giovedì 30 settembre 2010

Giro del Colle di Rui

Val Maira

Questo fine stagione ci regala un altro gioiello della più bella e incontaminata valle cuneese: incastrandoci tra una perturbazione e l'altra mettiamo insieme una gita in quota di classe, coronata da una discesa interminabile e di grande soddisfazione all'ombra delle severe pareti del gruppo Castello-Provenzale. Un giro di impegno fisico deciso ma non esagerato, che merita di diventare un classico!
Colle Rui ... discesa D'OC ... (Foto Chiara)

Il quartetto di oggi, comprendente il coriaceo Rino e la determinatissima Chiaruzza, ormai entrata di diritto nello "zoccolo duro", lascia di buon'ora (quasi...) le case di Lausetto (1523 m) all'inizio del collaudato vallone di Traversiera. Risaliamo con comodo lo stradone fino alla Madonna delle Grazie, e dopo una coppia di tornanti passiamo tra due baite in un ampio pianoro (grange Morletto, 2219 m). Sulla sinistra parte una traccia nel prato, poco evidente e priva di segnalazioni, che costeggia due laghetti e rimonta un dosso erboso: seguendo le piste degli animali usciamo sulla solare conca del Pra Riondo nel vallone di Fissela, sotto il duro versante Nord del monte Cervet.
Un'altra possibilità, meno diretta ma sicuramente meno faticosa e con meno bici a spinta consiste nel proseguire la militare lungo il vallone di traversiera fino a circa quota 2350 m, dove a dx si stacca una evidente carrareccia che portava a una ex-cava ora dismessa. Da qui si guadagna un colletto che immette nel vallone di Fissela (tratto duro ma  pedalabile); qui per tracce abbastanza evidenti si taglia il vallone fino a rintracciare il sentiero GTA del Rui.

