lunedì 29 giugno 2009

Baisse de Férisson

Val Vésubie

In omaggio al compianto Maestro, la raccontiamo anche quando va male... oggi macumba nera e ne abbiamo preso una camionata, ma probabilmente i posti sono molto belli... se fate solo le parti selezionate di questo giro!

Prima del diluvio ...

Ormai in Vésubie ci siamo di casa, stavolta abbiamo sentito parlare di una mitica discesa con 150 tornantini e la voglia di provare è tanta... se ci sbrighiamo dovremmo schivare il temporale...
Partenza a quota 1350 (balise 348) nel bellissimo vallone che da St-Martin-Vésubie sale alla Madonna di Finestra, saliamo la tranquilla strada di fondovalle fino in vista della chiesa (con scorci impressionanti sui disastri della neve!) e alla b. 351 (1810 m) prendiamo il sentiero a destra che entra nel vietatissimo Parc National du Mercantour.
L'idea è di scendere al fiume procendendo ligi ligi bici al fianco e seguire un sentiero che, mantenendosi al bordo del parco, sale alla Cime de la Valette de Prals (2496 m) per poi percorrere un panoramicissimo spettacolare traverso, quello che giovedì scorso ammiravamo sci ai piedi dalla cima Ghiliè.
Peccato che al ponticello (b. 362), oltre a un valangone che sommerge il sentiero, troviamo un inflessibile guardiaparco che ci spiega quel sentiero essere al bordo del parco, e quindi dentro!
Niente da fare, dobbiamo prendere la pista che sale a destra nel bosco, fuori parco, molto bella ma ciclabile in minima parte.
Consiglio numero 1: in Francia non è tassativamente vietato, non è severamente vietato. E' vietato e basta.
Superiamo così la b. 354 e ci alziamo, con qualche rampetta ciclabile e tanti tornanti spingibili, fino alla Baisse de Férisson (b. 297, 2254 m). Tra rodoedendri e altri fiorellini il paesaggio è magnifico e proviamo anche un pezzo del traverso che avremmo fatto in senso contrario, verso Est. Molto bello... ma intanto le nubi si addensano e bisogna accelerare. Il temporale è in forte anticipo!
Santa Cruz di ogni epoca alla Baisse de Férisson

Sotto di noi la Vacherie de Férisson con lo stradone di accesso...
Consiglio numero 2: se volete tornare qui salite da Berthemont-les-Bains, dalle terme spingete un pezzettino e trovate un bello sterratone che arriva alle malghe. Da lì continua una traccia inerbita, quasi tutta ciclabile, da sotto sono 1300 di dislivello ma farete meno fatica di noi oggi.
Allora, un pezzo di crestone ce lo facciamo comunque. Puntiamo verso Ovest spingendo su una prima salita ripida e poi ci distendiamo in un favoloso mezzacosta, aereo e tutto ciclabile, che supera diversi costoni sempre mantenendosi in quota.
Questo traverso è uno spettacolo ... il problema è arrivarci ...

I tuoni si avvicinano... alla selletta presso la Tete de Marre la visibilità crolla a zero e comincia a piovere, seguiamo il filo di cresta tra ometti e incerte pitturate e scendiamo in un pratone in mezzo ai pini. Due tornanti sotto di noi c'è la b. 345 (colletto di Cime de la Palu, 2121 m) ma in realtà bastava restare nel pratone e prendere la netta traccia verso destra che si infila nel bosco.
Sarebbe il pezzo più bello della gita ma comincia a grandinare e fa male alle mani...
Alla b. 346 verso sinistra l'indicazione Vallon de Marre: comincia la famosa discesa dei tornantini, che prendiamo nell'oscurità quasi totale (sono le due!!). Solo i fulmini migliorano di tanto in tanto la visibilità. Il fondo del sentiero è ottimo ma i tornantini sono veramente al limite, tipo Balcone di Marta al quadrato, e in queste condizioni li facciamo quasi tutti a mano.
Consiglio n. 3: fateli se avete portato fin lì una bici da freeride e la sapete usare.
Consiglio n. 4: invece di fare i tornantini potete fare tutto il traversone, tornare quasi alla strada della Madone de Fenestre e tornare indietro con un altro traversone. Se siete partiti da Berthemont ci guadagnerete e starete tutto in sella!
Va be', poi ci si mette anche una ruota libera distrutta ma è un'altra storia.
Alla fine dei tornantini (contati: 139 dal cartello) troviamo la passerella sul fiume che ci riporta, completamente fradici e storditi dai tuoni, sulla strada a due metri dall'auto, giusto mentre smette di piovere...
I tornantini non li vedrete in foto per ovvie ragioni...in cambio un bel rododendro...

