m (Ceresole)

Quota Max: 2798 m (costa Manteau)

Disl.: 1530 m

Ciclabilità salita: 98%

Ciclabilità discesa: 99%

Difficoltà: BC/BC

Sviluppo: 46 km


Day 2: 27 Luglio 2008

Valsavarenche

Tappa semplice, corta, nessun bivio, una salita e una discesa. Ma è la più dura, la nostra cima Coppi assoluta, un finale da incubo!

Di nuovo sereno, spettacolare, ma le nubi ci raggiungeranno presto. Perdiamo un po' di tempo in preparativi e vettovagliamenti e alle 9.30 risaliamo la strada di fondovalle fino a Eaux Rousses (1666 m) dove un ponticello immette sulla continuazione della real strada di caccia.
Ci aspettano 1632 m di salita, iva esclusa...
L'inzio è poco invitante, una sassaia tra due muri invasa di ortiche arboree, e si arranca una ventina di minuti prima di entrare nel bosco a trovare l'inzio di una lunga serie di tornanti. Salendo il fondo migliora, e dai 1800 in su la mulattiera diventa ottimamamente pedalabile, anche se la pendenza sostenuta e la gita di ieri nelle gambe presentano il conto.
Guadagnamo quota con grandi scorci panoramici sulla valle e sull'itinerario di ieri, e senza troppa fatica siamo alla fotografatissima cappelletta e all'Alpe Levionaz inferiore (2289 m).
Sopra l'Alpe Levionaz

Si perde un po' di quota costeggiando il ruscello in un grandioso vallone e si affronta una salita sassosa, quasi del tutto inciclabile, dove ci fermiamo a salutare gli amici del CAI Chieri impegnati (a piedi!) nella traversata del centenario.
Raggiunta quota 2600 circa il sentiero migliora nettamente e ritorna pedalabile, ma la quota comincia a farsi sentire e l'ambiente diventa quello selvaggio delle alte quote, solo rocce, neve, anche gli ultimi fiorellini spariscono.
Dai 3000 in su la traccia risale un pendio di sfasciumi e impone un lungo tratto a spinta, ma ormai ci siamo: col Lauson, 3299 m ... è fatta!

Ci siamo fatti proprio un bel mazzo.....!!!!

I primi metri di discesa del Col Lauson

Rapidamente ci vestiamo, il tempo minaccia, scendiamo in fretta un primo ghiaione impastato di neve fresca e superiamo il mitico traverso, espostissimo e protetto da corde fisse, dove ci sembra di essere già stati a furia di studiare e ristudiare!
Col Lauson ovvero .... uno dei punti più aerei dove mettere le ruote!!!

Dopo le foto di rito ci affacciamo sul vallone col rifugio V. Sella (2584 m) là in fondo e la mulattiera in pochi metri diventa liscia, ciclabile, con ampi tornanti perfettamente tracciati nella pietraia. Scendiamo un tratto entusiasmante e quando ci sembra di aver già fatto una discesa memorabile l'altimetro segna ancora 3000!
Il sentiero si allarga e dopo un quarto d'ora di luna park in velocità siamo nel piazzale dell'affollatissimo rifugio, dove un altro inconveniente tecnico ci impone una sosta. Giusto in tempo per l'arrivo della pioggia.
Imbocchiamo la via di discesa, il classico sentierone da rifugione con pietroni e solconi di dilavamento, faticoso ma sostanzialmente ciclabile fino al tratto chiuso per alluvione. La variante in riva destra, unico itinerario percorribile, scende a superare il torrente con un ponticello (2250 m circa), compie una breve risalita e offre un esempio di come non si tracciano i sentieri: una pista devastata da milioni di passaggi, sulla massima pendenza, che la pioggia trasforma in una trappola mortale di fango viscido come il sapone.
Roviniamo così fino all'altro ponticello (2000 m circa) e ci raccordiamo di nuovo alla mulattiera storica. Il fondo rimane molto sassoso ma si resta quasi sempre in sella e alla fine usciamo nell'incantevole pianoro di Valnontey (1666 m) con un raggio di sole in regalo.
Giù veloci su asfalto a Cogne, ma in paese non c'è da dormire: ancora 3 km di dura salita fino a Gimillan (1790 m), siamo cotti e conciati da paura ma l'ospitalità dell'hotel Grauson ci fa dimenticare la fatica!

