lunedì 25 giugno 2007

Giro del Monte Omo

Valle Stura - Vallone dell'Arma

Ogni tanto il giro di scoperta ci vuole... Vallonetto, Barricate? Ma no, andiamo a provare il giro del Monte Omo che dicono è uno spettacolo...
Viol d'es Fiour... un nome un programma!

Forti delle indicazioni di un noto (famigerato?) cuneese, alacre divulgatore di itinerari al delirio, ce ne saliamo belli tranqui per il Vallone dell'Arma, forse sapendo cosa ci aspetta evitiamo la partenza da Demonte e ci portiamo in auto fino a S. Giacomo (m 1170). Due orette e mezza e siamo al Colle di Valcavera (m 2420), giornata piacevole, quasi fresca con qualche nuvoletta, e simpatico incontro con una marmotta che viene a curiosare quei due bipedi su uno strano pezzo di ferro.Proprio al colle un sentiero pianeggiante, che poi si trasforma in saliscendi, si stacca a sinistra e va a circumnavigare i ripidi pendii del Monte Omo.
Il traversone infinito
La traccia, al 99% dal fondo perfetto con solo qualche pietraia qua e là, è uno dei due o tre posti più belli delle Alpi dove ci sia capitato di portare la bici. A volte l'esposizione, davvero notevole, e la strettezza del sentiero consigliano una salutare pedata in terra, ma l'ambiente e l'incredibile fioritura di stelle alpine, nigritelle e rododendri valgono un po' di vertigini!Il sentiero termina su un poggio verdissimo con panorama da panico: di qua il Monviso, di là le Marittime tutte in fila e fino al Marguareis.
La traccia adesso diventa più incerta e con qualche pietra in più, e si abbassa con un paio di tornantini nella conca che scende dal Colle Serour. Da qui sarebbe un attimo scendere al Gias Serour, raggiungere per sterratona il gias Cavera e chiudere un giretto di immensa soddisfazione... Se siete appassionati di mountain bike leggete fino qui e basta.
Verso il vallone Serour con le Marittime in fondo

Noi invece da bravi testoni ricominciamo a salire verso il Colle Serour, anzi, giunti nella conca, invece di spingere sul traversone della mulattiera ex-militare ci rabelliamo le bici a sinistra, per la massima pendenza, e in 40 minuti di sofferenza siamo sul crinale sotto il M. Savi, anche se il vento sembra quello dell'Albergian. Quota 2460, da qui sarà tutta discesa?Cercando di non volare via traversiamo 200m di pendio franosissimo e troviamo finalmente una traccia in diagonale che ci scodella sugli immensi prati del costolone tra il Vallone dell'Arma e il Vallone Neraissa, eh già, quello laggiù è proprio il Varirosa di quindici giorni fa!

Ultimi prati ciclabili...

La discesa sul crinalone è praticamnte priva di sentiero ma destreggiandosi tra una zolla e l'altra (rischio capottamento, andare piano!!) la pedalata non è delle peggiori e il panorama rimane da elicottero. Alla fine siamo sul pianorone del Monte Corso del Cavallo (2100 m circa), non ci ricordaimo bene la recensione originale e la cartina indica una sterrata che scende subito sulla sinistra e si raccorda alla stradina del Gias Terz del Mez, dritto sotto di noi: non cercatela che non esiste!!!
La via giusta era continuare il crinale perdendo altri 300 m.
Noi che non lo sapevamo ci ribaltiamo giù da un prato praticamente verticale, ruzzolando prima noi poi le bici. Alla fine tocchiamo lo sterrato, siamo stracotti ma almeno adesso si viaggia. Un bel tratto nel bosco, una deviazione al fondovalle e una breve risalita ci riportano a Trinità.
Monte Corso del Cavallo, aspettate a girare!
Tempo totale di discesa: cinque ore!

Dati del giro:

Anello S. Giacomo - Colle Valcavera - pendici M. Omo - colle Serour - M. Corso del Cavallo - Gias Terz del Mez - S. Giacomo

Presenze: Bobo, Roberto

Quota di partenza: 1170 m (S. Giacomo)

Quota Max: 2460 m (colle Serour)

Dislivello: 1750 m

Ciclabilità salita: 85%

Ciclabilità discesa : 85%

Difficoltà: MC/OC

Sviluppo: 40 km
woof

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