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:

Dati del giro:

Anello balise 348 Vallon de la Madone, Baisse de Férisson, Tete de Marre, colletto di Cime de la Palu, Balise 345, Balise 348

Presenze: Roberto, Bobo, Twin Luca, Ale Modolo

Quota di partenza: 1350 m (Balise 348)

Quota Max: Baisse de Férisson (b. 297, 2254 m)

Disl: circa 1100 m

Ciclabilità salita: 50%

Ciclabilità discesa : 50%

Difficoltà: n.c./OC+ (salita/discesa)

Sviluppo: 21 Km
woof

mercoledì 24 giugno 2009

Monte Ebro (anello della val Curone)

Val Curone

Remeneglia, Forotondo, monte Boglieglio, passo Bruciamonica... ma dove siamo??? Semplice, al confine tra le province di Alessandria, Pavia e Piacenza! E anche in pieno Appennino le possibilità ciclatorie non mancano. Solo il panorama merita la gita!

Maggiociondolo in fiore (quello senza fiori è Maurino...)

La Val Curone è la più montana delle valli alessandrine e si raggiunge da Tortona in una trentina di km. Il nostro giro parte da Fabbrica Curone (480 m), sulla strada di fondovalle, ed effettua il giro panoramicissimo dell'intera testa di valle, aggirando o superando direttamente numerose cime tra cui la massima elevazione della provincia di Alessandria che è appunto il monte Ebro.
Risaliamo dunque la valle, dopo 1 km svoltiamo a sinistra in lieve salita, superiamo le frazioni di Remeneglia, Selvapiana, Costiolo e, aggirando la valle, siamo a Forotondo (838 m). In fondo al paesino prendiamo la strada in forte salita a sinistra e, ignorando le deviazioni, ci alziamo progressivamente con la vista che si apre sulla pianura e il monte Rosa. Presto abbandoniamo l'asfalto e saliamo con pendenza regolare in una densa faggeta. Superata una cascina (1365 m) percorriamo gli ultimi tornanti e usciamo sulla strada di crinale, attraversando uno dei numerosi cancelli per il bestiame che incontreremo (ricordarsi di chiudere con cura!).

Salendo con le Alpi sullo sfondo

Prendiamo a destra, usciamo dal bosco e ci troviamo all'inizio dell'interminabile crinale che corona la valle. Dal lato opposto scorgiamo le antenne del monte Giarolo, da cui ci separano "appena" 16 km di saliscendi. Quando si dice itinerario evidente...
Continuiamo dunque sullo spartiacque seguendo le indicazioni per la "via del sale" (ce n'è una anche qui!) e superiamo in sequenza, su sterrata con qualche rampetta e qualche discesa non impegnativa, il m. Bagnolo (1548 m), il colle della Seppa (1480 m), il m. Garavè (1548 m) e aggiriamo con comodo percorso sulla sinistra, mantenendici in quota, la vetta del M. Rotondo. Di fronte abbiamo adesso il panettone del m. Chiappo, confine triplo tra Piemonte, Lombardia ed Emilia, che possiamo salire direttamente per le varie piste o contornare all'altezza che preferiamo. Sulla vetta (1699 m) un rifugio (chiuso) e l'arrivo di un impianto.
La rampa verso il M. Chiappo

Tenendo la destra, con percorso un po' più tecnico costeggiando la recinzione, raggiungiamo una selletta e imbocchiamo un bellissimo single track orizzontale che taglia nei prati a sinistra del m. Prenardo e scende al colletto (1551 m) prima del m. Ebro. Il panorama qui si apre sulla costa e riusciamo a distinguere nella foschia capo Noli e capo Mele!
Ci tocca adesso la cima di oggi, il m. Ebro (1700) che raggiungiamo con una ripida salita e un finale a spinta fino al crestone orizzontale e alla croce di vetta. La vista è come da un aereo, l'arco delle Alpi è completo dal Savonese al Monte Rosa e oltre!
Verso il m. Ebro. Anche qui ci sono i sentieri...

