Lontana dal cuore valdostano, la Valle del Lys (o di Gressoney) è la prima valle della regione che permette di raggiungere quote molto alte arrivando dalla pianura. A caratterizzarla infatti è la presenza al suo apice del Massiccio del Monte Rosa con una delle sue vie di risalita più comoda e frequentata.
Oggi decidiamo di andare a ficcare il naso sulla famosa Alta Luce unendo al giro anche il Corno del Camoscio. Due gite al prezzo di uno ... per stare coerenti con il periodo dei saldi! Niente svendite invece sulla bellezza di queste due cime che offrono una visuale emozionante su parte del ghiacciaio del Lys.
Chiaretta
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| ... in vetta al Corno del Camoscio ... |
Ci spingiamo in auto fino al fondovalle, dove lasciamo l’auto a Staffal (1825 m), frazione di Gressoney-La-Trinè, nei pressi del grosso parcheggio degli impianti di risalita.
Un centinaio di metri sotto al parcheggio, sulla sinistra idrografica, parte la nostra sterrata. Dei cartelli indicano il divieto di risalita in periodo invernale.
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| ... sterratone interminabile e ripidissimo ... |
Nei primi due km sgambettiamo allegramente, ancora ignari del fatto che quello sarà l’unico tratto di salita con pendenze “umane”.
Poco prima dei casolari (rifornimento idrico) si stacca sulla sinistra uno sterratone verticale e stupiti ci domandiamo… “non dovremo mica risalire lì?” Ahimè, risposta affermativa.
Forza e coraggio, e iniziamo le lodi mattutine con quella via crucis ammazza-gambe che ci accompagnerà per mille metri di dislivello.
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| ... parte finale della salita al Corno del Camoscio ... |
Tutta la larga strada sterrata ripercorre il grande comprensorio sciistico del Monterosa Ski fino al Passo dei Salati con pendenze mai sotto al 10 %.
Io alterno colpi di pedale a spintage. Invece Bobo, che oggi è in gran forma, procede determinato a zig-zag aumentando drasticamente la ciclabilità della salita, tanto da competere con gli unici bike incontrati dotati di motorino.
Io alterno colpi di pedale a spintage. Invece Bobo, che oggi è in gran forma, procede determinato a zig-zag aumentando drasticamente la ciclabilità della salita, tanto da competere con gli unici bike incontrati dotati di motorino.
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| ... la piatta vetta del Corno del Camoscio ... |
Il luogo antropizzato e il rumore costante degli impianti di risalita privano di fascino quell’ambiente montano e tolgono in parte il piacere a chi, come noi, è amante di luoghi meno commerciali dove l’unico ronzio è quello dei tafani.
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| ... per tutta la giornata vista "Rosa" ... |
Arrivati al Passo dei Salati (2980 m) abbandoniamo finalmente la larga sterrata per risalire in portage per poche decine di metri fino al Corno del Camoscio (3024 m), primo obiettivo odierno.
Sotto gli occhi della Piramide Vincent e delle altre cime del Massiccio del Monte Rosa ritroviamo l’entusiasmo e lo stupore.
Sotto gli occhi della Piramide Vincent e delle altre cime del Massiccio del Monte Rosa ritroviamo l’entusiasmo e lo stupore.
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| ... portage sul sentiero che porta al Rif. Mantova ... |
La musica cambia anche per la discesa: un divertente e veloce sentiero ci porta al Col d’Olen (2880 m) e prosegue fino a ricongiungersi alla sterrata della nostra salita (2710 m).
Si scende ancora con qualche taglio fino ad incontrare un bivio (2520 m) dove un cartello ci invita a proseguire per il Rifugio Orestes Hutte.
Si scende ancora con qualche taglio fino ad incontrare un bivio (2520 m) dove un cartello ci invita a proseguire per il Rifugio Orestes Hutte.
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| ... quasi in vetta all'Alta Luce ... |
Abbandoniamo la strada precedentemente percorsa e perdiamo quota su un’altra sterrata (6B), poi un pianoro ci porta ai piedi del rifugio.