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) clicca su

Traccia GPS

Dati del giro:

Traversata Valsavarenche - col Lauson - rif. Vittorio Sella - Cogne - Gimillan

Presenze: Bobo, Roberto, Marco, Luca

Quota di partenza: 1600 m (Bien)

Quota Max: 3296 m (col Lauson)

Disl.: 2040 m

Ciclabilità salita: 65%

Ciclabilità discesa: 85%

Difficoltà: BC+/OC

Sviluppo: 34 km


Day 3: 28 Luglio 2008

Val di Cogne

Tappone conclusivo, bellissime salite, ampi spazi, un vallone ruvido che rifiuta i bikers, la picchiata finale. Già nubi dal primo mattino, ma alla fine non prenderemo una goccia e riusciremo a completare il Giro come da programma.

Vista su Cogne

Nutriti, riposati e rifocillati lasciamo malvolentieri Gimillan e torniamo a Cogne per risalire i pochi chilometri di strada fino a Lillaz (1617). A sinistra un grappolo di cartelli indica la prima meta di oggi, il rif. Sogno di Berdzè (2530 m), itinerario 10.
La salita si svolge su una stradina asfaltata chiusa al traffico, poi su sterratoni facili, ben tenuti e dalla pendenza ideale. Tocchiamo diverse borgate e malghe e dopo la chiesetta di Cret (2015 m) passiamo accanto a una spettacolare cascata.
Una delle tante cascate...

Proseguiamo in un vallone apertissimo e senza la minima fatica in meno di tre ore da Gimillan siamo al rifugio per una breve sosta.
Abbandoniamo la valle di Cogne puntando alla Finestra di Champorcher (2828 m), ben riconoscibile per l'enorme traliccio che domina il valico.
Salita alla Finestra di Champorcher

La pendenza del versante è addomesticata da un bel sentiero in condizioni perfette che, dormendo al rifugio, avremmo anche potuto fare tutto in sella...
Dal valico dobbiamo raggiungere il rif. Dondennaz (2190 m) e abbiamo davanti due sentieri, uno sulla destra che costeggia il lago Miserin e uno sulla sinistra (segnavia n. 7) che scende più diretto. Scegliamo la seconda opzione e, dopo un primo tratto sassoso e poco ciclabile, ci distendiamo su uno sterratone che in breve conduce al rifugio. Siamo all'ultima salita!
Seguendo le indicazioni per il col Larissaz (o Larissa o Laris) prendiamo uno sterrato di servizio che si snoda fra i tralicci dell'alta tensione. L'ultima serie di 11 ripidi tornanti sbuca su un poggio (2490 m) dove scopriamo l'arrivo di una seggiovia quadriposto! Ah già, a Champorcher ci sono le piste...
A questo punto perdiamo un centinaio di metri di quota per riprendere l'ennesima mulattiera reale, sulla destra, che finalmente raggiunge il Larissaz (2584 m) ancora con ottimi tratti pedalabili in mezzo alle stelle alpine.
Il primo tratto di discesa in Val Soana .... stranamente siamo in sella!!!

Rientriamo in Piemonte, sotto di noi la selvaggia e rustica val Soana: il segnavia diventa il classico bianco/rosso, passiamo sotto un laghetto per raggiungere un ripiano acquitrinoso (2400 m) e traversare verso destra fino a un ampio poggio erboso (2250 m). Fin qui la discesa è impegnativa ma ancora nel novero dei sentieri da mtb, ma il tratto che segue fino alla grangia La Reale (2096 m) è poco o nulla frequentato dagli escursionisti e devastato dal bestiame. Superato l'alpeggio scendiamo sulla sinistra a valicare il rio e dopo una piccola risalita percorriamo un tratto durissimo, tutto su massi inciclabili, fino alle grange Ciavannassa dove i segnavia quasi si perdono. Discesa a ruzzolo nei pascoli, riprendiamo il sentiero in prossimità di un ruscello e finalmente usciamo (1730 m circa) su una sterrata che segna la fine delle fatiche. Via, è tardi, si va a casa!
In due minuti siamo a Valprato Soana (1555 m) e dopo tanto tempo ritroviamo il nastro bitumato: 20 km in volata per ritornare a Pont Canavese dove in una calura soffocante ci aspettano le auto.

