lunedì 22 ottobre 2012

Cima La Motta (2277 m)

Val Vermenagna

Di novità in questo anello c'è soltanto la discesa, da troppo tempo nel cassetto delle "cose da fare": finalmente mettiamo una bella bandierina sul crinale che dal Bric Costa Rossa/Cima La Motta scende a Vernante, un vero e proprio tormentone e uno di quei progetti che ogni qual volta si ci trovava a scorazzare in zona Vermenagna, rubava più di un pensiero e mille sguardi ...
... il mitico crinale di Costa La Motta ...
Partiamo da Limone Piemonte con le idee un po' confuse sul da farsi, ma la giornata è splendida e il gruppo ben assortito: l'idea è quella di ripetere l'anello attorno alla cima della Fascia (clicca) che da un po' di anni non ripercorriamo:"... e poi se ci esce qualcosa di nuovo tanto meglio!"
Ricopio pedestremente quanto scritto anni fa senza dover fare annotazioni riguardo a varianti, cambiamenti ... fortunatamente tutto è rimasto splendido come allora!!!
"Dal piazzale della vecchia seggiovia (1040 m), rimontiamo subito il valloncello da cui scende la pista principale, seguendo la traccia di fondovalle o il sentiero poco più in alto sulla destra. Incrociamo una strada sterrata che prendiamo verso sinistra e, con un breve tratto asfaltato, rimontiamo nel vallone di S. Giovanni. Seguendo le indicazioni della gara "via del sale" prendiamo così quota fino a quando i segnali ci mandano su un ripido sentiero nella faggeta.
Con traversoni e tornanti, non sempre ciclabili, attraversiamo piccoli prati e usciamo su un pianoro in mezzo agli impianti di risalita, a monte del Pian del Sole (1675 m). Si continua su una sterrata che raggiunge il Lago di Terrasole (1776 m) e con un'ultima rampa raggiungiamo un magnifico traverso all'aperto, tra mirtilli e rododendri, in vista dell'arrivo della seggiovia Cabanaira. Passiamo di fronte a una grande baita-bar (capanna Niculin) e con un altro sterratone di servizio raggiungiamo la stazione a monte della seggiovia (1960 m).
... la Boaria merita sempre una foto ...
 Lo stesso punto si può raggiungere da Limone con percorso più lungo ma molto meno faticoso prendendo la strada asfaltata fino al Colle di Tenda (1871 m) e tagliando verso sinistra per l'usuale "strada del sale". Ci innestiamo sulla classicissima strada militare, direzione Monesi. La pendenza si attenua ma il fondo diventa più pietroso, superiamo il colletto Campanino (2158 m), aggiriamo in lieve discesa un'amplissima conca, sfioriamo il colle della Perla e risaliamo fino al celebre tornante sospeso in vista del colle della Boaria (2080 m).
Dal colle si abbandona la strada principale per imboccare sulla sinistra una mulattiera inerbita e segnalata che punta alla Colla Piana delle Carsene. Dopo un tratto su piacevolissimi prati affrontiamo un traverso piuttosto esposto, scavato nella roccia, e troviamo le indicazioni per il colle (2215 m) che raggiungiamo in pochi minuti passando accanto alla capanna Morgantini.
... la Conca delle Carsene e il Marguareis sullo sfondo...
 Ci aspetta ora la divertentissima, spettacolare discesa nella Conca delle Carsene, dove non sappiamo se ammirare di più il paesaggio lunare intorno a noi o lo sconfinato panorama verso la pianura. Il tracciato della strada completamente abbandonata ci porta in prossimità del Gias dell'Ortica, poco prima del quale i segnavia bianchi e rossi indicano a sinistra il colle del Carbone superiore (2014 m): bici al fianco, saliamo qualche minuto per pedalare di nuovo un po' nella parte alta.
Scendiamo brevemente in una conca occupata da un acquitrino in secca e risaliamo subito sulla sinistra, bici a spalle, un faticoso sentiero sassoso fin quasi in vetta al M. Jurin (2160 m), e la vista si spalanca sul gigantesco costone prativo che ci separa dal Bric Costa Rossa.
Scendiamo così con un ripido tratto a sinistra della rocciosa Cima di Baban e, sempre seguendo i segnavia, attraversiamo le immense praterie su una traccia dal fondo eccellente. Questo tratto ci ripaga di tutte le fatiche e ci offre scorci panoramici senza pari".
A questo punto a causa di un incoveniente tecnico perdiamo il buon Alain che è costretto a fiondarsi giù dal vallone del Cross (via Capanna Chiara / Limone) in modalità monopattino: si tratta della prima delle possibili varianti di discesa offerte dal crinale sul versante Vermenagna! I superstiti invece proseguono in direzione colle Vaccarile (non segnalato, indicazione per il sottostante Gias Vaccarile) e per l'amplissimo pianoro del colletto Mirauda (2040 m ca.). Quando il sentiero svolta a sinistra contornando il pendio ritroviamo la balise che indica la discesa sul sentiero L11 per Almellina - Limone.
