domenica 22 luglio 2012

La Balconata monte Ciaval / Vaccia / Sambuco

Valle Stura di Demonte

Dopo averla osservata per anni dalle vette vicine, con colpevole ritardo, finalmente troviamo il tempo per andare a testare la mitica Balconata di cresta tra i valloni Ischiator & Piz, che dall'anno scorso è diventata una delle discese più gettonate della zona: per rimediare a questa onta e dare anche questa volta il nostro apporto "esplorativo" ci escogitiamo un portage massacrante (da veri Ciclopirla) in un vallone sconosciuto che attacca la balconata dal versante opposto a quello finora percorso da quelli che ci hanno preceduto. La salita seppur assai avventurosa la sconsigliamo vivamente e vi invitiamo a optare per la classica via di arroccamento Pietraporzio - Pian della Regina - Ciaval (sentiero P28), mentre non possiamo che decantare la Balconata e la discesa su Sambuco, un vero fiore all'occhiello per gli amanti del cicloalpinismo!!! ... e ora largo ai giovani con il resoconto della nostra più grande promessa in chiave futura ...
Bobo
... il sentiero Balcone Ciaval / Vaccia ... 
Al venerdì prima del giro ancora siamo indecisi sul da farsi… Bobo ha però un po’ di idee in testa anche se ormai, in valle Stura, è praticamente un local e ha fatto quasi tutto il fattibile! Mi dice di un sentiero, presente solo su alcune carte, che dal Vallone dell’Ischiator sale alle pendici dei monti Ciaval e Vaccia, passando per il vallone Gias Verde. Io come al solito accetto senza pensarci, l’importante è stare in sella (?) in mezzo ai monti! Arrivando in valle troviamo Rena e increduli scopriamo che anche lui aveva pensato allo stesso giro…pensare che Bobo e Rena non si conoscono!!! ... ottimo, si parte!
Iniziamo l’anello dal parcheggio delle terme di Vinadio (1305 m), salendo su asfalto fino a Besmorello(1451 m). Proseguiamo su una strada bianca, in direzione del rifugio Migliorero (2100m). Questa prima parte di salita ci permette di scaldare le gambe, e si pedala bene su pendenze non esagerate.Proseguiamo tenendo la destra su un sentiero molto frequentato dagli escursionisti e ben segnalato, in direzione del rifugio.
... un vero toccasana per il mal di schiena ...(foto Amedeo)
Nel pianoro di quota 2000 una palina indica la nostra salita… ancora non sappiamo come sarà, ma dando uno sguardo al pendio si fa presto a capirlo…! Il sentiero che risale il vallone Gias Verde è segnalato ma, dopo poche centinaia di metri, a causa della nebbia e dei segni rossi e bianchi non troppo visibili, perdiamo la traccia, tenendoci troppo sulla destra. Torniamo di poco indietro e ritroviamo il sentiero. Fortunatamente l’erba non è bagnata e riusciamo a camminare senza danni… Guardando la cartina capiamo che per non perdere nuovamente il sentiero bisogna salire dritti, senza traversare in nessuna direzione. Continuiamo a salire (sempre con la bici in spalla), il sentiero diventa sempre meno sentiero e sempre più pietraia, in alcuni punti bisogna aiutarsi con le mani... Seguiamo i segni, con qualche sosta per riprendersi , mai troppo lunga a causa dell’aria frizzante che in breve, stando fermi, diventa aria fredda. A quota 2500 m circa dobbiamo fermarci non vedendo più nessun segno… Diamo uno sguardo ad altimetro e cartina accorgendoci che siamo piuttosto vicini al sentiero.Continuiamo a salire per un breve tratto e, tenendo la destra,troviamo finalmente un bollo rosso e bianco che indica che siamo finalmente sul sentiero giusto: l'ulteriore conferma arriva dopo pochi metri quando troviamo la balise che si trova alla confluenza del sentiero P28 (proveniente dal Pian della Regina) con il tratto attrezzato a corde che svalica la Costabella del Piz (proveniente dal passo di Rostagno): ci troviamo a una ventina di metri sotto la vetta del monte Ciaval sul versante Ischiator.
