lunedì 9 luglio 2012

Traversata della Testa dell'Autaret (2761 m)

Valle Stura di Demonte

Un breve ma intenso giro di vero cicloalpinismo, che vi raccontiamo per com'è andato, ma che non vi consigliamo di ripetere integralmente  ... ad ogni modo, la via di arroccamento alla Testa dell'Autaret merita di essere annoverata come una delle più spettacolari cime ciclabili di tutta la valle Stura!!!
... via di arroccamento alla Testa dell'Autaret ...

Partenza da San Bernolfo, ci incamminiamo nella frescura di questa splendida giornata su per la solita strada: rifugio Laus, laghetto, la stradona militare sempre in ottime condizioni fino alla famosa casermetta con la "prua di nave". Oggi il team "vintage" si prende tempi un po' più comodi ma fino al passo di Collalunga si arriva piacevolmente, con qualche breve pezzetto a spinta nell'ultimo tratto.
... lo spettacolare serpentone della militare di Collalunga ...
Due piccoli stambecchi ci mostrano la via per continuare, a sinistra, sul crestone che risale dritto alla testa dell'Autaret: superate due casematte interrate e demolite il sentiero di chiara fattura militare, con muretti di sostegno e tracciato perfetto, risale con comodi "spintabili" tornanti fino a superare la cresta sul versante francese in uno spettacolare traverso, alcuni metri del quale sono persino ciclabili...
Sbuchiamo così al bordo dell'ampia conca sotto le due cime (ruderi della teleferica dal versante italiano) e puntiamo su traccia in mezzo ai sassi verso l'arrotondata cima (2761 m) che raggiungiamo in poco più di tre ore dell'auto.
Panorama strepitoso dal Viso al Brec d'Utelle, sembra quasi di intuire la piana di Nizza là in fondo alla Vésubie, la giornata è talmente luminosa che persino Isola 2000 sembra un bel posto...
... quasi in cima sul versante Tinée ...
Fin qui tanta pedalata e un po' di spintage in allegria. Se volete concludere una bella gita in bici tornate indietro pari pari,  godendovi i tornantini verso il passo e lasciatevi scivolare giù dalla militare, oppure allargatevi verso la Rocca di San Bernolfo e arriverete a casa belli e contenti.
Noi invece "malati per l'anello" a tutti i costi con la bici abbiamo toppato... ma ve la raccontiamo lo stesso...
Allora, ci avevano detto che dal passo della Guercia al Laus c'è una bella discesa. Bene, dalla vetta al passo è discesa ma sentieri non ce n'è: un vallone scende dritto, un altro sta più basso passando accanto ai pluviometri e scende fino alla Cabane Mouton (2100 m circa) da dove c'è più di mezz'ora a spinta... tentiamo la prima!
... il colle sembra vicinop ma ci sarà da sudare ...
... ecco cosa intendeva il compianto maestro per OCP (Ottimi CicloPirla) ...
Più o meno dritto (ma allargandosi verso la teleferica un po' si pedala) puntiamo verso l'orlo del valloncello, superiamo una barretta rocciosa facile e puntiamo un'apparente traccia a sinistra in una concona di pietre. A volte sembra di incontrare tracce di sentiero ma niente, sassi, sassi... e anche la traccia in realtà era un passaggio di camosci.
Ci affacciamo sul vallone della Guercia e seguendo un'altra pista da ungulati cerchiamo il posto meno impervio per scendere: dopo lo spintage c'è il portage, dopo il portage c'è il passage...
Qualche passo di II buono passandosi i mezzi a braccia, qualche pratone ripido, alla fine ci dividiamo e il buon Bobuzzo finisce incrodato in cima a un canalino da cui non si sale e non si scende.
Pronti arrivano i soccorsi e a più di un'ora dalla vetta tocchiamo il fondo del vallone. Anche il sentiero che stando alle carte francesi dovrebbe esistere è poco più di una traccia di animali, ma alla fine siamo al passo della Guercia.
Da qui è tutta discesa....???
... parte alta di discesa: vallone della Guercia ...
Il primo tratto, poco incoraggiante, è tutto una frana su terreno polveroso e incoerente, poi dalla casermetta comincia una bella mulattiera militare a tornantoni, tipo quella della Collalunga prima del restauro.
Tutto magnifico per 200 m di discesa, poi la strada scompare sotto un franone e ci tocca quasi un km buono di traverso a piccoli saliscendi. Finita la frana la ex-militare continua, ciclabile per chi ha buone doti di galleggiamento sui pietroni, e sbuca sull'ultima balza in vista del lago come sentierino invaso dala vegetazione.
Ancora qualche tornantino bello tosto e traversiamo l'immissario del lago tra turisti pedonali che non capiscono da dove arriviamo coi mezzi meccanici. Panino e birra di prammatica al rifugio e giù in relax... Problema Guercia risolto, ma per una (?) volta ... non seguiteci!!!
... l'ultimo salto sopra il lago di S.Bernolfo ... very hard ...
Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:

Dati del giro:

Anello S. Bernolfo - Rifugio Laus - Passo di Collalunga - Testa dell'Autaret - Passo della Guercia - Rifugio Laus - S. Bernolfo
Presenze: Bobo, Roberto, Rino

Quota di partenza: 1660 m (parcheggio S. Bernolfo)

Quota Max: 2761 m (Testa dell'Autaret)


Disl: 1280 m


Ciclabilità salita: 75%

Ciclabilità discesa : 65%

Difficoltà: BC+/OC
                 M3-T4-E3

Sviluppo: 19 Km
woof

1 commento:

Anonimo ha detto...

ottima combinazione sabato scorso,
testa autaret + tour della Rocca...
grazie del suggerimento, è sempre bello ripercorre le vostre orme, ormai su quelle montagne ci sentiamo a casa...
sapete perchè?
è saperle percorse da veri amici prima di noi!!!

grazie a Leo Rena Marco e Cavalletta per la compagnia!!!
cinghialmente vostro
enri le fou

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