Valle Ubaye (FR)
Andrea M. (Chelone)
![]() |
| ... nuova discesa: Vallon d'Aval dalla Souvagea ... |
A inizio settembre ci sono le condizioni ideali per spingersi sempre più in alto: le giornate sono ancora lunghe e miti, la neve ha lasciato il posto al terreno, gli amici sono tornati carichi dalle vacanze: un mix esplosivo!
Quale miglior occasione per tornare in Ubaye? E allora via; ritrovo presto presto a Borgo, colazione e partenza per Saint Paul Sur Ubaye – Grande Serenne.
![]() |
| ... lo spettacolare sentiero sopra Fouillouse ... |
Prendiamo spunto dai precedenti giri in questa splendida valle ma affrontiamo questa volta in salita quello che era stato parte del sentiero di discesa di tre precedenti itinerari: Pointe d'Aval (https://www.cicloalpinismo.com/2011/09/pointe-daval-3320-m.html); Giro dell'Aguille de Chambeyron (https://www.cicloalpinismo.com/2012/08/giro-dellaiguille-de-chambeyron.html); Ai piedi del Brec de Chambeyron (https://www.cicloalpinismo.com/2010/08/ai-piedi-del-brec-de-chambeyron.html). Affrontiamo i primi 300 m d+ circa di bitume per scaldare le gambe e goderci il fresco della mattina, attraversando lo spettacolare Ponte del Chatelet fino ad arrivare a Fouillouse.
Passate le case di Le Serret, imbocchiamo il sentiero sulla sinistra che parte subito con una ripida rampa che solo chi è dotato di una gamba d’acciaio fa in sella, almeno in parte ... il resto del sentiero però è uno spettacolare single track dalla pendenza sostenuta e dal fondo abbastanza regolare, in larghissima parte pedalabile. All’incrocio Des Cloutasses si tiene la destra e si continua con traversi e tornantini in mezzo ad una natura spettacolare. La vista sulla Mortice e sulle vallate circostanti ci fanno ampiamente dimenticare la fatica e fantasticare su altre avventure. Si tratta sicuramente di uno dei migliori sentieri della zona da affrontare in salita con la mountain.
Terminati i tornanti si percorre un bellissimo traverso aereo che con qualche lieve saliscendi porta al Refuge du Chambeyron dove ci ristoriamo osservando la cima Coppi di giornata, i laghetti e le montagne. Fino a questo punto abbiamo pedalato quasi tutti i mille metri abbondanti di dislivello; secondo voi potrà continuare a lungo?
![]() |
| ... e' l'ora del portage! |
Dal rifugio si pedala ancora qualche centinaio di metri lineari per arrivare all’attacco del ripido sentiero in pietraia che ci porta ai 2889 metri del Passo della Souvagea. Vista la giornata spettacolare ricompattiamo il gruppo intonando l'inno Occitano, il nostro inno alla vita di montagna. Qualche pedalata ancora prima di caricarci nuovamente la bici sulle spalle ed affrontare l’ascesa finale ai 3320 metri della Pointe d’Aval.
![]() |
| ... inizio discesa! |
La punta “ciclistica” è la Cima Ovest. Breve affaccio per vedere se esiste ancora qualche cenno dei Glaciers de Chauvet (un po’ di neve c’è e qua e là si intravvede anche qualche zona ghiacciata), breve contemplazione del panorama mozzafiato sull’intero arco alpino di Nord Ovest e poi via verso i 1700 metri di discesa.
![]() |
| ... pendenze importanti ... |
La discesa fino al Passo della Souvagea, già descritta precedentemente, è piuttosto tecnica per via del brecciolino e delle pietre a tratti insidiose, unite ad una pendenza piuttosto sostenuta in molti tratti.
Con un po’ di coraggio, il giusto disinteresse per l’ambiente circostante ed un’ottima sensibilità delle dita sui freni, la si percorre tutta in sella con al limite qualche piccola sbavatura.
![]() |
| ... vista spaziale ... |
Di tanto in tanto vale la pena fermarsi a gustare lo spettacolo della natura che ti circonda, in particolare il Brec de Chambeyron sulla sinistra e la Souvagea sulla destra che ci accompagnano costantemente sullo sfondo del nostro sentiero. Giunti al Passo inizia la parte più ignota del giro: la discesa nel Vallone d’Aval. Osserviamo subito gli abbondanti detriti scaricati sia dalla Souvagea sia dalla Pointe d’Aval in tutta la prima parte del vallone sottostante; dal Passo però non si riesce a vedere il sentiero che, dopo i primi 100 metri piuttosto ripidi, scompare alla vista seguendo l'ancor più ripida scarpata di un antico ghiacciaio scomparso, in parte riempito dai detriti.
