martedì 19 gennaio 2010

Monti e Passeggi (Traversata Savona - Quiliano)

Entroterra Savonese

Credevamo di conoscere i sentieri di casa... e invece eccoci a scovare un percorso inedito, divertentissimo, facile, che nonostante la vicinanza al nodo autostradale di Savona offre splendidi scorci panoramici e angoli di natura intatta!

Inverno savonese

Dal piazzale parcheggio della piscina di Legino (10 m) imbocchiamo a destra la ripida via degli Ulivi, che a mo' di ascensore ci porta in pochi minuti aulla strada della Madonna del Monte (190 m, breve tratto sterrato finché dura...). Seguendo la strada asfaltata verso destra superiamo in 500 m il passo del Priocco (222 m), da cui ci si affaccia sulla piana di Vado, e dopo altri 100 m lasciamo l'asfalto per l'ampia sterrata sulla sinistra, con piccoli saliscendi. Contorniamo così la testata dell'appartato vallone del Monte: in fondo sorge il maleodorante depuratore di Savona, ma quassù gli unici odori sono quelli della macchia e del sottobosco.
Sullo sfondo domina la Madonna del Monte

In breve riceviamo da sinistra la traccia di un oleodotto (paline) e la seguiamo in discesa, sempre su ampia sterrata, con magnifici scorci panoramici sul mare e sulla collina della Madonna del Monte. Passiamo a sinistra di una cascina (località Passeggi) in splendida posizione e raggiungiamo una selletta (160 m circa) da dove ci si presenta una terribile rampa in salita, pedalabile solo in condizioni di ottima forma.
Fronte mare, discesa dal Bric Maggiolo

Ripreso fiato in vetta al Bric Maggiolo (206 m) ci aspetta una divertentissima discesa sull'ampio crinale in mezzo a una vegetazione rigogliosa ma mai invadente (un tratto più ripido alla fine si può evitare con una piccola variante sulla sinistra, oggi però ingombrata da 2 tronchi di traverso), fino a un'ampia sella (92 m) con un quadrivio di strade, tutte da provare.
Noi scendiamo sulla destra per una traccia con gradini di legno, prima ripida poi distesa in uno di quei traversi "che mettono d'accordo tutti" in un sorprendente, integro boschetto di querce, fino a incontrare un percorso ginnico attrezzato. Mantenendoci sul percorso, dal fondo strepitoso, e badando ai numerosi "cittadini" di passaggio, valichiamo un ponticello di legno e usciamo infine in prossimità della chiesetta di San Pietro (7 m), gioiello romanico e simbolo di Valleggia, col suo vialetto di cipressi secolari.
L'impatto con l'asfalto è purtroppo immediato e violento e non ci resta che rientrare alla base per la viabilità ordinaria.
Si arriva alla chiesetta di San Pietro

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Traccia GPS

Dati del giro:

Anello Legino - via degli Ulivi - Passo del Priocco - valletta del Monte - Passeggi - Bric Maggiolo - Valleggia - Legino

Presenze: Bobo, Roberto

Quota di partenza: 10 m (Legino)

Quota Max: 250 m (testata Valletta del Monte)

Disl.: 300 m

Ciclabilità salita: 100%

Ciclabilità discesa: 100%

Difficoltà: BC+/MC+

Sviluppo: 11 km
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venerdì 15 gennaio 2010

Giro del Priocco

Entroterra Savonese

2010... ricomincia l'esplorazione in cerca di sentieri per bikers esigenti a due passi da casa, da non sottovalutare...
La salita di via degli Ulivi

Partiamo dall'ampio parcheggio di Legino, tra la piscina comunale e il campus universitario, e prendiamo la strada che costeggia la recinzione di quest'ultimo imboccando al primo bivio la stretta via degli Ulivi: una delle poche creuse sopravvissute che sale subito ripida in mezzo alle case.
Dopo una serie di piccoli strappi il percorso si fa più docile e in parte sterrato, e senza possibilità di errore usciamo su una curva della strada dei forti, tra Madonna dal Monte e Monte Ciuto (190 m).
Qui è possibile una prima variante (vedi sotto), noi invece abbandoniamo subito l'asfalto (semplicemente attraversandolo) e procediamo dritti superando bici in spalla un salto di terra e rovi che permette di raggiungere la traccia del metanodotto. Per sentiero fra la vegetazione arranchiamo per qualche minuto, poi riprendiamo a pedalare più in scioltezza in una zona segnata da recenti incendi. Un breve tratto in discesa con finale ripido raggiunge una piccola spianata dove teniamo la destra, seguendo una sterrata in lieve salita, ampia e dal buon fondo: in poco più di 300 m torniamo sull'asfalto (passo del Priocco, 220 m ). Lo stesso punto si può ovviamente raggiungere dalla curva di q. 190 mantenendosi sulla strada principale.
L'inizio del sentiero

