domenica 6 giugno 2010

Dall'Authion alla Maglia

Val Roya

Ancora un giro nella Valle delle Valli prima della migrazione estiva verso le alte vette... le nubi ci hanno impedito di arrivare in cima ma il finale è di quelli da scrivere negli annali, al cospetto di uno dei più impressionanti canyon delle Marittime!

Una discesa che fa curriculum l'impressionante sentiero della "Maglia"

Stazione di Breil, come tanti anni fa partiamo alla volta dell'Authion, ma questa volta abbiamo un programmino decisamente più serio per la discesa. Un pezzetto di statale, poi al passaggio a livello subito (sinistra poi destra) sulla stradina che evita il traffico e ci immettiamo sullo stradone del Col de Brouis. Dopo la prima coppia di tornanti e un curvone, a destra stacca l'evidente stradina asfaltata per La Maglia: ci alziamo sul fianco destro idrografico dell'omonimo vallone e ci godiamo spettacolari scorci sul sentiero che, nelle intenzioni dell'artista, dovremmo scendere al ritorno.
Eccola qui!!! ... l'impressionante via del ritorno ...
Superati un piccolo tunnel e il parcheggio dei canyoners la strada diventa sterrata, fondo ottimo e pendenza tranquilla ma fa già decisamente caldo (a questo proposito raccomandiamo se non siete "lucertole" di non ripetere il giro prima di settembre inoltrato!).
Alla "balise" 101 (761 m) teniamo la destra, contorniamo l'ampio vallone e un cucuzzolo tra pezzi al sole e piacevole frescura (b. 172), superiamo un caratteristico passaggio nella terra gialla e, traversando tra radi pini, arriviamo al cisternone di Colla Bassa (1350 m, ultima acqua, non controllata!!!), a cui si può anche arrivare allargandosi a destra verso La Lagouna.
Proseguiamo in salita, adesso fa meno caldo ma solo perché il cielo è annerito da pesanti nuvoloni: anche oggi il Panna dovrà rinunciare alla vetta...
La cima oggi la evitiamo ... per vedere com'è clicca !!!
Alla Baisse de Caran (1707 m, b.149) prendiamo dunque il traversone verso sinistra e comodamente arriviamo al punto d'innesto del giro stradale dell'Authion (1793 m), che ci avrebbe permesso di raggiungere la cima in meno di un'oretta.
Facciamo conto di essere saliti e prendiamo il bello sterratone pianeggiante (sbarra del Parc National du Mercantour), i guardiaparco ci superano sul loro furgone e ci ammoniscono con un'eloquente occhiata a non uscire di un millimetro sui sentieri se non vogliamo assaggiare il rancio delle galliche galere... del resto siamo o non siamo pericolosi ricercati visti i precedenti!!!
Ligi ligi seguiamo la strada che contorna i monti Giagiabella e Ventabren, e apprezziamo comunque i fantastici scorci sull'alta Val Bevera con la strada Sospel - Turini là in fondo. Alla Baisse de la Déa (1750 m) la strada si infila nella foresta e scende veloce e ombreggiata, fino alla b.140 (1230 m , sbarra) dove ricomincia la "libertà".
Baisse de la Déa (1750 m)
Giù, subito sul sentierone (qualche sasso) che taglia un tornante della strada e la riprende pochi metri prima della b. 135. Altro pezzetto di sentiero e arriviamo pochi metri sotto il Col d'Agnon (1074 m, b. 146).
Seguiamo la laconica indicazione "Vallon de Morghe" e comincia il Tecnico, quello tosto: un vero single track che contorna l'ampio selvaggio dimenticato vallone, appeso in un ripidissimo bosco, con traversi e saliscendi anche duri (qualche passaggino franato richiede attenzione e bici al fianco) fino al ripianetto "le Cian" (1000 m ca.).
"Vallon de Morghe" Sicuramente poche ruote hanno calcato questo sentiero ...
Facendo molta attenzione a non perdere le rare tacche gialle ci buttiamo su una discesa decisamente estrema, molto invasa dalla vegetazione mediterranea, e il sentiero quasi si perde in prossimità di un rudere per tornare visibile all'altezza di un traliccio. Più sotto riusciamo a stare in sella su tornanti un po' più ampi che ancora mostrano le tracce di quella che era una bella mulattiera, e tocchiamo la strada di stamattina (b. 100). Risaliamo brevemente e alla b. 145 comincia il Gran Finale!

