mercoledì 31 agosto 2011

Monte Losetta (3054 m)

Val Varaita

Un altro "3000" ciclabile e divertente in una valle che merita ancora molta esplorazione... Gli scenari spettacolari al cospetto di sua maestà il Viso meritano ampiamene un po' di "portage"! Il giro può essere percorso anche nel verso opposto ma la discesa dopo i lavori di allargamento del sentiero al rif. Vallanta risulta molto meno interessante.
... il Monviso osserva ...

Partiamo dal parcheggio tra il rif. Alevè e Castello (1585 m, ottima fontana) e belli freschi in questa splendida mattinata prendiamo a salire il vallone di Vallanta.
Freschi per poco, perché le micidiali rampe che si incontrano fin dal primo metro danno subito il tono della gita. Per fortuna la pista dopo i primi 150 m di salita si addolcisce, il fondo terroso diventa più compatto ed entriamo in un vallone aperto e solare, punteggiato da bellissime baite , su cui domina sempre il severo versante Ovest del M. Viso.
... vallone di Vallanta ...
Verso i 2200 m il vallone diventa immenso e ricominciamo a salire fino al bivio per il rifugio Vallanta. Prendiamo a sinistra la scorciatoia segnata che porta direttamente al passo Losetta (2872 m) e affrontiamo l'ultima rampa ormai completamente "portabile", passando davanti alla casermetta in rovina che annuncia l'ormai imminente valico.
Dal passo una traccia invitante sale verso destra, il gruppo si divide tra comodi e ardimentosi e questi ultimi (indovinate chi...) salgono ancora un'ultima mezz'oretta su facili sfasciumi. Anche oggi la quota fatidica è raggiunta!
... un pò di spintage sopra il rif. Vallanta ...
Il M. Losetta (3054 m) potrebbe essere anzi uno dei "3000" più agevoli per il biker, e la discesa lo dimostrerà.
Ammirato il panorama (le nuvole lasciano ancora scorgere la catena Bianco - Jorasses laggiù) torniamo al colle con una sequenza strepitosa di facili tornantoni su fondo eccellente, un paio di piedi in terra solo nei pochi metri esposti in cui sembra di poter cadere direttamente nel lago vicino al rifugio, il resto tutto in sella!
... la non difficile discesa dalla vetta ...... il punto più impegnativo di tutta la gita ...
Poi imbocchiamo la splendida, interminabile discesa del vallone di Soustra, già celebrata (clicca) su queste pagine fino alle grange del Rio sulla strada dell'Agnello.
Bitume per rientrare alla base? Giammai!!!
Senza toccare la strada scendiamo al torrente, lo superiamo con un ponticello e riprendiamo a salire un ripido sentierino nel bosco, ben segnalato, che guadagna 200 m di quota e prosegue poi con un meraviglioso single track in mezzacosta, tutto pedalabile, tra immensi prati e antiche baite arroccate sul pendio. Alla fine incontriamo uno sterrato che purtroppo non consente altre alternative, e velocemente perdiamo quota fino a Pontechianale, per poi tornare ala base costeggiando il lago fino a Castello.

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:
Dati del giro:

Anello Castello - Passo Losetta - Monte Losetta- Grange del Rio - Sentiero del Mago- Pontechianale - Castello

Presenze: Bobo, Roberto, Floro, Maurino, Pische

Quota di partenza: 1598 m (Castello)

Quota Max: 3054 m (M. Losetta)

Disl.: 1680 m

Ciclabilità salita: 55%

Ciclabilità discesa: 99,9%

Difficoltà: BC+/BC+  

               M3-T3-E3

Sviluppo: 30 km
woof

lunedì 22 agosto 2011

Tour di Autaret & Rubren

Val Varaita

Torniamo in questo angolo di Alpi che ci regala un altro grande giro su terreno duro e senza compromessi. Zero bitume, pochi metri di sterrati, sentieri ... sentieri ... sentieri. L'esagerata bellezza dei panorami e la campionatura completa delle difficoltà ciclistiche su due grandiose discese, ne fanno una gita di altissima classe, da intraprendere in piena estate e in ottima forma.
... "le grange Autaret" ... sullo sfondo il monte Maniglia ... (foto Wild)