Si scende di nuovo per prati, superando l'ennesimo cucuzzolo, e arriviamo pedalando sulla vetta del m. Cosfrone (1665 m): ancora una bella discesa (attenzione alle gobbe!) al rilievo del m. Panà (1562 m) e un tratto ripido e sconnesso (ma i tornanti qui non usano...?) da scendere bici al fianco. Presto torniamo in sella per un piacevole tratto nel bosco e siamo al passo Bruciamonica (1394) m, nei pressi dell'arrivo della seggiovia da Caldirola. Ancora un breve tratto a spinta (m. Gropà, 1446 m) e siamo finalmente in vista del m. Giarolo, su cui sorge una statua monumentale e diverse installazioni radio.
Dal monumento prendiamo la sterrata che prosegue in discesa e svolta bruscamente a sinistra. Proseguendo dritto in una pista nel prato avremmo probabilmente azzeccato uan discesa più intersessante, direttamente a Serra per la costa della Gabbia. Per stavolta restiamo sulla sterrata principale, che scende con percorso monotono, ripido e sassoso a Giarolo (828 m), dove incontriamo l'asfalto.
Non resta che tornare alla base attraversando i paesini di Serbaro, Gregassi, Serra e Morigliassi riprendendo il fondovalle in località Ponte del Mulino.

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:

Dati del giro:

Anello Fabbrica Curone - Forotondo - sella di M. Boglieglio - M. Bagnolo - M. Chiappo - M. Ebro - M. Giarolo - Giarolo - Morigliassi - Fabbrica Curone

Presenze: Roberto, Leprotto, Maurino

Quota di partenza: 470 m (Fabbrica Curone)

Quota Max: 1700 m (m. Ebro)

Disl.: 1600 m

Ciclabilità salita: 92%

Ciclabilità discesa: 97%

Difficoltà: BC/BC

Sviluppo: 45 km
woof

domenica 21 giugno 2009

Forte Tabourde - Tenda

Val Roya

Questa l'abbiamo fatta la prima volta il 28 Maggio del 2007 con Erik ed è una bella picchiata, durissima, intervallata da un idilliaco imperdibile traverso. Ripetuta il 21 giugno 2009 in gita sociale col Gruppo Mtb CAI Savona in una "strana"giornata di inizio estate più simile a una giornata di inizio inverno. Quest'ultima volta, abbiamo evitato la direttissima sulla Baisse de Lagouna, per affrontare la tratta scoperta alcune settimane prima che attraversa il vallone sotto la cima Pepino (vedi Tabourde - Vievola)

Si, ... proprio giù di lì ...(maggio 2007)

Per quanto riguarda la salita ripetiamo l'itinerario Forte Tabourde - Vievola, alllungando di qualche km il tratto asfaltato, infatti si parte dal piazzale della stazione di Tenda.

Dal Fort de Tabourde puntiamo dritti per cresta seguendo il GR52 (l'indicazione "no vtt" che si vede sulla palina è un consiglio più che un divieto...). La discesa si fa subito tosta, con pendenze estreme e fondo decisamente tormentato ma lo spettacolo del panorama e il senso decisamente aereo della cresta invitano a frequenti soste. Entrando nel bosco la discesa si fa meno estrema ma sempre molto tecnica e in breve siamo alla Baisse de Lagouna.

Sicuramente una delle discese più impegnative di tutta la Roya (maggio 2007)

Senza cambiare direzione continuiamo ora sul fianco sinistro del costone (indicazioni: Tende), e dopo un tratto ripido e sconnesso entriamo in una rada pineta che sembra finta, dove il sentiero diventa scorrevolissimo e piacevole offrendo un meritato riposo alle braccia e ai freni.

Il sentiero, che sembra non finire mai, diventa un po' più ripido nell'ultimo tratto, esce dal bosco e sfocia su una sterrata a q. 1300 ca.
Prima della sterrata (Giugno 2009 by MonyCN)

Proseguiamo sulla sterrata per un paio di km fino a incrociare una stradina che viene da destra: subito sulla nostra destra ritroviamo un sentiero (indicazione pedonale) che scende alla sottostante b. 328. A sinistra parte l'ultimo tratto di "tecnico", prima panoramico sul paese poi con duri tornantini su terreno roccioso e pendenze molto sostenute fino alle spalle della stazione di Tenda (volendo evitare questo tratto basta proseguire sulla sterrata e svoltare a destra al primo bivio per scendere in paese senza difficoltà).

