venerdì 29 luglio 2011

Col du Crachet e Tunnel du Parpaillon

Ubaye / Durance

Ci sono idee che rimangono a girare nella testa per anni, ogni tanto si aggiunge qualche tassello, poi si accende una lampadina e non si può più aspettare: l'anello del Parpaillon in giornata, un giro dai numeri importanti, il tutto senza un portage esasperato, non poteva certamente mancare alla collezione dei giri in Ubaye...
... il sentiero c’è davvero e porta lassù!
Oggi il meteo non è perfetto e già al mattino qualche nuvola copre la zona, ma questo è un giro che richiede alcune dosi assortite di fortuna da spendere fin dall’inizio, perché il Col du Crachet, dritto ad ovest del Col De Vars, non è raggiungibile da nessun sentiero secondo la IGN francese e neanche ci sono descrizioni di itinerari pedonali che lo risalgono dal versante est.
Solo le aerofotografie lasciano intuire una traccia in basso e una in alto nel vallone. Qualcosa in mezzo ci deve pur essere!
Un pastore scuote la testa ma al rifugio sul Col de Vars ci dicono che il sentiero c’è.
Decidiamo di partire dal colle, quota 2106 m, anche se non è il punto più basso del giro, per limitare l’effetto del probabile temporale pomeridiano.
Ore 9.00, si parte!
... Col du Crachet: uno sguardo ad est: Paneyron, Chambeyron, ecc…
Scendiamo qualche metro in direzione sud e prendiamo la sterrata che parte a dx vicino alla cappelletta a bordo strada. Dopo 100 m di dislivello è già portage, prima nei prati poi su per il vallone dal fondo ghiaioso. La traccia è indicata da diversi ometti e diventa man mano più ripida ma rimane sempre evidente. Un’ora di buon passo e siamo al Col du Crachet, quota 2631 m (saranno 500 i metri di dislivello di puro portage). Pedaliamo gli ultimissimi metri ma solo per la foto.
Comincia la discesa: il sentiero ci serve subito un traverso su sfasciumi verso sud che poi piega a nord-ovest per seguire la direzione del vallone fino in fondo.
La traccia tende a perdersi nei prati ma con un po’ di attenzione si riescono ad individuare le tacche gialle sulle rocce.
Fino al Lac du Crachet (2250 m) è tutto in sella, poi parecchi massi sul sentiero costringono a lunghi tratti con la bici al fianco.
Doverosa anche qualche sosta per dare la precedenza agli escursionisti che salgono al lago.
Qualcuno ci preannuncia una serie di tornanti molto ripidi.
In effetti dopo il pianetto della Cabane du Crachet il sentiero diventa impervio e i primi tornanti sono ancora da bici al fianco, più o meno fino a quota 1900 m, poi viene voglia di provarne qualcuno in sella e con qualche acrobazia ci si riesce.
... il tratto iniziale della discesa ...
La discesa finisce a qualche decina di metri dalla frazione La Chalp, che raggiungiamo per riempire le borracce alla fontana. Ci abbiamo messo 2 ore a scendere! Non sembra, ma ormai è passato mezzogiorno e ci aspettano altri 2000 metri.
Riprendiamo la strada asfaltata che attraversa il torrente e sale verso il Tunnel du Parpaillon con la pendenza ideale delle strade militari. Da qui è tutto un lungo e tranquillo vallone fino al tunnel. Mentre le nuvole si addensano.
Il Pont du Real (quota 1858), con la targa a memoria dei soldati spagnoli, segna l’inizio del tratto sterrato. Il fondo è in ottimo stato e in due orette arriviamo ai 2650 m del tunnel, realizzato sul finire dell’800 per collegare le postazioni militari della valle della Durance con l’Ubaye