Per questa nuova uscita "cinghialpinistica" in occasione del trentesimo compleanno del buon "Wild" si riunisce il peggio dei devoti del "portage", anche se alla fine il giro risulterà più pedalabile del previsto. Parcheggiata l'auto a Sant'Anna di Bellino si scopre che qualcuno ha lasciato lo zaino a casa ... iniziamo bene!!! L'incontro con un local, il buon "Paolo di Piasco", al quale illustriamo i nostri progetti, non dà morale: lui ci guarda perplesso, forse subito crede che lo stiamo prendendo in giro, poi si convince che siamo completamente fuori di testa e scommette una bevuta se mai riuscissimo a concludere l'impresa ... vivi!!! ... in realtà è convinto che pernotteremo in qualche posto di fortuna in France!
... usciti dalle Barricate ... pedalata d'Oc ... (foto Wild)

E via, gita dura da subito, seguiamo le indicazioni per il colle di Bellino e il colle Autaret, pedalando lo sterrato (ponticello sulla destra dopo l'ultimo parcheggio) che con dure rampe, rese infide dalle piogge notturne, monta al già assolato Pian Ceiol (2060 m), poi recuperiamo un po' di frescura infilandoci nel vallone delle Barricate e usciamo sugli splendidi pianori soprastanti, punteggiati da antiche baite, alternando tratti a spinta con piacevoli traversi pedalabili e qualche piccolo munta/cala sempre a picco sulla forra. Alle grange Autaret (2554 m) tralasciate le indicazioni per il colle di Bellino, il sentiero mantiene per un po' la direzione, puntando verso il monte Maniglia e compiendo poi un ampio curvone verso destra in modo da diluire la salita al colle Autaret (2880 m), ben in vista sul crestone di confine. In questo tratto risaliamo un apertissimo vallone su belle tracce in buona parte ciclabili, e solo gli ultimi metri prima del valico ci costringono all'immancabile "poussage".
Non contenti, risaliamo a destra l'evidente ripida traccia di cresta che in mezz'oretta conduce alla Tete de l'Autaret fermandosi sull'anticima (2957 m).
... anticima della Tete de l'Autaret ..."voglia di ripido" ... anche con la bike ...

Tornati al colle la vista si spalanca sul Vallon de Chabriére, laggiù la nostra traccia...
Scendiamo i primi 200 m di quota su un bel ripidone di fine detrito, fattibile con un buon fuorisella, poi ci si distende verso il pianoro dove perdiamo un'altra mezzoretta ad aspettare il transito di un gregge di pecore, guardato a vista da inflessibili cagnoni bianchi che abbaiano un inequivocabile "No pasaran!" a quegli ennesimi bipedi sferraglianti...
... Vallon de Chabriére da lacrime agli occhi ... (foto Wild)

Superato il gregge ci lasciamo andare in piena goduria sulla traccia nel pianoro, in lieve filante discesa, poi affrontiamo un tratto molto sassoso di fronte alla Bergerie de Chabriére e, mantenendoci sul lato sinistro del rio, superiamo tratti franati e scomode pietraie (il vecchio sentiero sul lato destro da notizie recenti risulta messo ancora peggio e decisamente pericoloso ... chi ha notizie a riguardo si faccia sentire!). Alla fine una piccola risalita ci porta tra gli alberi e la traccia diventa un magico sentierino, perfetto e liscio, che in pochi, troppo pochi minuti, ci scodella al ghiaione del Plan de Parouart (2060 m).
Attraversiamo il pianoro verso destra e ci congiungiamo vicino a un bel ponticello di legno al sentiero proveniente da Maljasset. Si risale ora l'alto corso dell'Ubaye, spingendo su un sentiero franoso ed esposto che però presto spiana in un boschetto. Manteniamo il versante (indicazione: Longet/Rubren) e attraversiamo un vasto pianoro detritico fino a un altro ponticello (2196 m) che ci lasciamo sulla sinistra: si sale sul serio!
... Vallon de Rubren il tratto mediano, il più ruvido ... (foto Wild)

