giovedì 7 febbraio 2008

Passo del Crovaro - San Bernardo

Entroterra Savonese

Dopo qualche tentativo di esplorazione, un altro spettacolare sentiero che collega via Ranco con la valle del Letimbro. Boschi tirati a lucido e ripidoni da adrenalina. For expert bikers only, astenersi deboli di cuore!

Un divertente tratto roccioso

L'itinerario di salita ricalca la via solita da Savona a Lavagnola, poi per Marmorassi e Montepaggio con le sue terribili rampe asfaltate (punte del 26%).
Raggiunto lo sterrato, si supera la deviazione per M. Boveri e si prosegue con piccole salite fino a innestarsi su via Ranco. Continuiamo a sinistra fino all'inizio della ripida salita asfaltata ove sorge l'antico pilone bianco con madonnina (passo del Crovaro, 371 m). Al primo tornante stacca a sinistra un largo sentiero (sbarramento di legno, 390 m), segnato con vistose tacche rosse, che imbocchiamo in discesa. Il fondo è discreto con qualche sasso franato facilmente evitabile, e quando il fondo migliora la pendenza aumenta in modo impressionante. Scendiamo un tratto di pendenza sciistica, scavato nella roccia, e, dove la pendenza si attenua, pochi metri prima di un'evidente sella pianeggiante (300 m circa), notiamo a destra un altro sentiero che imbocchiamo.
La parte alta del percorso
Con un tornantino usciamo in un bel bosco di castagni: la traccia sembra perdersi, ma mantenendoci sulla sinistra senza scendere troppo recuperiamo in meno di 100 m uno splendido sentiero, pulito a regola d'arte, che alterna piacevolissimi traversi a paurose rampe al limite del ribaltamento. Superato un notevole tratto scavato a U nella viva roccia, raggiungiamo un bivio (182 m) dove, invece del pianeggiante sentiero di sinistra, imbocchiamo il ripidissimo toboga sulla destra. Trattenendo il fiato su gradoni di viva roccia perdiamo 100 indimenticabili metri di dislivello riuscendo su un esposto tornantino a picco sulla ferrovia (attenzione alle reti di contenimento!) e planando infine nella zona rurale di San Bernardo. Passiamo sotto il grande ponte ferroviario e in breve, seguendo le strade principali, arriviamo all'antico ponticello sul Letimbro proprio di fronte alla chiesa di San Bernardo.
Per la provinciale si torna in pieno relax alla base.
L'ultimo tratto....il fondo è ottimo.... ma assai ripido....
Variante 1: alla selletta di quota 300 ci manteniamo sul sentiero segnato, evitando però ad ogni costo l'invitante deviazione segnata sulla sinistra, che porta a un traliccio e si perde irrimediabilmente nella boscaglia.
Seguendo il sentiero principale, dunque, percorriamo un illusorio traverso pianeggiante che presto cede il posto a una paurosa discesa dal fondo dissestato. Superato un grande traliccio, si piega a destra per un'altra rampa dal fondo cattivo e quasi inciclabile fino a quando (quota 200 circa) il fondo non diventa più pulito. Affrontiamo ancora una rampa estrema su roccia e finiamo in una zona coltivata dove il sentiero, sempre segnato con numerose tacche rosse, lascia un po' di respiro. Arriviamo a un cancello dove si attraversa la ferrovia (ATTENZIONE ai treni in transito e alla possibilità che il cancello sia chiuso). Tenendoci quindi a sinistra imbocchiamo una ripida "creusa" tra le case che porta alla frazione Riborgo. Attraversando (destra) il nuovo ponte carrozzabile riusciamo sulla provinciale poco a valle di San Bernardo e in breve torniamo a Savona.
Un gran bel toboga...!!!

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:
Dati del giro:

Anello Savona - Marmorassi - via Ranco - Passo del Crovaro - S. Bernardo in Valle - Savona

Presenze: Bobo, Roberto

Quota di partenza: 5 m (Savona)

Quota Max: 390 m

Disl.: 400 m

Ciclabilità salita: 100%

Ciclabilità discesa: 99,9%

Difficoltà: MC/OC+

Sviluppo: 15 km
woof

2 commenti:

Anonimo ha detto...

fatto oggi, oscar e paolo :-)
grazie per la tracia che abbiamo scaricato, bel taboga, un po' ripidino, molto tecnico, torneremo sicuramente a rifarlo.

wild ha detto...

Fatto la settimana scorsa in compagnia di bobo, le condizioni del fondo sono buone, peccato per qualche albero di traverso che varrebbe la pena andare a togliere...
Comunque la discesa merita e varrebbe la pena una maggior frequentazione!

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