La nostra dose di stradoni per oggi si è finalmente conclusa e il paesaggio volta faccia. Un veloce portage, una meritata bibita al Rifugio (2600 m) … e si riparte in un ambiente ora più selvaggio e meno civilizzato, accompagnati dal colore ramato delle rocce.
La nostra dose di stradoni per oggi si è finalmente conclusa e il paesaggio volta faccia. Un veloce portage, una meritata bibita al Rifugio (2600 m) … e si riparte in un ambiente ora più selvaggio e meno civilizzato, accompagnati dal colore ramato delle rocce.
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| ... Alta Luce (3184 m) ... |
Proseguiamo in portage sul sentiero 6B, per poi continuare sul 6A direzione Rifugio Città di Mantova, sentiero balcone sui ghiacciai.
A quota 3130 m svoltiamo a sinistra e, seguendo le frecce gialle e gli ometti che spuntano nella pietraia, raggiungiamo la nostra Cima Coppi… l’Alta Luce!
A quota 3130 m svoltiamo a sinistra e, seguendo le frecce gialle e gli ometti che spuntano nella pietraia, raggiungiamo la nostra Cima Coppi… l’Alta Luce!
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| ... vista aerea sulla valle del Lys ... |
Gli occhi si illuminano alla vista del ghiacciaio del Lys così vicino ... una visuale che assegna immediatamente un cinque stelle a questa cima.
Tutti in sella, pronti ad affrontare la discesa (7C) che si sviluppa sul lato sud/est della montagna scendendo in picchiata al Colle Salza… discesa che si rivela essere ciclabile solo nella parte alta.
Tutti in sella, pronti ad affrontare la discesa (7C) che si sviluppa sul lato sud/est della montagna scendendo in picchiata al Colle Salza… discesa che si rivela essere ciclabile solo nella parte alta.
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| ... parte alta della discesa dalla vetta ... |
Tornantini stretti, scavati ed esposti rendono infattibile la parte prossimale al colle.
Stesso destino per i successivi 50 metri verso valle, dove il fondo scivoloso ha reso necessario attrezzare il sentiero con maniglioni e gradini. La lunga discesa nel Vallone di Salza è il massimo della libidine per gli amanti del ipertecnico, da fare con mente lucida perché non concede relax.
Stesso destino per i successivi 50 metri verso valle, dove il fondo scivoloso ha reso necessario attrezzare il sentiero con maniglioni e gradini. La lunga discesa nel Vallone di Salza è il massimo della libidine per gli amanti del ipertecnico, da fare con mente lucida perché non concede relax.
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| ... discesa spettacolare del Vallone di Salza ... |
Più scorrevole nella parte alta, cattiva e impegnativa man mano che si perde quota, complice anche la stanchezza. Un susseguirsi di ostacoli, gradoni, tornanti stretti, passaggi delicati… roba da veri intenditori!
Nel fondovalle affianchiamo il Torrente Lys che ci riaccompagna alla base un po’ provati dalla lunga e faticosa discesa, ma entusiasti di questa bellissima nuova avventura in un ambiente da sogno!
Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:
Dati del giro:
Chiaretta
Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:
Dati del giro:
Staffal – Rifugio Gabiet – Passo dei Salati – Corno del Camoscio – Col d’Oleon – Rifugio Orestes Hutte – Alta Luce – Colle Salza – Vallone di Salza - Staffal
Presenze: Bobo, Chiaretta
Quota di partenza: Staffal (1825 m)
Quota Max: 3184 m (Alta Luce)
Dislivello: 2150 m
Ciclabilità salita: 70%
Ciclabilità discesa: 92%
Difficoltà: BC+/OC
M3/T3(T5)/E3
Presenze: Bobo, Chiaretta
Quota di partenza: Staffal (1825 m)
Quota Max: 3184 m (Alta Luce)
Dislivello: 2150 m
Ciclabilità salita: 70%
Ciclabilità discesa: 92%
Difficoltà: BC+/OC
M3/T3(T5)/E3
Sviluppo: 28 km
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