La traccia rimonta ripida poi svolta a destra ridiventando pedalabile e si infila nell'immenso Vallon de Rubren fino a raggiungere un'antica cava di marmo verde e la Cabane de Rubren (2448 m). Tuona e pioviggina, così chiediamo riparo al padrone di casa, il mitico Gérard che trascorre l'estate quassù in compagnia dei suoi cani e delle sue pecore di origine greca. Un po' di chiacchere, un tè memorabile offerto dalla casa e siamo di nuovo pronti...
Dalla capanna, che il prossimo anno festeggerà i 200 anni dalla costruzione (e in inverno è un ottimo punto di appoggio sempre aperto...) il sentiero scende al rio, lo attraversa e risale molto faticosamente per una piccola impervia forra.
... Vallon de Rubren il tratto alto, il più godurioso... (foto Wild)

Verso i 2600 m il paesaggio si riapre e scorrazziamo sui pratoni dell'alto vallone con un sentiero assente sulle carte ma abbastanza ben tracciato e segnalato da numerosi ometti. Il Mongioia e relativo passo sono lì davanti a noi e fino alla base della pietraia terminale si sale agevolmente, con una pedalabilità quasi totale per quelli che "hanno la gamba". Un ultimo faticoso portage e raggiungiamo il passo Mongioia (3085 m) col vicino bivacco Boerio (3094 m), recentemente costruito in riva al lago più alto delle Alpi occidentali ... sembra di essere sulla Luna!!!
Si è fatto tardi, le nubi si addensano, la discesa è lunga... molto lunga...
Dal colle troviamo le tacche rosse del sentiero U27 che seguiremo fedelmente in tutto il suo sviluppo... ma che sviluppo!!!
Subito si mettono le cose in chiaro con una cengia da scendere in disarrampicata, ma sono pochi metri ... poi attraversiamo una spettacolare balconata a picco sul Varaita di Rui. Perdiamo 150 m su tornanti al limite e anche un po' oltre, poi un altro aereo traverso e un impressionante passaggio tra le rocce ci scodellano sugli inclinati pratoni, oggi molto arricchiti di sostanze azotate, verso le grange Fons di Rui (2450 m). Il sentiero diventa un sentierone e compie un interminabile, facile mezzacosta a piccoli saliscendi tra grange arroccate, una più bella dell'altra, fino al cospetto del gigantesco pietrone di Rocca Senghi. Arrivati... o quasi...
Gran finale ... si rotola verso Rocca Senghi ... (foto Wild)

Il finale della gita si svolge su arrotondati tornantoni, molto scavati e resi fangosi dal temporale appena passato. I cinghiali sguazzano nel loro habitat ideale tra ululati di piacere, gli amanti del "dry" soffrono un po' di più e all'ora di cena ci troviamo tutti alla base pronti a ripulire ciclisti e mezzi...
Prima del lungo viaggio di ritorno in auto, ci tocca riscuotere la bevuta omaggio, lautamente guadagnata ... una breve ricerca nei bar di Piasco e finalmente possiamo dire: "missione compiuta!"

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:
Traccia GPS
Mappa

Per vedere il resoconto e le foto dei cinghialpinisti clicca su:

Dati del giro:

Anello Sant'Anna di Bellino - Grange Autaret - Colle Autaret - Plan de Parouart - Cabane de Rubren - Passo Mongioia - Sant'Anna

Presenze: Bobo, Roberto, Wild, The President, Adelasia Dreaming, Walter

Quota di partenza: 1850 m (Sant'Anna)

Quota Max: 3094 m (bivacco Boerio)

Disl.: 2300m

Ciclabilità salita: 45%

Ciclabilità discesa: 85%

Difficoltà: BC+/OC

Sviluppo: 33 km
woof & Bo

giovedì 18 agosto 2011

Traversata Monginevro - Bardonecchia

Vallée de la Durance - Valle di Susa

Una classicissima traversata tra due classicissime località che non poteva mancare... Nonostante il forte impatto delle strutture turistiche il giro si svolge in ambienti incontaminati e può essere collegato in uscite di più ampio respiro.
Dal col de la Lauze, laggiù il Grand Pic...

