giovedì 28 luglio 2016

Giro del Monviso

Valle Po

Quella porzione di Alpi che dal Monviso arriva al mare, l'abbiamo "rotolata" in lungo e in largo, però il giro attorno alla montagna simbolo incredibilmente ancora manca su queste pagine! ... l'itinerario che permette di girare intorno al Re di Pietra, fatto in giornata, non è un semplice giro ma assomiglia sicuramente di più a un viaggio nel regno della pietra! Un viaggio bellissimo immersi in scenari unici che ci hanno davvero sorpresi per la bellezza e l'alta ciclabilità delle sue discese troppo spesso considerate terreno eccesivamente duro per essere affrontato in sella a una mountain ...
Bobo

Tour del Monviso One Shot from Cicloalpinismo on Vimeo.

Sarà che questo giro normalmente gli escursionisti lo affrontano in tre giorni, sarà la brutta fama dei sentieri attorno al Viso (... le leggende raccontano inciclabilità elevate ...) e sarà che comunque i quasi 3000 m di dislivello (... con altissima probabilità di incappare in un full-portage ...) spaventano anche degli irriducibili come noi, tant'è che passano gli anni ma il giorno in cui tentare questo itinerario, al vertice delle nostre liste da sempre, non arriva mai!
... Pian del Re, prime luci sul Viso ...
E poi ... Orario o Antiorario? ... dalla val Varaita o dalla val Po? Dubbi amletici dipanati con paginate di messaggi serali, arricchiti da overdose cartografiche, foto, link ... e chi più ne ha, più ne metta!!!
Sembra che i pochi che l'hanno tentato e l'hanno scritto abbiano optato per il senso orario e partenza dalla Varaita ... scelta quasi obbligata: partenza fissata a Pian del Re (valle Po) e manco a dirlo si gira "anti" come da miglior tradizione ...
... direzione Traversette ...
E' sempre un'emozione arrivare ai 2020 m di Pian del Re quando il sole deve ancora spuntare, un'esperienza provata solo calzando gli sci ai piedi e mai con scaricando la bici dal furgone. Fa frescolino, iniziamo a pedalare in direzione NordOvest seguendo la militare per colle delle Traversette dove ci attende subito una bella rampa ciclabile ma dalla pendenza tossica, tanto per far capire alle nostre gambe che oggi sarà una giornata dura, poi bici in spalla pensiamo solo ad arrivare al Buco di Viso.
... Buco di Viso parte Italiana ...
 Inaspettatamente dopo qualche centinaio di metri di dislivello inizia una sezione dapprima ciclabile con difficoltà, poi via via sempre più agevole sino a circa 2500 m dove inevitabilmente riprendiamo il portage/spintage che in breve ci teletrasporta alla caserma militare situata circa cento metri sotto il Buco di Viso (2882 m). Breve "camallo" e finalmente siamo all'imbocco della più storica galleria dell'intero arco Alpino, nonchè valico transfrontaliero Italia/Francia di recente ristrutturazione, dove, da buoni ciclopirla, ci accorgiamo di esserci dimenticati la frontale ... in effetti appena entrati non si vede una mazza, la galleria è in salita e dopo aver brancolato per un tratto nelle tenebre ecco apparire laggiù in fondo la luce ... e poi la neve, un sacco di neve sotto i nostri piedi ... che figata!
... Queyras style!
Sbuchiamo in Francia, la regione è quella del Queyras, che da sempre nei nostri racconti abbiamo definito "il paradiso della mountain", mai successo di trovare un sentiero brutto o discese inciclabili in questa zona! Anche questa volta non si smentisce, i quasi 500 m che ci separano dal Refuge du Visò sono qualcosa di davvero piacevole ma abbastanza impegnativo... in ordine troviamo: tornanti su roccia, slick rock, pratoni, flow intervallati da brevi passaggi non ciclabili e infine il rifugio ...
... quasi al Refuge du Visò ...
 Sosta ristoratrice e riprendiamo con un lungo traverso interamente ciclabile che ci conduce nei pressi del Lac Lestio (2510 m) pronti per la seconda fatica di giornata, il colle di Vallanta (2815 m). Quando, quasi un decennio fà, lo avevamo affrontato per la prima volta lo avevamo trovato abbastanza duro (clicca), oggi invece sbrighiamo la pratica in poco meno di 45 minuti ... e poi dicono che con la vecchiaia si fa più fatica!
... "The King" dal Vallanta ...
Tralasciato a destra il traverso per il passo di Losetta (clicca), ci catapultiamo giù dal vallone in direzione del Rifugio Vallanta dove ci attende una lunghissima serie di tornanti tecnici davvero spettacolari e di grande soddisfazione, da fare quasi tutti in sella fino al lungo traverso che ci scodella davanti al Rifugio situato sotto la parete più severa e truce di sua maestà "lè Visò".
