sabato 26 luglio 2008

Giro del Gran Paradiso

Dopo settimane di studio e organizzazione, l'impresa! Come per tutti i giri al cospetto dei "4000" bisogna essere molto motivati e ricordarsi che questi terreni non sono concepiti per la mountain bike. Prepararsi bene la logistica e andare solo con meteo favorevole: noi siamo stati ottimisti ma l'acqua è sempre arrivata puntuale... La soddisfazione di aver pedalato a quelle quote in un ambiente grandioso e integro come quello del Parco fa scordare presto i momenti di sofferenza, in pratica limitati a due discese poco praticabili.
Col Lauson ovvero .... uno dei punti più aerei dove mettere le ruote!!!

Day 1: 26 Luglio 2008

Valle Orco

La tappa più facile e panoramica, con la grandiosa balconata di fronte al Granpa e una delle discese più divertenti di tutti i tempi!

Stazione di Pont Canavese, 440 m slm, un'ora di anticipo sulla partenza! La scelta obbligata per completare il tour è chiudere il tratto Pont - Ceresole col mezzo pubblico, pena 34 km di asfalto trafficato, accaldato, pericoloso e privo di alternative "ciclabili": decidiamo di toglierci questa parte all'inizio per evitare noiosi trasbordi a fine giro.
Ci presentiamo così bel belli al deposito GTT coi nostri mezzi puliti e le parti "vitali" ben imballate, previe telefonate di assicurazione che il trasporto bici è possibile, carichiamo con cura e alle 8.30 si parte per la nostra oretta di trasferimento.
Montiamo in sella a Ceresole Reale (1600 m) sotto un magnifico ma effimero sole, costeggiamo il lago e risaliamo tranquillamente i tornantoni del colle Nivolet (2612 m) dove facciamo la conoscenza coi compagni di gita che non ci abbandoneranno mai: nuvole gonfie di pioggia che qua e là scaricano minacciose.
Vista dal Colle del Nivolet
Dopo una breve sosta al rif. Chivasso tagliamo il primo tornante in discesa sul versante valdostano e percorriamo circa 4 km della strada incompiuta e chiusa al traffico, costeggiando l'immenso piano del Nivolet (in caso di necessità è possibile scendere nel pianoro e raggiungere rapidamente Pont Valsavarenche con un itinerario diretto ma molto meno divertente). Con molta attenzione si individua su un sasso a sinistra (2490 m circa) il segnavia giallo del sentiero n. 9, una poco invitante traccia sassosa in ripida salita.
Dopo la prima impressione il sentiero migliora nettamente e si raccorda alla mulattiera di caccia reale, mantenendosi costantemente in balconata sui 2600 m con percorso piacevolissimo nel regno incontrastato dei camosci e delle marmotte. Di fronte a noi il Gran Paradiso coi suoi ghiaccai continua ad acchiappare nuvole e si vedono i primi scrosci.
Davanti a noi Gran Paradiso e Ciarforon
Superiamo l'alpeggio di Plan Borgnoz, aggiriamo un costone roccioso e, sempre seguendo il segnavia 9, scendiamo brevemente nell'ampio Vallon de Meyes. Di fronte a noi la mulatiera sale con due ripidi tornanti a valicare la cresta Manteau (2798 m) e restiamo ancora ammirati dallo splendido stato della strada che rimane quasi interamente ciclabile.
Dall'altra parte il paesaggio cambia, tra noi e il lago Djouan (2516) c'è da scendere una pietraia con tornantini tecnici e discese a gradoni che mettono seriamente a prova l'equilibrio, ma sono i pochi minuti impegnativi dell'intera giornata.
Mai troppo impegnativo .... sempre spettacolare!!!
Dopo una sosta ai box in riva al lago, si prosegue sull'Alta Via n.2 per un altro traversone in quota, sempre dal fondo fantastico, che valica panoramicissimi valloni fino a toccare alcuni alpeggi, una grande malga (Arp de Djouan) e la casa del parco di Orvieille (2190 m).
Si continua in piano senza cambiare direzione (segnavia 8, poco evidente) e, attraversato un prato, la mulattiera comincia a scendere per il tratto più spettacolare: una serie infinita di tornanti, prima all'aperto poi in piena foresta, senza un sasso, senza una radice, senza un cambio di pendenza, da percorrere in piena velocità.
Sbuchiamo sul fondovalle a Degioz (1540 m), capoluogo della Valsavarenche, e naturalmente comincia a piovere. Risaliamo in fretta a Bien dove la confortevole cameretta del Grivola ci aspetta, giusto in tempo per l'imprescindibile nubifragio serale.