Se avete fretta, siete cotti o patite di vertigini tornate tranquillamente a Breil utilizzando la strada... se no continuate a leggere e portateci amici molto fidati e determinati...
Chi sbaglia ... non la racconta ...
Seguiamo dunque l'indicazione "clue de La Maglia" e scendiamo lo sterrato, poi sentiero ripido, e al bivio in fondo prendiamo a sinistra per la passerella che supera il rio. Il canyon della Maglia è uno dei più frequentati dai torrentisti per la spettacolarità dell'ambiente, la comodità di accesso e la relativa facilità dei salti. Noi prendiamo il sentiero che ne costeggia la riva sinistra e, mentre le acque precipitano spumeggianti in fondo al vallone, noi rimontiamo qualche metro fino a innestarci su una larga pista, perfettamente orizzontale, che in breve si trova a volare 200 metri sopra il fondovalle.
Attenti all'esposizione e non buttate giù sassi!
Con un po' di manutenzione potrebbe essere un altro Chemin de l'Energie, spesso tagliato nella viva roccia e con scorci impressionanti, ma una certa trascuratezza lascia qua e là mucchi di sassi e rigogliosi cespugli di cisto e ginestra che spesso frustrano i nostri tentativi di rimanere in sella.
Dopo una scenografica balconata e un valichetto intagliato nella roccia, scendiamo per un impressionante tratto ripido, sassoso ed espostissimo, sostenuto da un imponente muro a secco.
Prendiamo fiato contornando un piacevole valloncello nel bosco fitto, poi cominciamo a perdere quota su sgarbati tornantini, dove più che la difficoltà tecnica è la vegetazione a creare qualche problema. Alla fine ci troviamo su una bella passerella e ci godiamo in relax l'ultimo tratto di sentiero, ampio e dal fondo regolare, che risale leggermente e sbuca su una sterrata (b.99). La civiltà!!
Il sentiero taglia ancora gli ultimi metri di sterrata e raggiunge il passaggio a livello della ferrovia: in un attimo torniamo sulla Nationale e alla stazione di partenza.
Uno di quei sentieri che rimangono nella memoria ...
Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:
Dati del giro:

Anello Breil sur Roya - La Maglia - b.101 - b.172 - Baisse de Colla Bassa - Baisse de Caran - Parpella - Baisse de Ventabren - Baisse de la Déa - b.140 - Col d'Agnon - Vallon de Morghe - b.100 - Clue de La Maglia - Breil

Presenze: Bobo, Roberto, Panna, Ziododo, Sergix

Quota di partenza: 305 m (Breil stazione)

Quota Max: 1890 m (pendici Mont Giagiabella)

Disl.: 1700 m

Ciclabilità salita: 100%

Ciclabilità discesa: 95%

Difficoltà: MC/OC+

Sviluppo: 47 km
woof & Bo

12 commenti:

GUALTIERO ha detto...

Il sentiero finale l'avevo fatto 13 anni fa' con Riccardo, era spettacolare, peccato si sia cosi' rovinato noi l'avevamo fatto ancora con le front ma era quasi tutto ciclabile !!

woof ha detto...

Col grande Pierr... il Maestro mai conosciuto... GRANDE!
Non disperiamo, qualcuno con la roncola prima o poi passerà... comunque non l'abbiamo trovato scritto da nessuna parte!

francesca ha detto...

Grandiosi come sempre: classicissima da xc condita dal tecnico!sono una biker di cuneo ed ho necessità di un vostro consiglio, quali sommi esperti della amata roya. Che mi dite del sentiero "chemin de valaura" (casterino/spegi)?Spulciando il vostro blog ho rintracciato un accenno.Da casterino vorrei tornare verso tenda evitando il bitume.Grazie.Chicca

Bobo ha detto...

Ciao,
grazie per l'attestato di stima e che piacere sentire una biker amante della val Roya e che disprezza il bitume!!!
Il sentiero di cui parli il VTT1 pur essendo uno dei primi sentieri fatti in valle ahimè!!! non l'abbiamo mai descritto ... comunque appena passata la diga del lago de Les Mesches trovi l'indicazione a sinistra che ti permette con un breve portage (scalinata) di acquisire un centinaio di metri di dislivello.
Dopo la faticaccia sarai ripagata da un bel sentiero di mezza costa a volte esposto che ti porterà a Spegi dove potrai decidere se scendere (http://www.cicloalpinismo.com/2007/10/spegi-caccia-di-tecnico.html) o risalire (qui le opzioni sono varie....)
Una volta che sei al lago valuta anche se farti il fantastico Vtt17 che prendi sul versante opposto al vtt1 e che porta a Granile (http://www.cicloalpinismo.com/2007/09/balconata-di-granile.html) o a St. Dalmas (http://www.cicloalpinismo.com/2010/05/pas-de-la-tranchee.html)
Spero di essere stato chiaro altrimenti scrivici...e chissà magari qualche volta si ci incontra...
ciao Bo

Anonimo ha detto...

