lunedì 7 luglio 2008

Colle del Vallonetto

Valle Stura di Demonte

La più amata dai cicloalpinisti .... e anche stavolta la Valle non delude, con un grande giro che da tempo "si doveva fare", in ambiente integro, pensato per i nemici del bitume!
... il Bersaio ...

Partiamo come per il giro del Bersaio, dalla piazza di Sambuco (1185 m) su per una ripidissima rampa che presto si collega al sentiero delle borgate. Guadagnati 200 m di pura fatica su tornanti al limite, alla borgata Serre (1440 m) il sentiero si scioglie per più di 1 km in un meraviglioso traverso nel bosco, fino a superare su un ponticello il Rio Bianco. Giornata splendida, frescura, nubi all'orizzonte, la "macaia" savonese è già un ricordo.
In breve siamo in vista della chiesa di Moriglione S. Lorenzo (1410 m) e troviamo sulla destra la classica sterrata che presto entra in una bella pineta e risale con pendenze "umane" le pendici del M. Bodoira. Dopo la sosta d'obbligo per il panorama al Pilone (1915 m), superiamo il sentierino per la Bandia che stacca a destra e proseguiamo sulla sterrata in mezzo a lavori in corso.
La rilassante salitona al Pilone
Si supera anche il gias Vallonetto, ristrutturato (2090 m), e si continua per la nuova sterrata sempre più panoramica con spettacolari scorci sul nostro percorso e sulle Marittime ancora innevate.
Superato anche il dosso del Colle della Guia (2300 m circa), arriviamo all'attuale termine della strada in corrispondenza di un selvaggio vallone (2330 m). Molto probabilmente l'anno prossimo, o già quest'autunno, la strada continuerà fino al Colle di Salsas Blancias (vedi aggiornamento a fondo pagina).
Noi invece, evitando il vallone ingombro di massi, saliamo bici in spalla nei ripidi prati dietro il piazzale e, cercando di non schiacciare troppe stelle alpine, recuperiamo gli indizi di un sentiero completamente inerbito, non pedalabile.
C'era una volta ... la Meja fà capolino sul colle Salsas Blancias ... lo stradone non c'é!

Presto sbuchiamo su di un poggio di fronte a spettacolari calanchi di gesso bianco, traversiamo in quota a destra puntando verso la Meja e ritroviamo (2460 m) una mulattiera che scende al Colle di Salsas Blancias in piena "autostrada della Gardetta".
La breve risalita dal Colle di Salsas Blancias

Senza toccare lo sterratone incrociamo sotto di noi una dissestata militare che taglia verso sinistra mantenendosi in quota. Le nubi si addensano, il Monviso laggiù segna tormenta ma qui arrivano solo due gocce e proseguiamo.

Spettacolare traverso....
Tra ponti ancora in piedi e spettacolari passaggi fra le rocce seguiamo senza possibilità di errore questa magnifica opera, spesso ridotta a single track, prestando attenzione ai diversi tratti franati ed esposti, e in 3 km di tranquilli saliscendi contorniamo il monte Bodoira ammutoliti dalla meraviglia.
Un po' esposto ma ciclabilissimo!!!!

L'ultimo traverso termina al Colle del Vallonetto (2530 m) e ci fermiamo ad ammirare ciò che ci aspetta in discesa.
La strada adesso è un tappeto erboso, puro Luna Park per bikers rilassati: contorniamo l'immenso vallone e costeggiamo lungamente il bordo della Valle Stura, volando sopra le Barricate. Superati alcuni gias, la strada sembra terminare in un piazzale (Colle della Montagnetta, 2189 m) e a sinistra stacca una traccia per andare ad ammirare i precipizi, ma il tempo è molto incerto e rimandiamo la deviazione. Indoviniamo invece sulla sella una traccia invasa dall'erba e sbuchiamo nel selvaggio vallone di Servagno, lassù in cima l'Oserot controlla severo.
Il Vallone di Servagno, in fondo l'Oserot

Perdiamo quota nei prati cercando di non perdere la traccia e usciamo su un canalone rovinato dalle piene del rio di Servagno: l'attraversamento è a guado e il tratto che segue, completamente franato, richiede attenzione e piede fermo.
Ritrovati i prati, vediamo sulla nostra destra il sentiero GTA che scende dall'Oserot (clicca per vedere la recensione) e raggiungiamo una casetta in legno (1941 m). Attenzione a individuare il segnavia nell'erba alta e a tagliare sulla destra una lunga fascia a pascolo dove la traccia per un pezzo scompare.
Il sentiero adesso esce in una zona più aperta e comincia l'ultima spettacolare discesa, decisamente tecnica con traversi esposti e strette curve.
Il video di uno dei tornanti di Servagno.....erano tutti così!!!!
Attraversiamo le case diroccate di Servagno (1738 m) ed entriamo in un piacevole boschetto con divertentissimi tornantini, perfettamente ciclabili su fondo ottimo. In vista ormai della strada asfaltata costeggiamo un ultimo impressionante dirupo e sbuchiamo sulla strada della Maddalena (1447 m) poco a monte del tunnel, che si può evitare passando sull'esterno.
Una rapida discesa a Pontebernardo e Pietraporzio, dove se vogliamo possiamo evitare l'ultimo asfalto passando sulla pista da fondo, e risaliamo a Sambuco dove le mitiche birre di Bartolo ci aspettano...

Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:
Dati del giro:

Anello Sambuco - Serre - Moriglione - Il Pilone - Colle Guia - Colle di Salsas Blancias - Colle del Vallonetto - Colle della Montagnetta - Servagno - ss21 - Sambuco

Presenze: Bobo, Roberto, Panna, Sergix

Quota di partenza: 1185 m (Sambuco)

Quota Max: 2550 m (pendici M. Bodoira)

Disl.: 1480 m

Ciclabilità salita: 98%

Ciclabilità discesa: 99,9%

Difficoltà: MC/BC

Sviluppo: 36 km, asfalto 9 km
woof


Aggiornamenti:
  • 24 Settebre 2011
 A parte la salita che dopo l'apertura dell'autostrada Pilone-Salsas Blancias, è divenuta la via di arroccamento più frequentata di tutta la valle Stura, nonchè punto di partenza di numerosissimi itinerari, mi sento di dire che a distanza di 3 anni non ci sono grosse variazioni da segnalare se non l'impressione che il traverso del Bodoira sia diventato più scorrevole e facile ... unica nota negativa è riguardo alla frana poco prima dell'innesto con il vallone di Servagno che è di entità maggiori e richiede un paio di minuti a spinta per essere attraversata.

Bo

3 commenti:

Apo ha detto...

Ciau Bobo & Brak: abbiamo effettuato in 4 il sottoscritto (Apo) con il mitico "Sava-rinox", Claudio-gamba d'acciaio (CAI Venaria) e il neo-nato serious-biker PietrusM, il magnifico anello del Colle del Vallonetto in questione. Giornata caratterizzata da una caldazza decisa, ma a parte questo, veniamo alla relazione, alle impressioni, ai commenti.
Prima parte della salita: beh, ho visto comparire un 23% sul VDO salendo sulla bianca sterrata 'brutale' che subito da Sambuco "prende" quasi 250 mt. di dislivello in circa 2.2 km. !! Insomma, un graduale riscaldamento...! A seguire la sterrata diventa piu' umana con pendenze tipiche delle strade militari. Arriviamo all'alpeggio (Gias Vallonetto) e ci abbeveriamo, proseguiamo e salendo intorno a quota 2300 cominciamo a vedere sulla ns. sx il traverso spettacolare che andremo ad intraprendere di li' a poco. Nota 1: Vi segnalo che -ora- la strada prosegue sino al Colle di Salsas Blancias e quindi in bike essa e' totalmente pedalabile sino a tale colle senza dovere intraprendere il sentirino a spinta-portage come quando la faceste voi. Ci rifocilliamo al Colle leggendo la Vs. poetica relazione (hi hi, vero!) e riprendiamo la pedalata scendendo al bivio che ci porterebbe "sull' autostrada sterrata" della Gardetta, ma, come ben segnalato da Voi, prendiamo invece in salita appunto per il traversone spettacolare che ci portera' al Colle del Vallonetto (mt. 2510) percorrendo uno spettacolare single-track che si presenta spesso esposto sui baratri del vallone sottostante (visibilio...!). Superato il Colle ci buttiamo verso il Vallone del Servagno, sopra di noi dominano l'Oserot, la Rocca Brancia, la Bassa di Terrarossa... Ad un certo punto della discesa, dopo avere percorso direi circa mezz'oretta di single-track ed un discreto numero di bellissimi tornantini tecnici (di cui uno particolarmente espostoooo, porre molta attenzione), ci si infila nell' incasso del torrente dove questo inverno c'e' stato un franone immane e quindi il sentiero e' pressoche sparito e pertanto e' necessario improvvisare l'attraversamento e ritrovarlo per giungere poi al Gias successivo dopo il quale riprendiamo il GTA che scende lungo il Vallone del Servagno dove gli immancabili tornantini tecnici ci impegnano con grande soddisfazione sino a giungere alla SS. della Maddalena dove (sigh!) ci aspetta il bollente asfalto per rientrare alle auto. Il giro ci ha esaltati, e' stato spettacolare e di gran soddisfazione ! Postero' quanto prima la traccia del suddetto che contiene le "novita'" d questo anno e nel frattempo Vi ringrazio a mille ! ciau ciau, Apo

Massimiliano "Gas" ha detto...

Salve a tutti, ho percorso questo itinerario (gita sociale) sabato 4 settembre è come immaginavo l'ho trovato fantastico. Lo stato dei sentieri è perfetto, la frana è sempre la e penso che potrà solo peggiorare. Segnalo il crollo di albero che poco sopra il passaggio del torrente fa fare un pò di discesa a piedi ma poca roba. Dalla frana ora il sentiero è evidenziato da bolli rossi e dai ricordi delle mucche... la parte finale è da urlo!

Allego il link del nostro report: http://cainovimtb.blogspot.com/2010/09/foto-report-e-vallonetto-fu.html

Stefano ha detto...

Siamo stati venerdì per la prima volta in valle Stura a provare uno dei vostri giri e abbiamo fatto il Vallonetto..."corretto": bellissimo!!!
La correzione l'abbiamo inventata sul momento, complice anche copia della cartina del percorso "Anello della Gardetta", preso all'osteria della Pace a Sambuco.
Giornata splendida con cielo terso e primi freddi, ma con vento IMPOSSIBILE, che ci ha ostacolato mica poco a salire: addirittura siamo caduti in 3 su 4 in salita a causa di improvvise raffiche violente (mai successo!). Per questo motivo, leggendo che la discesa originale del Vallonetto presentava tratti esposti, abbiamo deciso saggiamente di portare a casa la pelle e percorrere il meno esposto vallone solcato da traccia del sentiero Gta (salita dal Passo Gardetta e poi Passo Brancia): bella discesa, tutta in sella a parte pochissimi metri.

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