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) clicca su

Traccia GPS

Dati del giro:

Traversata Cogne - Lillaz - finestra di Champorcher - rif. Dondennaz - col Larissaz - Piamprato Soana - Pont Canavese

Presenze: Bobo, Roberto, Marco, Luca

Quota di partenza: 1545 m (Cogne)

Quota Max: 2828 m (finestra di Champorcher)

Disl.: 1795 m

Ciclabilità salita: 95%

Ciclabilità discesa: 75%

Difficoltà: BC/OC

Sviluppo: 63 km

Chiudiamo così un grande giro, fatica totale 5365 m su 143 km, sicuramente da raccomandare agli amanti della montagna per la bellezza dell'ambiente e i panorami veramente grandiosi. Non ci sentiamo di mandare nessuno, se non perfettamente conscio e determinato, a scendere il col Larissaz (... o salire il Col Lauson ...): un'alternativa per chiudere il giro senza patemi potrebbe essere l'organizzazione di un trasbordo auto o con mezzi pubblici in modo da scendere tutta la valle di Champorcher fino a Bard.

lunedì 13 agosto 2007

Anello del Grand Tournalin

Valle di Gressoney - val d'Ayas

Splendido anello di fronte ai colossi di ghiaccio del Monte Rosa, alla scoperta della dura Vallée ciclistica!
Day 1: 13 Agosto 2007

Partiamo al fresco, dopo la levataccia savonese di rito, dalla frazione Orsia di Gressoney (1740 m). Raggiunta la partenza degli impianti affrontiamo subito la ripida salita per la strada di servizio, presto il bosco finisce e il fresco è già un ricordo...
Lo sterratone prosegue senza vere difficoltà ma con numerosi e irregolari strappi, che fanno rimpiangere le opere del genio militare sui nostri monti, fino al Passo di Bettaforca (2672 m). Il sole cocente adesso è nascosto da cupi nuvoloni e velocemente scendiamo per le piste da sci su terreno molto sconnesso e poi per sterrato fino all'incantevole St. Jacques (1689m), ultima frazione di Champoluc. Breve pausa ristoro poi via, il tempo minaccia sempre e ogni tanto cadono due goccine. Risaliamo il vallone di Nana in un ambiente incantevole, prima boschi poi alpeggi e pascoli. Anche la strada è più scorrevole ma abbiamo già "la mille" nelle gambe e si va pianino. Alla fine siamo a Rifugio Grand Tournalin (2524m), bella struttura di recente realizzazione dove veniamo adeguatamente rifocillati e ospitati in un comodissimo camerone. Come chiudiamo la porta si mette a diluviare!
Piove ancora tutta la notte ma i bollettini di Rino vengono rispettati al minuto e al mattino il sole splende incontrastato. Day 2: 14 Agosto 2007

Riscendiamo il vallone per imboccare a quota 2000 una vecchia strada mineraria,tagliata nella roccia con alcune gallerie, dal fondo inerbito e scorrevolissimo, che troppo rapidamente ci porta alle frazioni alte di Ayas.
Discesa su asfalto fino a Brusson (1300m), poi si risale al Colle della Ranzola (2170m) atraversando un paesaggio idilliaco di borgate e pascoli. Il turismo "evoluto" dell'impianto a fune è là dietro ma sembra su un altro pianeta.


Dal colle puntiamo ora verso Sud, direzione Weissmatten, con un single track che traversa in quota a saliscendi in un ambiente veramente selvaggio, non sempre ciclabile e con frequenti ingorghi stradali...
Ma il paesaggio vale ampiamente la fatica.Proprio nell'ultimo tratto tecnico un masso staccatosi dal sentiero infligge un colpo mortale al mezzo di Roberto e siamo costretti a fare l'ultima discesa su asfalto fino a St. Jean. Un giro grandioso comunque, grande Renzino!

Dati del giro

Anello Staffal - Colle Bettaforca - St Jacques - Ref. Gd. Tournalin - Antagnod - Brusson - Colle Ranzola - Weissmaten - St. Jean

Presenze: Bobo, Franco, Renzo, Rino, Roberto

Quota di partenza: 1740 m (Orsia di Gressoney)

Quota Max: 2672 m (Passo di Bettaforca)

Dislivello totale: 2710m (1760 + 950)

Ciclabilità salita: 99%

Ciclabilità discesa: 99%

Difficoltà: BC/BC

Sviluppo: 70km (25 + 45)
woof

sabato 15 luglio 2006

Tour des Grand Combins

Val Pelline - Val d'Enremont

Nel mese di Giugno Nello ci invita a partecipare all'impresa ciclistica che ha in programma insieme al suo gruppo i “Già fatto Team”; io e Roby non possiamo assolutamente farci scappare l'occasione di pedalare negli splendidi scenari di Val d'Aosta e Svizzera, l'anello in bici del massiccio del Gran Combin (4314 m), uno dei più prestigiosi “4000” delle nostre alpi sarà la nostra meta del mese di luglio....Day 1: 15 Luglio 2006