Non troviamo molti mezzi a motore probabilmente perchè siamo a metà settimana e il meteo non è dei più invitanti, ma è facile pensare che nel weekend questa strada sia parecchio frequentata.
... finalmente!!! Il tunnel ...
Percorriamo i 465 m rettilinei alla luce di una lampada frontale, cercando di non centrare proprio tutte le pozze, alcune delle quali sembrano abbastanza profonde.
La discesa è obbligata sulla militare. Certo, dispiace non trovare neanche un sentierino su cui divertirsi ma questo versante non ne concede.
Allora ci godiamo la vista della Grand Berarde, il cui giro faremo in un momento futuro di voglia di portage. Oggi ci aspetta altro.
A quota 2000 a sx c’è una balise che indica il sentiero GR6-56 lo imbocchiamo senza indugio , sarà l’unico tratto giocoso della discesa e porta giù di 150 m nel bosco invece che su sterrata. Troviamo anche una frana di 10 m che si può passare con la bici in mano tipo valigia o tornare indietro qualche metro e prendere la variantina che le passa sopra (noi…valigia).
Ritroviamo la sterrata a un tornante (quota 1870), superiamo la Chapelle Sainte Anne, a Le Pres ignoriamo la balise che indica a sx il GR6-56 (era tra le possibili varianti da verificare ma la parete che vediamo di fronte e su cui si snoda fino al Pas du Roy non è assolutamente da fare con la bici, neanche a spalle) e ritroviamo l’asfalto che ci porta ad un tornante. Verrebbe voglia di risalire a destra verso Sainte Anne La Condamine per prendere il sentiero che passa da Le Grache Haut e rende quest’ultimo settore di discesa più divertente, ma ci aspettano ancora 1000 metri di dislivello per tornare al Col de Vars e decidiamo per la via più breve, che vuol dire asfalto fino a sotto il Fort Tournoux, quota 1300 ormai sulla sponda dell’Ubaye.
Verso il Fort Tournoux, poco prima dell’Apparizione
Le carte e la "Bibbia", dell'amico Guido Ragazzini, suggeriscono di prendere la militare che dopo alcuni tornanti attraversa il Fort Moyenne per allungarsi poi nella valle dell’Ubaye fino alle Batterie del Vallon Claous.
Il fondo è in buono stato, la pendenza ottimale, il cielo continua a chiudersi ma non è ancora minaccioso.
Quota 1520, arriviamo al forte, ma……c’è un cancello chiuso!!!
Non c’è verso di aggirarlo: le mura e le pareti di roccia formano un continuo dal fiume a fino al Forte Superiore, 300 m più in alto
Stiamo per girare le bici, rassegnati all’aggiunta di dislivello e di tempo, quando avviene il miracolo: l’Angelo del Cicloalpinista ci appare vestendo i panni della guida turistica del forte, dall’altra parte del cancello, con il suo elmo Arai ed il cavallo giapponese a quattro tempi.
Gli chiediamo se si può attraversare ma dice che il forte è chiuso da anni se non per le visite guidate. Gli spieghiamo che la balise…le carte…. Ma lui scuote la testa, gli diciamo che abbiamo l’auto al Vars……e ci fa attraversare!
È un miracolo!
Quindi non fateci conto se volete ripetere il giro.
La strada giusta, che dovrebbe essere un sentiero, passa sotto il forte sulla sponda del fiume e risale verso il villaggio di Tournoux poco dopo, ricongiungendosi con il percorso che esce dal forte.
Ancora increduli, proseguiamo sulla militare a pendenza quasi nulla che collegava questo forte alle Batterie del Vallon Claous. Proseguiamo nonostante tutti i cartelli indicanti percorsi in mtb della zona dicano di non farlo. Sappiamo che alcuni tratti sono stati spazzati dalle frane, ma l’Angelo ci ha confermato che con molta prudenza e bici in mano si superano.

