domenica 25 agosto 2013

Tour di Roc della Niera e Cima di Pianasea

Val Varaita

Della serie "facciamoci del male" ... eccovi un ambizioso progetto ideato dall'amico Wild, a cavallo di Varaita, Queyras ed Ubaye alla scoperta di nuove frontiere. Riassumendolo in poche righe, in un giorno abbiamo toccato per 3 volte quota tremila e sopratutto abbiamo ridisceso un vallone a dir poco selvaggio che probabilmente per la prima volta si è lasciato scendere da delle bike ... purtroppo una serie di coincidenze negative ci hanno un pò rovinato la festa, ma anche questo fà parte del gioco! 
Bobo
... Nosepress under the moon ... (foto Wild)

Il progetto originario nasce 2 anni fa quando, per festeggiare le mie trenta primavere, avevo pianificato un tour che avrei chiamato "Tre tremila per i trent'anni" e che, per vari motivi in primis minacce di meteo avverso, si è concluso nel "Tour di Autaret e Rubren". Per tutto questo tempo ho rimuginato a pensare quale fosse il concatenamento migliore, che potesse permettere di raggiungere in un solo giorno le fatidiche 3 vette e studiando le carte ho trovato la possibilità di potere addirittura salire 5 over 3000, tre delle quali bici in spalla e due facendo piccole varianti al percorso.
Il programma, così concepito, prevede di lasciare l'auto a Pontechianale - frazione Genzana - salire il Colle dell'Agnello, raggiungere il Pic de Caramantran (3021 m), via Col de Chamoussière, scendere al Refuge de la Blanche, risalire il Col de la Noire, da li fare PetiteTete Noire ((3039 m) e Roc della Niera (3177 m - diff.: F+), scendere al Col Longet, risalire per tracce di sentiero fino al Monte Salza (3326 m) per l'omonimo colle, discesa sul Bivacco Boerio proseguendo lungo il vallone del Rui fino a quota 2500 m, risalire il Passo di Fiutrusa e tentare l'ultima vetta, l'omonima Punta di Fiutrusa (3103 m) per poi ridiscendere in picchiata sul versante opposto fino al punto di partenza.
... spintage per il Col de Chamoussière ...(foto Wild)
Contatto con un giro di telefonate i più fedeli "cinghialpinisti" e ci diamo appuntamento all'alba di domenica 25 agosto a Sampeyre. Rispondono all'appello Bobo, Cavalletta e Zio Dodo.
Alle 5 di mattina mi squilla il telefono: è Bobo, mi avvisa che la sua macchina non parte ed è rimasto per strada in attesa che Cavalletta lo vada a recuperare. Non sa dirmi nemmeno se riusciranno ad arrivare, ma certamente non saranno in su per l'ora prevista.
Noooo!!! Non è possibile!!!
Preso dallo sconforto mi rimetto a letto ancora un po' in attesa dello squillo della sveglia e confidando nella presenza dello Zo Dodo che arriverà autonomamente da Torino.
6:00 mi alzo e chiamo Lo Zio.
Tutto ok.
Anche gli altri arriveranno ma non prima delle 8:45.
Inizio a pensare che, visto l'orario, sarà improbabile riuscire a chiudere il giro così come originariamente pensato o almeno con tutte le varianti di vetta e decidiamo di giocarci la carta navetta lasciando una macchina a Genzana e dandoci appuntamento al Colle dell'Agnello e risparmiandoci oltre 1000 mt di dislivello su bitume.
... la solita, splendida, discesa dal Pic de Caramantran ... (foto Wild)
 Io e lo Zio anticipiamo gli altri facendo i trasbordi e ci avviamo verso l'Agnello dove troviamo ad aspettarci una temperatura frizzante di 4 °C.
Finalmente alle 8:45 arrivano anche Bobo e Cavalletta e riusciamo così a salire in sella e a partire verso le 9:00.
Fa ancora freddo e le dita delle mani sono già insensibili dopo pochi minuti. Basta svalicare e fare la prima mezz'ora di salita spingendo la bici fino al Col de Chamoussière per riscaldarsi.
Alle 10:15 siamo in cima al Pic de Caramantran 3021 mt avendo percorso il primi 330 mt di portage della giornata.
La prima bellissima discesa verso il Refuge de la Blanche non ha prezzo, oltre 550 mt di dislivello negativo su sentiero scorrevole in un ambiente mozzafiato! Facciamo rifornimento d'acqua alla fontana e Bobo ci comunica di non sentirsi troppo bene accusando un po' di mal di testa. Li per li, non ci preoccupiamo più di tanto, il ragazzo è forte e si riprenderà grazie all'assunzione dei successivi 530 mt di portage fino alla Petite Tete Noire.
... la Niera nelle nuvole e il col Longet ...
Ci sentiamo abbastanza in forma e arriviamo in vetta in meno di un'ora, pur senza forzare il ritmo e prima di ogni più rosea aspettativa.
Purtroppo, però, la nostra guida cicloalpinistica peggiora ed inizia ad accusare segni di stanchezza dovuti, immaginiamo, ad una crisi di fame causa salto della colazione dovuta alla rottura della macchina!
Per permettergli di riposare e mangiare qualcosa, butto li agli altri la possibilità di fare la vetta alpinistica di Roc della Niera 3177 mt, ma alla fine vince la saggia idea di rinunciare e procedere lungo l'itinerario base.
Ci lasciamo alle spalle il Queyras e imbocchiamo la discesa che ci proietta in Ubaye verso il Col Longet. Al bivio per il colle facciamo una sosta per rifocillarci e vediamo il caro Bobo sempre più provato dal suo malessere. Decidiamo di aspettare un po' per vedere se gli zuccheri ed i carboidrati fanno il loro effetto ed intanto valutiamo le possibili alternative:
1) seppellire Bobo sotto un mucchio di sassi e procedere con il percorso programmato
2) dividersi, lasciando Cavalletta come scudiero di Bobo per assisterlo nella discesa verso Chianale giù dai Laghi Blu mentre io e lo Zio continueremo lungo il percorso programmato;
3) abbandonare il giro dei 5 tremila, in realtà già abortito sul nascere a causa di troppe coincidenze negative e tentare, tutti insieme, di raggiungere il Vallone di Fiutrusa e quindi Genzana, attraverso il selvaggio Colle del Lupo 3052 mt.
... "camallage"  puntando il colle del Lupo ... (foto Wild)
La terza soluzione pare essere il miglior compromesso visto che, a causa della sosta protratta, è ormai l'una passata e che resterebbero ancora da fare almeno 900 m di intenso portage se passassimo per il Salza.
Studiamo le carte e puntiamo a Sud-Sud-Ovest in direzione di quel lontano valico dal nome che ricorda la terza fiera incontrata da Dante nel suo Inferno.
Dopo la prima mezz'ora di portage fra prati e rocce, dove probabilmente abbiamo sbagliato l'imbocco del sentiero, iniziamo a trovare qua e la qualche ometto fino ad imbatterci, quasi all'improvviso in una traccia sempre più evidente, marcata con il classico segnavia bianco/rosso. Verso il Colle il tempo si fa sempre più minaccioso e una fitta nebbia avvolge le cime delle montagne circostanti.
Lungo il percorso troviamo ancora abbondanti chiazze di neve che in alcuni punti raggiungono lo spessore di oltre un metro!
Dopo 1h e 15' con la bici inesorabilmente sulla nostra schiena, io e lo Zio raggiungiamo i 3052 m del Colle del Lupo e voltandoci vediamo i nostri compagni di avventura in arrivo entro una decina di minuti.Gli andiamo incontro per vedere se avessero bisogno di un supporto e così, lo zio recupera la biga di Bobo che è incredibilmente riuscito a fare tutta la salita in autonomia nonostante non si sentisse bene.
Sostiamo al colle per oltre 45' nella speranza che un  po' di riposo e un po' di cibo aiutino il nostro amico a ritrovare le forze.
Dall'altra parte del Colle scorgiamo un branco di stambecchi pascolare fra rocce inospitali.