Di prima mattina siamo in viaggio verso Etroubles paese sopra Aosta da dove parte il nostro Tour des Combins (segnavia TDC). Alla partenza siamo in quattordici ed il tempo è ottimo.Costeggiamo dall'alto la Val Pelline passando per Allein e Doues dove prendiamo per la Val di Ollomont; prima un bell'asfalto poi una spettacolare sterrata attraversa la Conca di By fino ad una malga (Thoules 2378 m) dove la sterrata termina e inizia il sentiero (segnavia TDC) ciclabile solo nel primo tratto; iniziamo quindi a faticare seriamente spingendo su un terreno non facile la bici fino alla Fenetre de Durand (2797 m), cima Coppi del nostro giro e confine italo-svizzero; una lunga sosta con un panorama spettacolare ci ripaga della fatica.E' ormai pomeriggio e il tempo preannuncia il classico temporalone decidiamo quindi di iniziare a scendere. La discesa è di quelle da ricordare, da una parte per la bellezza dell'ambiente dall'altra per il percorso che risulta tecnico ma mai proibitivo tanto che alla fine non penso di aver mai tolto i piedi dai pedali!!!
Arrivati nel fondovalle e attraversato il ponte sul torrente incrociamo la sterrata che sale dal lago de Mauvoisin e porta alla Cabane de Chanrion (2462 m); un ultimo sforzo, 300 m di dislivello, per pernottare all'accogliente rifugio.

Day 2: 16 Luglio 2006

Il mattino seguente ripercorriamo in discesa l'ultimo tratto e proseguiamo per il lago artificiale de Mauvoisin (1975 m).La strada che costeggia il lago è una sterrata larga carrozzabile, caratteristica per una serie di gallerie scavate nella roccia di cui l'ultima lunghissima con tornanti e finestroni panoramici.
Si arriva alla diga dove si ha una bella visuale sulla valle sottostante. Scendiamo quindi su asfalto fino a Fionnay (1490 m) dove inizia la salita su larga sterrata verso la Cabane Brunet.
Ormai in vista della Cabane Brunet abbandoniamo la sterrata per una traccia di sentiero direzione Col de Mille.
Il sentiero inizialmente inciclabile diventa un tecnico mezzacosta pedalabile per lunghi tratti fino a quando la pendenza non diventa proibitiva e non si può fare altro che caricarsi la bici sulle spalle o spingerla non senza difficoltà.Riusciamo a pedalare le ultime centinaia di metri che ci separano dal Col de Mille (2473 m) e con grande soddisfazione svalichiamo e veniamo premiati con una vista stupenda sia sul Gran Combin che su tutto il gruppo del Bianco con in primo piano il Dolent e più in dietro le Grandes Jorasses.Il rifugio, Cabane de Mille, è a poche centinaia di metri dal colle un meritato riposo e un tramonto da favola ci attende.

Day 3: 17 Luglio 2006

Il mattino dopo si inizia con una discesa su un single traks da favola a tratti esposto che dai 2473 m del colle ci porta ai 1650 m del paese di Bourg St.Pierre in Val d'Enremont.Da qui saliamo e costeggiamo su sterrata il Lac de Toules fino a ricongiungersi con la strada asfaltata che porta al Colle del Gran San Bernardo (2469 m). Attraversiamo la frontiera e ormai un po' stanchi ci buttiamo giù per il velocissimo asfalto che dal colle ci permette di chiudere l'anello a Etroubles (1299 m).
Che dire!!! E' stato veramente un bel giro, un consiglio...... andare a farlo!!!!!!Dati del giro:

Anello Etroubles - Val di Ollomont- Conca di By - Fenetre de Durand - Cabane de Chanrion - lago de Mauvoisin - Fionnay - Col de Mille - Bourg St.Pierre - Colle del Gran San Bernardo - Etroubles

Presenze: Bobo, Roberto, Nello e i "Già fatto team"

Quota di partenza: 1299 m (Etroubles)

Quota Max: 2797 m (Fenetre de Durand)

Dislivello totale: 4750 m

1° giorno: disl.salita 2200 m; disl.discesa 1000 m; Km 46.
2° giorno: disl.salita 1450 m; disl.discesa 1500 m; Km 41.
3° giorno: disl.salita 1100 m; disl.discesa 2250 m; Km 49.

Ciclabilità salita: 85%

Ciclabilità discesa: 99%

Difficoltà: OC/OC

Sviluppo: 136 Km
Bo
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