Quel che resta della militare
Dopo aver preso 150 m in un’ora e mezza arriviamo ai tratti problematici. E lo sono davvero. Si passa, sì, con estrema prudenza e rigorosamente bici in mano, su rocce e sfasciumi che hanno soppiantato i ponti in pietra di cui non rimangono che pochi segni.
Qualche goccia di pioggia rende viscidi i passaggi già di per sé delicati, ma ormai ci siamo.
I metri di militare sopravvissuti si sono trasformati in un bel single track un po’ esposto, tra un passaggio di frana e l’altro, e ci portano finalmente alle Batterie (clicca), da cui eravamo scesi qualche settimana fa.
Veloce discesa e ultimi 100 m di risalita fino a ritrovare l’ultimo chilometro della statale e siamo al Col De Vars, quasi 11 ore dopo averlo lasciato. Il rifugio è ormai chiuso, non possiamo neanche andare a ringraziarli per la dritta.

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:
Dati del giro:

Anello Col de Vars, Col du Crachet, la Chalp, Tunnel du Parpaillon, La Condamine, Batterie du Vallon Claous, Col de Vars

Presenze: Ziododo, Sergix

Quota di partenza: 2106 m (Col de Vars)

Quota Max: 2650 m (Tunnel du Parpaillon)

Disl.: 2600 m

Ciclabilità salita: 80%

Ciclabilità discesa: 90%

Difficoltà: BC/BC(OC)

Sviluppo: 60 km
Sergix

venerdì 15 luglio 2011

Giro della Marchisa e del Pelvo d'Elva

Val Varaita

A pochi giorni di distanza ben due spedizioni del nostro staff, si ritrovano a ripercorrere questo classicissimo giro d'alta quota a cavallo delle valli Varaita e Maira, che ancora incredibilmente mancava nel curriculum di ognuno di noi ... qui raccontiamo la prima delle due, anche perchè la seconda qualcuno se la ricorderà come la più tragica gita della sua vita!!!

Le previsioni meteo invitano a provare un giro che avevamo in mente da qualche tempo.
Partiamo sa Sant’Anna di Bellino, confidando in un sentiero di rientro che dovrebbe farci chiudere il giro poche centinaia di metri più in basso.
Risaliamo il Vallone di Traversagn come avevamo fatto nel giro del Monte Faraut e la salita non è cambiata: ripida, sassosa, ma pedalabile, fino a quota 2450, poi un’oretta a piedi e siamo al Colle di Vers. Il posto è incantevole e il tempo passa in fretta.
... giù dal Colle di Vers: breve intermezzo fra 2 portage ...
Cominciamo a scendere sul sentiero, inizialmente da inventare tra le pietre, cercando con lo sguardo il Col des Sagneres sulla sinistra. Pochi minuti e individuiamo la traccia che lo risale, dall’altro lato del torrente. Tiriamo giù dritti nei prati, guadiamo il torrentello, pedaliamo un centinaio di metri e siamo di nuovo con le bici a spalle. Un quarto d’ora di portage obbligatorio e il grosso della fatica di oggi è fatto.
Le nuvole arrivano velocemente dal lato della cresta su cui ci affacciamo e da cui dovremo scendere.
Il tempo di qualche foto e via.
Il sentiero si presenta subito tanto invitante quanto esposto: prudenza!
... il primo espostissimo tratto dopo il Col des Sagneres ...
Il bel traversino ci porta ad una sorgente che usiamo per reintegrare le scorte idriche. Scendiamo qualche metro a piedi su acqua e pietrisco, poi siamo di nuovo in sella. La traccia diventa ripida e presenta diversi tratti tecnici da affrontare con la massima attenzione e qualche piede a terra. Poi svolta a sinistra e raggiunge il sentiero che sale da Chiotti. Una palina ci indica di guadare il rio e proseguire. Ormai siamo sul sentiero T5 che ci accompagnerà fino al Colle della Bicocca. Alla palina successiva deviamo a sinistra per una puntatina al lago delle Camoscere con i ruderi della casermetta a sorvegliarlo. Torniamo sui nostri passi e riprendiamo il T5 per altri minuti entusiasmanti: tutto a mezza costa, con qualche tratto da antenne dritte e una decina di metri tagliati nella parete, da fare rigorosamente a piedi.
... ben 6 chilometri di traverso entusiasmante ...
Il sentiero ci porta sulla cresta che dal vicino Colle della Bicocca sale al Pelvo, in corrispondenza di una palina che non lascia dubbi. La voglia di esplorazione ci dice di provare il sentiero che sale 300 m sulla Costa Cialin, fino a poco dopo il punto panoramico (oggi per nulla panoramico causa nuvole) denominato La Vedetta e poi lascia a sinistra il classico per la cima del Pelvo per tagliare in piano a destra verso il Bric Rutund
Abbiamo tempo e lo proviamo, rigorosamente bici in spalla. Giunti alla deviazione tanto agognata (indicazione “Meleze” sulla roccia) appoggiamo le bici a terra e proseguiamo a piedi con poche speranze: non è per nulla consigliabile proseguire neppure con la bici in mano, tipo valigia.
Torniamo indietro. Ci siamo guadagnati almeno la discesa in sella con qualche passaggio al limite e tirando dritto fino al Colle della Bicocca.
Da qui scendiamo sul GTA, inizialmente molto”lavorato” dalle mucche fino a Grange Sarsena, poi bello divertente, tecnico ma mai pericoloso. Una lunga serie di tornantini nel bosco, tutti perfettamente ciclabili, ci porta a Chiesa di Bellino.
... il GTA per concludere col sorriso ...
Il bello è finito. 400 m di asfalto pochissimo trafficato ci riportano a Sant’Anna.
Consigliamo quindi di partire da Chiesa, dove troverete una bella fontana dove fare scorta iniziale di acqua e un posto tappa/bar per il reintegro finale a base di luppolo.

