domenica 30 agosto 2015

Giro del Monte Matto (da Valmiana)

Valle Gesso

Con questa incredibile esperienza al colle di Valmiana si conclude (... forse ...) l'avventurosa serie "Robe da Matto": si tratta di un progetto iniziato alcuni anni fà, che ci ha visto esplorare ogni possibile soluzione per compiere il giro in mountain intorno al Monte Matto, una delle più importanti e imponenti montagne della marittime ... in questi posti si ha assoluta garanzia di godere di scenari aspri e selvaggi e la certezza di lunghi portage e discese ultratecniche!
Bobo & Andrea
Valle Gesso, la nostra valle, la più amata, il paradiso del tecnico e dalla roccia, il regno del "T5", il luogo in cui da tempo abbiamo perso il conto degli splendidi itinerari che ci ha regalato!
Tra le innumerevoli possibilità, soltanto due permettono di girare intorno al Monte Matto con una mountain: il primo che prevede letteralmente di arrampicarsi bici in spalla fin sul colle Est della Paur, l'abbiamo smarcato in prima assoluta nel 2012 (clicca), mentre la seconda, che topograficamente è anche la più logica, prevede di sfruttare la via di arroccamento ex militare del colle di Valmiana. In entrambi i casi si rasentano i tremila metri di quota massima e il dislivello per completare gli anelli supera ampiamente i duemila, con massiccie dosi di portage e tratti spesso assai impegnativi e truci.
... militare del Valasco e la Testa del Claus ...
L'avvicinamento ovviamete risulta in comune per entrambi i giri così come il luogo di partenza, fissato su Sant'Anna di Valdieri. I primi 7 chilometri e circa 400 m di dislivello sono su bitume e ci consentono di arrivare alle Terme eliminando subito la parte "brutta"della gita! Da qui si prosegue in direzione Piano del Valasco risalendo una delle militari più belle e famose dell'intero arco Alpino. Riassumendo Terme - Piano del Valasco - Casa di Caccia e da qui si arranca quasi tutta in sella fino alla base del lago inf. di Valscura (consigliata la breve digressione per la visita al lago).
... portage al cospetto della regina delle Marittime ...
Il sentiero N27 (balise) si stacca sulla destra due tornanti prima del lago, noi lo seguiamo spingendo la bici nella prima parte tutta a tornati; in breve ci troviamo catapultati sullo splendido traverso/balcone della Valrossa, un tratto costantemente a forte esposizione che non permette distrazioni, ma regala viste uniche sulle cime della Serra dell'Argentera, la regina delle Marittime, e su tutto il bacino del Valasco.
Giunti al bivio per i laghi di Valrossa/colle Est della Paur (balise) un'occhiata d'obbligo a quella che è indubbiamente una delle nostre più belle avventure, quanta fatica e quanti bei ricordi! 
Superiamo il ponticello in legno di quota 2485 m e proseguiamo lungo la militare N27 che con un ampio semicerchio percorre a sali scendi tutta la Valrossa consentendoci lunghi tratti in sella, alternati ad agevoli spintage. 
... Valrossa ...
Un ultimo strappo in salita ci permette di svalicare il caratteristico colletto di Costa Miana (2620 m) anello di congiunzione tra Valrossa e Valle Miana. Qui sappiamo bene cosa non fare, ovvero evitare di commettere lo stesso errore di un nostro precedente tentativo fallito al colle di Valmiana (clicca); quindi, scendiamo circa duecento metri di quota lungo il sentiero Valle Miana/Piano del Valasco, tralasciando la prima evidente deviazione, fino a raggiungere la balise N17 di quota 2405 m per il colle di Valmiana. Ci aspetta la rampa finale, circa seicento metri di dislivello di salita incognita, tutto portage/spintage sulle tracce di un'antica militare in abbandono che si snoda tra immense pietraie e luoghi ameni. La quota e la fatica iniziano a farsi sentire, ma la pendenza mai eccessiva ci permettono di svalicare in poco più di un'oretta nell'alto vallone della Meris; siamo finalmente sul colle di Valmiana (2922 m), abbiamo 2400 metri nelle gambe ( ... e nella schiena), e una sosta rigenerante è decisamente d'obbligo mentre godiamo del meritato premio che consiste in mezze Marittime splalmate davanti ai nostri occhi e dei contrafforti rocciosi del Monte Matto mai così vicini!
... ultimi metri al Valmiana ...
... al cospetto del Matto ...
La nostra auto è circa 2000 metri più in basso, è il momento di scendere, ma ... come sarà la discesa?
Inutile negare che come troppo spesso ci accade, abbiamo mille dubbi sulla reale fattibilità, in bici, di discese come questa. A notizie quasi inesistenti e spesso contrastanti, si aggiungono i consigli (... spesso non richiesti!) degli escursionisti incontrati lungo il tragitto che solitamente sentenziano baratri, abissi e sventure infinite a noi poveri sventurati sherpabiker; ma fortunatamente siamo abituati e non ci demoralizziamo, ma sicuramente sappiamo bene quanto sia assolutamente vietato lasciarsi andare al relax del "... adesso è tutta discesa!!!"
... partenza! Si galleggia in un mare di pietre ...
Un deserto di pietre grigie discretamente ripido di cui non si vede la fine è solcato da un labile traccia tutta tornanti. In sella dalla vetta cominciamo una lunga fase di galleggiamento che alterna una quantità di nose decisamente non numerabili a ostacoli rocciosi sempre abbordabili: le velocità ovviamente sono ridotte al lumicino e sembra di essere su una interminabile sezione trialistica. 
Man mano che si scende gli scenari cambiano, compaiono mille laghetti, pochi nevai rispetto al solito, ma la musica delle rocce sotto le ruote è sempre la stessa ... siamo in una sorta di "trance da tornate"!
"Roba da Matto ... Roba buona!"
L'enorme bacino del Lago Soprano della Sella si avvicina sempre più e continuiamo incredibilmente a rimanere in sella, difficile da credere voltandosi indietro a guardare il pendio di discesa, aumentiamo soltanto la frequenza delle soste per far riposare le mani distrutte e per scattare qualche foto ... che spettacolo!
Arrivati in prossimità del lago spingiamo la bici soltanto per risalire una morena e poi nuovamente discesa tecnica fino a confluire nel sentiero, conosciuto, proveniente dal Colle della Valletta ovvero la discesa del giro del colle Est della Paur. La fase di scoperta è finita anche se la discesa è ancora molto lunga ed impegnativa, la tensione scema e personalmente mi sembra di essere a casa, mentre appare il Rifugio Livio Bianco e il pensiero della birra che mi aspetta mi rende ancora più euforico.
... laghetto del Matto ...
Ad attenderci come sempre l'amico rifugista Livio Bertaina, le solite conviviali conversazioni montane con il massimo esperto del luogo, il "guru" dal quale carpire i segreti per i futuri esperimenti cicloalpinistici. 
 Purtroppo l'eterna lotta col tempo che passa inesorabile ci costringe ad abbandonare troppo presto questo angolo di paradiso e a tuffarci nell'ultima parte di discesa decisamente meno tecnica rispetto a quella appena affrontata consentendoci di scendere veloci e molto piu rilassati.
In una mezz'oretta, a vena chiusa, siamo a Sant'Anna dall'auto dopo 2100 metri di discesa incredibilmente continua e tecnica come poche volte ci era capitato di affrontare ... lo sguardo soddisfatto e anche un pò sfatto dei miei due validissimi compagni di avventura la dice lunga sulle emozioni provate quest'oggi; non rimane che archiviare tra i ricordi più belli anche questa ennesima esperienza, tormentone confermato ... "Roba da Matto ... Roba buona!"
Bobo
... tecnico sempre!
Per scaricare la traccia GPS (in formato GPX) e vedere la mappa del percorso clicca su:
Dati del giro:

