domenica 27 agosto 2017

Giro del Monte Granero

Val Pellice 

Continuiamo la saga “ Full Portage” con il giro intorno al Monte Granero, dopo l’insana esperienza al Tablasses della settimana scorsa ci accontentiamo di un portage "solo" in salita. Il giro prescelto lo avevamo addocchiato in occasione del Giro del Monviso, con il quale condivide una piccola porzione: già descritto dai francesi di VTTour, ma con partenza dal Queyras, noi ne proponiamo una rivisitazione inedita dal versante Italico!
Andrea (Barolo71)
... Gran tour del Granero / Meidassa ... 


Ripartire da Pian del Re, come nel giro del Monviso non ci piaceva molto e così la scelta è ricaduta sulla val Pellice e per la precisione su una delle sue vallette secondarie, quella dei Carbonieri, nei pressi del Rifugio Barbara Lowrie, un luogo a noi poco conosciuto e che ci permette di scoprire un sentiero completamente nuovo. Il gruppo questa volta è quello delle grandi occasioni, 6 ciclopirla presenti, tutti provenienti dalle località più disparate, ma accomunati da una grande amicizia e dalla grande passione per il cicloalpinismo.
... partenza dal Rifugio Babara ...
Dopo svariate tappe per compattare il gruppo lungo la strada, partiamo dal parcheggio del Rifugio Barbara (1753 m) quando sono  quasi le 9:00 del mattino, non proprio un’ora canonica per gite in alta montagna! Dopo 200 m lineari di pedalata iniziamo subito un duro portage sul sentiero 111, direzione col Armoine, coscienti del fatto che questo primo tratto lo affronteremo sia all'andata che al ritorno per riuscire a chiudere l'anello.
... al bivio Armoine/Manzol ... 
Dopo una prima parte a tornanti in cui fantasticare sui nosepress e cappottoni che ci aspettano al ritorno, il sentiero compie un lungo traverso con pendenza meno sostenuta fino ad arrivare al bivio Manzol/Armoine. Abbandonato il 111, che prosegue per l'Armoine, prendiamo a dx un bel sentiero che man mano che si acquista quota si fà sempre più ripido con un ultimo tratto molto aereo, attrezzato con catene, che ci scodella sul panoramico Colle Manzol (2667 m); la prima delle 4 salite di giornata è ormai alle nostre spalle e ci rincuora sapere che, stando alle carte, quella appena fatta sia la più lunga e truce della giornata!
... finale al col Manzol, un bel vertical!
Finalmente arriva il momento di dare un senso all'enorme dispendio di energie impiegato nel "camallo" e subito dalle nostre povere vertebre, affrontando la prima discesa verso il Rifugio Granero al cospetto dell’imponente mole del massiccio Meidassa / Granero; il sentiero con qualche tornante, su fondo di terra misto a rocce ferme, regala una discesa bella, mai banale e assai divertente che si srotola sino al bellissimo Rifugio Granero (2377 m).
... la mole del Meidassa incombe ...
Ottima l'accoglienza con tanto di foto di gruppo, richiesta dal Rifugista, sorpreso dall'inconsueta invasione su due ruote proveniente "dall'alto"; il posto è incantevole ideale per trascorrere una buona mezz’ora e ci permette di riprendere fiato prima di inforcare nuovamente le bici in direzione del secondo colle. Manco a dirlo, anche in questo caso le ruote toccano terra si e no 200 m lineari, poi altro gran portage su un buon sentiero che in meno di un'oretta ci consente di arrivare al Col Sellière (2834 m).
... sopra il Rifugio Granero ...  
Siamo sul confine Italo-Francese, da qui si apre una magnifica vista sul vallone del Haute Guil (regione del Queyras ... il paradiso della mtb!) sui cui sorge il Refuge du Visò sovrastato dall’inconfondibile paretone Ovest del Monviso.
... passo Sellière, tratto hard ... 
Un breve pezzo iniziale di puro "vertride" viene  affrontato in sella solo dai più audaci, poi una la discesa molto bella senza particolari difficoltà sino alla "balise" di quota 2440 m in cui si ci innnesta sul sentiero che scende dal Buco di Viso, affrontato l’anno scorso in senso inverso (vedi Giro del Monviso).
... in Queyras, il godimento è assicurato ... sempre!