Per vedere il video della giornata clicca su:
Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:
Dati del giro:

Anello S. Anna di Bellino - colle di Vers - Col des Sagneres - S. Anna di Bellino - lago delle Camoscere - Colle della Bicocca - Chiesa di Bellino - S. Anna di Bellino

Presenze: Ziododo, Sergix, Michele

Quota di partenza: 1820 (S. Anna di Bellino)

Quota Max: 2890 m (Col des Sagneres)

Dislivello totale: 1750 m (+ 320 m Costa Cialin)

Ciclabilità salita: 70%

Ciclabilità discesa: 99%

Difficoltà: BC/OC

Sviluppo: 31 km (asfalto 5 km)
Sergix

lunedì 11 luglio 2011

Giro del Malinvern

Valli Tinée - Stura - Gesso

Il neonato gruppo Cicloalpinismo-VTTour si scatena nel giorno del Grande Portage!
Se volete rifare il giro guardate bene la percentuale di ciclabilità in salita ... per il resto, discese straordinarie, una vera compilation di quanto di più tecnico e adrenalinico si può chiedere a un sentiero, costantemente immersi in un ambiente di alta montagna, unico e impagabile ...

... Grande "Portage" ... Grandi discese ...

Dopo il pernottamento "rustique" sotto il colle della Lombarda scendiamo coi mezzi fino alle prime case di Isola 2000, dove stacca il bivio per la cisterna dei "cannoni" nivali.
Risaliamo il colle della Lombarda (2.350 m) tra le ignare marmotte al colle, godendoci l'unico tratto seriamente ciclabile della giornata, e svalichiamo circa 1 km in suolo Italico fino alla semidistrutta palina che indica a destra: passo d'Orgials. Il posto lo conosciamo molto bene (vedi Anello dell'Orgials) ma vale sempre la pena tornarci e portare nuovi amici.
... alta scuola Française du Portage ...

Ciclabilità in salita, zero assoluto, scuole a confronto: i savonesi spingono alla maniera classica fino a quando è possibile (spintage/poussage), i francesi tutto il giorno con la bici sulle spalle (il "nostro" portage estremo), alla fine chi sarà il più demolito...?
Al colle (2600 m) ammiriamo il panorama e pregustaimo una della più belle discese di questo angolo di Alpi.
A parte il primo tornantino, su roccia viva, che questa volta è più malconcio del solito e nessuno riesce a passare a zero penalità, la discesa è sempre entusiasmante, soprattutto nel costeggio dei laghi della Valletta ancora abbelliti da piccoli icebergs tardivi.
Bobo's style ... ai laghi della Valletta ...

