Valle Gesso
Si sale con l'Argentera, si scende col Gelas: già questo giustifica l'uscita ... ma la discesa, completamente inedita e di qualità eccezionale, ripaga del duro "portage" affrontato anche stavolta e rende questo giro nel cuore selvaggio delle Marittime una vera perla, imperdibile per gli amanti dei sentieri!
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| ... un balcone sul Gelas ... che spettacolo!!! |
Nel 2006 il mitico Pierriccardo percorreva la salita del passo Fenestrelle in condizioni che solo lui, partenza da Cuneo, neve dappertutto, bici quasi un optional... Decidiamo pensando di alleviare un po' la fatica di percorrerlo in verso opposto, e mai scelta sarà più azzeccata!Valdieri, strada per Entracque, partenza alla fine del lago della Piastra, bivio S. Giacomo - Rovina, mattinata radiosa con clima ideale e la mitica Chiaruzza che dopo un anno "sabbatico" ci segue nuovamente in uno dei nostri giri di esplorazione. Prendiamo la strada di destra e, con pendenza regolare senza strappi, in breve siamo al lago della Rovina (1500 m).
In fondo al lago (sbarra) parte la ex-strada del Chiotas, ormai ridotta a sentiero che solo a tratti risulta ciclabile con fatica e per il resto costringe a un quasi continuo
spintage. Tra i sassi affiorano brandelli di asfalto a ricordare che una volta si saliva in auto!
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| ... autunno cicloalpinistico ... |
La vista sui monti circostanti riflessi nel lago allevia comunque la fatica, e in un'oretta, congiungendoci alla strada asfaltata di servizio (non percorribile causa chiusura della lunga galleria), siamo allo sforatore del lago. Conviene senz'altro, prima della piccola galleria, imboccare il sentiero di sinistra (indicazioni per il rifugio Genova) che in pochi metri esce nella conca del lago e ridiventa stradone sterrato. Dopo 300 m circa si individua a sinistra la palina, senza indicazioni, e il vecchio segnavia GTA per la nostra meta.
Noi, in vena di panorami, preferiamo rimontare alla diga e attraversarla (cosa non sempre possibile) per raggiungere quella che sul lato opposto sembra una larga sterrata. In realtà si tratta di una pietraia che costringe a scendere anche nei tratti pianeggianti e ci allunga il giro di quasi un'ora... in ogni caso alla fine ritroviamo lo stradone del rifugio e individuiamo la palina di cui sopra. Ci aspettano 500 metri di salita nel bellissimo vallone che conduce al colle di Fenestrelle, con un'interminabile serie di tornanti e un lungo traverso in quota. Muretti di sostegno e tratti ancora lastricati ci dicono che una volta di qui passavano i muli, oggi solo tre bipedi da soma che le ruote in terra non le posano neanche per un metro!
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| ... anche oggi ... alta scuola del "portage"... con vista Argentera ... |
Confortati comunque dalla vista strepitosa sul massiccio dell'Argentera, arriviamo alla conca finale (uno scomodo saliscendi, evitabile con un traverso segnato da ometti, delicato) e al laghetto che precede il passo Fenestrelle. Di colpo la vista si spalanca sul Gelas, spettacolo!
Il sentiero che abbiamo appena salito avrebbe offerto ben poche soddisfazioni in discesa: panorama a parte, cosa troveremo dall'altra parte...? Sarà valsa la fatica...?
Timidamente imbocchiamo la via di discesa, saliamo per pochi metri fino a un grosso rudere e presto ci rendiamo conto di essere ricompensati da uno dei più bei sentieri, se non della nostra carriera, sicuramente di questa stagione: fondo di terra compatta con moquette erbosa appena pettinata dai puffi, tornantoni tondi tondi da fare senza un piede in terra, praticelli sospesi, il Soria laggiù in fondo, i ghiacciai del Gelas sempre a dominare il tutto...
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... una discesa semisconoscita per i biker ... che merita di essere percorsa ...
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Scendiamo questo interminabile costolone tra ululati di piacere nella commozione generale, qualche piccolo momento di attenzione in due o tre tratti un po' scavati, ma la goduria sembra non finire mai, con tutti questi tornanti il sentiero ci regala soddisfazioni fino all'ultimo...
Alla fine un camoscio esteticamente in posa su un roccione indica l'ultimo traverso che ci molla al Praiet (1790 m), sullo stradone di fondovalle. Si può anche considerare l'idea di salire da questo versante compiendo la gita in a/r, visto che molti tratti del sentiero sono sicuramente ciclabili in salita. Va però messo in conto il noioso stradone che ora ci tocca scendere, tutto un ghiaione mobile che ci accompagna per parecchi km, fino all'ex-parcheggio, che mette a dura prova polsi, freni e capacità di galleggiamento.
Alla fine entriamo nella faggeta, lo sterrato si fa scorrevole e in un attimo siamo a S. Giacomo (1213 m). Ancora mezzo attimo di veloce asfalto e chiudiamo il giro, giusto all'imbrunire, per una strameritata birra al primo bar ancora aperto in questo luminoso inizio d'autunno.
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| ... il simpatico guardiano del Praiet ... |
Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:
Dati del giro:
Anello lago della Piastra - lago della Rovina - bacino del Chiotas- passo Fenestrelle - gias Praiet - S. Giacomo - lago della Piastra
Presenze: Roberto, Bobo, Chiara
Quota di partenza: 975 m (lago della Piastra)
Quota Max: 2463 m (Passo Fenestrelle)
Disl: 1580 m
Ciclabilità salita: 50 %
Ciclabilità discesa : 99.9%