Un anello strepitoso che si sviluppa al confine di tre valli da noi spesso battute perché terreno fertile per le nostre ciclo-avventure.
La prima è l’alta Valle Varaita, che ospita nella sua parte sommitale cime oltre i 3000 metri sorprendentemente ciclabili, e che colleghiamo alla Valle dell’Ubaye attraverso l’affascinante Col del Longet, famoso anche per i suoi numerosi laghetti.
Terza valle toccata, raggiunta attraversi il Col de la Noir, è la Valle di Guil, una delle tante perle del Queyras.
In questa location non potevamo di certo rimanere delusi! Infatti la giornata ci regala sorprese e colpi di scena… come l’incredibile bellezza e ciclabilità del Col Blanchatre, trascurato ingiustamente da tante carte geografiche.
Chiaretta
Da tanto tempo guardavo e studiavo le cartine alla ricerca di vie di salita alternative ai 10 km di asfalto che collegano Chianale al Colle dell’Agnello.
Avendo da pochi giorni ripercorso la discesa del Col Blanchet seguendo il giro del Pic de Caramantran (3021 m) (clicca), ho percepito come potenzialmente ciclabile in salita la sua parte finale, essendo un sentiero discretamente largo, con pendenze dolci e dal fondo buono.
E così, per rimanere fedeli al nostro biglietto da visita “le migliori discese fatte in salita”, andiamo a controllare se il mio occhio clinico mi dà ragione.
Lasciamo la macchina nel centro dell’abitato di Chianale e percorriamo trecento metri di asfalto verso il Colle dell’Agnello. Attraversando il ponte sulla sinistra, ci ritroviamo su una strada sterrata. Meno di un km ed ecco sulla sinistra l’inizio del nostro sentiero di salita (U21), ma decidiamo di proseguire ugualmente sullo sterrato che curva verso destra per guadagnare ancora in sella qualche metro di dislivello.
![]() |
| ... quasi al lago Blu un pò di portage ... |
Poco prima delle Grange Vasserot abbandoniamo la strada e prendiamo una fievole traccia di sentiero sulla sinistra che, attraversando il rio, ci riporta sul sentiero U21. Da qui in poi solo la forza, l’equilibrio e la determinazione saranno il motore per proseguire la salita in sella… e non ascoltare il cuore “fuori giri” non ancora pronto a quel tipo di fatica è davvero difficile.
![]() |
| ... il Lago Blu ... |
Il mio occhio clinico non mi ha tradito e, nonostante un po’ di piedi a terra, riusciamo a pedalare fino a 2300 metri (Grange dell’Antolina).
Bici a spalle e via… si prosegue! A 2530 metri tralasciamo sulla sinistra il bivio per il Lago Nero e per la Tour Real e continuiamo dritto su una piccola altura che soprassiede il Lago Blu. Proseguiamo a nord/ovest in modalità spingi/pedala verso il Col Blanchet, ma subito lo abbandoniamo per girare a sud verso il Colle del Longet (2649 m).
Il colle è un fantastico altopiano cosparso di graziosi laghetti ai piedi di maestosi tremila come i monti Salza e Mongioia… ed è interamente ciclabile!
A questo punto il mio studio delle cartine prevedeva minima percentuale di ciclabilità anche per il sentiero di risalita al Col de la Noire… e quanto mi piace aver ragione!!!
Infatti abbandoniamo sulla sinistra il sentiero che scende in Ubaye e procediamo in sella verso il Colle mentre il cuore torna a tamburellare. Un passaggio impegnativo di pochi metri tra placche di rocce mette in difficoltà Bobo che se ne esce con un dito gonfio e viola. Senza interpellare il mio sopra citato “occhio clinico” per far diagnosi di frattura, scelgo velocemente di arginare quel passaggio passando sulla ripida riva erbosa (via consigliata).
Procediamo in portage sul sentiero che ora si fa più ripido, per poi ritornare in sella nei pressi del Lac de la Noire. Ultimi metri a piedi e siamo finalmente al Col de la Noire (2955 m).
Ci troviamo a un quadrivio. Sulla sinistra parte il sentiero (Escursionisti Esperti) per il Pic de la Farneireita (3133 m), assolutamente inciclabile. Dritto a noi una splendida serpendina si tuffa verso il Refuge de la Blanche… e quella sarà la nostra discesa “WOW”. A destra si innalza maestosa la rocciosa Roc de la Niera, preceduta dalla figlia minore.
Ci troviamo a un quadrivio. Sulla sinistra parte il sentiero (Escursionisti Esperti) per il Pic de la Farneireita (3133 m), assolutamente inciclabile. Dritto a noi una splendida serpendina si tuffa verso il Refuge de la Blanche… e quella sarà la nostra discesa “WOW”. A destra si innalza maestosa la rocciosa Roc de la Niera, preceduta dalla figlia minore.
![]() |
| ... salita ruspante alla Petite Tête Noire ... |
Prendiamo quest’ultimo sentiero tra sfasciumi color verdastri scivolosissimi e, tra un passo incerto e una capriola, ci ritroviamo sulla Petite Tête Noire (3039 m). Sul lato nord/est della montagna intravediamo un sentiero di discesa, che evitiamo perché troppo esposto e pericoloso. Scegliamo quindi di ritornare verso il colle per la via di salita, dove Bobo riesce anche questa volta a dare lezione di equilibrismo.