Percorriamo ora un breve tratto di asfalto, verso sinistra, fino in vista di un grande traliccio sulla destra (245 m). Indovinando per tempo i cambi si può percorrere in sella la breve rampa rocciosa che porta su un bellissimo sentiero di crinale, dal fondo ottimo, alla testata della selvaggia valle del rio di Bo.
Scendiamo piacevolmente nella lecceta, poi affrontiamo un tratto un po' più ripido al termine del quale, poco prima della case, troviamo a sinistra una traccia orizzontale che ritorna sotto il sentiero appena percorso.
Anche qui è possibile proseguire dritto arrivando in breve su asfalto alla zona urbana, noi preferiamo imboccare il sentierino che corre tutto lungo la testata del valloncello di Canaiella, con divertenti saliscendi ben ciclabili e uno spettacolare attraversamento del rio su roccia viva.
Facendo attenzione ai numerosi tronchi di traverso scendiamo in un foltissimo bosco e prendiamo a risalire bici al fianco, fino a un poco evidente tornante (la traccia sembra proseguire per attraversare un canalone ma si perde miseramente nei rovi pochi metri oltre).
La valle del rio di Bo

Risaliamo ancora bici al fianco per una cinquantina di metri e sbuchiamo alla fine sull' ampio sentiero che scende dal Passo Paolino W. Non resta che imboccarlo verso destra, raggiungendo velocemente via dei Bricco e i ruderi dell'antica chiesa di S. Pietro. Al quadrivio con edicoletta svoltiamo a destra e scendiamo al cavalcavia autostradale del "Polo Nord", ormai in prossimità dell'area industriale di Legino.

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Traccia GPS

Variante: dal quadrivio della curva di q. 190 prendiamo la stradina asfaltata in ripida discesa che passa in mezzo ad alcune villette. All'ultimo cancello svoltiamo a destra in un'ampia sterrata e arriviamo su un poggio aperto con baracca metallica. Poco prima di questa troviamo sulla destra un tratturo che scende nella macchia e presto diventa sentiero, stretto ma ciclabile con qualche piccolo salto. Il sentiero raggiunge con un tornante il fondo dell'appartata valletta del rio Molinero e prosegue con una serie di piccoli saliscendi, abbastanza esposto e in ambiente selvaggio, poi si addolcisce tra fasce a uliveto e confluisce su una stradina asfaltata (via Pietragrossa). In ripida discesa arriviamo al raccordo per l'autostrada, a pochi metri dal punto di partenza, da cui possiamo ripetere fedelmente la salita. O tornare a casa se siamo stanchi...

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Traccia GPS

Dati del giro:

Anello Legino - via degli Ulivi - zona "Madonna del Monte" - crinale Molinero - rio Canaiella - Legino

Presenze: Bobo, Roberto

Quota di partenza: 10 m (Legino)

Quota Max: 245 m (traliccio)

Disl.: 320 m (variante: +180 m)

Ciclabilità salita: 99%

Ciclabilità discesa: 99%

Difficoltà: BC/OC

Sviluppo: 9 km (variante: +4 km)
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lunedì 23 novembre 2009

Giro della Testa d'Alpe

Val Roya

Più ci torniamo, più la valle Roya dispensa meraviglia e stupore... e l'inesauribile scrigno cede un altro dei suoi gioielli, nascosto tra i selvaggi contrafforti della bassa valle, per bikers determinati, amanti dei panorami e del grande vuoto!
L'aereo sentierozzo...