Un'inedita rappresentanza savonese/zeneize parte da Bardonecchia in auto alla volta del colle del Monginevro, dove lasciamo il mezzo all'inizio della strada per il Village di Soleil, poco prima della stazione sciistica.
Prendiamo subito la sterrata chiusa da sbarra, frequentatissima dagli escursionisti che puntano allo Chaberton, e risaliamo tranquillamente nel bosco. Superiamo qualche rampa un po' più dura e su un poggio (2200 m ca.) invece di scendere verso la partenza della seggiovia, troviamo sulla sinistra il largo sentiero che punta al Col des Trois Fréres Mineurs.
Superato l'impianto a fune si spinge la bici per ampi prati tra le marmotte che scorrazzano, in ambiente sempre più aperto e con diversi tratti ciclabili. Verso q. 2400 m un bivio (mal segnalato) indica sulla sinistra l'evidente traversone che porta in pochi minuti al Col de la Lauze (2529 m) dal panorama spettacolare.
Col de la Lauze: ciclabile!

Sulla nostra destra l'evidente sentiero, prima tecnico poi facile e divertente tra gobbe e doline, scende rapido all'enorme insellatura del Col de Dormillouse (2445 m) e continuiamo nel grandioso vallone, dominato dai ghiaioni della Pointe de Pécé. Due chiacchiere coi pastori ci informano che in zona girano i lupi...
Dopo la splendida traccia nel vallone il sentiero entra nel bosco e si allarga in una ripida pista sterrata che velocemente scende agli Chalets des Acles (1870 m). A sinistra prendiamo lo stradone per Plampinet e al termine di una piccola risalita troviamo la militare, molto rovinata, per il Col des Acles. Il sole picchia duro e ce la prendiamo bassa, molto bassa, godendoci il panorama. La pista entra nel bosco e diventa sentiero fino a uscire negli ampi prati sotto il colle in vista delle imponenti strutture militari (ottima abbondante fonte sulla destra). Aggiriamo un dosso sulla sinistra presso una casermetta demolita e siamo sul colle (2280 m) da dove si aprono varie possibilità.
Discesa per il Dormillouse, il Delfinato controlla!

Oggi vogliamo limitare il giro alla mattinata così si rinuncia alla Tour Jaune e scendiamo veloci sul sentierone, ben risistemato e divertente, che punta verso l'Italia. Intorno ai 1900 m, poco prima dello sterrato, prendiamo l'evidente deviazione a destra che con un piacevole traverso in piena foresta torna bruscamente nella "civiltà" degli impianti e dei bike park all'arrivo della seggiovia Chesal. Da qui per tornare alla base non ci sono vie obbligate, noi presi dalla pigrizia continuiamo a traversare fino a Pian del Sole e scendiamo trionfalmente a Campo Smith regalandoci l'ebbrezza di due curve in pieno fettucciato... va be', nella vita bisogna provarle tutte!
Bel vallone verso gli Chalets des Acles

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Dati del giro:

Traversata Montgenévre - Col de la Lauze - Col de Dormillouse - Chalets des Acles - Col des Acles - Chesal - Bardonecchia

Presenze: Roberto, Riccardo

Quota di partenza: 1860 m (strada Village du Soleil)

Quota Max: 2529 m (Col de la Lauze)

Disl.: 1250 m

Ciclabilità salita: 85%

Ciclabilità discesa: 100%

Difficoltà: BC/BC

Sviluppo: 25 km
woof

lunedì 8 agosto 2011

Col Sautron e giro della Meyna

Valle Ubaye

Due valichi importanti mai percorsi in un pezzo di Alpi che credevamo di conoscere come casa nostra... Un bel "giro dei sei colli" che si può anche percorrere in parte nel verso contrario, tanto al "portage" ci abbiamo fatto l'abbonamento... Ma la sempre inesauribile bellezza dei luoghi merita un po' di fatica, e due discese di tutto rispetto rendono il giro appetibile a tutti i bikers!
Tra la Meyna e il Monte Sautron: montagna vera!!! (foto Wild)