Sulle foto satellitari avevamo visto un sentiero abbastanza continuo attraverso la pietraia ma adesso siamo un po’ meno certi della sua effettiva esistenza ... non ci resta che inforcare le MTB ed andare a vedere. La prima parte della discesa nel vallone è molto bella anche perché si ha la sensazione di poter spiccare il volo da un momento all’altro per atterrare un centinaia di metri più sotto.
Giunti sul punto in cui il sentiero si butta giù, percorriamo ancora qualche metro in sella ma ben presto ci accorgiamo che i detriti hanno abbondantemente coperto il sentiero che si vedeva sulle foto satellitari ed è piuttosto complicato individuare la via di discesa.
Non ci perdiamo d’animo e scivoliamo/franiamo giù dal ghiaione utilizzando la bicicletta come ulteriore sostegno. Ponendo cura nell’evitare che le pietre più grosse ci feriscano le gambe, perdiamo in questo modo circa 100/150 metri di quota. Quando la pendenza diventa più dolce e si intravvede qualche flebile traccia di sentiero, risaliamo in bici e proseguiamo in freeride verso il punto più in basso in cui ricompare un sentiero più marcato. L’ambiente roccioso intorno a noi è spettacolare anche se la quantità di detriti in questa prima parte è veramente tanta.
Il sentiero, adesso evidente, prosegue nel fondovalle fino ad entrare in un bosco. Ancora una volta il bosco sembra terminare nel nulla, in quanto non riusciamo a vedere dove scenda. Ma noi siamo curiosi e poi tornare indietro comporterebbe un bel dispendio di energie.
Arrivati al bosco, il sentiero è di quelli che sembrano fatti apposta per la MTB: fondo piuttosto regolare, qualche passaggio tecnico, curve e tornantini disegnati ... una goduria!
Ben presto però il sentiero si tuffa nuovamente verso valle con una pendenza piuttosto sostenuta; il sentiero rimane sempre molto evidente ed estremamente divertente anche se le abilità di guida richieste aumentano di parecchio.
Ben presto però il sentiero si tuffa nuovamente verso valle con una pendenza piuttosto sostenuta; il sentiero rimane sempre molto evidente ed estremamente divertente anche se le abilità di guida richieste aumentano di parecchio.
Arriviamo al fondo abbastanza provati, con i freni surriscaldati e le dita fumanti ma estremamente felici per il giro spettacolare e la sorprendente discesa.
Non resta che imboccare la strada che ci riporta alla macchina, non prima di aver osservato e fotografato dall’altro lato il Ponte del Chatelet.
In conclusione, un giro estremamente appagante sia dal punto di vista tecnico, in salita e discesa, sia dal punto di vista paesaggistico. Un’altra giornata di vero cicloalpinismo ... spesa bene!
Non resta che imboccare la strada che ci riporta alla macchina, non prima di aver osservato e fotografato dall’altro lato il Ponte del Chatelet.
In conclusione, un giro estremamente appagante sia dal punto di vista tecnico, in salita e discesa, sia dal punto di vista paesaggistico. Un’altra giornata di vero cicloalpinismo ... spesa bene!
Andrea M. (Chelone)
![]() |
| ... un giro davvero completo da tutti i punti di vista ... |
Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:
Anello Grande Serenne - Fouillouse - Refuge du Chambeyron - Pas de la Souvagea - Pointe d’Aval - Pas de la Souvagea - Vallon d’Aval - Grande Serenne
Presenze: Bobo, Chiaretta, Richard, Flavio, Barolo71, Chelone, Zio Dodo
Quota di partenza: 1566 m (Grande Serenne)
Quota Max: 3320 m (Pointe d’Aval- Cima Ovest)
Disl.: 1730 m
Ciclabilità salita: 65%
Ciclabilità discesa: 88%
Difficoltà: BC+/OC+
M2-T3-E2
Sviluppo: 20,7 km














Nessun commento:
Posta un commento