domenica 2 agosto 2015

Monte Maniglia (3177 m)

Val Maira


Un bel tour di vélo de montagne, un bel tremila di grande soddisfazione che ci siamo guadagnati duramente, quattro amici per una spettacolare discesa: cosa chiedere di più alle nostre amate valli?
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... Monte Maniglia, il tremila che mancava! (Foto Maki)


Il Maniglia è un'imponente altura detritica, alta 3177 metri, situata sulla dorsale alpina secondaria, che separa la val Maira dalla val Varaita.
Tante volte lo avevamo osservato, soprattutto dal vicino monte Bellino, situato sulla stessa dorsale. Imponente, ma in apparenza non inaccessibile... insomma un giro che stava da un po' nel cassetto dei desideri, e finalmente una rovente mattina di questa infame infuocata estate mettiamo insieme il team perfetto, tre veterani di queste pagine e un pioniere della gita raccontata in rete che per la prima volta si unisce a noi.
Scegliamo di approcciare la vetta dalla val Maira, che ci sembra la via più logica (o forse la meno illogica!) da affrontare col velocipede al seguito.

... sotto la Tete de Cialancioun,  qualche pietra ... (foto Maki)
Per accorciare i tempi di salita (prevediamo che la giornata sarà impegnativa...) decidiamo di proseguire con l'auto oltre Chiappera verso le grange Collet sin quasi alla fine della rotabile asfaltata che risale sulla sinistra orografica dell'ampio vallone (1900 m circa).
Si pedala subito in una piacevole frescura, rimontando le ultime curve della sterrata fin poco oltre le grange, e a quota 2014 prendiamo a sinistra la multtiera lastricata, targata GTA, che sale con più decisione in direzione del Col Maurin (2641 m). L'ambiente grandioso, la corona di "3000" che ci circonda e la Provenzale che ci sorveglia le spalle spingono i quattro bikers tra pianoroni pedalabili e dure rampette da affrontare a piedi, e con poca fatica siamo all'ampio colle. Qui comincia la gita ...
... siamo sotto i Denti del Maniglia ... (Foto Maki)
Sulla nostra destra partono diverse tracce, noi prendiamo la più alta ma non è detto che sia stata la scelta migliore: conveniva forse tenersi più bassi, alla base delle pietraie, e andare ad attraversare il lago disseccato che precede il Colle di Ciabrera o Col de Roure (2828 m), prima tappa obbligata. Fatto sta che dopo un piacevole tratto in ampi pratoni, quasi tutti pedalabili, ci troviamo di fronte alle gigantesche pietraie che scendono dalla Tete de Cialancioun. I numerosi ometti sparsi qua e là ci dicono che qualcuno ogni tanto ci passa... ma il portage tra i massi, con diversi munta e cala per attraversare le fiumare che scendono dalla vetta e non guadagnare un metro di quota, è decisamente una sfida.
Anche le pietraie finiscono, e ci troviamo di nuovo sull'erbetta fresca (mica tanto in questa stagione) poco a monte dell'ex laghetto di cui sopra e in vista del Col de Roure.
... sagra del camallo ... (FotoMaki)
... all'Ometto di quota 3030 m si pedala pure!!!
La meta è lì che incombe sulle nostre teste, ma sulla nostra sinistra l'ampia dorsale che culmina sul Maniglia è ben difesa da una fascia rocciosa, che da qui non pare superabile. Sappiamo che i cugini d'Oltralpe sono passati di lì ma un gruppo di escursionisti locali interpellati in proposito ci prospetta baratri, abissi e sventure infinite se ci avventuriamo su quel versante e ci suggerisce di scendere di 300 metri verso Chiappera!
Proseguiamo allora seguendo le tracce di Phil'O a mezza costa, puntando leggermente a sinistra senza mai perdere quota, procedendo bici a spalla tra facili rocce ed erba sino ad una selletta, finché non si rende evidente , a sinistra, un ripido ma abbastanza largo canale detritico, lungo circa 80 metri, che consente (non proprio agevolmente) di raggiungere l'ampia dorsale finale.
... primi metri in discesa dalla vetta ...
Sul versante opposto della sella appena conquistata, incontriamo il sentiero (segnavia rossi quadrati, molto sbiaditi) che sale dal vallone di Bellino verso il nostro monte. Lo seguiamo, ancora bici a spalle, per qualche centinaio di metri sul versante varaitino, sino a raggiungere nuovamente l'ampia dorsale, dopo esserci lasciati sulla sinistra il grande ometto di quota 3030.
Il sentiero punta ora decisamente alla cima, che raggiungiamo senza problemi (ma con molta fatica), fino alla cima "ciclistica", 3177 m. La vetta vera e propria, più alta di 3 m, si raggiunge a piedi su facili roccette e ci riuniamo per la foto di rito.
E un altro 3000 in saccoccia!
... si rotola alla grandissima!!! (FotoMaki)
La discesa dalla vetta si rivela, inizialmente, all'altezza delle più rosee aspettative: il sentiero, poc'anzi percorso in salita, risulta percorribile quasi tutto in sella, seppur con le dovute cautele dovute alla pendenza e al fondo assai smosso, tipico di queste cime; con la sola eccezione di brevi passaggi cautamente affrontati a piedi, giungiamo con gran soddisfazione alla Bassa di Terrarossa (2832 m), da cui in teoria si potrebbe tornare direttamente alla base.
... discesa super ... (Foto Maki)
Non conoscendo il percorso e in mancanza di qualsasi relazione decidiamo di percorrere strade note, così traversiamo ancora in orizzontale sull'ennesima pietraia e troviamo sulla sinistra una traccia non indicata e poco segnalata che punta alle grange Autaret, nell'alto vallone di Bellino. Qui il terreno è al limite, piuttosto bagnato e su pendio decisamente ripido, non tutti stanno in sella, ma si passa.
Terminata la parte tecnica attraversiamo i prati cercando di contornare le colate di sassi sulla nostra destra e rimontiamo, prima fra i massi poi su ottimo sentiero, gli ulitmi faticosi 150 m che ci separano dal Colle di Bellino (2813 m). Casa!!