Salita al colle Rui in ambiente lunare ... (Foto Chiara)
Qui ci raccordiamo a una vecchia mulattiera militare coi segnavia bianco-rossi della GTA che risale il vallone in direzione del colle di Rui, e la frescura di questa magnifica giornata autunnale ci allevia la fatica dei frequenti tratti a spinta.
Superiamo diversi dossi in un ambiente sempre più pietroso, e in vista dell'ultima rampa prima del colle (slargo con ometti, 2680 m ca.) prendiamo a destra per tracce che diventano presto un marcato sentierone, a tratti in ottimo stato e quasi tutto ciclabile in salita.
"Spintage" appagante verso il Passo di Lauset
Si tratta del finale della spettacolare mulattiera ex-militare, che provenendo dalla zona del M. Bellino collegava diverse postazioni in quota attraverso i colli di Traversiera e Val Fissela: un "prossimamente" da verificare, di cui quello percorso oggi sembra il tratto più appagante per il cicloalpinista.
Per la Luna... sempre dritto, non puoi sbagliare...
Saliamo dunque la silenziosa, appartata conca sotto il Monte Freide e con qualche tornante, tra fortini ottocenteschi e resti del più recente Vallo Alpino, arriviamo all'ampia insellatura del Passo di Lauset (2889 m), punto culminante dell'antico percorso. Il tempo si è incupito e minaccia tempesta, ma non possiamo restare indifferenti alla vista strepitosa sul gruppo dello Chambeyron di fronte a noi. Ci attardiamo a visitare la piccola postazione in galleria, ancora in ottimo stato, che difendeva il colle, e a spiare da un vicino intaglio verso destra il panorama verso la Colletta e i resti della strada sotto il M. Albrage, quasi del tutto coperti dalle frane.
Dopo la pausa pranzo ci bardiamo per bene, fa quasi freddo, non ci resta che raggiungere Chiappera...
Qualche nuvola, ma il Brec ci osserva anche in questa discesa!!!
Si comincia con puro divertimento, ripercorrendo in scioltezza il tratto fino al bivio del Colle di Rui, poi risaliamo in pochi minuti al colle (2708 m) e ci affacciamo sul selvaggio vallone tra il Cervet e il complesso Castello-Provenzale, che ci terrà compagnia per il resto della discesa. Il primo tratto, fino alla Colletta (2556 m), è uno di quei traversi sotto cresta che da soli giustificano qualsiasi fatica per arrivare in quota: fondo perfetto, sensazioni di volo in aereo, vista impagabile da tutti i lati. Con frequenti soste fotografiche scendiamo poi ampi, scorrevoli pendii prativi, lasciamo sulla destra una caserma abbandonata e ci avviciniamo alle guglie con una serie di entusiasmanti curvoni su "moquette" erbosa. Passiamo sotto uno scenografico masso in bilico e ci troviamo di fronte in tutta la sua imponenza l'impressionante parete Est della Rocca Castello.
Da qui, traversando a destra su sfasciumi, è possibile raggiungere il colle Greguri... ma ce lo lasciamo per la prossima e restiamo sul sentiero che picchia verso il pianoro di pascoli là in fondo. Cadono due goccine ma è un falso allarme e, tra nuvoloni neri e squarci di sole, arriveremo alla base schivandola ancora una volta.
Un Oronaye glassato all'orizzonte ...
Dobbiamo perdere 500 m attraverso una serie di difficoltà da mettere alla prova il biker più incallito: ruvidi tornantini, pietroni, ripido smosso, c'è proprio di tutto di più e quando arriviamo tra le mucche, ormai alla base della Provenzale, lasciamo raffreddare freni e polsi.
Siamo in vista di Chiappera e il sentiero, più scorrevole, si mantiene comunque interessante fino all'ultimo metro prima delle case. Un principio di colori autunnali saluta il nostro trionfale ingresso nella deserta piazza della chiesa (1614 m) e chiude una delle più lunghe, spettacolari e sostenute discese della nostra carriera (lo sappiamo... lo diciamo troppo spesso!!!).
Si è fatto tardi, rinunciamo a chiudere in eleganza col noto Sentiero Occitano e ci buttiamo sull'asfalto fino a Villaro (1399 m), per risalire all'auto con un chilometro di pura fatica. 
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La Rocca Castello in tutta la sua imponenza 

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:
Dati del giro:
Anello Lausetto -. Grange Morletto - vallone Fissela- passo di Lauset - colle Rui - Chiappera - Villaro - Lausetto

Presenze: Bobo, Roberto, Rino, Chiara

Quota di partenza: 1523 m (Lausetto)

Quota Max: 2889 m (passo di Lauset)


Disl.: 1600 m

Ciclabilità salita: 75%

Ciclabilità discesa: 98%

Difficoltà:  OC/OC
                  M1(M4)-T3-E2


Sviluppo: 30 km
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30 Agosto 2010 - Anello del Monte Bellino