Un'altra variegata rappresentanza della créme ligure e piemontese si ritrova al fresco del Colle della Maddalena con l'obiettivo di "rebigare" un po' sui battutissimi monti del confine. Non abbiamo ancora le idee chiare ma tanto per non sbagliare scendiamo al Pont de l'Orrenaye (1948 m, parcheggino già pieno!) e cominciamo a spingere...
Con qualche tratto pedalabile e una prima sosta ai box raggiungiamo il gias di q. 2320 innestandoci sull'"autostrada dei laghi", prendiamo a sinistra la salita, quasi tutta pedalabile, per il Col Gipiére (2482 m), e cominciamo a conoscere il vento teso, a volte brutale, che non ci abbandonerà per tutto il giorno.
Sulla destra individuiamo la traccia, poi un bel sentiero, che con tranquilli "munta e cala" porta al Colle delle Munie (2542 m) e al crestone verso sinistra (tracce in cresta e nel prato sotto). Tenendo ben salde le bici che il vento ci strappa di mano scendiamo in una conca un po' più riparata e poi attraversiamo la pietraia che ci deposita al Passo della Cavalla (2543 m).
... sentiero della Cavalla: questa volta lo facciamo al contrario ...

Il bellissimo sentiero panoramico che dal passo scende in val Maira è in condizioni perfette e in pochi minuti, coi proverbiali scorci sulla Rocca Provenzale, arriviamo ai resti della strada incompiuta per il colle Sautron, verso quota 2200. Almeno una volta dobbiamo sbagliare strada, così per raggiungere il nuovo bivacco "Danilo Sartore", invece di superare il dosso erboso alla nostra destra, seguiamo delle incerte tracce regalandoci un po' di portage in più...
Al bivacco ricavato nella zona delle vecchie casermette (2430 m), molto bello ma inesorabilmente chiuso, ci agganciamo sull'ottimo sentiero che sale da Saretto e, con qualche tratto ciclabile e un rude finale, siamo al colle Sautron (2685 m - 2714 m), per fortuna un po' riparato, che ci concede la pausa-panino.
Discesa dal col Sautron

Qualche minuto di divertente discesa e siamo al bivio: di qua, chiusura tranquilla via Roburent- Tinetta, di là lo spauracchio delle frane della Portiolette... da che parte siamo andati...? Indovinato!!!
Via a destra, traversiamo in piano una pietraia e troviamo un sentierino perfetto, a piccoli saliscendi, che attraversa una idilliaca conca chiusa tra la Meyna e i ruvidissimi contrafforti del Sautron. Un angolo sconosciuto di questi monti che da solo vale il viaggio! Il col de la Portiolette (2692 m) è ben visibile accanto a una formidabile guglia gialla di aspetto dolomitico, e con l'immancabile "spintage" lo raggiungiamo godendoci il panorama sul Brec, i valloni verso l'Ubaye e le creste glaciali del Delfinato (les Bans) là in fondo.
... col de la Portiolette in fondo: selvaggio è dire poco ...

Ancora sferzati dal vento scendiamo nella conca del Vallonet attraversando il già mitico franone, decisamente ostico ma non troppo lungo, ritroviamo il sentiero e appena possibile ci andiamo a innestare verso sinistra sul traversone della Meyna già percoso in verso opposto in gita sociale. Il bel sentiero è un po' più in salita da questa parte e ancora in buona parte pedalabile, ma purtroppo infligge un duro colpo ai raggi del povero Alain che è costretto al ripiego.
... Alain senza rivali ... il premio "sfiga" oggi, lo vince a mani basse!!!