Della serie “le più belle discese fatte in salita” eccoci nuovamente con le due  ruote sulle spalle per iniziare la salita delle Traversette che ci ricondurrà sul patrio suolo; le impressioni di chi aveva sceso il medesimo sentiero lo scorso saranno risulteranno, chissà come mai, molto meno entusiastiche! Infatti seppur di “soli” 450 m di D+, la terza salita di giornata inizia a farsi sentire (nota: gran parte di questa risalita potrebbe essere evitata, evitando però la bella discesa appena fatta, affrontando il Passo Sellerino in sicura modalità full-portage in salita, e probabilmente anche nel breve tratto di traverso/discesa che si innesta poco sotto il buco di Viso, di cui pero’ non esistono info sul fronte ciclabilità).
... quasi al Buco di Viso ... 
Eccoci al Buco di Viso (2880 m), per gran parte dei nostri è la prima volta che si attraversa la suggestiva galleria, ed è sempre un'emozione ritornare sul terreno Italico da una via così ricca di storia; il rimpatrio ci regala una bellissima, ma troppo breve, discesa a tratti impegnativa con visuali uniche sulla nord del Viso.
... primi due tornanti sotto il Buco ...  
Giunti sul grande pianoro di Pian Mait a circa 2730 m tralasciamo il sentiero principale che scende a Pian del Re e, nuovamente in modalità portage, saliamo lungo il sentiero tirato a lucido da un recente ripristino, in direzione Colle Armoine; si tratta di poco più 100 m di D+ di salita, l'ultima della giornata, che conduce ad un bellissimo pulpito con vista spettacolare sul Monviso e sul sentiero appena sceso del Buco di Viso. Ci aspetta un breve tratto aereo ed esposto, attrezzato con catene in cui riporre massima attenzione, che precede un lungo e piacevole traverso da affrontare tutto in sella che ci scodella sul sospirato Colle Armoine (2690 m), l'ultimo dei 4 colli di oggi!
... salita al Colle Armoine ... 
Finalmente il momento del divertimento è arrivato, iniziamo a scendere agevolmente i dolci pendii della bellissima valletta a cui segue un traverso, con brevi tratti esposti,  il tutto quasi interamente pedalabile: passiamo vicino ad una serie di laghetti alcuni letteralmente prosciugati dal caldo di quest'anno e in breve ci innestiamo sul sentiero percorso la mattina con un dubbio: "Sarà la ciliegina sulla torta o la mazzata finale???"
... uno dei laghetti sovravvissuti alla siccità ... 
Come in parte previsto e sopratutto sperato, il sentiero è molto bello ma incredibilmente impegnativo, richiede costante attenzione nella ricerca delle linee e un po' di coraggio per affrontare diversi passaggi stile "rock garden" prima di iniziare la sequenza finale di tornanti, tutta "roba" da palati fini e da amanti del gene: roccia, gradoni, nosepress obbligati, pezzi vert, un finale che in tanti potrebbero non gradire, ma che noi apprezziamo moltissimo, con tanto di pubblico di escursionisti impressionati al vedere scendere tante bici su un sentiero di quel tipo. Arriviamo così al termine di giro davvero massacrante, vista la quasi totale inciclabilità salita, ma altresì appagante in discesa, con la ciliegina sulla torta dell'ultima lunga e spettacolare discesa che aggiunge valore a una bellissima giornata trascorsa con la migliore compagnia ... non ci resta che innaffiare il tutto con la birra del Rifugio Barbara come da migliore tradizione!
Andrea (Barolo71) & Bobo
... leggete attentamente le avvertenze e le modalità d'uso! 
Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:
Dati del giro:

Rif. Barbara - Colle Mazol - Rif. Granero - Passo Seillere - Buco di Viso - PIan Mait - Colle Armoine - Rif. Barbara

Presenze: Bobo, Flavio, ZioDodo, Alberto M., Paolo V., Andrea (Barolo71)

Quota partenza : 1753 m (Rifugio Barbara)

Quota max: 2880 m (Buco di Viso)

Dislivello: 2000 m

Ciclabilità salita: 5%

Ciclabilità discesa: 95%

Difficoltà: Colle Manzol - Rif.Barbara T3 con primi 200 D- T4
                 Passo Sellière - Ref. Viso T2 con brevissimo tratto iniziale T5+
                 Buco di Viso - Pian Mait T4
                 Colle Armoine - Rif.Barbara T5 con ultimo tratto a tornanti T5+

Sviluppo: 22 km 

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