... alta scuola del "Portage" ... Rena in action ... (foto Amedeo)
... da qui inizia il bello ...
La nebbia di oggi non ci ha aiutato, ma comunque in ogni caso è necessario per chiunque volesse seguirci prestare molta attenzione, poiché i segni non sono sempre bene in vista!!
Dopo un breve traverso su una pietraia, per ora la bici non è ancora scesa dalle spalle, arriviamo finalmente su un vero e proprio sentiero. Scendiamo di qualche metro e riusciamo a inforcare la bicicletta! Non ci sembra vero ma oltre alla traccia che è quasi interamente ciclabile (almeno nei tratti in discesa) riceviamo un regalo dalle nuvole, che decidono di dileguarsi e ci permettono di goderci il panorama sul vallone… non possiamo negare le soste per le foto, ne scattiamo a decine!! In questo tratto dell’itinerario l’esposizione non manca, è meglio stare all’occhio e limitare i "nosepress" e altre "pirlate" che potrebbero costarci care
... Corborant ... Ischiator ... e "Cavalletta"...
... un traverso interminabile e spettacolare come ce ne sono pochi ...
Proseguiamo l’infinito traverso, un sali-scendi faticoso ma molto divertente, e arriviamo alla Colletta Bernarda (2400m), da cui proseguiamo in direzione delle casermette del monte Vaccia (sentiero P25), su uno splendido single track dal fondo smosso. Alle casermette un cartello indica le due possibilità di discesa: si può scegliere se scendere direttamente ai Bagni oppure proseguire in direzione Sambuco allungando l’itinerario (sentiero GTA - P56). Noi ovviamente teniamo la sinistra e scegliamo il percorso più lungo… la scelta ci comporterà la risalita su asfalto fino ai Bagni, ma ne varrà la pena!!
... casermette del Vaccia, uno dei panorami più belli di tutta la valle ...
La discesa è qualcosa di spettacolare. In montagna di discese belle ce ne sono tante, ma spesso bisogna adattarsi a posti che rifiutano la bicicletta. Questa volta, invece, siamo su un percorso che sembra nato apposta per la mountain! Dopo le casermette si prosegue nel pratone, si entra dentro un conca erbosa e poco dopo si segue la traccia, escluso un breve tratto in salita, è tutto dislivello negativo che presenta diversi tipi di terreno: si parte subito con un bel tratto tecnico (mi ritrovo in mezzo al passaggio… non resta che provarci senza pensarci troppo), proseguendo poi sul festival del tornantino, un bel ripidone odiato da serie sterzo e forcella…. E come al solito il grande Rena ci stupisce con effetti speciali nei passaggi più ostici…
... festival del tornante ...
Finita la gara a chi alza meglio la ruota dietro entriamo nel bosco, qui il terreno si fa più veloce con qualche intermezzo tecnico, gli amici Cinghialtracks si sentirebbero a casa: curve veloci, salti, spondine … non finisce mai, e il tutto si fa sentire sugli avambracci!
Arriviamo su una stradina asfaltata, "game over". Chi le ha, mette le protezioni nello zaino, prendiamo a destra perdendo preziosi metri di dislivello su asfalto fino a sbucare sul primo tornante della strada che da Pianche sale ai Bagni; avremmo potuto proseguire ancora la discesa fino a Sambuco, ma la risalita su asfalto sarebbe diventata ancora più lunga (l’ideale è lasciare la macchina a Pianche). Risaliamo alle macchine concludendo un giro da manuale ... sempre, cicloalpinisticamente parlando!!

