Il Malacosta è un bel tremila che avevamo già raggiunto nel 2022 durante un epico ciclo-massacro che seguendo la via di cresta ci aveva permesso di unire il passo dell'Autaret al passo Mongioia; quella volta avevamo toccato una bella serie di tremila tra cui l'Autaret, il Pelvo di Ciabrera, la Punta del Vallone del Lupo e appunto la Testa di Malacosta per poi scendere al passo Mongioia e chiudere l'anello sul sentiero classico del Varaita di Rui (vedi via di accesso al Salza/Mongioia). Una cima spettacolare come il Malacosta meritava però una discesa tutta sua e non un semplice passaggio in cresta ... oggi vediamo di rimediare inventando salita e discesa inedite in modo da cucire un nuovo, bellissimo anello imperdibile per gli amanti del genere!
Bobo
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| ... Testa di Malacosta, gran discesa! |
Per portare la bici a 3200 metri in una giornata come quella di oggi bisogna crederci davvero: il meteo non promette nulla di buono ma da troppo tempo l'agenda reclama questo anello! Partiamo dal Rifugio Melezè e pedaliamo i primi 200 di dislivello lungo la sterrata di fondovalle al cospetto della Rocca Senghi; superata la Grange Prato Rui potremmo agevolmente seguire il sentiero (U26) che si inerpica a tornanti lungo il vallone di Rui ma decidiamo di concederci una breve variante.
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| ... il Vallone del Varaita di Rui ... |
Proseguiamo quindi la ripida carrareccia per Pian Ceiol (U27) e una volta superato il ponte e pedalato la rampa che precede il pianoro, abbandoniamo la carrareccia per prendere a destra delle non evidentissime tracce di sentiero. Con un traverso ciclabile a tratti, ritorniamo sul sentiero principale che risale il vallone di Rui (U26).
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| ... le Grange Sablus ... |
Qui proseguiamo spingendo le nostre bici fino al primo pianoro dove ritorniamo a dare qualche colpo di pedale: fino a qui tutto conosciuto ma a quota 2390 metri sulla nostra sinistra si stacca un sentiero inerbito che da inizio alla nostra esplorazione. Il primo obbiettivo è quello di puntare alle Grange Sablus ben visibili duecento metri sopra la nostra testa.
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| ... tanto portage, tanto onore! |
Per ora il meteo tiene e quindi passati definitivamente in modalità bici in spalla proseguiamo lungo il sentiero in ottimo stato che dopo poco si biforca; noi prendiamo la traccia meno evidente a destra, mentre la traccia di sinistra sarà la nostra discesa nel caso dovessimo riuscire a completare il nostro anello come da programma.
Per arrivare alle Grange Sablus bisogna improvvisare un pò e navigare a vista perché il sentiero a causa della vegetazione e del passaggio delle mucche tende a perdersi. Senza grossi problemi arriviamo su un altopiano e in breve alle spettacolari Grange che dominano la valle. Qui il sentiero diventa più evidente compiendo un traverso seguito da una serie di tornanti inerbiti, ben visibili dal basso.
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| ... contrasti e passaggi impegnativi ... |
Un secondo lungo traverso sotto la Punta Mait ci impegna con un paio di attraversamenti di frane e precede un tratto più ripido ed impegnativo. Nel frattempo le nuvole ci avvolgono e rendono tutto più complicato, ma decidiamo di continuare ugualmente. Superiamo quindi il tratto ripido tra i 2750 e i 2900 metri di quota non senza fatica.
Qui finalmente il vallone si distende e le nuvole ci concedono una vista sulla nostra meta. Riusciamo anche a dare qualche colpo di pedale prima di giungere al il Col de Rubren (3053 m) sullo spartiacque Varaita/Ubaye. A questo punto non ci resta che ripercorrere la via di cresta che avevo percorso in senso inverso 4 anni prima.
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| ... ultimo sforzo, quasi in vetta! |
Francamente pensavo che le nostre fatiche fossero ormai finite perché questo tratto lo ricordavo decisamente più semplice, invece forse a causa del terreno reso scivoloso dalla forti piogge delle ore prima ci ritroviamo decisamente impegnati in alcuni tratti di "arrampicata" bici in spalla. Non ci perdiamo d'animo e nonostante inizi pure a piovere finalmente raggiungiamo la piatta sommità della testa di Malacosta (3212 m).
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| ... il colle di Malacosta ancora tra le nubi ... |
Sosta breve causa pioggia e freddo, ma il paesaggio è lunare con versante italiano immerso in un mare di nubi con mille sfumature di grigio, sole ed azzurro su quello francese ... spettacolo!
Prima parte di discesa sulla linea di confine fino al colle di Malacosta (3064 m) semplicemente commovente e velocissima con sentierino disegnato sul brecciolino fine.
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| ... Valle Braiso del Colle ... |
Al colle la musica cambia e ci tuffiamo nelle nubi sul versante Varaita. Con un traverso abbastanza ripido su detriti seguiamo delle sporadiche tracce. Si riesce a stare in sella ma i primi cento metri di discesa non sono il massimo; man mano che si scende il detrito lascia il posto ai prati d'alta quota e il sentiero diventa sempre più evidente e divertente.
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| ... ambiente incredibile ... |
Ha smesso di piovere e scendiamo dalla bici soltanto per attraversare un paio di rii, per ora ciclabilità totale e ambiente bucolico. Proseguiamo il sentiero che aumenta la sua pendenza e passa sulla dorsale destra idrografica della "Valle Braiso del Colle".
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| ... riappare la Rocca Senghi, missione riuscita! |
Il sentiero è tutto a tornanti e divertentissimo, una vera perla nascosta che merita di entrare tra le più belle discese cicloalpinistiche di questa zona! Senza neanche accorgercene ci ritroviamo a confluire sul sentiero (U26) affrontato la mattina e non ci resta che seguirlo per ritornare alla base dove ci aspettano birra e polenta.
Bobo
Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:
Rifugio Melezé - Sant'Anna di Bellino - Vallone di Rui - Grange Sablus - Col de Rubren - Testa di Malacosta - Colle di Malacosta - Valle Braiso del Colle - Sant'Anna di Bellino - Rifugio Melezé
Presenze: Bobo, Chelone, Nicola
Quota di partenza: 1812 m (Rif. Melezé)
Quota Max: 3212 m (Testa di Malacosta)
Disl.: 1510 m
Ciclabilità salita: 20%
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