... si, è proprio Terrarossa ...
I primi 600 m di discesa sul tracciato del GTA sono quanto di più easy, flow e ludico si possa immaginare: le bici volano su un sentierone liscio liscio, dai curvoni arrotondati, e usciamo dalle nebbie del colle con una vista strepitosa della valle di Chiappera illuminata da squarci di sole. Unica cautela, schivare le marmotte che a quest'ora escono a famiglie intere dalle tane per lo spuntino della sera...
Alle prime case il sentiero si fa decisamente più "muccato" e la segnaletica si perde un po' ma ormai siamo in zona civilizzata. Traversando a vista riprendiamo la mulattiera lastricata sopra le grange Collet e in pochi minuti rientriamo alla base.
In conclusione, per chi, come noi, ama il genere è stato un giro di gran soddisfazione.
I punti “dolenti” sono le tre ore e mezza di bici a spalle, e la discesa nel vallone di Bellino, che costringe ad una dolorosa risalita prima della discesa finale...andremo alla ricerca di alternative.
Consiglio vivace per chi volesse provarci: munitevi di GPS con tanto di traccia.
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... il Maniglia e il confine Maira (bello) / Varaita (nebbia) ...
Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:
Dati del giro:

Anello Chiappera -

Presenze: Roberto, Bobo, ZioDodo, Maki

Quota di partenza: 1900 m (sopra Chiappera)

Quota Max: 3177 m (Monte Maniglia)

Disl.: 1670 m

Ciclabilità salita: 30 %

Ciclabilità discesa: 95 %

Difficoltà:  OC/OC
                M3-T3(T4)-E2


Sviluppo: 23 km
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22 Agosto 2011Tour di Autaret & Rubren

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