lunedì 9 luglio 2007

Anello del Monviso nel Queyras

Valli Varaita e Guil

Un grande anello in alta montagna con due discese fantastiche che non finiscono mai ... la salita al Passo di Vallanta però non è uno scherzo ... occhioo!!!!!

Si parte, non troppo tonici, dal primo tornante dell'Agnello, Grange del Rio, quota 2008. In mezzo al traffico della domenica siamo al colle, poi, alla prima curva in territorio francese, un senterino bello pulito e ciclabile che non è su nessuna carta si raccorda al pistone che sale dal Refuge Agnel e ci porta senza fatica al Col Vieux, 2806 m.

Il tempo è molto incerto, nubi nere si alternano a belle schiarite, tentiamo l'impresa.
Dal Col Vieux partono 1100 m di discesa su un sentiero che andrebbe senz'altro inserito in qualche giro o traversata "importante": a parte un paio di scoglietti da superare bici al fianco, si rimane in sella giù per tutto il Vallon Bouchouse, passando da due laghetti incantevoli e poi in un bel bosco di larici.
La traccia è larga e ben marcata, il fondo perfetto su tutto il percorso e bisogna solo fare attenzione a cedere il passo ai numerosi escursionisti a piedi.
All'una siamo alla chiesetta di l'Echalp, quota 1700, per un breve ristoro. Il tempo promette sempre peggio ma alla macchina ci dobbiamo tornare...Torniamo per poco sui nostri passi e proseguiamo sullo stradone, un po' asfaltato e un po' sterrato, che risale la valle del Guil.
Alla sbarra che chiude il traffico proseguiamo sulla strada che risale sulla sinistra, con tornanti belli ripidi su asfalto d'epoca, fino al Belvedére du Viso, m 2133.

Sua maestà il Viso ci presenta il suo volto più truce, il severissimo versante di Vallanta, ammantato di nubi buie e tempestose, e infatti comincia a gocciolare.
Da qui fino al Colle di Vallanta, m 2815, si sta in sella per scommessa.
Invece di risalire al Refuge du Viso seguiamo il sentierino di fondovalle, molto disagevole con pietroni, e siamo con fatica al Lac Lestio m 2510.
La salita al colle si rivela il più massacrante trascinamento di ferraglia della nostra carriera!
La traccia sale su una pietraia che dire infame è un complimento, a ogni passo si frana all'indietro, in alto si attraversano placche di neve completamente sfondata e per mezz'ora si mette pure a diluviare con tuoni e fulmini.
Al colle sono tre ore abbondanti praticamente senza girare i pedali!Una brevissima sosta ma fa freddo e si riparte.
Almeno adesso siamo sul versante di casa, davanti a noi incombono il Visolotto, il Viso e il Vallanta, il cielo è sempre nero ma la visuale spazia sui nostri monti: là in fondo tutta la catena dall'Argentera al Pelvo d'Elva ci rassicura.

Per il Passo Losetta, cima Coppi a 2872, c'è ancora del saliscendi e siamo belli e cotti, ma sotto i piedi abbiamo un sentiero "normale", dove spingere la bici è quasi un piacere: un po' meno devastati potremmo pedalare quasi tutto.
La traccia è stretta con un paio di passaggi espostissimi e francamente rischiosi, ma quando vediamo sopra di noi la casermetta-rudere le fatiche sono davvero finite.
Di fronte a noi l'infinito vallone di Soustra che ci riporta a casa.
Si perdono pochi metri su terreno franoso, poi ci si posa in sella e comincia un'altra discesa dalla continuità entusiasmante, all'inizio appena più tecnica di quella di stamattina, poi distesa e in totale relax.
Alla vecchia Capanna della Losetta, protetta dal suo roccione, la Val Varaita si è già fatta perdonare. Poco più sotto, in piena fioritura, comincia un sentiero tracciato dai cherubini e spianato dai serafini, largo esattamente come una bici, pendenza minima, gobboni da fare in volata, neanche un sassolino...
Entriamo in una fresca nebbiolina di fondovalle, passiamo le ultime grange e in neanche 11 ore da stamattina siamo al punto di partenza, pronti a catapultarci nella prima pizzeria di Sampeyre.

Vale la pena?
A voi la scelta. Noi quella salita non ci sentiamo di raccomandarla a nessuno, ma forse col sole sarebbe stata meno un calvario... e se volete farvi 2000 m di discesa tutta, tutta, ma proprio tutta ... da urlo, trovate un altro posto!

Anello Grange del Rio - Colle dell'Agnello - Col Vieux - l'Echalp - Colle di Vallanta - Passo Losetta - Grange del Rio

Presenze: Bobo, Roberto

Quota di partenza: 2008 m (Grange del Rio)

Quota Max: 2872 m (Passo Losetta)

Dislivello: 2200 m

Ciclabilità in salita: 100% fino al Belvedére du Viso, 1% dal Belvedére al Colle di Vallanta, 50% dal Vallanta al Losetta.

Ciclabilità in discesa: 99%

Difficoltà: BC+/BC+

Sviluppo: 42 km

woof & Bo

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Se trovavi condizioni meteo miglori, sicuramente ti sarebbe piaciuto molto molto di più! Condizioni meteo ottimali, sono essenziali per poter effettuare questo itinerario! Dal Belvedere del Viso è più consigliabile anche x ciclabilità prendere il sentiero che passa x il rifugio!
Le due discese, a mio parere sono lunghe e molto belle!
Bottalo G.

Germano ha detto...

Ho fatto il giro partendo da Castello ad Agosto 2008. Il giro è faticoso e bisogna essere ben preparati ma a mio avviso è bellissimo. La prima discesa è molto lunga e divertente veramente bella, ma quello che ho apprezzato di più è la salita al passo della Losetta che passando dal rifuge du Viso ha un ottima percentuale di ciclabilità fino al lago. A mio avviso è veramente raro in queste zone e a queste altezze trovare un sentiero in salità così ciclabile. Dal lago al passo la bici la si porta a spalle ma nell'Agosto 2008 sono riuscito a camminare abbastanza bene, più o meno come in qualunque sentiero in cui devi fare portage.
La discesa dal colle a Castello non è certo bella come la prima ma si fà, magari facendo alcuni tratti con bici al fianco soprattutto nella prima parte.
Dalmasso G.

mauro ha detto...

ihosynoFatto il giro il 2 settembre 2010
meteo meraviglioso stesso percorso fatto da Voi.Discese spettacolari e tecniche.Leggendo la vostra descrizione sinceramente mi aspettavo piu' dura la salita al col Vallanta.

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