Il solito breve ravanamento finale tra pietroni e acquitrini, e anche se un po' in anticipo ci godiamo un panino al rifugio Malinvern-Ceva (1836 m).
Proprio dal rifugio seguiamo la traccia che scende all'incerta passerella sul fiume, e qui il gioco si fà duro!
... via, coraggio e spirito di rassegnazione, da qui al Valscura si spinge e basta!!! Particolarmente pesanti i primi tornatini, al sole senz'aria, poi entrando nel bosco si respira un po' e in un'ora ci affacciamo sullo splendido lago Malinvern (2112 m) con una simpatica discesina ciclabilissima (...ma si perde quota!!!) e una pausa-piedi a mollo ...
Lago Malinvern

Seconda parte... costeggiamo il lago, pedalando qualche centinaio di metri, e riprendiamo a salire su terreno aperto, tra splendide fioriture di rododendri, puntando l'arcigno colletto di Valscura (2520 m) che visto da qui ricorda non poco il mitico Col Lauson. Altra oretta abbondante ... si attraversa un paio di nevai, qualcuno che non ne ha "a basta" (... Pedro ...) li scende pure con la bici e ci affacciamo al colletto. La vista impagabile sulle Marittime centrali, i laghi di Valscura e le "nostre" mitiche strade-serpentone ci fa dimenticare la fatica!
Discesa dal colletto di Valscura

Scendiamo alle imponenti opere militari sul lago con i lunghissimi tornanti di quella che doveva essere una strada militare lastricata, ma che è rimata quasi tutta a livello di sentiero, comunque facile e divertente, costeggiamo il profondo lago Inferiore (2256 m) e affrontiamo con devozione l'ultima salita di questa indimenticabile giornata.
Ancora "poussage", ma a un certo punto ritroviamo il lastricato e passiamo, pedalando, davanti alle imponenti caserme; al posto dei soldati oggi, a far la guardia, branchi di pacifici stambecchi che ci osservano perplessi senza quasi scansarsi dal sentiero...
Ultimo strappo con brevi tratti pedalabili e siamo alla Bassa del Druos (2628 m) che ci permette di riaffacciaci sulla conca di Isola. La vista è spettacolare, laghi da tutte le parti, montagne imponenti e poi il pensiero che le salite sono finite aiuta ... ora è tutta discesa ... o quasi ...
Valle Gesso dalla Bassa del Druos

Con un ampio tornante andiamo a costeggiare dall'alto i Lacs de Terre Rouge, superiamo ancora diverse chiazze di neve e scendiamo senza troppe difficoltà la mulattiera militare ancora ben conservata, poi, passato l'ultimo laghetto, arriviamo con tornanti abbastanza tecnici alla palina che indica, di là, Col Merciére e risalita in pietraia, di là, dritti a Isola 2000. Optiamo per la seconda e perdiamo quota su un cumulo di massi che i segni di vernice millantano come sentiero. In vista di un prato sulla sinistra, ormai in vista degli impianti, lasciamo il "sentiero" e raggiungiamo una stradetta di servizio: ancora pochi metri in salita, scendiamo "free" la pista da sci e troviamo uno sterratone. A destra, pochi metri e troviamo l'asfalto che in un attimo ci riporta ai mezzi in fedele attesa.
... in definitiva ... un giro "grande" ... in tutto!!!

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:
Per vedere le foto e il link degli amici francesi clicca su:
Dati del giro:

Anello Isola 2000 - Colle della Lombarda - passo d'Orgials - Rifugio Città di Ceva - Lago Malinvern - Colletto di Valscura - Laghi di Valscura - Bassa del Druos - Lacs de Terre Rouge - Isola 2000

Presenze: Roberto, Bobo, Phil'O, Geux, Shama, Pedro

Quota di partenza: 2050 m (Isola 2000)

Quota Max: 2628 m (Bassa del Duos)

Disl.: 1900 m

Ciclabilità salita: 22%

Ciclabilità discesa: 98%

Difficoltà: n.c./OC(EC)

Sviluppo: 27 km
Bo & woof

domenica 10 luglio 2011

Colle del Puriac (via Stau)

Valle Stura

Una superclassica che ancora mancava sul sito. Per non farci mancare nulla scegliamo l'approccio lungo in compagnia dei cugini francesi per il Primo Seminario congiunto Cicloalpinismo-VTTour!
Primo giorno, Open Day del sentierino; secondo giorno, sessione a invito di Alta Scuola del Portage...

