domenica 7 settembre 2014

Cima della Fascia (2495 m)

Val Vermenagna

Eravamo rimasti che tutto il "sentierabile" era stato depennato ... e adesso? ... che fare? 
In questi anni abbiamo descritto un sacco di percorsi, alcune volte sono state soltanto delle pazze esplorazioni bici in spalla, mai più ripetute da nessuno, in altre occasioni invece molti hanno seguito le nostre tracce e oggi possiamo piacevolmente constatare quanto siamo apprezzate e ripetute certe mete. Oggi proviamo ad uscire dai soliti schemi e a lanciare un'altro input, per scacciare la noia del "già fatto", provando una vetta dove la discesa non si limita a seguire la traccia ... su questa cima, solitamente ad appannaggio di scialpinisti ed escursionisti il sentiero non c'è più e la discesa è tutta da inventare! Chissà se qualcuno questa volta seguirà le orme ...
Bobo
... lo spettacolare crinale di discesa di cima Fascia ...
Dopo averle girato attorno troppe volte (giro della Cima Fascia, Cima La Motta), oggi decidiamo di andare alla conquista della vetta, con seri dubbi circa ciò che ci riserverà la discesa …  
Giunti a Limone, lasciamo l’auto in via Almellina, ove inizia la strada sterrata per il rifugio Capanna Chiara.
Proseguiamo in salita su asfalto, saliamo per due tornanti ed un lungo rettilineo e, superato il ponte di Leru sul torrente San Giovanni svoltiamo dopo poche decine di metri di metri a sinistra, ed al tornante successivo ancora a sinistra lungo la strada ancora asfaltata che risale lungo la val San Giovanni. Da qui, sino alla Capanna Morgantini, il percorso è del tutto sovrapponibile a quello descritto in precedenza per il giro della Cima Fascia (clicca).
... sarà la centesima foto su questo tornante, ma è d'obbligo ...
Dalla Capanna Morgantini la nostra meta odierna ci appare come un’ampia cupola erbosa in direzione nord-nordovest: ci attendono circa 200 metri di salita con la bici a spalle.
Rassegnati, ci dirigiamo verso l’evidente fascia di rocce che difende la cresta tra la Testa Ciaudun e la Cima della Fascia; ci muoviamo con un po’ di difficoltà tra le rocce carsiche tipiche di questa zona, sino ad incrociare, a circa 50 mt dalla fascia rocciosa, una incerta traccia di sentiero con rare tacche rosse: la seguiamo verso destra, fin quando essa si perde sul pendio erboso sottostante la cima, letteralmente coperto da un tappeto di magnifiche stelle alpine; a questo punto, non ci resta che puntare decisamente per massima pendenza verso la cima, che raggiungiamo con un po’ di fatica ma senza eccessiva difficoltà.
... un tappeto di stelle alpine ...
... parete sud della Cima Fascia ...
Per la discesa, scegliamo il classico percorso scialpinistico: puntiamo verso nordovest e, superati bici alla mano circa 20 metri di facili roccette, posiamo le ruote sull’ampio pendio erboso che si abbassa con pendenza moderata sul versante della val San Giovanni; con nostra grande sorpresa, il terreno risulta sufficientemente regolare da permetterci un divertente free-ride per prati; puntiamo sulla destra  la  piccola altura posta lungo il margine sud del vallone del Cros; superato lo sbocco del canale sud del Cros, dobbiamo risalire per circa 15-20 metri (esattamente come nella discesa sci alpinistica); superiamo la sommità dell’altura, non senza esserci soffermati ad ammirare, sulla nostra destra, le imponenti guglie delle Rocce del Cros, di dolomitica suggestione.
.. ultimi 200 m e si arriva pedalando in cima alla Fascia ...
... discesa dalla vetta ...
Ricominciamo a scendere per gli ampi pendii erbosi che sovrastano il vallone del Cros, sempre tenendo a vista due evidenti ‘ometti’ segnavia di pietra situati lungo il margine meridionale del pendio, e senza mai allontanarcene troppo; qui il terreno risulta più irregolare e rende la discesa più impegnativa, ma sempre praticabile in sella anche per il biker di medie capacità.
... gara a chi inventa più tornanti ...
Al fondo del pendio, avvistiamo l’evidente batteria di paravalanghe a protezione della stazione d’arrivo della sciovia Marmorera, ormai da decenni abbandonata. Qui, la pendenza severa e l’irregolarità del terreno costringono a scendere spesso dalla sella; scendiamo quindi sulla destra dei paravalanghe, abbassandoci di circa 50-60 metri,  sino ad incontrare la traccia erbosa della strada di servizio dei paravalanghe; la seguiamo rigorosamente in sella alla bici e raggiungiamo in breve il colletto ove risiede l’arrivo della sciovia.
Qui, si può scegliere di scendere lungo la ex pista da sci in free ride, oppure imboccare, sulla destra, un largo sentiero erboso che giunge a mezzacosta sino alle rovine dell’arrivo dell’antica sciovia Marmorera, ripiegando poi di nuovo verso la pista; scendiamo quindi liberamente lungo la pista stessa, sino alla partenza della sciovia (fontana).
Ci dirigiamo ora verso la strada sterrata che, sulla destra, porta a Limone: la seguiamo per qualche centinaio di metri, quasi in piano, sino a giungere in prossimità di alcune malghe (tetti Gavet) situate in prossimità di una brusca curva verso destra:


... Rocce del Cros, dolomitica suggestione ...
Qui, possiamo scegliere di proseguire lungo la strada, che ci porta senza difficoltà fino al paese.
Noi scegliamo, al contrario, il sentiero che parte dalle malghe, sulla sinistra, contrassegnato dalle tipiche tacche giallo-verdi de “lu viasol” ( la rete di sentieri segnati intorno a Limone), che ci regala ancora circa 300 metri di discesa tecnica scorrevole e divertente; al fondo, il sentiero incontra un più ampio tratturo; svoltiamo verso sinistra e quindi , dopo un centinaio di metri circa, prendiamo un sentiero che scende verso destra;attraversiamo un ampio prato,  giungendo in breve ad un gruppo  di malghe abitate; da qui, sulla destra, si raggiunge in breve la strada di discesa verso il paese.
Il giro descritto, ci ha regalato una discesa di inaspettata soddisfazione.
Occorre però sottolineare che esso si svolge, nella parte alta, su un terreno letteralmente circondato da dirupi rocciosi, ove quindi è assolutamente necessario non perdere l’orientamento; meglio andarci con qualcuno che già lo conosca e soprattutto in condizioni meteo assolutamente favorevoli.
Buon divertimento!
 ZioDodo
...ora e sempre  portage! Il nostro credo ... 
Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:
Dati del giro:

Anello Limone - Lagone - Colletto Campanino - Colle della Boaria - Capanna Morgantini - Cima della Fascia - canale sud del Cros - Limone

Presenze: Bobo, ZioDodo

Quota di partenza: 1050 m (Limone - via Almellina)

Quota Max: 2495 m (Cima della Fascia)

Disl.: 1500 m

Ciclabilità salita: 85%

Ciclabilità discesa: 97%

Difficoltà: OC/OC
               M4-T4-E3


Sviluppo: 27 km
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