lunedì 28 settembre 2009

Colle Panieris e Chemin de l'Energie

Valle Stura di Demonte

L'intento ambizioso era quello di "risolvere il problema" della percorribilità del Chemin de l'Energie in giornata, partendo dall'Italia. Ce l'abbiamo quasi fatta... arrivando un po' lunghi... ma abbiamo anche scoperto una delle più belle salite della Valle Stura e uno dei più bei panorami del pianeta!

Nota: Il tratto in territorio francese fino all'inizio del Chemin rientra nel Parc National du Mercantour e i gendarmi francesi sono notoriamente inflessibili...
Il famoso arco di pietra...uno dei sentieri più belli dove mettere le ruote...

Dopo una piccola navetta con auto lasciata a Pianche di Vinadio, raggiungiamo in una gelida mattinata la conca dei Prati del Vallone (1710 m) proprio accanto al rif. Talarico. Vogliamo infatti vedere se è proprio vero, come recita l'ultimo libro sul Vallo Alpino che la strada ex-militare per il Colle Panieris è "...ciclabile al 95%".
Puntiamo su per il vallone, che tante volte abbiamo salito sci ai piedi, e al primo bivio (1900 m) seguiamo a destra il segnavia GTA (nessuna indicazione) alzandoci con impegnativi tornanti sul fianco sinistro della valle. I muscoli sono freddi e la pendenza subito sostenuta, ma quando esce il sole la pedalata si fa più agevole e fra i primi colori autunnali superiamo il Gias di Stau (2069 m) e il pilone degli Alpini (2385 m), lasciandoci a destra il bivio per il colle di Stau.
...confermato...ciclabile e veramente fantastico...

Sopra di noi il lungo edificio della casermetta del Panieris e, arroccata sulla cresta, la stazioncina di arrivo della vecchia teleferica (2705 m).
Fino alla casermetta in effetti la strada militare è ancora in splendide condizioni, fondo in pietre a coltello e robusti muri di sostegno, e a parte brevi tratti invasi da frane riusciamo a percorrerla praticamente tutta in sella, chiedendoci come mai nessuno l'abbia ancora descritta. Va be', ci pensiamo noi!
Giunti alla teleferica con un tratto breve ma decisamente scosceso ci godiamo uno spettacolare panorama, ma il bello deve ancora arrivare: proseguiamo verso destra, su una traccia in mezza costa (attenzione ai resti di filo spinato) che passa sotto due postazioni di tiro mimetizzate, e dal Colle Panieris (2675 m) proseguiamo sempre a destra, costeggiando su un divertente terreno di sassolini tra piccole guglie di carniola.
...oltre il colle Panieris...

In breve sorprendiamo un piccolo gruppo di stambecchi sul crinale principale (Pas des Blanches, 2655 m) dove la vista si spalanca sui laghi di Vens: sicuramente uno dei più bei posti dove abbiamo posato finora le ruote!
Con una breve, entusiasmante discesa tra i camosci siamo all'ampia spianata del Col Tortisse (2591 m) e, senza raggiungere il Colle del Ferro, scendiamo a sinistra verso i laghi, passando sotto lo spettacolare e scenografico Arc de Tortisse.
Fin qui è già una gita indimenticabile. Si potrebbe ritornare al Colle del Ferro, scendere a Ferrere e tornare alla base tramite il Colle di Stau... mai noi volevamo fare il Chemin... e ora viene il bello!
I laghi di Vens

Allora, dal primo dei Laghi di Vens (2324 m) seguiamo la traccia, pianeggiante ma per nulla ciclabile, che lo costeggia; poi stando sui radi segnavia percorriamo una zona abbastanza acquitrinosa per risalire un dosso montonato e scendere al secondo lago. Da qui per passerelle di legno passiamo sul fianco sinistro costeggiando il terzo lago, fino a trovare le tracce di passaggio che puntano verso il Lac des Babarottes (ometti ma nessuna indicazione). In alternativa forse era meglio arrivare allo stesso punto con la traccia che costeggiando nella pietraia evitava i laghi e una bella oretta di "ravanage".
Saliamo dunque un erto valloncello, arriviamo a fatica al Lac des Babarottes e salendo ancora raggiungiamo una selletta (2510 m) da cui finalmente si vede la meta di oggi, lo spettacolare Chemin de l'Energie tagliato nel fianco della montagna per più di 8 km. Ma per arrivarci dobbiamo ancora scendere un ripido sentiero, molto sassoso, e attraversare una pietraia.
Alla fine siamo sul Chemin e riprendiamo dopo un bel po' una pedalata fluida.
Il "Chemin" con le sue gallerie

Il sentiero (2334 m) è il tracciato di una decauville incompiuta che corre alto sulla val Tinée con qualche piccola galleria ed è quasi sempre tagliato in parete con un'esposizione veramente impressionante nonostante la sede sia sempre superiore al metro di larghezza.
Superiamo diversi valloni e una provvidenziale sorgente, poi prendiamo a salire dolcemente fino a una costruzione dell'EDF. Peccato per la fretta perché sicuramente il Chemin merita di essere ripercorso gustando con la dovuta calma i panorami veramente unici e spettacolari.
Ancora un breve tratto non ciclabile e siamo nell'immensa conca del Lac de Rabuons dove sorge l'omonimo rifugio.
Lac de Rabuons...il lago più grande delle marittime...