I primi traversi in discesa dal colle di Stau

Superata la maggiore difficoltà di oggi (... contare quanti siamo ...) lasciamo Pontebernardo per imboccare la stradetta asfaltata che risale l'omonimo vallone fino a Prati del Vallone e al rifugio Talarico (1700 m).
La sempre dura e appagante salita al colle di Stau (2500 m),che ben conosciamo ... qualcuno dice tutta pedalabile, qualcun altro spinge più di metà, la conoscete ( .... ). Per mezzogiorno siamo tutti radunati al cospetto dell'imperdibile panorama, e stavolta azzecchiamo la discesa giusta: facilissimo!!! ... basta andare giù dritti, ma nel 2009 di bici ne passavano meno e c'era solo una traccia ... quella sbagliata!!!
Phil'O in action ...

Dopo il primo facile pratone, ci affacciamo su un vallone scosceso e su un aereo, spettacolare, traverso dove purtroppo sono ancora presenti i vecchi grovigli di filo spinato bellico (attenzione!!!). Torniamo poi su terreno più tranquillo, tra costoloni erbosi e verdi valloncelli, fino alla picchiata finale nel bosco con tornantini veramente al limite che danno il grado di difficoltà della gita di oggi. Scendiamo poi facilmente in traverso al rio Forneris, superiamo la passerella e rimontiamo di fronte per l'ampio sentiero (un centinaio di metri di risalita abbastanza dura), direzione Ferriere.
Un idilliaco sentierino nel bosco conduce al non meno idilliaco vilaggio, forse il più scenografico di tutta la valle, e ci godiamo una pausa "downtown" al rifugio Becchi Rossi.
... sarà vero o sarà finto??? ... no, siamo quasi a Ferriere ...

Il gruppo assottigliato prosegue in salita su asfalto, svoltando in breve a sinistra sull'ampio sterrato della Bassa di Colombart (2461 m). Si sale con andatura tranquilla l'immenso vallone, e qualche nuvola scura non ci impensierisce più di tanto. L'ultima dura rampa termina alla campana del colle e proseguiamo verso il colle Puriac col famoso, splendido traverso, che troviamo in condizioni stratosferiche!!!
... il serpentun ... sul traversun ...

Quest'anno le condizioni del sentiero sono strepitose e si pedala tutto quanto senza badare all'esposizione che comunque non manca. In prossimità del colle, senza raggiungerlo, ci buttiamo sull'evidente traccia che scende nel vallone di Puriac e molliamo i freni sull'entusiasmante pratone, dove sembra di volare verso l'Oronaye!
... i Tre Vescovi, l'Enchastraye con in mezzo ... il Braccuzzo!!!

Usciamo così sulla classica forra che d'inverno, piena di neve, fa un altro effetto... Il sentierino, decisamente malconcio e continuamente cancellato dalle frane, corre alto sulla gola e impone, per qualche decina di metri, la bici al fianco. Anche i successivi tornanti, decisamente esposti e sconnessi, vanno affrontati "sulle uova", poi ci distendiamo nella parte finale del vallone che in pochi facili minuti esce sulla strada principale in corrispondenza dei ruderi delle Grange.
Ci sarebbe la variante Murenz ma per oggi abbiamo dato... giù per la statale, le mollezze di Sambuco ci attendono!
... l'Oronaye ci osserva ...