Sul sito vttour ho rintracciato anche un single che dalla basse d'ourne scende a casterino, permettendo di evitare la noiosa stradona dalla bassa di peirafiche: di quello che mi dite?
Grazie ancora per le preziose info e complimenti per il blog, continua fonte di inspirazione. Nel mio piccolo posso ricambiare con info aggiornate valli Tanaro/Ellero/Pesio/Colla/Vermenagna.

Bobo ha detto...

Si, conosco, penso tu intenda quel sentierino che appena passata la bassa, taglia a sinistra il pendio pratone e scende a Casterino. La prima volta che l'ho fatto eravamo saliti alla Basse do l'Ourne per la classica militare poi scesi a Casterino da quello che dici tu e quindi completato l'anello con il sentiero di cui parlavo con Francesca ... in quel periodo (ante 2000) non c'era il sito e quindi non è rimasta traccia scritta... bisognerà rifarlo e scriverlo.
L'ultima volta che l'ho rifatto era il 2007, insieme al mitico Erik, era un pò scavato dall'acqua .... e dalle bici, ma sempre meglio dello stradone militare di Peirafiche.
Conosci le discese del crinale Costa Rossa - vermenagna ... abbiamo un paio di sassolini da levarci in quella zona!!!

francesca ha detto...

Zona ostita, quella.La discesa su L11 verso Limone passando da Almellina è già nel vostro carnet. Un'alternativa potrebbe essere la discesa verso certosa di pesio per il vallone del vaccarile. Diversamente, si potrebbe ipotizzare di salire a in cima a costa rossa per poi scende al passo ceresole, e da lì a vernante o a boves per cima francia, soluzione comporta almeno 2 ore di portage. Credo che il compianto Maestro Riccardo avesse recensito qualcosa del genere su gulliver.

woof ha detto...

Cima La Motta, colla Pianè, passo Ceresole, cima di Francia... brava, quel crinalone infinito è proprio uno dei nostri sogni nel cassetto, un sassolone che prima o poi ci toglieremo anche se temo i sentieri siano molto muccati, hai presente quelle zolle inciclabili...
Il Compianto Maestro l'ha fatta nel 2006, vedi Gulliver, "Bisalta anello tra Pesio e Colla", e dava cicl 50% tra Motta e Ceresole poi facile... prima o poi...

Anonimo ha detto...

Accidenti: progetto epico!conosco le zone per averle frequentate a piedi. Consiglio il periodo autunnale perchè in zona scarseggiano i punti idrici ed onde evitare il pericolo - alto - di temporali. Propongo il mio "sassolone" della zona come traversata bassa della Bisalta: peveragno/via dei morti/pradeboni/gias morteis/gias sella/fontana kappa/colle bercia/rifugio garb/passo ceresole/ ecc ecc (possibile anche in senso inverso con discesa dal morteis a san bartolomeo).

Bobo ha detto...

Per Francesca e l'altro ragazzo; se ci mandate un vostro contatto mail sul indirizzo di posta del sito, se facciamo qualcosa nella vostra zona ve lo diciamo e magari ci si incontra per uno "scambio culturale"...

sergix ha detto...

per l'Anonimo:
dalla Basse d'Ourne a Casterino siamo scesi ieri. sentiero divertente e fondo ottimo fin quasi alla fine, dove lo troverai un po' pietroso ma nulla di preoccupante. è indicato come VTT16.
alla fine, quando arriverai ad un ponticello in legno, non farti fregare (come è successo a noi) da una indicazione VTT18 che sembra portarti al lac des Meches su sentiero. raggiungi il lago su asfalto. è triste ma non c'è scelta.

se poi arrivi a Granile, NON prendere il sentiero che dalla Balise 219 va a est. l'abbiamo provato ieri e ... fino a metà (traliccio alta tensione) è abbandonato, sporco ma fattibile con qualche passaggio a piedi, poi semplicemente non c'è più e abbiamo dovuto scendere sulla statale aggrappati alle reti metalliche anti frana.
Sergix

Anonimo ha detto...

Fatto il 14 settembre 2011. Bella la salita. BEllo l'Authion.
AL momento, se non la ripuliscono per benino, la discesa in singletrack è da sconsigliare. Bella solo la parte iniziale da Col d'Agnon, poi sporco e franato, discesa disontinua. Bello poi il tratt che scende nel canyon. Il tratto della Maglia, quelo a precipizio, da evitare. PEricoloso a causa della vegetazione , ma sopratttuto per le frane e franette che rendono la discesa discontinua. Dopo tanta fatica il divertimento di scendere manca.

Alessandro Modolo

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