Ps: è stato un piacere girare tutto il giorno con il grande Bobo e con il "guru" del CAI di Acqui Terme, Renato, due maestri di cicloalpinismo!!
Amedeo "Cavalletta"
 
... un grande itinerario d'alta quota ... (foto Amedeo)
Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:
Dati del giro:

Anello Bagni di Vinadio - Besmorello – Vallone Gias Verde –Monte Ciaval - Colletta Bernarda – Casermette del Monte Vaccia – Sambuco –Bagni di Vinadio

Presenze: Bobo, Amedeo (Cavalletta), Rena

Quota di partenza: 1305 m (Bagni di Vinadio)

Quota Max: 2600 m circa (Sentiero Balcone)

Disl: 1750m circa

Ciclabilità salita: 60%

Ciclabilità discesa : 95%

Difficoltà: BC (n.c.)/OC+
                  M3-T4-E3

Sviluppo: Km 30 circa

4 commenti:

Anonimo ha detto...

meravigliosi ragazzi!!!
mi sono commosso vedendo le vostre foto ho rivissuto le emozioni della mia avventura solitaria dell'anno scorso!!!
sono sempre più fiero di avervi preceduto su quella che per ora resta la mia più bella esperienza di mtb alpina!!!
grazie a tutti e in particolare a Bobo per esservi immolati sulla nuova variante del gias verde per aspettarmi per fare la versione "hard project" ...ehi bobo quando vuoi ci sono!!!

enri le fou

Bobo ha detto...

Onore al primo salitore!!! ... caro Enri, mi sarebbe piaciuto tanto che ci fossi anche tu, sul tuo percorso, ma la versione "hard project" non ci saranno scuse, ti voglio capo cordata ...

Anonimo ha detto...

Salve, ho percorso oggi (13/10) l'anello descritto con qualche piccola variante. Partito da Sambuco, risalito dalla strada secondaria (ripidissima!)in destra orografica dello Stura fino allo sbocco con la stradina che sale da Pietraporzio verso Pian della Regina, poi Vallone Ciaval, stradina fino poco sopra la grangia Prati del Ciaval (2150 m), poi portage fino alla conca terminale sotto il M.Ciaval. Da qui (2400 m circa),viste alcune relazioni precedenti, ho abbandonato la traccia del sentiero che voltava a sinistra verso una pietraia e che giungeva ad un colletto risalendo al centro del vallone un costone e, 100 m più in alto, ho piegato a sinistra (ometti)giungendo ad una ampia spianata compresa tra la Testa della Costabella del Piz e il M.Ciaval(2650 m)dove ho trovato le tacche bianco-rosse del sentiero balcone. Ritenendo "scendibile" il tratto che saliva alla Testa della Costabella sono salito fino in punta (la prima cima, 2745 m)e poi ridisceso in sella all'ampia spianata (tacche bianco-rosse). Da qui si continua sul sentiero balcone che, fino sotto al M.Ciaval, dove c'è la palina segnaletica che indica la discesa verso il Migliorero,è tutta bici a spalla con un breve passaggio esposto ma non difficile. Subito sotto la palina, come già bene descritto, comincia il divertimento in sella alla bici fino a Sambuco. Giornata magnifica, giro veramente di alto livello, complimenti ai primi realizzatori. La fontana del Pian della Regina è secca.
Enrico

Maki ha detto...

Fatta ieri via Pian della Regina. Asfalto duro fin lì, sterrata ciclabile a tratti fino alle grange Ciaval. Poi a spalla su traccia quasi invisibile fino al colletto 2652 sotto la Testa di Costabella del Piz. Da qui traversata molesta in cresta, ci son passaggi che in solitaria non sono da sottovalutare. I più li ho aggirati passando sul versante sud, ma non è che sia tanto meglio. Sconsiglio vivamente con meteo precario e/o bassa visibilità.
In realtà sia da osservazioni sul posto che dalla CTR (ovviamente guardata dopo...) è possibile che dalla conca a quota 2500 si riesca a salire direttamente verso il Ciaval tagliando quasi tutto il pezzo molesto.

Il balcone non mi ha entusiasmato, troppo discontinuo come ciclabilità e troppo facile volar di sotto per goderselo veramente. Credo che la cosa migliore sia abbassare subito la sella e godersi di più i pezzi in discesa. Discesa finale strepitosa, impegnativa a tratti ma mai impossibile.

Dal punto di vista ambientale è una delle gite migliori da queste parti, con viste molto varie su diversi valloni e anche sul fondo valle.

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