domenica 29 settembre 2019

Punta Tersiva (3512 m)

Val di Cogne

Quando pensiamo a una montagna, siamo spesso portati ad associarla a un numero, la sua altezza. Più è alto e più quella montagna ci sembra prestigiosa e rinomata, come se guardassimo il cartellino del prezzo di un vestito di lusso. I 3512 metri della Punta Tersiva, infatti, ci facevano gola non poco!
Inoltre alcune stuzzicanti caratteristiche la rendevano molto allettante: un vallone di avvicinamento tanto decantato (Grauson) e un ghiacciaio, o almeno ciò che ne resta di esso.
Chiaretta
La nostra gita inizia a Cogne (1544 m), comune dell’alta valle omonima. Ci allontaniamo subito dal fondovalle e dopo 3 km di asfalto ci ritroviamo nella frazione di Gimillan (1787 m). Entrando nel paese svoltiamo a destra sul sentiero 8G che risale, inizialmente tra i prati, il lungo Vallone di Grauson sulla destra del torrente. Il sentiero ben lavorato prosegue a mezzacosta con pendenze moderate consentendoci lunghi tratti di pedalata.
... vallone di Grauson ...
Superiamo la cascata dell’Alpe Pila con una serie di tornanti che ci obbligano a un breve tratto a piedi, poi proseguiamo sempre a mezzacosta in un bosco di abeti. A quota 2280 m qualcuno alle nostre spalle ci spia: gioisco nel riconoscere la Grivola! Qui un ripiano con una croce segna un nuovo paesaggio: ci aspetta un’ampia zona prativa dal colore oro.
Ci spostiamo sulla sinistra del torrente. Le pendenze sono dolci e accompagnano piacevolmente una pedalata poco faticosa e ci godiamo ogni metro di questo vallone che sembra prestarsi perfettamente alle nostre ruote. In fondo spicca maestosa la nostra meta. 
... la Tersiva in fondo ...
Poco dopo l’alpe Erveilleres (2538 m) incontriamo un cartello: abbandoniamo il sentiero nel vallone che procede verso il Passo dell’Invergneux e, svoltando a sinistra, seguiamo le indicazioni per il Bivacco Glarey-Muggia.
La salita ora si fa più sostenuta e noi procediamo sulla riva erbosa alternando tratti di pedalata a spintage. Attraversiamo facilmente un piccolo passaggio un po’ esposto attrezzato con corde e ci ritroviamo sul pianoro che ospita il bivacco (2850 m).
... Grampa & ghiacciaio del Tessonet ...  
Di qui in poi le tracce del sentiero scompaiono e per procedere bisogna affidarsi ai numerosi ometti. 
Il paesaggio è spettacolare perché caratteristico del letto del ghiacciaio: le distese di prato lasciano spazio ai detriti ghiaiosi e iniziano un susseguirsi di ampi gradoni morenici. 
Sulle ripide rive terminali di queste morene è d’obbligo il portage, mentre nei pianori detritici che ospitano laghetti riusciamo con stupore a stare in sella. 
... salita al colle della Tersiva ... 
Man mano che prendiamo quota ci avviciniamo ai resti del ghiacciaio del Tessonet che fino a pochi anni fa ostacolava la risalita alla cima. Con un duro portage procediamo su fini sfasciumi in una ripida salita. 
Ad aumentare la nostra fatica si aggiunge un forte vento. Arriviamo al Colletto della Tersiva (3312 m) dove si apre una visuale vertiginosa a picco sul vallone Clavalitè. 
... Rosa ... Cervino ... Combin ... ci sono tutti!
Gli ultimi 200 metri di cresta che ci separano dalla cima sono durissimi e li percorriamo a testa bassa tenendo salda la bici sul groppone perché il vento sembra volercela portare via. Poi d’un tratto il vento scompare…eccoci arrivati in cima!!! 
... saliamo in vetta lottando conto il vento!
Alzo gli occhi e osservo il più bello spettacolo del mondo: una distesa di monti che sembrano infiniti a cui, purtroppo, riesco a dare pochi nomi, e un compagno di viaggio con gli occhi sgranati visibilmente emozionato che sembra aver scordato la fatica della dura salita… tanto da dimenticare di posare la bici a terra!
... ci siamo!
Sono in quegli istanti che capisci cosa ti spinge a tanto: lassù tutto ha un senso, tutto è al posto giusto, tutto è chiaro… e non ti serve altro!
Nei 200 metri che ci riportano al Colletto della Tersiva stare in sella è davvero difficile; non è concesso uno sbaglio perché il pendio è ripido ed esposto e gli sfasciumi rendono molto instabile la bici (attenzione!). 
... Tersiva 3512 m ...
Man mano che si scende a valle le cose si fanno più “semplici” pur restando una discesa molto discontinua. Nei gradoni morenici inizia il vero divertimento ed euforici scendiamo al Bivacco Glarey-Muggia, dove ritroviamo il nostro sentiero che velocemente ci riporta al cartello incontrato nella mattina. Siamo a un bivio: la nostra idea iniziale sarebbe stata quella di ritornare alla base dal Passo dell’Invergneux scendendo a Lillaz per finire con un giro ad anello (scelta che solitamente ci caratterizza).
... adrenalina ai massimi ... 
Purtroppo però si è fatto tardi e per non arrivare a Cogne con il buio siamo costretti a scegliere un “avanti-indietro”. Ci accorgiamo subito che questa scelta di ripiego in realtà ci regala il premio di una discesa fantastica, a tratti velocissima e mai difficile (T3), che valorizza il già lodato Vallone di Grauson, incredibilmente ciclabile e divertente in ognuno dei due versi. Per l'ultimo tratto di discesa consigliamo una piccola variante al classico sentiero: a quota 1890 m si stacca sulla sinistra una traccia diretta a Montroz, tecnico e a tornanti, la classica ciliegina sulla torta!
... un serpentone tra gli sfasciumi ... 
Sono passati dei mesi dalla gita sulla Tersiva e ancora oggi ripensando a quel giorno mi vengono i brividi. Tante persone mi hanno chiesto se avesse un senso portare la bici su una cima così alta. A tutti ho risposto “assolutamente sì”, ma il perché lo si può capire solo sulla sua cima.
Chiaretta
... si torna indietro col sole ormai basso ...

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:

Dati del giro:

Cogne – Montroz - Gimillan – Vallone del Grauson - Grauson Inferiore – Colle della Tersiva – Punta Tersiva – Grauson Inferiore – Montroz – Cogne.

Presenze: Bobo, Chiaretta.

Quota di partenza: 1544 m (Cogne)

Quota Max: 3512 m (Punta Tersiva)

Dislivello: 2000 m

Ciclabilità salita: 50%

Ciclabilità discesa: 90%

Difficoltà: BC+/EC 
                 M3-T5-E3

Sviluppo: 34 km

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