In vista di Tenda (giugno 2009)

Per vedere altre foto della giornata clicca su:

Foto

Dati del giro:

Anello Tenda - colle di Tenda - Fort Tabourde - pendici Cima Pepino - Baisse de Lagouna - Tenda

Quota di partenza: 790 m (Tende)

Quota Max: 2010 m (pendici Cime du Bec Roux)

Disl.: 1250 m

Ciclabilità salita: 100%

Ciclabilità discesa : 99,9%

Difficoltà: MC+/OC (salita/discesa)

Sviluppo: Km 32

woof & Bo

lunedì 15 giugno 2009

L'Authion visto dalla Vésubie

Val Vésubie

Il massiccio dell'Authion separa due delle nostre valli preferite... quale migliore occasione per salirlo da un versante inedito?

Pur con qualche problema di segnaletica, un giro grandioso con una salita estremamente varia, gli immensi panorami della vetta e l'ennesima festa del tornantino per chiudere in bellezza!
Ritrovo e partenza dalla piazzetta di Lantosque (480 m), dove ormai siamo di casa. Prendiamo la strada di fondovalle direzione Nord e deviamo a destra per La Bolléne-Vésubie, sulla strada del Turini. Invece di salire direttamente al paese però oggi abbiamo un po' allungato il giro continuando sul fondovalle e passando dalla frazione di Véseou per verificare un pezzo della traversata di settembre. Il passaggio sull'impressionante ponte di Véseou comunque merita ampiamente la deviazione!
Superato poi il cimitero di La Bolléne troviamo la balise 204 (733 m) che ci manda verso sinistra sulla pista sterrata di Malagratta, un bellissimo percorso forestale che, superando innnumerevoli valloni con scorci sulla profonda gola sottostante, ci porta con regolarità e qualche strappetto fino a un piazzale dove la strada termina. Una breve rampa inerbita, siamo alle remote Granges de Prai (1306 m) e dopo pochi metri svoltiamo a destra (b. 240) direzione Turini. Con calma superiamo una serie di tornanti in piena abetaia, si fa mezz'oretta quasi tutta a spinta ma l'ambiente invita al relax.
Un po' di portage col sorriso sulle labbra

Il sentiero termina a circa 1500 m su un'ampia pista forestale che prosegue con un lungo diagonale sotto l'Authion prendendo dolcemente quota e, in una radura popolata da mucche (b. 237), saliamo a destra gli ultimi due tornanti che ci portano alla spianata asfaltata della Baisse de Camp d'Argent (1737 m, b. 238). Si è fatta l'ora di una birra in uno dei bar della zona...
Siamo quasi a Camp d'Argent

Sotto un sole cocente saliamo su asfalto fino alla Baisse de Tueis (1888 m), prendiamo a sinistra (senso vietato, attenzione alle auto!) fuori del bosco tra pascoli alpini e contorniamo un cucuzzolo, fino a un'area di sosta con i pannelli del parco. Ormai sopra di noi vediamo l'inconfondibile ridotta della Pointe des Trois Communes (2080 m), che raggiungiamo con un breve tratto di mulattiera inerbita. Aria fresca, panorami, un po' di sosta per le foto e si scende!
In vista dell'Authion

Dalla ridotta torniamo per la massima pendenza in direzione di una casermetta rovinata e seguiamo la mulattiera pianeggiante in direzione dell'Authion vero e proprio, che non raggiungiamo. Alla prima selletta tiriamo dritto per un sentiero che esce subito sul crinale verso S riguadagnando la Baisse de Tueis: non dobbiamo far altro che lasciarci scivolare sulla traccia nel prato con percorso entusiasmante (forse è vietato... ma oggi non ci vede nessuno...) e tornare su asfalto fino al Camp d'Argent.
Adesso comincia il duro...
La discesa dal crinale

Per rientrare alla base seguiamo in parte il tracciato della Bollinoise, una discesa molto in voga tra i locals, che ci offrirà una serie di tratti tecnici veramente strepitosi.
Dopo l'ultimo ristorante individuiamo a sinistra la b. 31 (ce n'è un'altra, abbattuta, poco più a monte, che indica una forestale in direzione opposta) e imbocchiamo la ripida traccia che si tuffa nel bosco.
Sentieri ... sentieri ... sentieri ...