In breve siamo al casermone del Viraysse e al Col de Mallemort (2558 m): non ci resta che imboccare la classicissima, spettacolare, imperdibile discesa verso Larche che percorriamo d'un fiato fino in fondo. Per ragioni di tempo non possiamo chiudere il giro "pulito", che comporterebbe la risalita verso sinistra (ben indicata nei pratoni da quota 2200 in giù) al Col Gipiére, e così Wild si sacrifica a recuperare l'auto al colle mentre noi siamo costretti a una sosta al bar durante l'attesa...
Ultimi sforzi prima del Col de Mallemort

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Dati del giro:

Traversata Pont de l'Orrenaye - Col Gipiére d'Orrenaye - Colle delle Munie - Passo della Cavalla - Bivacco - Colle Sautron - Col de la Portiolette - Barraquements de Viraysse - Col de Mallemort - Larche

Presenze: Bobo, Roberto, SborderZena, Alain, Wild, Enri le Fou, ModoloAle, Cristian, Stefano.

Quota di partenza: 1948 m (Pont de l'Orrenaye)

Quota Max: 2714 m (sentiero Colle Sautron)

Disl.: 1650m

Ciclabilità salita: 50%

Ciclabilità discesa: 95%

Difficoltà: BC/OC

Sviluppo: 25 km
woof

lunedì 1 agosto 2011

Tête de Paneyron (2785 m)

Valle Ubaye

Siamo certi che questo straordinario percorso di vélo de montagne, ancora abbastanza sconosciuto ai più, diventerà una delle grandi classiche di questo angolo di Alpi francesi a due passi dall'italico confine... il lungo e aereo crestone, con i fiabeschi laghetti d'alta quota che lo caratterizzano, ne fanno un posto unico, dove far scorrere le ruote risulta quanto mai appagante, il tutto, senza mai sconfinare in discese troppo tecniche ed estreme... un vero LunaAlpPark!!!
"Monsieur Le Brec" dal Lac d'Etoile (foto Wild)
Questo è l'anno delle collaborazioni illustri: oggi si pedala insieme al fior-fiore dei Cinghialtracks a cui si aggiunge l'ormai affezionato compagno di pedalate, l'illustrissimo amico Sborder. Un cambio meta all'ultimo momento porterà non poche sofferenze al grande assente di oggi ... con la promessa "caro Braccuzzo", che prima o poi ti ci portiamo!!!
Ma veniamo al resoconto della giornata, che ci vede nuovamente alla partenza in quel di St.Paul de Vars. Bisogna chiudere il conto lasciato in sospeso un mese fa, quindi impieghiamo la solita oretta per risalire l'asfalto del col de Vars, con un'unico imperativo "guai a sbagliare strada un'altra volta!"
Le praterie attorno al Vars in una foto di repertorio (3 luglio 2011)
Svalichiamo e scendiamo su asfalto direzione Guillestre fino al Refuge Napoléon dove svoltiamo a destra seguendo una larga carrareccia che sale con brevi strappi fino a un bivio; abbandoniamo la salita e proseguiamo la traccia di sinistra, contrassegnata dai classici segnavia francesi (vtt19), che prima in piano e poi con alcune veloci discese perde quota fino a giungere in un piano prativo dove lo stradone sembra terminare. Continuando verso nord si attraversa il prato ritrovando presto i segnavia lungo un sentiero molto curato e veloce che attraversa la pista da sci Peinier, poi un traverso e un finale su due tornanti porta ad attraversare un primo torrente su un bel ponte in legno e a risalire una breve rampa che confluisce su uno stradone sterrato. Questo è il punto dove lo scorso mese avevamo clamorosamente toppato strada commettendo una leggerezza imperdonabile, vista anche la presenza dei cartelli che ben segnalano entrambe le direzioni!!! Questa volta andiamo a sinistra evitando l'ostile stradone in salita a destra segnalato come "le Vallon" - "la Selle", che ci era costato non poche fatiche!

... Wild in cresta ...

