domenica 28 aprile 2019

Anello del Pizzo d’Evigno (989 m)

Golfo Dianese

Questa spettacolare gita è una di quelle che non possono mancare nel curriculum di un biker, poiché rappresenta un giro ad anello con un mix di svariate e stuzzicanti sfaccettature: dal freeride ai passaggi tecnici su roccia, dai single track più flow ai percorsi enduro ... il tutto condito da un impagabile panorama che offre l’ondulata cresta di spartiacque tra le valli di Diano e Stellanello.
Flavio & Chiaretta
... Salto nel Blu, Golfo Dianese ...

La soffiata arriva da Paolo che ben conosce la zona in questione e che da tempo insiste nel voler rifare questa gita per alcuni di noi sconosciuta.
Ci ritroviamo a Diano Marina una domenica mattina e dopo il caffè di rito alle ore 9,00 iniziamo a pedalare in direzione Diano San Pietro. In prossimità del cimitero la strada ancora asfaltata s’inerpica a Colla e con pendenze molto sostenute (via ai Prati) ci porta a quota 350 m, dove inizia lo sterrato.
... cicloalpinismo vista mare ...
Oltrepassiamo lo spiazzo sterrato da cui parte un famoso sentiero di discesa soprannominato “I Maiali”, e continuiamo a pedalare sulla carrareccia che segue la dorsale di Costa Teudeun, su ottimo fondo con ampi tagli a mezza costa e curvoni panoramici sulla valle di Diano. Man mano la vegetazione marina lascia spazio a un paesaggio più montano; si oltrepassano in sequenza i monti Gascio (376 m), Quagli (503 m), Lago (746 m).
... verso la Colla d'Evigno ...
In prossimità di una malga la carrareccia si trasforma in sentiero e in breve ci ritroviamo a pedalare su una bellissima sella panoramica (Colla d’Evigno 797 m). Ben visibili sono le Alpi Liguri dove spicca il Monte Galero. Guardando la vallata sottostante è possibile scorgere anche l’abitato di Testico. In questo punto si potrebbe svoltare a destra sulla linea di cresta per continuare il nostro ampio anello, ma noi divaghiamo scegliendo un avanti-indietro verso un’invitante vetta erbosa poco distante: il Pizzo d’Evigno detto anche Monte Torre.
... puntiamo la verde piramide del Pizzo d'Evigno
La risalita mette a dura prova le nostre forze, ma a denti stretti e cocciutaggine, tecnica ed equilibrio e un buon 30x50 “salva gambe” riusciamo a pedalare gran parte di quel ripido pendio erboso. Quasi in cima veniamo accolti da un branco di cavalli curiosi che pascolano in libertà e che sembrano guardarci perplessi mentre arranchiamo sulle nostre bici.
... si arranca in sella lungo i pendii sommitali ... 
Bobo e Paolo sfidano le leggi della gravità e si guadagno gli ultimi metri ciclabili, poi con cinque minuti di portage raggiungiamo la cima scrutati dall’occhio vigile della madonnina posta sulla sua sommità.
La vetta (989 m), spartiacque tra imperiese e dianese, ci regala un panorama stupendo a 360° su mare e monti che ripercorriamo con l’aiuto di Bobo, come al solito preparatissimo.
... ultimi metri per la vetta ...
Alcune foto di rito, un po’ di focaccia sotto i denti e siamo pronti per la discesa che velocemente ci riporta alla Colla d’Evigno abbandonata poco prima.
Continuiamo il nostro anello proseguendo sulla dorsale di cresta in direzione Monte Ceresa (913 m), interamente ciclabile ... ma che fatica!
Altra cima molto panoramica, dove riusciamo a individuare tutto il sentiero di cresta, spartiacque tra la provincia di Savona e Imperia, che ci porterà al mare.
... compagni di discesa ...    
Il primo tratto di discesa si snoda su un single track vertical molto veloce dal fondo terroso compatto alternato ad alcuni tratti freeride fino al Passo del Merlo (720 m). Ora ci attende una breve risalita al Monte Mezzogiorno (756 m); qui l’erba lascia spazio alla roccia con alcuni tratti tecnici molto apprezzati dai palati più sopraffini del Bobuzzo e di Paolo.
... lunga cavalcata di crinale ...
In successione si oltrepassa Pizzo Pegno (746 m), Monte Aguzzo (757 m) e Monte Bandia (565 m), tra brevi spintage/portage e discese “ruspanti” su roccia. Questo è sicuramente il tratto più tecnico di tutto il giro, dove testa e tecnica la fanno da padrona.
Poco dopo possiamo rilassare un po’ i nostri avambracci proseguendo su un fantastico sentiero flow più tranquillo.
... su e giù ... 
Oltrepassiamo Monte Chiappa (541 m) e alcune brevi risalite ci portano a Colle Mea (398 m) e Colle di Cervo (324 m).
Per concludere in bellezza e divertimento, in prossimità delle antenne, ci lanciamo sul sentiero enduro denominato “Antenne” che ospita il famoso “salto nel Blu”, un trampolino di lancio che sembra tuffare in mare i biker più coraggiosi.
... #nosepressmania ...
Qui una foto è d’obbligo mentre Paolo rispolvera tutte le sue doti di trialista! Un ultimo sguardo alla meravigliosa costa sotto ai nostri occhi, poi via di nuovo sul sentiero ben lavorato tra curve dalle alte sponde, salti azzardati, passaggi su roccia a volte ripidi ... fino ad arrivare a Cervo, direttamente sull’Aurelia. Da qui non ci resta che svoltare a destra e ritornare a Diano Marina.
Concludiamo così un giro davvero suggestivo ed appagante che consigliamo di effettuare nei periodi meno caldi sicuri di regalare un'emozionante viaggio "mare-monti"
Flavio & Chiaretta
... Golfo Dianese ...
Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:

Dati del giro:

Anello Diano Marina - Diano S. Pietro - Monte Gascio - Monte Quagli - Monte Lago - La Colla - Pizzo d’Evigno - La Colla - Monte Ceresa - Passo del Merlo - Monte Mezzogiorno - Pizzo Pegno - Monte Aguzzo - Monte Bandia - Monte Chieppa - Colle Mea - Colle Cervo - Cervo - Diano Marina

Presenze: Bobo, Chiara, Flavio, Paolo

Quota di partenza: Diano Marina (5 m)

Quota Max: Pizzo d’Evigno o Monte Torre (989 m)

Dislivello: 1500 m

Ciclabilità salita: 99%

Ciclabilità discesa: 95%

Difficoltà: BC/OC
                M3(M4)-T3(T5)-E2

Sviluppo: 38 km

1 commento:

kika ha detto...

ciao ragazzi!
anni fa ho fatto il pizzo d'Evigno andata e ritorno da Diano...
poi due anni fa ho fatto il vostro giro... ma al contrario!! :-(
la salita è decisamente più ostica...
la prossima volta che vado mi porto la vostra traccia dietro! ;-)
buona estate!

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