Partiamo in questo bel lunedì novembrino dal parcheggio in mezzo al paese di Airole (135 m) e, proprio a fianco della Madonna delle Grazie (cimitero), imbocchiamo la nuova via Fasceo.
Con qualche tornante e micidiali strappi che non lasciano un momento di respiro ai muscoli ancora freddi ci alziamo in verticale sopra il bellissimo borgo e al termine dell'asfalto (633 m) invece di raggiungere case Fasceo svoltiamo a destra, sul sentiero (segnavia bianco-rossi) che rimonta con decisione per cresta. Bici al fianco, superiamo con pazienza un tratto ripido e usciamo su un sentiero più comodo e pianeggiante in mezzo alla macchia, a tratti persino ciclabile, in vista del monte Abellio e del mare.
Un pò di portage con vista...

Cercando di non perdere i segni finiamo su una selletta (889 m), in corrispondenza della strada provinciale che sale da Rocchetta Nervina verso la sella di Gouta (val Nervia).
Proseguiamo sulla strada, con alcuni tratti di buono sterrato e altri decisamente rocciosi, passando davanti a diverse strutture ex-militari tra le quali il rifugio Paù, superiamo il bivio per la strada di crinale e un tratto in leggera discesa con galleria, e, dopo 7 km dalla selletta dell'Abellio svoltiamo a sinistra (1154 m) per la ripida strada di Testa d'Alpe.
Al bivio per la Tète d'Alpe

Al quinto faticoso tornante si potrebbe già tagliare verso sinistra, ma noi continuiamo fino al culmine e svoltiamo ancora a sinistra in una bella foresta di abeti.
Dopo circa 1 km (noi abbiamo girato un po' tardi) si raggiunge tagliando a sinistra nel bosco, senza percorso obbligato, il crestone panoramico che, sempre verso sinistra, conduce in vetta (1587 m), costeggiando gli impressionanti dirupi sul lato val Roya.
Una veloce occhiata al panorama sulle Marittime spruzzate di neve e ci buttiamo giù per il versante Sud, con percorso "free" molto divertente su labili tracce tra radi alberi, fino a ritrovare una sterrata (quella dal tornante di prima) in corrispondenza della balise 438. Presto la strada ridiventa sentiero e verso la Roche Fourquin si perde un po' nei prati. Merita comunque una breve deviazione a piedi per la posizione a nido d'aquila di una piccola postazione di tiro proprio sulla vetta (1420 m).
Parte iniziale della discesa sulla linea di cresta

Recuperiamo il sentiero nella pineta sottostante e arriviamo alla fondamentale b.437 che indica la nostra meta, Libre, proprio verso il baratro!
Con calma procediamo spesso bici al fianco per un traversone sconnesso ed espostissimo tagliato nella parete a picco sotto il Fourquin, poi recuperiamo qualche tratto divertente (basta non guardare sotto... sono 700 metri...) fino all'altro spettacolare balcone della Roche du Tron (1179 m).
Traverso spettacolo...!!!

Di fronte a noi, peccato per un po' di foschia, l'inconfondibile borgo di cresta di Piene Haute.
A questo punto vediamo i tetti di Libre, là sotto, e prendiamo a scendere con decisione. Questo tratto non presenta esposizioni impressionanti ma la pendenza e il fondo obbligano a una tecnica di guida perfetta con frequenti salutari discese dalla sella. Nel complesso la ciclabilità dalla selletta del Fourquin è intorno al 60%, e l'incomparabile scenario che ci circonda giustifica la fatica.
L'esposizione è notevole

Finalmente in vista della civilità tocchiamo le b. 419 e 418 e percorriamo un piacevole traverso sopra il paese, fino a sbucare da una chiesetta e a rinfrescarci alla fontana nella piazza principale di Libre (460 m).
Il giro proseguirebbe come già descritto questa primavera per il Sentier Valléen (Su e giù tra Bevera e Roya), che conduce fino ad Airole, ma sono le tre e gli impegni cittadini ci costringono a un veloce ripiego su asfalto. Anche così non ci siamo annoiati...

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) clicca su

Traccia GPS


Dati del giro:

Anello Airole - Fasceo - colletto dei Saviglioni - rifugio Paù - Testa d'Alpe - Roche Fourquin - Roche du Tron - Libre - Airole

Presenze: Bobo, Roberto, Carlo

Quota di partenza: 135 m (Airole)

Quota Max: 1587 m (Testa d'Alpe)

Disl.: 1620 m

Ciclabilità salita: 90%

Ciclabilità discesa: 80%

Difficoltà: BC/EC

Sviluppo: 37 km
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