12 Agosto 2014
A monte della Madonna delle Grazie, invece di risalire il vallone di Fissela ci manteniamo sull'ampia carrareccia militare percorrendola interamente, su fondo abbastanza regolare e senza strappi, fino alla Colletta (2830 m). Prendiamo quindi a sinistra, come per la classicissima traversata del M. Bellino, ma al bivio manteniamo la direzione Sud puntando verso lo scosceso paretone del Monte Albrage. Comincia qui un lungo, spettacolare traverso che alterna tratti ciclabili e qualche minuto di portage in ambiente estremamente selvaggio, con panorama (ed esposizione!) sul vallone appena risalito. Sempre tenendo la traccia dell'ex mulattiera militare, sfioriamo il colle di Traversiera (2854 m), passiamo sotto la parete dell'Albrage (pietraia non ciclabile dove il sentiero quasi si perde) e giungiamo in vista del cucuzzolo giallastro del Baraccone (2912 m).
A questo punto evitiamol'invitante traccia che prosegue dritto (breve passaggio molto esposto e franoso) e svoltiamo a destra, risalendo bici in spalla un paio di tornanti che conducono al più sicuro colle di val Fissela (2872 m). Con percorso orizzontale contorniamo sulla destra il Baraccone e arriviamo al  paso di Lauset, dove inizia la discesa verso il colle di Rui.
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12 Agosto 2014
Alla fine della prima serie di tornanti tecnici, proprio alla base del gruppo Castello-Provenzale (2150 m ca.), seguiamo l'indicazione sulla destra  per il colle Greguri (2319 m), che si raggiunge con mezz'ora di tranquillo portage. Dal colle il sentiero prosegue in discesa verso l'ampia conca del Maurin, offrendo rilassanti traversi che si alternano a ripide picchiate su sentiero sconnesso, con tornantini e ripidoni per tutti i gusti. Alle grange Rivero (2067 m) pieghiamo verso sinistra, scendiamo a guadare il torente e raggiungiamo la sterrata di fondovalle alle grange Collet, da dove velocemente si scende a Chiappera (1612 m).
Da Chiappera si può tornare alla base seguendo la strada asfaltata, oppure come abbiamo fatto noi passare dentro il paese e prendere la vecchia militare che rimonta fino a La Crocetta (1669 m) e scende velocemente a Saretto (1530 m), dove finalmente si recupera la strada principale.  
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4 commenti:

Andrea ha detto...

Bel giro, fatto quest'estate dopo aver provato il Bellino diciamo che merita più del suddetto, perchè oltre alla vista magnifica ci aggiungi una lunga discesa tecnica.. Unica pecca devi portare un po' la bici per guadagnarti la cima (colle)!

Anonimo ha detto...

Ciao Bobo e Roberto,
ieri sono stato a fare il giro, con salita al Monte Cervet dal Culle del Rui, superlativa la discesa, vietato sbagliare anche qui!!!
Luciano Pinerolo

Enrico ha detto...

Ciao a tutti, come esperto conoscitore della valle propongo una bella variante a questo giro:partenza da Acceglio, salita classica alla Colletta (Rif. Carmagnola) sentiero a sin sotto il Bellino, Colle Traversiera, Colle della Val Fissela Quota 2912 detta Il Baraccone, discesa al passo Lauset e poi come da descrizione fino a Chiappera. Poi assolutamente sterrato fino alla Crocetta sopra Saretto (Percorso occitano), Colonia, sempre P.O. fino alla Chiesa di San Maurizio poi bel sentiero che parte da Frazione Oliva fino ad Acceglio senza quasi toccare asfalto.Il traverso in quota è ciclabile fino poco oltre il colle Traversiera, poi bici a spalle evitando il colle val Fissela si arriva direttamente sul Baraccone (mezz'ora circa a piedi). Il P.O. è quasi tutto ciclabile tranne un punto con frana e albero in mezzo. Le brevi risalite sono pedalabili.
Attenzione a imboccare il sentiero a Oliva (e non da Lausetto) che all'inizio non è ben visibile ma si intuisce facilmente e c'è solo quello (forse c'è qualche segnalazione o tacca). Fatto così il giro è più pedalabile e si compie un bel giro ad anello. Io ho salito e sceso in bici anche il M.Freide. Ciao a tutti
Enrico

Chicca ha detto...

Superlativo!!Giro fatto ieri (24/7/14). Rispetto la descrizione abbiamo lasciato le auto a Villaro.Per rintracciare il gta che sale al Rui siamo ancora andati avanti lungo la carrozzabile per il Bellino ed abbiamo poi imboccato sulla sinistra la strada che sale allla ex cava di marmo: superata si sale ad un colletto senza nome e si percorre un traverso stretto e leggermente esposto che porta al gta.
Il p.o. da Chiappera via Crocetta è consigliato: solo due alberi in mezzo ed una franetta nel tratto sopra Ponte Maira. Scesi a ponte maira per il P.O. variante.

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