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Traccia GPS
Mappa
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Dati del giro:

Anello Pontebernardo - Prati del Vallone - Colle di Stau - Ferriere - Bassa di Colombart - Colle Puriac - Grange - Pontebernardo

Presenze: Roberto, Bobo, Monica, Gualty, Susanna, Sergix, Ziododo, AlainDiegoFlowered, Lucianeve, Antonello, Phil'O, Geux, Shama, Pedro, Le Ded, Siglle

Quota di partenza: 1280 m (Pontebernardo)

Quota Max: 2500 m (Colle di Stau)

Disl.: 1900 m

Ciclabilità salita: 95%

Ciclabilità discesa: 99,9%

Difficoltà: BC+/OC

Sviluppo: 40 km
Bo & woof

domenica 3 luglio 2011

Col de Vars e Batterie di Vallon Claus

Valle Ubaye

Una facile, tranquilla gita in un altro magnifico angolo delle Alpi francesi, a due passi dalle piste del Vars. La discesa merita il viaggio!
Le Batterie di Vallon Claus con vista su monsieur "le Brec"

Giornata magnifica, bello fresco, dopo una levataccia e tutti i km della Valle Stura più qualcun altro, alle 8.45 siamo di partenza a St.Paul de Vars.
La strada del colle, ancora non troppo trafficata, sale con pendenze tranquille e, a parte le continue soste ai box per una tubeless che non collabora, alle 10 e pochi minuti siamo al colle (2108 m).
Una breve sosta per una birra e una fetta di torta, e alle 15 prendiamo la via della discesa.
Come...? Cosa è successo in quelle 5 ore...? E' successo che qui vi raccontiamo la parte della giornata classificabile come gita in bici. Il resto, complice qualche leggerezza e segnalazioni non sempre all'altezza, è trascorso in un misto di poussage/portage/ravanage su cui tagliamo una cesura temporale in attesa di ben più ambiziose mete... abbiamo capito dove si passa e ve la racconteremo appena ristabiliti i collegamenti!
... il primo traverso, discretamente aereo ...

Allora, velocemente torniamo al primo tornante della strada dove sulla destra stacca una bella sterrata nel bosco, chiusa al traffico. Si perde quota fino a un vallone spogliato dalle valanghe, guadiamo il Torrent de l'Infernet (1871 m) e riprendiamo a salire su una strada militare dal fondo perfetto, tutta in una magnifica pineta, fino al cancello della Batterie de Vallon Claus (2104 m).
Il complesso militare, costruito alla fine dell'800 per proteggere le fortificazioni sul lato opposto della valle, è da molti anni proprietà privata e non si può visitare.
Prendiamo dunque la via di discesa, che contorna da sotto la recinzione, risale verso la vicina casermetta e scende decisamente verso sinistra nel bosco fitto.
Ci aspettano 700 m di discesa da manuale, da affrontare preparati agli innumerevoli tornantini, quasi tutti belli arrotondati e perfettamente ciclabili.
... nell'ennesima "sagra del tornante"...

Il sentiero si mantiene rigorosamente di misura "single track" senza la minima concessione agli errori di guida (soprattutto all'inizio si può parlare di esposizione, ma la foresta, man mano che si scende rende i rischi da caduta abbastanza modesti).
Verso la fine entriamo in una scura abetaia e la traccia diventa un largo serpentone, divertentissimo, da fare d'un fiato. Finiamo su una sterrata, scendiamo a destra e poi (200 m circa) a sinistra, sullo sterratone finale che con qualche piccola variante "free" termina sulla strada asfaltata di fronte a St. Paul (1420 m). In pochi minuti ristaliamo al paese e chiudiamo l'anello.
Bella gitarella... ma le vette sono lì che aspettano!
... sorridi!!! ... sei in Ubaye!!!

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:
Dati del giro:

Anello St. Paul sur Ubaye - Col de Vars - Torrent de l'Infernet - Batterie de Vallon Claus - St. Paul

Presenze: Roberto, Bobo, Monica, Gualty, Susanna, Sergix, Michele, Ziododo

Quota di partenza: 1466 m (St. Paul sur Ubaye)

Quota Max: 2108 m (Col de Vars)

Disl.: 1050 m

Ciclabilità salita: 100%

Ciclabilità discesa: 100%

Difficoltà: MC/BC

Sviluppo: 20 km
woof
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