... prima parte di discesa ... "sea of rocks" ... (foto Wild)
Sono quasi le tre del pomeriggio ed è giunta l'ora di ripartire. Sotto di noi un ripido canalone di massi smossi ci costringe ad usare le bici come appoggio per la discesa e solo di tanto intanto l'ardito Cavalletta prova a fare qualche metro in sella. Scendendo, il sentiero si fa via via più evidente e finalmente, verso quota 2840 mt, la traccia diventa evidente e dal fondo discreto. Inizia qui una serie infinita di tornantini tecnici e talvolta esposta su un sentiero visibile ma evidentemente poco frequentato.
Quasi 100 tornanti (quasi tutti fattibili!), intramezzati da un solo breve tratto esposto che ci costringe a rimettere la bici al fianco, ci conducono a quota 2200 nel vallone di Fiutrusa. Le pendenze si fanno più dolci ed il sentiero spiana restando comunque tecnico a causa di massi e attraversamenti del Rio.
Si continua a scendere sempre divertendosi e lasciandoci alle spalle il sogno di ritornare su queste montagne per ritentare, ancora una volta, l'ascesa e la discesa di quelle alte vette ancora inviolate dalle nostre ruote.
Wild
... l'infinita serie di tornati ... si perde il conto!

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:
Dati del giro:

Anello Pontechianale (frazione Genzana) - Colle dell'Agnello - Col de Chamoussière - Pic de Caramantran - Refuge de la Blanche - Col de la Noire - PetiteTete Noire - Col Longet - Passo del Lupo - vallone di Fiutrusa - Genzana

Presenze: Wild, Zio Dodo, Bobo, Cavalletta


Quota di partenza: 1650 m (Genzana/Colle dell'Agnello)

Quota Max: 3052 m (Passo del Lupo)

Disl.: 1420 m/2500 m


Ciclabilità salita: 4%

Ciclabilità discesa: 87%

Difficoltà: OC/OC+  
               M5-T4-E3

Sviluppo: 24 km (+ Trasbordo)

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