Senza possibilità di errore attraversiamo un secondo torrente (Torrent de Chagnon) su ponte in cemento e proseguiamo sull'ampia sterrata in piano tra i pascoli fino a quota 1885 m, dove evitiamo le indicazioni per il col Serenne (scorciatoia per escursionisti poco ciclabile) per seguire le indicazioni per il col de la Scie. Si sale agevolmente su una strada bianca carrozzabile dalla pendenza costante e su fondo ottimo con ampi tornanti. Si tralasciano in ordine le deviazioni per i Col de la Scie e per il Col de la Coulette fino ad arrivare in prossimità della Cabane des Couniets (2320 m).Poco prima del rifugio prendiamo il sentiero segnato con l'indicazione Col de Serenne. Ci aspetta una bellissima salita su un single track dal fondo ottimo, a tratti molto ripido, la cui ciclabilità è quasi totale (... ad avere gambe e fiato...) in cui, perlomeno il mio fisico, viene messo a dura prova...
... il "Traverso"...
In breve svalichiamo la Crête des Couniets e davanti a noi appare come un miraggio uno di quei traversi che non si possono dimenticare!!! Il fondo è perfetto, calibrato giusto giusto per le nostre ruote ... guai ad avere un copertone più largo di 2.4 ... non ci sta!!! Lunghissimo, prevalentemente tutto in piano; laggiù al fondo il Col Serenne, in basso ... meglio non guardare!!! ... occhio!!!
Al Col Serenne (2674 m) ci riaffacciamo in Ubaye ... siamo sul crinale, a sinistra un'idea per una prossima gita, a destra invece ci aspetta una lunga cavalcata di cresta che, senza mai abbandonarla, ci riporterà dritti al Col de Vars.
... quando si dice "cresta" ... (foto Wild)
Si inizia con un rude aereo portage, per arrivare alla quota 2790 m dove si incrocia il sentiero delle Crête des Couniets (...un'altra idea per malati??? ... si, di mente) ... da qui lacrime e commozione avranno il sopravvento, un crinale da favola, dal fondo perfetto, sembra di stare sulla cresta del Breithorn, solo che qui il fondo invece di bianco tende decisamente al nero!!! In ordine passiamo la cima Coppi di oggi, l'innominata quota 2821 m, il lago più bello del mondo il Lac d'Etoile (2755 m), poi un susseguirsi continuo di salite e discese, inframezzate da un altro laghetto.
Il fiabesco Lac d'Etoile (foto Wild)
Il fondo è sempre ottimo, le discese spesso ripide ma sempre ciclabilissime, fino alla depressione di quota 2655 m dove ci aspetta l'ultimo duro portage di giornata che ci apre la vista sulla Tête de Paneyron (2785 m) che si raggiunge pedalando agevolmente!!! A parole è difficile descrivere questa parte di gita, ma fortunatamente abbiamo il buon Wild che ci mette del suo ... un'occhiata alle sue foto vale più di mille parole!!!
... il Paneyron è laggiù in fondo ... (foto Wild)

Vetta conquistata, baci, abbracci, ci asciughiamo i lacrimoni e via, ci aspetta una lunga picchiata fino al Col de Vars interotta soltanto dal terzo squarcio di pneumatico (nuovo) che affligge il sottoscritto ... e sono tre nelle ultime due gite... no comment!!!
Rifornimento idrico al col de Vars e per me il fine gita è una piacevole ripetizione del giro di un mese fa: Batterie di Vallon Claus (clicca). Gli urli di gioia degli spettacolari compagni di avventure di oggi, che non conoscevano la sagra del tornante, sono la cigliegina sulla torta di una grande giornata di vélo de montagne.
... un grande scatto sulla Crête des Couniets ... grazie!!! (foto Wild)
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Traccia GPS
Mappa


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Dati del giro:

Anello St. Paul sur Ubaye - Col de Vars - Refuge Napoléon - Cabane des Couniets - Col Serenne - Quota 2821 - Lac d'Etoile - Tête de Paneyron - Col de Vars -Torrent de l'Infernet - Batterie de Vallon Claus - St. Paul

Presenze: Bobo, SborderZena, Wild, Enri le Fou, AdelasiaDreming

Quota di partenza: 1466 m (St. Paul sur Ubaye)

Quota Max: 2821 m

Disl.: 2300 m

Ciclabilità salita: 85%

Ciclabilità discesa: 99.9%

Difficoltà: BC/BC+

Sviluppo: 49 km
Bo
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