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:
Dati del giro:

Traversata Ceresole Reale - colle Nivolet - costa Manteau - Orvieille- Degioz - Bien

Presenze: Bobo, Roberto, Marco, Luca

Quota di partenza: 1600 m (Ceresole)

Quota Max: 2798 m (costa Manteau)

Disl.: 1530 m

Ciclabilità salita: 98%

Ciclabilità discesa: 99%

Difficoltà: BC/BC

Sviluppo: 46 km


Day 2: 27 Luglio 2008

Valsavarenche

Tappa semplice, corta, nessun bivio, una salita e una discesa. Ma è la più dura, la nostra cima Coppi assoluta, un finale da incubo!

Di nuovo sereno, spettacolare, ma le nubi ci raggiungeranno presto. Perdiamo un po' di tempo in preparativi e vettovagliamenti e alle 9.30 risaliamo la strada di fondovalle fino a Eaux Rousses (1666 m) dove un ponticello immette sulla continuazione della real strada di caccia.
Ci aspettano 1632 m di salita, iva esclusa...
L'inzio è poco invitante, una sassaia tra due muri invasa di ortiche arboree, e si arranca una ventina di minuti prima di entrare nel bosco a trovare l'inzio di una lunga serie di tornanti. Salendo il fondo migliora, e dai 1800 in su la mulattiera diventa ottimamamente pedalabile, anche se la pendenza sostenuta e la gita di ieri nelle gambe presentano il conto.
Guadagnamo quota con grandi scorci panoramici sulla valle e sull'itinerario di ieri, e senza troppa fatica siamo alla fotografatissima cappelletta e all'Alpe Levionaz inferiore (2289 m).
Sopra l'Alpe Levionaz
Si perde un po' di quota costeggiando il ruscello in un grandioso vallone e si affronta una salita sassosa, quasi del tutto inciclabile, dove ci fermiamo a salutare gli amici del CAI Chieri impegnati (a piedi!) nella traversata del centenario.
Raggiunta quota 2600 circa il sentiero migliora nettamente e ritorna pedalabile, ma la quota comincia a farsi sentire e l'ambiente diventa quello selvaggio delle alte quote, solo rocce, neve, anche gli ultimi fiorellini spariscono.
Dai 3000 in su la traccia risale un pendio di sfasciumi e impone un lungo tratto a spinta, ma ormai ci siamo: col Lauson, 3299 m ... è fatta!

Ci siamo fatti proprio un bel mazzo.....!!!!
I primi metri di discesa del Col Lauson
Rapidamente ci vestiamo, il tempo minaccia, scendiamo in fretta un primo ghiaione impastato di neve fresca e superiamo il mitico traverso, espostissimo e protetto da corde fisse, dove ci sembra di essere già stati a furia di studiare e ristudiare!
Col Lauson ovvero .... uno dei punti più aerei dove mettere le ruote!!!

Dopo le foto di rito ci affacciamo sul vallone col rifugio V. Sella (2584 m) là in fondo e la mulattiera in pochi metri diventa liscia, ciclabile, con ampi tornanti perfettamente tracciati nella pietraia. Scendiamo un tratto entusiasmante e quando ci sembra di aver già fatto una discesa memorabile l'altimetro segna ancora 3000!
Il sentiero si allarga e dopo un quarto d'ora di luna park in velocità siamo nel piazzale dell'affollatissimo rifugio, dove un altro inconveniente tecnico ci impone una sosta. Giusto in tempo per l'arrivo della pioggia.
Imbocchiamo la via di discesa, il classico sentierone da rifugione con pietroni e solconi di dilavamento, faticoso ma sostanzialmente ciclabile fino al tratto chiuso per alluvione. La variante in riva destra, unico itinerario percorribile, scende a superare il torrente con un ponticello (2250 m circa), compie una breve risalita e offre un esempio di come non si tracciano i sentieri: una pista devastata da milioni di passaggi, sulla massima pendenza, che la pioggia trasforma in una trappola mortale di fango viscido come il sapone.
Roviniamo così fino all'altro ponticello (2000 m circa) e ci raccordiamo di nuovo alla mulattiera storica. Il fondo rimane molto sassoso ma si resta quasi sempre in sella e alla fine usciamo nell'incantevole pianoro di Valnontey (1666 m) con un raggio di sole in regalo.
Giù veloci su asfalto a Cogne, ma in paese non c'è da dormire: ancora 3 km di dura salita fino a Gimillan (1790 m), siamo cotti e conciati da paura ma l'ospitalità dell'hotel Grauson ci fa dimenticare la fatica!