... il traverso dopo il bivio per Almellina ...
Qualcuno del nostro "staff" che quest'anno ha preferito altre frequentazioni invece di scorazzare per monti con noi, è un pò cotto e opta per chiudere su Almellina, scortato da Mony e Gualty! ...  io e lo Zio che siamo sempre poco inclini alle ripetizioni decidiamo di sacrificarci per la causa esplorativa: due le possibilità di discesa, entrambe per noi inedite, a seconda dell'ora si deciderà il da farsi.
Risaliamo quindi i due brevi tornati erbosi e ci ritroviamo a tagliare il ripido pendio affacciati sul versante Vermenagna, sempre a pochi metri dal crinale alternando tratti pedalati a brevi spintage; passiamo Porta Colletto e scendiamo la facile discesa "giallosamente" inerbita che porta alla Colla Piana (2127 m), un vero e proprio campo da calcio in mezzo ai monti, e da qui risaliamo la spalla della piatta Cima Pittè (2172 m).
... una traccia nel giallo puntando il Bric Costa Rossa ...
... Colla Piana ... Bric Costa Rossa sempre più vicino...
A questo punto ci accorgiamo che la prima delle due possibili discese ce la siamo fumata, sarà stata l'eccitazione o la stanchezza ... boh? Dalla Pittè conveniamo che siamo veramente a uno sputo dal tanto sognato crinale. La stanchezza inizia a farsi sentire, spingiamo la bici e arranchiamo sull'ultimo roccioso tratto che ci separa dalla Cima La Motta (2277 m) con sempre in faccia il Bric Costa Rossa e la sua impressionante croce di vetta. Siamo in  vetta, la balise che indica la nostra discesa (sentiero L8) non è delle più visibili, ma esiste: guardiamo sotto, aereo da paura, non possiamo che rimanere estasiati dall'estetico crinale solcato dall'esile traccia di sentiero, in fondo vediamo il quadratino verde del passo Ceresole ... chissà se si riuscirà a restare in sella?
... paracadute sulla schiena ... si parte!!!
Si inizia subito su tornanti estremi, in basso è meglio non guardare, non ci siamo neppure scaldati e stiamo già raschiando il fondo delle nostre capacità di restare in sella ... però "che spettacolo!"
Un centinaio di metri sono andati,  poi lo Zio su un ripidone si gioca il jolly, tentando di arrivare a Vernante a pelle di leone per la direttissima: questo è il segno che qualche tratto è meglio farlo scendendo a piedi! Dopo la prima picchiata il crinale compie un lungo traverso, alterniamo tratti in sella a tratti a piedi fino a circa a 1900 m dove le difficoltà diventano più abbordabili e ci possiamo rilassare un pò!
... cavalcando il crinale ...
Il tratto finale che ci separa dal passo Ceresole è veramente gratificante, sempre a cavallo del crinale Colla/Vermenagna, e in breve siamo sull'ampia sella prativa crocevia di numerosi e bellissimi itinerari di bassa valle. Noi oggi optiamo per la più breve, ossia la via diretta su Vernante attraversando in discesa il prato in direzione Ovest. Subito il sentiero è quasi assente ma lo si ritrova appena termina il prato e ci si addentra nel bosco; il sentiero ora è ben evidente e velocissimo nonostante la notevole quantità di foglie che lo ricopre. Attraversiamo la borgata Tetti Cantapernice (1372 m) e di seguito senza possibilità di errore arriviamo a Tetti Taia. Qui ci ritroviamo su una strada larga che in breve diviene asfaltata e passando sotto il castello di Vernante ci conduce nel paese di Pinocchio decisamente soddisfatti di quella che sarà l'ultima avventura in alta quota della stagione 2012!
Bobo
... quasi al Passo Ceresole ...
Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:

Dati del giro:

Anello Limone - Lagone - Colletto Campanino - Colle della Boaria - Colla Piana - Colle del Carbone - Colle Vaccarile - Colletto Mirauda - Colla Piana - Cima Pittè - Cima La Motta - Passo Ceresole - Tetti Cantapernice - Vernante - Limone

Presenze: Bobo, Ziododo, Sergix, Alain, Mony, Gualty

Quota di partenza: 1040 m (piazzale seggiovia Limone)

Quota Max: 2277 m (Cima La Motta)

Disl.: 2200 m

Ciclabilità salita: 85%

Ciclabilità discesa: 95%

Difficoltà:  OC/OC(EC)
                  M4-T5-E4

 
Sviluppo: 46 km
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