venerdì 15 agosto 2008

Giro del monte Chaberton (3130 m)

Valle Susa

Un gelido Ferragosto per la madre di tutte le cicloalpinistiche, e un paio di varianti per rendere il giro quasi perfettamente "sans bitume". Lo Chabe è sempre un impegno di tutto rispetto, ma i recenti lavori sulla strada hanno nuovamente reso umana questa gita. Andateci finche è così!


pronti per la rampa finale

Partiamo con un incerto sole di questa folle estate dalla borgata Vernin (1263 m), a pochi metri dal bivio per raggiungere Fenils dalla strada del Monginevro.
L'itinerario lo sapete tutti, da Fenils si va su, sempre su, finché c'è strada, 1900 m su 14 km!

noi te l'avevamo detto...
Dopo un primo tratto abbastanza ripido superiamo la borgata di Pra Claud (1585 m) dove il traffico motorizzato si ferma e un monito scritto sulla pietra invita a misurare le forze...
Una bella serie di tornanti nel bosco porta a un selvaggio vallone (1969 m) dove la strada, già cancellata da imponenti frane, è stata completamente ricostruita. Il tratto che segue (attenzione a q. 2100 a non prendere l'invitante traversone a sinistra!) è ora in condizioni perfette e la ciclabilità fino alla Rocca Tagliata (2400 m circa) è totale, anche se la pendenza è rimasta sempre quella...


lavori eccellenti, ma picchia sempre!Rocca Tagliata
Attraversiamo il Piano dei Morti (intanto il sole è scomparso e cominciano a cadere goccioline gelate) e saliamo i tornanti che seguono, non ancora restaurati, bici al fianco. Al colle dello Chaberton (2670 m) la vista si divide tra le bufere sul versante italiano e le timide schiarite su quello francese. Saliamo, belli imbacuccati, i tornanti finali che col bel tempo sarebbero tutti percorribili in sella (pendenza accettabile e fondo ottimo) e ci rifugiamo in una baracca a 2960 m: la temperatura è crollata e il vento porta palline di neve ghiacciata, ma al primo accenno di miglioramento riprendiamo la salita fino alla vetta.

gli ultimi tornanti, alle spalle tempesta!
Rapida sosta, foto di rito e prua a valle, nemmeno il tempo di girare in mezzo ai torrioni e scendiamo belli e canditi al colle. Peccato per il panorama, torneremo!
Il tempo resta incerto ma decidiamo di completare la traversata e, seguendo i bolli rossi della Iron Bike, scendiamo verso il vallone di Rio Secco tenendoci sulla destra con un inizio impedalabile, cui seguono alcuni tratti più praticabili ma decisamente ripidi e sconnessi. Attraversiamo due volte il vallone con passaggi su roccia, arriviamo al piccolo Ricovero Sette Fontane (2253 m, altra sosta per la pioggia) e scendiamo a guadare il rio principale trovando dall'altra parte uno skilift e un'ampia sterrata che costeggia sul lato destro. Si potrebbe scendere tranquilli fino al Monginevro, ma alla prima indicazione per Claviere giriamo e torniamo in riva sinistra nella pineta con bellissimo ambiente ma percorso non molto segnalato. A un ponte di legno semidistrutto troviamo un ottimo sentiero tagliato a mezza costa che però dopo poche centinaia di metri si perde in una zona devastata da lavori edili, ormai in prossimità di Claviere.

sentierino e ponticello prima di Claviere
Arrivati sulla statale (1760 m) scopriamo di avere ancora qualcosa da spendere e decidiamo di sopprimere anche i 6 km di asfalto da qui a Cesana svoltando a destra in prossimità della chiesa: giù verso le piste da sci, ancora salita con strappi duri, troppo duri per l'ora che è, fino a La Coche (impianti) e poi sulla sterrata a sinistra che in piena foresta compie un ampio giro in relax (o quasi) fino alle prime villette di Sagna Longa (2000 m). Non resta che prendere la lunga sterrata che scende a veloci tornantoni fino alla partenza della seggiovia (Rafyeul, 1538 m). Deviamo a destra prendendo la stradina ciottolosa che passa sotto la vecchia seggiovia da Cesana e arriviamo direttamente in paese innestandoci sul tratto abbandonato della strada del Monginevro.
Per chiudere il giro ci sarebbero ancora 3 km di statale... noooo, concludiamo in bellezza! Sempre seguendo le tracce della Iron Bike attraversiamo la statale in prossimità della rotonda, superiamo un ponte e prima della caserma dei carabinieri svoltiamo a destra, salendo poi brevemente a trovare il Sentiero Balcone. Con un paio di saliscendi e tratti tecnici alternati a piacevolissimi single tracks nel prato, arriviamo a costeggiare il fiume e in dieci minuti, con un'ultima ripida rampa, torniamo a Vernin dove nove ore fa abbiamo lasciato l'auto.

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:
Dati del giro:

Anello Vernin - Fenils - colle Chaberton - monte Chaberton - colle Chaberton - Sette Fontane - Claviere - Sagna Longa - Cesana T. - Vernin

Presenze: Roberto, Marco T.

Quota di partenza: 1263 m (Vernin)

Quota Max: 3130 m (monte Chaberton)

Disl.: 2200 m

Ciclabilità salita: 85%

Ciclabilità discesa: 90%

Difficoltà: BC+/OC

Sviluppo: 41 km, asfalto 1 km
woof

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