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:
Dati del giro:

Traversata Valsavarenche - col Lauson - rif. Vittorio Sella - Cogne - Gimillan

Presenze: Bobo, Roberto, Marco, Luca

Quota di partenza: 1600 m (Bien)

Quota Max: 3296 m (col Lauson)

Disl.: 2040 m

Ciclabilità salita: 65%

Ciclabilità discesa: 85%

Difficoltà: BC+/OC

Sviluppo: 34 km


Day 3: 28 Luglio 2008

Val di Cogne

Tappone conclusivo, bellissime salite, ampi spazi, un vallone ruvido che rifiuta i bikers, la picchiata finale. Già nubi dal primo mattino, ma alla fine non prenderemo una goccia e riusciremo a completare il Giro come da programma.

Vista su Cogne
Nutriti, riposati e rifocillati lasciamo malvolentieri Gimillan e torniamo a Cogne per risalire i pochi chilometri di strada fino a Lillaz (1617). A sinistra un grappolo di cartelli indica la prima meta di oggi, il rif. Sogno di Berdzè (2530 m), itinerario 10.
La salita si svolge su una stradina asfaltata chiusa al traffico, poi su sterratoni facili, ben tenuti e dalla pendenza ideale. Tocchiamo diverse borgate e malghe e dopo la chiesetta di Cret (2015 m) passiamo accanto a una spettacolare cascata.
Una delle tante cascate...
Proseguiamo in un vallone apertissimo e senza la minima fatica in meno di tre ore da Gimillan siamo al rifugio per una breve sosta.
Abbandoniamo la valle di Cogne puntando alla Finestra di Champorcher (2828 m), ben riconoscibile per l'enorme traliccio che domina il valico.
Salita alla Finestra di Champorcher
La pendenza del versante è addomesticata da un bel sentiero in condizioni perfette che, dormendo al rifugio, avremmo anche potuto fare tutto in sella...
Dal valico dobbiamo raggiungere il rif. Dondennaz (2190 m) e abbiamo davanti due sentieri, uno sulla destra che costeggia il lago Miserin e uno sulla sinistra (segnavia n. 7) che scende più diretto. Scegliamo la seconda opzione e, dopo un primo tratto sassoso e poco ciclabile, ci distendiamo su uno sterratone che in breve conduce al rifugio. Siamo all'ultima salita!
Seguendo le indicazioni per il col Larissaz (o Larissa o Laris) prendiamo uno sterrato di servizio che si snoda fra i tralicci dell'alta tensione. L'ultima serie di 11 ripidi tornanti sbuca su un poggio (2490 m) dove scopriamo l'arrivo di una seggiovia quadriposto! Ah già, a Champorcher ci sono le piste...
A questo punto perdiamo un centinaio di metri di quota per riprendere l'ennesima mulattiera reale, sulla destra, che finalmente raggiunge il Larissaz (2584 m) ancora con ottimi tratti pedalabili in mezzo alle stelle alpine.
Il primo tratto di discesa in Val Soana .... stranamente siamo in sella!!!
Rientriamo in Piemonte, sotto di noi la selvaggia e rustica val Soana: il segnavia diventa il classico bianco/rosso, passiamo sotto un laghetto per raggiungere un ripiano acquitrinoso (2400 m) e traversare verso destra fino a un ampio poggio erboso (2250 m). Fin qui la discesa è impegnativa ma ancora nel novero dei sentieri da mtb, ma il tratto che segue fino alla grangia La Reale (2096 m) è poco o nulla frequentato dagli escursionisti e devastato dal bestiame. Superato l'alpeggio scendiamo sulla sinistra a valicare il rio e dopo una piccola risalita percorriamo un tratto durissimo, tutto su massi inciclabili, fino alle grange Ciavannassa dove i segnavia quasi si perdono. Discesa a ruzzolo nei pascoli, riprendiamo il sentiero in prossimità di un ruscello e finalmente usciamo (1730 m circa) su una sterrata che segna la fine delle fatiche. Via, è tardi, si va a casa!
In due minuti siamo a Valprato Soana (1555 m) e dopo tanto tempo ritroviamo il nastro bitumato: 20 km in volata per ritornare a Pont Canavese dove in una calura soffocante ci aspettano le auto.