Si fa sempre più tardi, sappiamo che da qui ci si ricongiunge all'itinerario della Collalunga con un sentiero-balcone scavato l'anno scorso tra mille polemiche: l'idea era di percorrere il nuovo sentiero e tornare in patria tramite il Passo di Barbacana, ce la faremo...?
Il nuovo sentiero è stato tracciato a colpi di ruspa in un ambiente che sicuramente era poco adatto a operazioni di questo tipo. Il fondo, non stabilizzato, alterna tratti terrosi ad altri sassosi e vere e proprie pietraie, e pur dovendo risalire solo 200 m la fatica è notevole. Dopo una cresta sotto le Téte de Jassine (2725 m) sarebbe "tutta discesa", ma il fondo in condizioni deplorevoli ci obbliga lo stesso a lunghi tratti pedonali. Il sole scende, scende... Alle 19 in punto siamo al bivio (privo di segnalazioni come del resto tutto il sentiero) per il Barbacana e fatto un rapido conto decidiamo per la via più sicura: proseguire fino al Lagarot innestandoci sulla discesa dal Passo di Collalunga già ottimamente collaudata in traversata. Al calare delle tenebre siamo sull'asfalto di Douans e in poco tempo ci sediamo buoni buoni nell'unica pizzeria aperta di Isola (872 m) ad aspettare il taxi che ci riporterà in patria...
Sul Chemin de l'Energie

Disponendo di più ore di luce resta da tentare la traversata del Passo di Barbacana (2586 m), che prevede un'ora circa di portage in salita e un difficile canalino sul versante italiano; oppure dal Lagarot il lungo traverso in salita fino alla Collalunga da cui si scende senza difficoltà nel Vallone dei Bagni. Un'altra alternativa consiste nella traversata del Passo d'Ischiator dal Refuge de Rabuons, ma non ci sentiamo di raccomandarla per la ciclabilità assolutamente nulla fino al rif. Migliorero (700 metri di dislivello)... insomma il Chemin si è rivelato un osso duro!

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Foto Ale

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Traccia GPS (Ale)

Dati del giro:

Traversata prati del Vallone - colle Panieris - Col Tortisse - Laghi di Vens - Lac des Babarottes - Chemin de l'Energie - Ref. de Rabuons - Cresta di Jassine - Lagarot - Douans - Isola

Presenze: Bobo, Roberto, Rino, Ziododo, Ale, Dino

Quota di partenza: 1710 m (parati del Vallone)

Quota Max: 2725 m (Cresta di Jassine)

Disl.: 1870 m

Ciclabilità salita: 65%

Ciclabilità discesa: 80%

Difficoltà: OC/EC

Sviluppo: 50 km
woof

7 commenti:

Anonimo ha detto...

ciao sono aldo mitico
avevo gia' pensato di fare la vostra gita '.....
non vi siete chiesti il perche' nessuno l'ha mai proposta o commentata?????
comunque avro' ,in seguito, alcune domande su alcuni passaggi non molto
chiari o quanto meno a me strani
...a presto aldo 62 mitico ciao

Maki ha detto...

Che bello... mi state tentando sempre di più con il lato dx della Stura. Escluso passo Tesina anni fa' (bleah...) e il vostro Becchi Rossi-Puriac l'anno scorso non ci ho mai messo le ruote, non so perché vado sempre a finire dall'altra parte.

La salita al Panieris sembra spettacolare, sarebbe bello scendere dal Colle del Ferro, ma non mi va di sconfinare. Avete notato se c'è un sentiero dal lato italico?

Bobo ha detto...

Anche noi a causa di una discesa Tesina-Bagni avevamo un pò lasciato da parte il lato dx dello stura...
Nulla di più sbagliato...lo Stau, il Panieris, il Bravaria, l'Orgials ecc.. sono gite da 5 stelle.
A breve mettiamo su questo giro la variante già provata del colle del Ferro che si và a unire o ai Becchi Rossi, o alla parte finale dello Stau, o al Puriac....troppa scelta!!! ciao Bobo

Anonimo ha detto...

nell'attesa della recensione sulla discesa dal Colle del Ferro, vi posso dire che la prima parte presenta alcuni passaggi a piedi causa rocce e dei tratti ripidissimi e ciottolosi, ma tutto sommato vale la pena.
Invece, fattolo in discesa, non mi viene nessuna voglia di salire allo Stau da Ferrere!
Sogno un girone Scolettas+Stau+Puriac
Sergix

Anonimo ha detto...

volevo sapere se dai rabouons c'e' un sentiero che porta verso il migliorero s

Bobo ha detto...

Dal Lago di Rabouons ti devi fare il colle dell'Ischiator per arrivare al Migliorero, diciamo che non è un gran bel sentiero visto il canalino finale...ciao

Anonimo ha detto...

grazie aldod.1962

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