![]() |
| ... discesa impegnativa dalla Petite Tête Noire ... |
A questo punto ritorna la nostra voglia di esplorazione e, come da programmi, ci dirigiamo verso la Roc de la Niera. Un traverso molto esposto che si snoda ai piedi della Petite tra gli sfasciumi che ora si tingono di nero ci costringe a proseguire con bici a spalle e tensione addosso. Ed ecco che alla fine del traverso arriva il colpo di scena della giornata: il paesaggio cambia, il sentiero è ora ben visibile e… incredibilmente ciclabile! Dal colletto parte una breve discesa con stretti tornanti, poi una dolce risalita… in un ambiente austero di una bellezza stratosferica.
![]() |
| ... discesa aerea dal Col Blanchatre ... |
Spingiamo infine la bici fino alla base della Niera… alziamo gli occhi in su e ci sentiamo piccoli di fronte a quell’enorme roccia che pare inaccessibile. Quel posto super figo viene riportato ingiustamente solo su alcune carte con il nome di Col Blanchatre (3088 m).
Ma lo stupore non finisce qui! Anche la parte sommitale dell’arrotondato e panoramicissimo Costole della Niera si presta molto bene ad essere pedalato.
Ma lo stupore non finisce qui! Anche la parte sommitale dell’arrotondato e panoramicissimo Costole della Niera si presta molto bene ad essere pedalato.
![]() |
| ... panoramico retro-front ... |
Decidiamo quindi di tentare la discesa per quella via, ma veniamo arrestati a quota 2900 da alcuni passaggi delicati ed esposti che non concedono sbaglio. A questo punto non ci resta che fare retro-front e ripercorrere la strada fatta precedentemente fino al Col de la Niera.
Qui ci aspetta il sentiero verso il Refuge de la Blanche che poco prima aveva illuminato il nostro sguardo: un’infinita serie di tornanti dal fondo perfetto da affrontare tutti di un fiato in nose-press senza quasi mettere piede a terra… WOW!!!
Qui ci aspetta il sentiero verso il Refuge de la Blanche che poco prima aveva illuminato il nostro sguardo: un’infinita serie di tornanti dal fondo perfetto da affrontare tutti di un fiato in nose-press senza quasi mettere piede a terra… WOW!!!
![]() |
| ... discesa epica dal Col de la Niera ... |
Pausa birra al rifugio (2500 m) e si riparte, più carichi che mai. Proseguiamo in portage a passo spedito fino al Col de Saint-Veran. Bobo accelera il passo… e in un nano secondo lo rivedo sbucare sul Pic de Caramantran (3025 m).
Io aspetto qualche minuto al colle, poi inizio la discesa verso Chianale.
Io aspetto qualche minuto al colle, poi inizio la discesa verso Chianale.
![]() |
| ... foto di vetta del Pic de Caramantran ... |
Il sentiero U20 non si presenta molto bene, e forse è l’unica nota negativa di questo tour: sentieri molto scavati e stretti, il pedale che si incastra facilmente, falsi sentieri collaterali formati dai tanti passaggi delle mucche, l’erba alta, alcuni passaggi da fare a piedi… rendono questa lunga discesa molto discontinua e poco divertente. Per chi volesse una garanzia di divertimento consigliamo quindi dal Refuge de la Blanche di risalire al Col Blanchet.
Ritorniamo a Chianale chiudendo un anello abitumico quasi perfetto con l’emozione di aver tirato fuori dal cilindro magico un altro piccolo angolo di paradiso cicloalpinistico!
Ritorniamo a Chianale chiudendo un anello abitumico quasi perfetto con l’emozione di aver tirato fuori dal cilindro magico un altro piccolo angolo di paradiso cicloalpinistico!
Chiaretta
Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:
Dati del giro:
Chianale – Lago Blu – Colle del Longet – Col de la Noire – La Petite Tête Noire – Col Blanchatre – Col del la Noire – Refuge de la Blanche – Col de Saint Veran – Pic de Caramantran - Col de Saint-Veran - Chianale
Presenze: Bobo, Chiaretta
Quota di partenza: 1800 m (Chianale)
Quota Max: 3088 m (Col Blanchatre)
%20copy.jpg)
Presenze: Bobo, Chiaretta
Quota di partenza: 1800 m (Chianale)
Quota Max: 3088 m (Col Blanchatre)
%20copy.jpg)
Dislivello: 2100 m
Ciclabilità salita:
Ciclabilità discesa:
Difficoltà:
Sviluppo: 27 km
Ciclabilità salita:
Ciclabilità discesa:
Difficoltà:
Sviluppo: 27 km
%20copy.jpg)
%20copy.jpg)
%20copy.jpg)
%20copy.jpg)
%20copy.jpg)
%20copy.jpg)
%20copy.jpg)
%20copy.jpg)
%20(1)%20copy.jpg)
%20copy.jpg)
%20copy.jpg)
%20copy.jpg)
%20copy.jpg)
Nessun commento:
Posta un commento