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:
Dati del giro:

Traversata Cogne - Lillaz - finestra di Champorcher - rif. Dondennaz - col Larissaz - Piamprato Soana - Pont Canavese

Presenze: Bobo, Roberto, Marco, Luca

Quota di partenza: 1545 m (Cogne)

Quota Max: 2828 m (finestra di Champorcher)

Disl.: 1795 m

Ciclabilità salita: 95%

Ciclabilità discesa: 75%

Difficoltà: BC/OC

Sviluppo: 63 km

Chiudiamo così un grande giro, fatica totale 5365 m su 143 km, sicuramente da raccomandare agli amanti della montagna per la bellezza dell'ambiente e i panorami veramente grandiosi. Non ci sentiamo di mandare nessuno, se non perfettamente conscio e determinato, a scendere il col Larissaz (... o salire il Col Lauson ...): un'alternativa per chiudere il giro senza patemi potrebbe essere l'organizzazione di un trasbordo auto o con mezzi pubblici in modo da scendere tutta la valle di Champorcher fino a Bard.

16 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao ragazzi siete stati proprio bravi !!!!!
I posti sono bellissimi...e noi qui chiuse in ufficio a lavorare !!!!

Raffy e la sua collega Monica

(Luca ci conosce)

ragno ha detto...

ciao bobo abbiamo appena concluso il giro del granparadiso penso che non sia proprio alla portata di tutti però emolto affascinante.noi lo abbiamo un pò variato perchè siam partiti con le mtb da locana ,sù fin al nivolet passando fuori dalle gallerie .è meglio che poi ti invo la mappa gps.comunque i km son 165,e il dislivello tot è di 7829mt qualcosa in più con single trek e sentieri x mtb affascinanti.ora saluti da corrado,maurizio,rosario.del cai di albenga.

Anonimo ha detto...

saluti a tutti ho letto sono pronto dopo il bianco e la via del sale, quest'anno al gran paradiso chiedevo a ragno se ne valeva la pena della sua variazione e se potevo inviargli la mia email per una eventuale traccia gps.ok per adesso penso ha scaldarmi fuori 5 sotto

Bobo ha detto...

Ti rispondo io anche perchè non sò se ragno rilegge i commenti al nostro giro... la variante ne vale la pena se vuoi avere la soddisfazione di chiudere il giro tutto in sella; per il resto a te la scelta noi abbiamo giudicato che i 34 km di asfalto trafficato, accaldato, pericoloso e privo di alternative "ciclabili" ...era meglio evitarseli ... ma noi notoriamente odiamo l'asfalto ...
ciao

ruttok ha detto...

domani partiamo in 7 per affrontare questo bel giro, grazie per le info e per le tracce messe a disposizione.

Complimenti!!!!

Ruttok

fRANCO ha detto...

Ciao Bobo
sono Franco del team Torretta Bike di Porcari-Lucca. Siamo tornati l'11 luglio da questo bellissimo tour del Grampa. Devo dire che senza il vostro aiuto non avremmo mai portato a termine l'avventura; utilissimi tutti i tuoi consigli, il diario di bordo che ci siamo sempre portati dietro e soprattutto le tracce GPS a dir poco ESSENZIALI.
Il giro per noi 15 bikers è stato molto duro, per molti tratti davvero da "uomini veri" ma per questo ancora più bello. La discesa poi dal Col Loson è stata EPICA !
Credo che abbiamo fatto una cosa veramente "non da tutti" e chissà che il prossimo anno non facciamo anche il monte Rosa...
A risentirci e grazie di nuovo a cicloalpinismo e a te.
FRANCO

Stefania Rosso ha detto...