Con un divertente mezzacosta a saliscendi, quasi tutto pedalabile, scendiamo fino a ritrovare l'asfalto due curve sopra il Col de Turini (b. 30). Risaliamo un tornante (b. 234) e prendiamo a sinistra la pista in direzione della Vacherie de Mantegas. Se non ci interessa acquistare i formaggi locali svalichiamo a incontrare la b. 235, guardiamo bene il contachilometri e prendiamo la sterrata a sinistra che scende a una radura (b. 235 a). A sinistra parte un altro bel traverso a saliscendi che attraversa l'ennesimo tratto di foresta sul versante Sud del monte.
Esattamente a 1.2 km dalla b. 235 troviamo sulla nostra sinistra una discesa, priva di ogni segnalazione ma molto individuata, che prendiamo con decisione: comincia tosta con massi e radici, poi scendendo si distende, passa accanto a una casa abbandonata e ritrova l'asfalto della strada che sale da La Bolléne. Sotto la strada, il sentiero continua dietro il guard rail e scende nel fitto del bosco con un altro tratto dal fondo ottimo, fino a costeggiare un rio e sbucare su un pistone sterrato (1380 m).
A questo punto la Bollinoise prevederebbe una discesa e una pesante risalita, noi vista l'ora optiamo per un taglio: prendiamo il pistone che guada verso sinistra e saliamo a incrociare un'altra sterrata (Chemin de Tardei, GR52) alla b. 196 (1430 m) dove proseguiamo con andamento pianeggiante.
Superata la b. 191, dopo circa 200 m troviamo un tornante in discesa verso destra (evitate di proseguire su quella che sembra la pista principale!!), sul quale un malridotto paletto indica la continuazione del sentiero nel fitto del bosco. La discesa, in stato di abbandono (qualche vecchia verniciata bianco-rossa) e ingombra di vegetazione, sbuca però in breve su un'altra sterrata dove continuiamo verso sinistra superando le b. 190, 189 e 188 e incrociando il sentiero che avremmo dovuto percorrere in salita.
Alla b. 187, se seguiamo le indicazioni per Lantosque, continuiamo sulla forestale e ci andiamo a perdere! Questa "balise" infatti non risulta sulla carta: per trovare quella vera prendiamo il bel sentiero in discesa verso destra che dà inizio alla parte più spettacolare del giro.
Raggiunta la "vera" b. 187 tiriamo dritto, su un sentiero che si fa sempre più liscio e invitante, e alla successiva b. 186 ci buttiamo a destra (indicazione: La Bolléne - la continuazione per Lantosque potrebbe essere una buona variante da provare...) su una serie di tornantini fantastici nella pineta, larghi, senza un sassolino, in parte tagliati dai freeriders, che come tutte le cose belle a un certo punto finiscono su un'ampia sterrata.
Ennesima "sagra del tornante"

Ormai si sente il traffico, pochi metri a destra e si arriva alla b. 185, di lì a sinistra troviamo una discesa cementata che raggiunge l'asfaltone di fondovalle e in poco più di 1 km riscendiamo a Lantosque.

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:

Dati del giro:

Anello Lantosque - La Bolléne Vésubie - Chemin de Malagratta - Baisse de Camp d'Argent - a/r L'Authion - Vacherie de Mantegas - Chemin de Tardei - Lantosque

Presenze: Bobo, Roberto, Rino, Floro, Ziododo

Quota di partenza: 480 m (Lantosque)

Quota Max: 2080 m (pointe des Trois Communes)

Disl.: 1750 m

Ciclabilità salita: 88%

Ciclabilità discesa: 98%

Difficoltà: MC+/OC

Sviluppo: 55 km
woof

lunedì 8 giugno 2009

Fort Tabourde - Vievola

Val Roya

Stavolta il sentiero siamo proprio andati a cercarlo, era proprio lì ma ci sarà già passato qualcuno?
Da due anni nel quaderno dei desideri, abbiamo messo in saccoccia una discesa veramente senza compromessi in una delle zone più selvagge della nostra valle preferita!

Il colle di Tenda e la Rocca dell'Abisso sullo sfondo

A caccia di Vievola 2, partiamo dal piazzale presso il cavalcavia della ferrovia, subito sotto il bivio per la stazione di Vievola (970 m). Risaliamo un po' di statale verso il Colle di Tenda e imbocchiamo i mitici 46 tornanti che ci separano dal passo, ma siccome siamo scrupolosi prendiamo appena possibile la vecchia strada così i tornanti diventano 60 e sono ancora più mitici!
Con poca fatica siamo al Fort Central, puntiamo verso la strada militare del Marguareis ma svoltiamo alla prima indicazione a destra (balise 338) per il fort Tabourde (1982 m, b. 335) dove di solito si arriva in scioltezza. Oggi attraversiamo ancora qualche insidiosa lingua di neve, e una decidiamo saggiamente di aggirarla vista la pendenza pericolosa. Se volete tornarci aspettate ancora quindici giorni!
I soliti intoppi di un anno fuori norma...