... un pò di neve al Vallanta ...
Dopo aver subito il furto di 8 euro per due micro-cartaveliniche fette di pane e prosciutto e relativa lattina di coca proseguamo con più fame di prima lungo la discesa del Vallone di Vallanta fino a quota 1900 m su un sentiero banale semi carrozzabile, ma rilassante ... qui un ponticello ci permette di attraversare il fiume e seguendo le indicazioni puntare alla più lunga delle salite di giornata, quella del Passo di San Chiaffredo.
... verso il passo di San Chiaffredo ...
La prima parte della salita risale uno spettacolare lariceto con tratti pedalabili davvero inaspettati e insperati, poi la pendenza aumenta gli alberi si diradano e non resta che il "camallo": non si tratta di un portage duro perchè il sentiero da cima a fondo risale una traccia fantastica con tantissimi tornanti, e non a caso entra subito a far parte della nostra collezione, quella che prima o poi porterà all'uscita del libro più ambito dai ciclopirla, il cui titolo già lo sapete : "Le più belle discese fatte in salita".
... quota 2700 si pedala alla grande!
Arrivati al bivio per il Bivacco Bertoglio intorno a quota 2700 m, noi proseguiamo lungo l'altopiano, passando a fianco ai suggestivi Lago Bertin e Lago Lungo riuscendo a pedalare in scioltezza fino al Colle di San Chiaffredo (2764 m).
Purtroppo le nubi pomeridiame hanno fatto capolino e non ci permettono una visuale sulla sud del Viso, in ogni caso il posto è davvero suggestivo, quasi lunare!
... grandi scenari ...
Dal San Chiaffredo al passo Gallarino (2739 m) ci separa soltanto un lungo traverso su single track, lievemente esposto, ma assai facile tecnicamente parlando ... si mette un piede in terra soltanto per via di un masso che sbarra il sentiero, chi l'avrebbe mai detto di trovare sentieri così abbordabili a quote superiori ai 2700 m di altezza!
Dal Gallarino scendiamo brevemente su tornanti e poi traversiamo la vastissima conca che ospita i laghi delle Sagnette e poi il lago Grande di Viso.
... la conca che ospita il Lago Grande ...
Il sentiero è in ottimo stato ma attraversa un'infinita pietraia dove se si posseggono buone doti di galleggiamento ed equilibrio si riesce a stare in sella abbastanza agevolmente: con le gambe dure affrontiamo pedalando l'ultima breve rampa che ci scodella davanti al Rifugio Quintino Sella (2640 m) ... siamo abbastanza sfatti ma la soddisfazione è grande. Dal Rifugio al Colle del Viso sono pochi minuti di agevole pedalata, poi un lungo traverso in quota assai tecnico e fatto di sali scendi ci permette di traversare la zona che divide il Monviso da suo fratello minore, il Viso Mozzo. Una volta arrivati a lambire il bordo di un'antica morena che sancisce anche l'inizio dell'ultima discesa di oggi ... ahinoi!
... Rifugio Quintino Sella ...
... ci troviamo ad affrontare un sentiero scassatissimo, rocce su rocce accatastate malamente, una traccia davvero infame dove il solo fatto di non lasciare il cambio della bici attaccato a qualche masso è già una grande conquista ... mette male quantificare quanto alla fine di questa ultima discesa siamo rimasti in sella, troppo discontinua e poco adatta alle bici, diciamo che su circa 500 metri D- circa 200 si fanno a piedi ma se guardiamo lo sviluppo le proporzioni cambiano molto. Nel computo del dislivello fatto in questa intensa giornata 200 metri sono ben poca cosa, ma il fatto di essere l'ultima discesa fa si che ci rimanga un poco di amaro in bocca e la voglia di provare a girare attorno al Re nel verso opposto!
... pietre su pietre ...
La soddisfazione di riuscire a fare un anello come questo in una sola giornata rimarrà nei nostri ricordi per lungo tempo così come tutte le immagini dei luoghi che abbiamo attraversato. Il nostro consiglio è quindi di affrontare almeno una volta nella vita il giro attorno al Re di Pietra, ma è altrettanto consigliato di arrivarci preparati sia fisicamente che tecnicamente e considerare di farlo in senso orario potrebbe risparmiarvi lo scomodo portage in discesa, nel caso non aver paura a dividere il percorso in due giorni visto le numerose possibilità di pernotto date dai tanti rifugi presenti in zona.
 Bobo
... Lago Chiaretto ...
Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:

Pian del Re - Buco di Viso - Refuge du Visò - passo di Vallanta - Rifugio Vallanta - Passo di San Chiaffredo - Passo Gallarino - Rifugio Sella - Colle del Viso - Pian del Re

Presenze: Bobo, Andrea (Barolo71)

Quota di partenza: 2020 m (Pian del Re)

Quota Max: 2882 m (Buco di Viso)

Dislivello: 2450 m


Ciclabilità in salita: 25%

Ciclabilità in discesa: 90%

Difficoltà: OC+/OC
                 M5-T3(T5)-E2

Sviluppo: 38 km

4 commenti:

luciano ha detto...

Hai ragione Bobo, un cicloalpinista che si rispetti, non può finire la sua carriera senza poter dire di avere fatto il gito del Monviso con la mtb.
Bravi, leggendo la tua relazione, non so in che senso sia meglio farlo.
Buone pedalate!
Luciano

Guido Apo ha detto...

...dopo avere fatto il giro a piedi qualche anno da mi son sempre detto che dovevo farlo assolutamente anche in Bike, prima o poi lo si fa, probabilmente in due giorni per assaporare ancora meglio quei luoghi da sogno. Bravi e ottima relazione come sempre, ciao - Apo.

wally76 ha detto...

Complimenti per il tour! Anche io penso che il "Giro del Monviso" sia una tappa obbligata nella vita di un buon cicloalpinista, ma nel caso decidessi di affrontarla penso che la dividerei sicuramente in due tranche. Questo per gustare al meglio il paesaggio che la zona offre e per cause di forza maggiore dovute a gambe sempre bollite! Continuate a stupirci con le vostre "uscite" pazze e con le vostre relazioni!
Grazie! Valter.

Barolo71 ha detto...

oggi mi hanno amichevolmente cazziato per i dati un po' troppo ottimistici.
Ne approfitto per puntualizzare che la % di ciclabilità e' riferita al dislivello e non allo sviluppo e che comunque e' estremamente consigliabile leggere con attenzione il giro e nel dubbio chiedere.
Per questo giro sottolineo, come scritto nella descrizione, che la discesa finale è molto deludente rispetto a tutto il resto del giro , quindi a chi volesse affrontarlo come noi in senso anti-orario consiglio fortemente di scendere da Rif. Sella direttamente a Crissolo e poi recuperare l'auto con navetta altro, oppure di fare il giro in senso opposto.

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