Ciao a tutti, rientrata ieri sera dal tour: beh, sono viva e, consiglierei a tutti i "motivati" il giro fino al rif. Dondena. Rileggendo ora la descrizione concordo appieno con ogni pensiero positivo e negativo qui espresso. Una grande bella faticaccia, ma ampiamente appagata a mio avviso! Stefania-Thegirl

etabeta ha detto...

Bellissimo giro chiuso due giorni fa. Meteo inclemente il secondo giorno soprattutto, rovinandoci la discesa dal Luson e soprattutto dal Sella, che già di suo è un'impresa se asciutta.
Due segnalazioni:
1. Il servizio navetta GTT con trasporto bici da Pont a Ceresole praticamente non esiste più. Noi ci siamo arrangiati con un servizio privato (Seren snc) che da Pont ci ha portato a Chiapili di sotto alla modica cifra di 5 euro a testa bici comprese. Un'ottima alternativa
2. Una valida alternativa per raggiungere la finestra di Champorcher è quella di salire al lago Ponton evitando di transitare per il rif. Sogno, prendendo la sterrata attraversando il ponte poco sopra il Tsavanis. La parte di portage fino alla finestra si riduce notevolmente.

etabeta ha detto...

Ah dimenticavo una terza segnalazione. La discesa dal capanno di Orvielle si fa più divertente se invece di scendere a Dejoz si prende il sentiero a destra invece di proseguire diritti, seguento un magnifico single fino a Eaux Rousses. Qui la traccia

Barolo71 ha detto...

Segnalo che il sentiero dal Rif. Sella e' stato completamente rifatto, sono stati messi lastroni di pietra enormi e moltissime pietre trasversali per l'acqua che sicuramente infastidiscono in discesa (io l'ho fatto in salita), ma adesso nel complesso e' ottimamente ciclabile anche se probabilmente non il massimo per il divertimento!

Giovanni Peli ha detto...

Complimenti per la bellissima e completa descrizione. Quest'estate sicuramente il Granpa sarà il nostro mega giro annuale. Ho uno strano problema con la traccia gps del terzo giorno, mi termina dopo l'arrivo dell'impianto del Colle Larissa, così mi manca tutto il tratto di rientro a Pont Canavese ... qualcuno mi può aiutare a recuperare la parte di traccia mancante? Grazie e ancora complimenti, Giovanni

Bobo ha detto...

Ti ringrazio, ma per quanto riguarda la traccia purtroppo nel 2008 avevamo un gps non troppo affidabile e ci ha abbandonato al Larissa, quindi non sappiamo come aiutarti ... purtroppo come puoi osservare usando i "livelli" di vttrack quella zona è decisamente poco battuta e non esistono altre recensioni o tracce di quella discesa ... ne approfitto per chiedere se qualcuno che ha ripetuto il nostro giro e possiede la traccia completa, se ce la spediscevia mail saremo ben lieti di sostituirla con la nostra incompleta e condividerla ...

Giovanni Peli ha detto...

Che peccato, nessuno ha risposto al tuo appello. Che cartografia mi consigli di utilizzare per studiare un po' il tratto privo di traccia gps?
Grazie, ciao, Giovanni.

Bobo ha detto...

... il tratto è breve, se hai un semplice smartphone Android ti installi l'app Oruxmaps e quindi puoi utilizzare a scelta o le opencyclemap o le 4umap scaricabili banalmente sui vari siti e utilizzabili anche offline ... altrimenti a questo link trovi la mappa su vttrack con le nostre tracce evidenziate in rosso:
http://www.vttrack.fr/?layers=OpenCycleMap%7CCicloAlpinismo%7C&zoom=15&lat=45.57054&lon=7.57356

Giovanni Peli ha detto...

Grazie mille!!
ancora due info. Più o meno quante ore ci saranno di spinta e/o portage? giusto per avere un'idea, due ore o dieci ...
Inoltre, avete trovato lungo il tragitto dei posti per rifocillarvi, tipo rifugi, malghe o simili, o meglio partire la mattina con in panino nello zaino?
Grazie
Giovanni

Bobo ha detto...

... dopo il rifugio Dondena che io ricordi non trovi altri punti ristoro ... non ricordo con esattezza il tempo di spinta in salita comunque poco ... più che altro in discesa qualche tratto a piedi lo fai a causa del pessimo stato del sentiero di certo non 10 ore ... ma chissà magari adesso il sentiero sarà stato ripristinato, attendo notizie a riguardo ... buona avventura ;-)

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