Anello Sant’Anna di Valdieri - Terme di Valdieri - Piano del Vallasco - bivio Valrossa sotto il lago inf. di Valscura - Passo di Costa Miana ( Sentiero N27)- Bivio 2405 (Sentiero N17) - Passo di Valmiana - lago sopr. della Sella - Rif. Livio Bianco - Sant’Anna di Valdieri

Presenze: Bobo, Andrea (Barolo71), Donald (Bob)

Quota di partenza: 960 m (Sant’Anna di Valdieri - CN)


Quota Max: 2922 m (Colle di Valmiana)
Disl: 2400 m 

Ciclabilità salita: 70 %

Ciclabilità discesa : 99,9 %

Difficoltà: OC+/EC  
               M4-T5-E3

Sviluppo: 39 Km

  • Aggiornamenti - Varianti - Sentieri associati
24 Agosto 2007  - Anello del Valasco

30 Giugno 2012 - Gran Tour del Monte Matto  

4 Agosto 2013 - Valle Miana ... "il sentiero Perduto"  

9 Settembre 2013 - Balconata del Valasco

4 commenti:

Phil'Ô ha detto...

Avete finalmente realizzato uno dei miei sogni... ma a bene leggere il tuo racconto, mi sembra che sia riservato a poco riders capaci di essere confortabili nel T5+

Bobo ha detto...

ciao Phil'Ô ... questa discesa ha la particolarità di essere incredibilmente continua come difficoltà tecniche dalla partenza sul colle di Valmiana fino almeno al Rifugio ... noi l'abbiamo gradata T5 e, nota bene, 99,9 % ciclabile!!! ... sicuramente qualcuno troverà da ridire sulla ciclabilità ma di passaggi impossibili o non fattibili in bike a mio avviso non ce ne sono ... poi ovviamente di piedi in terra se ne mettono non fosse altro che è davvero distruttiva fisicamente, ma non si scende dalla bici! ... ovviamente bisogna capire cosa vuol dire T5 altrimenti sono discorsi al vento, ma non è il tuo caso ;-) ... a mio avviso è una discesa davvero unica e mi è piaciuta davvero tantissimo ... è sicuramente nella top ten delle mie discese preferite di sempre!

Barolo71 ha detto...

Che gita incredibile....e' una delle poco uscite in cui siamo arrivati alla macchina contenti che fosse finita la discesa ....per chi ama il genere e' imperdibile....però come dice Bobo...occhio che se non e' affrontata con lo spirito, la tecnica e la determinazione giusta rischia di diventare un po' indigesta!

Enrico ha detto...

fatta per sbaglio nel 2012 mi pare, avendo solo una cartina volevo fare l'altra versione, ma vedendo prima dei laghetti l'indicazione per il rif. livio Bianco presi la via per il colle di Valmiana. con la front un incubo in discesa ma la salita con la bici in spalla molto fattibile.

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