E’ una di quelle giornate di ottobre in cui l’autunno non sa se fare un passo indietro piuttosto che avanti. L’incertezza del meteo e la stagione avanzata ci costringono a riporre intenti “bellicosi” a favore di un giro, in media valle, ritenuto di ripiego per lo sviluppo chilometrico ed il dislivello assai contenuti, ma che ci regalerà una delle più grandi e adrenaliniche discese della nostra storia!!!
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| ... una vera opera di alta ingegneria sentieristica ... |
Qui, svoltiamo a sinistra, passando davanti alla chiesetta con porticato per imboccare una strada asfaltata, che seguiamo fino ad un trivio; tralasciamo la deviazione a sinistra ( che conduce al Santuario di Madonna dei pini), e prendiamo la più a monte delle due strade alla nostra destra; passando a fianco di un gruppo di case, la strada diviene presto sterrata e prosegue inoltrandosi nel bosco con pendenza quasi sempre sostenuta, ma mai proibitiva; dopo qualche chilometro costeggiamo una costruzione in legno nei cui pressi si trova una fontana (ultimo possibile rifornimento idrico) e superate ancora alcune rampe giungiamo ad un ampio tornante a sinistra, che seguiamo fedelmente; un ultimo sforzo ci conduce in vista della nostra meta quotidiana: verso sud-est scorgiamo infatti l’ampia depressione erbosa denominata Sella Pra’d Giacu, punto panoramico posto sullo spartiacque tra vallone dell’arma e valle Stura. La raggiungiamo in breve e seguiamo una traccia di carrareccia che solca il fondo erboso con decorso tortuoso; sul margine meridionale della sella scorgiamo una balise, presso la quale ci concediamo una breve sosta, per ammirare il panorama che l’ampio orizzonte ci concede sugli imponenti massicci della val Gesso, oltre la valle Stura; da quella parte, le nuvole già minacciose ma ancora incerte lasciano filtrare raggi di sole, regalando alla nostra vista squarci di scenari quasi danteschi…
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| ... parte alta della discesa ... |
Dalla balise, seguendo l’indicazione per Pirone imbocchiamo ai margini del bosco un sentiero GTA, ben segnato con le consuete tacche bianco-rosse (segnavia P64); il sentiero si presenta subito impegnativo, sia per la pendenza sostenuta, sia per la presenza di passaggi tecnici che si alternano a tratti più scorrevoli, talora interrotti da qualche ramo di troppo; proseguendo nel bosco, il sentiero si impegna nell’impervio vallone sottostante, ove imponenti falesie sovrastano un bosco dai mille colori.
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| ... o vi portate corda, rinvii e imbrago ... o fate molta attenzione!!! |
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| ... a tratti facile ... ma costantemente esposto ... |
L’esposizione sempre notevole ed il fondo insidioso per le numerose pietre consigliano estrema prudenza, ma lo sguardo incredulo ad ogni curva ci ripaga ampiamente della discesa non del tutto agevole ma che rimane sempre perfettamente ciclabile. Superato un brevissimo tratto interrotto da una frana (il cui superamento non impone eccessive difficoltà), il sentiero entra ora nuovamente nel bosco, con fondo più scorrevole e regolare sino ad un bivio ove occorre seguire a sinistra le indicazioni per Aisone; in breve, il sentiero raggiunge la borgata di Pirone (Case Piron 1035 m) da dove un agevole sterratone ci riporta alla Statale; in pochi minuti siamo nuovamente a Demonte, ma con la mente ancora su quel sentiero … fatica poca!!! ... emozioni tante!!!
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| ... voglia di ripido ...!!! |
Dati del giro:
Anello Demonte - Fedio - Sella Pra’d Giacu - Testa di Peitagù - Grangette - Case Piron - Aisone - Demonte
Presenze: ZioDodo, Bobo, Chiara
Quota Max: 1816 m (Testa di Peitagù)
Disl: 1100 m
Ciclabilità salita: 100 %
Ciclabilità discesa : 99,9%
Difficoltà: TC/OC+
ZioDodo


