Dal forte si potrebbe scendere sul crinale in massima pendenza (vedi variante) ma noi puntiamo verso sinistra dove parte, in mezzacosta, un'esile traccia di sentiero (ancora un po' di neve, evitabile) che risale fino a un poggio (2010 m circa) e si biforca. La balise 335a indicata sulla carta non c'è, forse se l'è portata via qualche valanga, noi comunque prendiamo la traccia di destra che scende ripida ma ciclabile nell'ampio vallone sotto la cima Pepino tra nevai e marmotte primaticce.
Quest'anno la neve non manca...

Attraversiamo dove si può il torrente e ritroviamo sull'altro lato le rade tacche gialle del sentiero, ora ben tracciato, che corre in falsopiano su un ripido costone tra i pini, allontanandosi inesorabilmente dalla civiltà. Poco prima di una bellissima sella erbosa (q. 1767, un'indicazione non guasterebbe...) notiamo un metro sotto di noi un'altra traccia che corre in senso opposto, copiando il percorso appena fatto ma a una quota inferiore. Attenzione a individuarla subito per non finire in un tratto franato e scosceso!
Il sentiero, con diversi saliscendi, attraversa numerosi costoloni boscosi mantenendosi sempre stretto ma in ottime condizioni e, dopo una sosta ai box, passiamo a picco sotto il forte e siamo sulla Baisse de Lagouna (1677 m) dove ci pare di essere già stati...
Da qui se volete divertirvi e basta potete scendere a Tenda seguendo il sentiero principale del GR52 (vedi variante). Se oltre a divertirvi volete esplorare, non soffrite di vertigini e avete buon senso d'orientamento, continuate a leggere.

Senza parole...

Proprio sul valico parte un sentierino nell'erba (direzione: Vievola, b. 334) che dopo pochi metri fa un tornante a destra e prende a traversare in direzione NW, verso una zona scoscesa dove sembra impossibile riuscire a portare una bici. Si tratta comunque dell'unico sentiero di questo versante e, anche se largo pochi centimetri, riusciamo a non perderlo in mezzo alle numerose piante abbattute dalle prodigiose nevicate di questo inverno infinito.
Dopo quasi 1km di traverso il sentiero si fa più marcato e comincia una prima serie di tornantini, molto estetici ma di misura inadatta alla bici...
Scendiamo così in prossimità di un paretone roccioso (Le Cairon) e un cavo metallico ci conferma che siamo proprio su un sentiero percorso da umani! Con molta attenzione superiamo passandoci le bici questi pochi impressionanti metri, passiamo sotto un riparo di roccia e torniamo in sella su un sentiero più largo ma sassoso e ripido, che richiede ottima tecnica ed equilibrio.
Tra panorami mozzafiato e profumi di timo e lavanda perdiamo bruscamente quota, passiamo un agglomerato di ruderi nel più improbabile dei posti e, alternando traversi sospesi e tornantini al limite, torniamo in una pineta dove il sentiero diventa più domestico e consente comode curve in sella.
Sentiero decisamente...aereo

Quando scorgiamo le tracce di antichi terrazzamenti ci accorgiamo che ormai il fondovalle è vicino: un ultimo divertente tratto tra i coltivi finisce in un gruppo di case abitate, proprio lungo la ferrovia, e concludiamo l'avventura sbucando sulla Route Nationale proprio davanti all'auto.

Varianti di discesa clicca su: Forte Tabourde - Tenda

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:
Dati del giro:

Anello Vievola - colle di Tenda - Fort Tabourde - pendici Cima Pepino - Baisse de Lagouna - Vievola

Presenze: Bobo - Roberto – Gigi - Ziododo

Quota di partenza: 970 m (Vievola)

Quota Max: 2010 m (pendici Cime du Bec Roux)

Disl.: 1150 m

Ciclabilità salita: 100%

Ciclabilità discesa : 98%

Difficoltà: MC+/OC+ (salita/discesa)

Sviluppo: Km 25

woof
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